domenica 11 gennaio 2026

VILLA GUASTAVILLANI: storia, architettura e rigenerazione

Via degli Scalini, 18 – BOLOGNA


Immersa nel verde del Monte di Barbiano, Villa Guastavillani è uno splendido esempio di villa rinascimentale trasformata nei secoli tante volte, fino a diventare oggi sede universitaria e centro di formazione avanzata.


Facciata storica di Villa Guastavillani a Bologna, edificio nobiliare immerso nel parco sui colli bolognesi.


DOVE SI TROVA

Sorge a poco più di due chilometri da Porta Castiglione, sulla collina, in Via degli Scalini 18.
Si raggiunge facilmente in autobus (linea 59 da Piazza Cavour) oppure in auto salendo via Castiglione, poi imboccando Via degli Scalini.

Mappa del percorso stradale per raggiungere Villa Guastavillani a Bologna, realizzata dall’autore.


FACCIATA ESTERNA E LINEA ARCHITETTONICA

La villa fu costruita a partire dal 1575 su progetto di Ottavio Mascarino e realizzata da Tommaso Martelli.

Si nota che la loggia è piuttosto stretta rispetto ad altre costruzioni simili dello stesso periodo.
Questo fa pensare che esistesse già un edificio precedente, probabilmente una chiesa dei Basiliani armeni¹.
È stata poi ampliata con due ali laterali.

Ha quindi un impianto a "T" con una grande volumetria interna di oltre 5.000 mq.
Strutturalmente è su due piani fuori terra, più piano seminterrato (in parte fuori terra su un lato), e un piano sottotetto.

Foto Bologna Business School


Per realizzare la villa furono necessari grandi interventi sulla collina: venne creata anche una nuova strada di accesso, chiamata strada dei Cocchi, pensata per permettere l’arrivo a cavallo e in carrozza.
La strada precedente, infatti, era troppo ripida e tortuosa per le carrozze.
Il progetto fu ideato nel 1572 e i lavori iniziarono intorno al 1575.


STORIA DELLA VILLA

. 1575 – Il Cardinale Filippo Guastavillani fece costruire la villa; fu personaggio di spicco dell'aristocrazia bolognese dell'epoca e nipote di Papa Gregorio XIII Boncompagni.

Questa non è una villa senatoria come molte altre presenti in città, ma una delizia rinascimentale.
Viene chiamata così perché non nasce come residenza ufficiale, ma come luogo di rappresentanza e prestigio.

La famiglia Guastavillani aveva il suo palazzo principale in città, in via Castiglione 22, ancora esistente.
A un certo punto decise di costruire una villa fuori dalle mura, ma comunque vicina alla città.
Il principale promotore fu il cardinale Filippo Guastavillani, e la villa divenne il simbolo della ricchezza e dell’importanza della famiglia.

Siamo nel 1572, anno in cui Filippo Guastavillani viene nominato senatore del Senato bolognese, una carica molto prestigiosa.
In realtà la famiglia aveva già rango senatorio dal 1500, ottenuto grazie a Papa Giulio II.
Questo perché i Guastavillani erano sempre stati lontani dalla famiglia Bentivoglio.
Quando i Bentivoglio furono cacciati da Bologna e la città tornò sotto il pieno controllo del Papa, le famiglie fedeli al potere pontificio furono premiate, e i Guastavillani ricevettero il titolo senatorio.

Nel 1572 iniziò quindi il progetto di costruzione di una grande villa sul colle di Barbiano, un terreno già di proprietà della famiglia.
Il progetto fu affidato a Jacopo Barozzi detto il Mascarino, architetto bolognese del Cinquecento. Diventò molto famoso quando Papa Gregorio XIII Boncompagni lo chiamò a Roma, dove progettò parti importanti del > Palazzo del Quirinale, tra cui la celebre scala elicoidale.

In questa visita illustro i tre ambienti più importanti:
il piccolo oratorio, la Sala del Fuoco e la Grotta del Ninfeo.

Il piccolo oratorio
All’interno della villa, il primo ambiente che si incontra entrando dal loggiato principale è molto piccolo: si tratta dell’unico spazio religioso dell’edificio.

L'oratorio racconta molto del messaggio che i Guastavillani volevano trasmettere:
Filippo Guastavillani era una figura di grande rilievo, anche perché nipote del Papa.
Anche se il Papa inizialmente aveva dichiarato di non voler favorire i parenti, in realtà molti di loro finirono per occupare ruoli importanti.
Gregorio XIII ebbe un ruolo centrale nella Controriforma, il movimento con cui la Chiesa cattolica reagì alla diffusione del protestantesimo in Europa.
Partecipò attivamente al Concilio di Trento ed era un grande esperto di diritto canonico, insegnato anche all’Università di Bologna.
Il suo contributo fu così importante che, come riconoscimento, intraprese una brillante carriera diplomatica e politica che lo portò infine al papato.
La Controriforma divenne così un tema centrale per tutta la famiglia Guastavillani-Boncompagni.

Ecco allora come questo messaggio emerge chiaramente nella decorazione di questo ambiente, interamente dedicato alla Vergine Maria, figura centrale della Controriforma.

Decorazione della cappella di Villa Guastavillani a Bologna dedicata alla Vergine Maria.


L’Annunciazione e gli episodi della vita di Maria culminano nella sua ascesa al cielo, rappresentata al centro.
Il tutto è arricchito da una decorazione molto sontuosa, con stucchi dorati, per rendere questo spazio particolarmente solenne.


Soffitto della cappella di Villa Guastavillani con l’ascesa al cielo di Maria e stucchi dorati.

Anche se formalmente privata, la cappella era attraversata da tutti gli ospiti della villa, e per questo doveva colpire e comunicare il prestigio e il messaggio religioso della famiglia.
Nelle altre sale, invece, la decorazione torna a forme più sobrie, tipiche del Cinquecento bolognese, come i soffitti lignei.


La Sala del Fuoco (oggi Sala del progetto)
Questo spazio al piano nobile è il più importante della villa, oggi aula BBS.

Sala del Fuoco di Villa Guastavillani oggi utilizzata come aula universitaria della Bologna Business School.


Il soffitto ligneo è quello tipico dei palazzi bolognesi del Cinquecento, molto diffuso in città.
La sua caratteristica è l’uso di due colori: il rosso e il blu.
Il rosso richiama la famiglia Boncompagni, mentre il blu è il colore dei Guastavillani.
 In tutta la villa, Filippo Guastavillani sottolinea costantemente il legame tra le due famiglie, per mettere in evidenza la sua parentela con il Papa.

Soffitto ligneo decorato con colori rosso e blu simbolo delle famiglie Guastavillani e Boncompagni.


A volte ci si chiede se i colori rosso e blu delle decorazioni siano legati ai colori di Bologna.
In realtà no: il rosso e il blu del gonfalone bolognese sono molto più antichi e non hanno relazione diretta con le due famiglie.

La decorazione è dominata dalle grottesche, un tipo di ornamento riscoperto nel Rinascimento dopo la scoperta della Domus Aurea di Nerone.
 Furono chiamate così perché gli ambienti sotterranei venivano esplorati calandosi con corde e illuminandosi con candele, dando l’impressione di entrare in grotte. Questo stile decorativo si diffuse rapidamente da Roma in tutta Italia.
Tuttavia, a partire dagli anni Ottanta del Cinquecento, il cardinale Paleotti suggerì di limitarne l’uso, perché le grottesche avevano caratteri pagani e fantastici, poco in linea con i principi della Controriforma, che chiedeva immagini chiaramente legate alla fede cattolica. Nonostante ciò, continuarono a essere utilizzate ancora a lungo.

Questa sala è particolarmente significativa perché c'è lo stemma del cardinale Filippo Guastavillani: uno scudo blu con tondi d’argento, probabilmente armille, cioè bracciali donati ai soldati romani più valorosi. Questo simbolo richiama l’origine militare della famiglia Guastavillani, che affonda le sue radici nell’XI secolo e che, tra il Duecento e il Trecento, si distinse per il sostegno armato al papato.
Accanto alle armille compare anche la figura del drago, emblema di forza, vigilanza e difesa, che rafforza l'immagine di una stirpe legata alla protezione e al controllo del territorio.
Anche quando in seguito la famiglia si affermò in campo giuridico, l’identità militare rimase un elemento fondamentale, ben visibile nello stemma.

Stemma della famiglia Guastavillani con scudo blu e tondi d’argento simbolo dell’origine militare.


Attorno a questo simbolo si sviluppa il racconto dell’intera villa: dagli affreschi emergono tutte le fasi della sua costruzione, dallo sbancamento della collina alle strutture preesistenti, fino alla realizzazione della grande residenza rinascimentale.

Fregio decorativo che racconta le fasi di costruzione di Villa Guastavillani a Bologna.




Dettaglio del fregio con una fase della costruzione di Villa Guastavillani.


Nella decorazione dei camini ritorna il tema della Controriforma.

Nel primo la figura di Sant’Egidio.
È un santo poco noto, protettore degli orafi e dei maniscalchi, perché in origine era un orafo che, a un certo punto della sua vita, ebbe una profonda conversione spirituale.
Da quel momento si dedicò all’evangelizzazione dei popoli del Nord Europa, in particolare in Olanda.
La sua presenza nella sala non è casuale: Filippo Guastavillani era impegnato nel tentativo di ricondurre alla Chiesa cattolica i popoli che si erano allontanati scegliendo il protestantesimo.
 Il messaggio è chiaro: celebrare la grandezza della famiglia, ma sempre nel segno della fedeltà al papato, incarnata dalla figura di Ugo Boncompagni.

Decorazione del primo camino della Sala del Fuoco con la figura di Sant’Egidio.


Nel secondo camino il tema del fuoco, inteso come simbolo di distruzione di ciò che non è conforme alla dottrina cattolica, per ripartire dalla Controriforma e dall’autorità unica del papato.

Anche i camini diventano quindi strumenti simbolici, utilizzati per raccontare il ruolo e il valore della famiglia.

Secondo camino della Sala del Fuoco con allegoria del fuoco come distruzione dell’eresia.

Esistono altre due sale simili (della Caccia e delle Virtù), che però non vengono visitate, perché la decorazione e il messaggio sono molto simili.
Non conosciamo con precisione i nomi degli artisti che vi lavorarono, probabilmente pittori non particolarmente celebri, ma l’intero ciclo decorativo è databile tra il 1577 e il 1581.

La Grotta del Ninfeo
Scendendo, si accede alla Grotta del Ninfeo, o Sala Musiva, lo spazio pensato per stupire maggiormente gli ospiti (architetto Francesco Guerra).
La villa era famosa per le sue acque: raccolte da una galleria filtrante sotto la collina, scorrevano nel parco e affioravano in fontane e ninfei.
Attraverso un canale sotterraneo, l’acqua arrivava al giardino segreto e finiva in una grande fontana in questo ipogeo.

Grotta del Ninfeo di Villa Guastavillani a Bologna, ambiente storico decorato con elementi naturalistici.

Gli ospiti non arrivavano qui seguendo il percorso attuale. Esisteva un passaggio interno, probabilmente un corridoio o cunicolo buio, che conduceva direttamente a questo grande ninfeo, illuminato naturalmente dalla luce del giorno (perchè è uno spazio direttamente collegato con il giardino), aumentando così l’effetto sorpresa.

La sala è decorata come una grotta rinascimentale, con conchiglie, frammenti di marmo, calcare marino, stalattiti, scaglie di selenite, ciottoli di fiume e pezzi di avorio e corallo, lavorati per creare l’illusione di un ambiente naturale, quasi marino.

Fontana della Grotta del Ninfeo a Villa Guastavillani, elemento decorativo di ispirazione rinascimentale.

Nel Cinquecento le ville prevedevano sempre due tipi di ambienti: quelli istituzionali, che raccontavano il prestigio della famiglia, e quelli del monto mitologico, per mostrare il controllo dell'uomo sulla Natura, tema centrale del Rinascimento.

Particolare della Grotta del Ninfeo con decorazioni murarie.

Quindi Guastavillani accoglieva i visitatori per mostrare non solo la sua potenza familiare, ma anche un altro lato della villa: al piano nobile si celebrava la sua autorità come cardinale e uomo di Chiesa; nella grotta ipogea, invece, si entrava in un mondo diverso, si evocava il mondo mitologico con ninfe e divinità delle acque. 

Parete della Grotta del Ninfeo decorata con calcare e ciottoli di fiume naturali.




Affresco floreale nella Grotta del Ninfeo di Villa Guastavillani a Bologna.

Oltre alla fontana centrale, probabilmente dovevano esserci altre fontane e statue, per dare l’impressione di trovarsi all’interno di una vera grotta naturale.
Anche qui, però, il messaggio di potere è ben presente: compare lo stemma dei Boncompagni con il drago, circondato da figure marine che reggono cornucopie, simbolo di abbondanza.

Stemma della famiglia Boncompagni nella Grotta del Ninfeo di Villa Guastavillani.




Stemma dei Boncompagni nella Grotta del Ninfeo con figure marine e cornucopie decorative.


Era una sorta di grande salone per feste, molto più ampio di altri ninfei simili in Italia, che restano comunque rari.
Anche all'Isola Bella sul Lago Maggiore, i ninfei presenti risultano più piccoli.
Il ninfeo di Villa Guastavillani è unico per le sue dimensioni.
Questo spazio serviva anche a creare un dialogo con l’esterno: intorno alla villa c’erano almeno quattro giardini, ciascuno con uno stile diverso, arricchiti da fontane e giochi d’acqua.

Oggi però i getti d’acqua non funzionano più.
Nel tempo le tubature lungo le pareti sono state rimosse e il loro recupero è difficile, perché sono spariti i disegni originali delle condutture.

Dopo aver concluso il percorso all'interno della villa, esco dalla grotta e attraverso il giardino.

Porta di uscita della Grotta del Ninfeo verso il giardino di Villa Guastavillani.




Dettaglio del giardino di Villa Guastavillani con vegetazione storica.




Giardino storico di Villa Guastavillani a Bologna con verde e prospettive paesaggistiche.




Prospettiva del giardino di Villa Guastavillani nel complesso monumentale bolognese.



Riprendo il filo cronologico della storia, fino allo sviluppo più recente del nuovo edificio BBS.

. '600 e '700 – appartenne alla famiglia Guastavillani.
Anche dopo la morte del cardinale Filippo, i suoi discendenti continuarono a organizzare feste e banchetti, così grandi e sfarzosi da essere ricordati nelle cronache dell’epoca.
La villa divenne così al centro della cultura dell'effimero, dell'esibizione del lusso.

 . 1695/1781 – col passare del tempo, la villa si deteriorò per la scarsa manutenzione: alla fine del Seicento alcune sale del pianterreno furono adibite all’allevamento dei bachi da seta.
Gli eredi Guastavillani decisero quindi di vendere il complesso ai Gesuiti, trasformando la villa da dimora di campagna a collegio religioso.
I Gesuiti ne rimasero proprietari fino all’arrivo di Napoleone, che sciolse tutti gli ordini religiosi.
 Così i Guastavillani approfittarono degli eventi e chiesero di riottenere la villa, sostenendo che la vendita ai Gesuiti fosse stata svantaggiosa.
La richiesta fu accettata e la proprietà tornò alla famiglia.

. 1918 – La villa rimase ai Guastavillani fino al Novecento, quando morì l’ultimo erede, Rinaldo Guastavillani Cassoli.
Non avendo eredi, decise di donare la villa a un’opera pia, che la utilizzò per attività di assistenza, soprattutto a favore di bambini orfani o in difficoltà, trasformandola in un luogo di accoglienza e aggregazione.

. 1944 – durante la Seconda Guerra Mondiale, il 22 marzo, subì danni dai bombardamenti.

Dopo la guerra fu convertita in sanatorio per la profilassi antitubercolare.
Il convitto/uso sanitario rimase attivo fino alla metà degli anni '70.


UTILIZZAZIONE ATTUALE

. 1992 – la villa venne acquistata dal Comune di Bologna, che però la mantenne per poco tempo. L’edificio era in cattive condizioni e non era chiaro quale utilizzo darle.

. 1996 – A questo punto intervenne l’Università di Bologna: in quegli anni il rettore era Fabio Roversi Monaco, che aveva l’idea di recuperare edifici storici legati alla nobiltà bolognese e trasformarli in sedi universitarie.
Un esempio precedente è Palazzo Ercolani, oggi sede della Facoltà di Scienze Politiche.
L'Università quindi si occupa del restauro e della riconversione come sede per studi avanzati: la Bologna Business School, che propone master e corsi di formazione in ambito manageriale.
Ospitava anche l’imponente fototeca del critico d’arte Federico Zeri, nel 2006 trasferita poi nel complesso di Santa Cristina, nel centro di Bologna, diventando la sede ufficiale della Fondazione Federico Zeri.

La villa è dichiarata edificio di interesse culturale e soggetta a vincoli paesaggistici; nel 1998-2000 il restauro riportò all’originario splendore le decorazioni a fresco volute da Filippo Guastavillani.


. 2024 – IL NUOVO CAMPUS BUSINESS SCHOOL
Torno in via degli Scalini per raggiungere, sul lato opposto della strada, il Nuovo Campus BBS.

Uscita dalla villa Guastavillani verso via degli Scalini, Bologna.
Uscita della villa verso via degli Scalini.


L'edificio è un complesso moderno, immerso nel paesaggio collinare, che esprime la volontà di coniugare formazione d’avanguardia, storia e sostenibilità.

Nuovo campus universitario BBS inserito nel contesto storico di villa Guastavillani.


La lunga scalinata che scende alla nuova struttura è un elemento di collegamento, un segno netto che mette in dialogo la villa storica con il nuovo campus.

Lunga scalinata che collega la villa storica Guastavillani al nuovo campus BBS.

Nel tempo il numero di studenti è cresciuto esponenzialmente, fino a circa 2.500 all’anno, diventando eccessivo per una struttura rinascimentale.

Vengono dapprima utilizzate sedi temporanee, come la Fiera, ma non era una soluzione funzionale: studenti e docenti erano costretti a spostarsi tra luoghi diversi, molto distanti fra loro.
Era quindi necessario trovare una soluzione, e le alternative erano due: lasciare la villa oppure trovare un modo per ampliarsi mantenendo la sede storica.

Nelle immediate vicinanze esisteva un complesso residenziale costruito abusivamente tra gli anni Novanta e Duemila: quattro grandi strutture rimaste incompiute e abbandonate, poichè quando il Comune si rese conto della situazione, i lavori furono bloccati.

Strutture preesistenti riconvertite nel progetto del nuovo campus BBS.
Strutture preesistenti riconvertite nel progetto del nuovo campus BBS.


La zona collinare, infatti, è protetta da un vincolo paesaggistico molto rigido fin dagli anni Settanta, che impedisce nuove costruzioni.
Questo vincolo ha preservato la collina dall’eccessiva urbanizzazione, a differenza di quanto avvenuto in città come Montecarlo o Genova.

La scelta fu quella di recuperare le volumetrie già esistenti.
Il progetto venne affidato allo studio di Mario Cucinella (vedi Fondazione Golinelli), noto per l’attenzione ai temi della sostenibilità, con un progetto partito nel 2020 e realizzato nel 2024.

Gran parte del campus è sotterraneo, per ridurre l’impatto visivo sul paesaggio.
I volumi alti sono solo quelli preesistenti, riconvertiti a uso didattico e collegati tra loro da un tunnel.


La struttura principale è volutamente bassa ed è coperta da un tetto biodinamico.
Questo tetto riduce l’impatto visivo, perché si confonde con il colore della terra, e funziona anche come frangisole per gli ambienti sottostanti.

Struttura biodinamica del campus BBS che riduce l’impatto visivo integrandosi con la terra.


Compreso il porticato, che permette di affacciarsi sulla collina rimanendo protetti.

Porticato del campus BBS che permette l’affaccio sulla collina restando protetti.




Panorama dal porticato del campus BBS con vista sull’Istituto Rizzoli Codivilla-Putti.
Panorama dal porticato: riconoscibile l’Istituto Rizzoli Codivilla-Putti.


Gli spazi dedicati alla ristorazione e alla socialità sono collocati sottoterra.
Questo ha permesso di creare nuove aule e tutti quegli ambienti che oggi ci si aspetta in una business school internazionale: mensa, sale polivalenti e spazi comuni.
L’intervento ha quindi trasformato un abuso edilizio in una struttura moderna, funzionale e ben integrata nel paesaggio.

Terrazza per la ristorazione del campus Business School a Villa Guastavillani, Bologna.
Terrazza per la ristorazione.

Sono visibili anche lavori in corso, perché l’area è geologicamente fragile: dopo eventi climatici intensi il terreno tende a muoversi, rendendo necessari continui interventi di consolidamento per garantire la sicurezza.

Lavori in corso sul terreno collinare fragile del campus Business School a Villa Guastavillani, Bologna.




Panorama visibile dal campus Business School di Villa Guastavillani a Bologna.


CONCLUSIONI
Villa Guastavillani è un luogo che racchiude molti cambi di funzione:
l'attenzione non va quindi rivolta solo alle sale affrescate o alla facciata, ma ad un esempio riuscito di come il passato possa essere conservato e, allo stesso tempo, adattato alle esigenze del presente.

Villa Guastavillani a Bologna, sede storica del campus Business School.Edificio del campus Business School inserito a Villa Guastavillani, Bologna.





Monica Galeotti in autoritratto davanti alla vetrata della Business School di Villa Guastavillani, Bologna.

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NOTE:
-La villa non è facilmente accessibile, poichè il complesso è gestito dall'Università di Bologna, e le sale affrescate sono utilizzate come aule e spazi per convegni.
La mia visita è stata possibile in occasione delle Giornate FAI d'Autunno, domenica 12 ottobre 2025.

-Tutte le foto sono di Monica Galeotti, salvo foto aerea della villa (copyright indicato).

-Per vedere mappa e foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine.
 Per una visione ottimale consiglio il PC.


FONTI:
-Resoconto di visita guidata a cura del FAI.

Libri:
-¹Ricci e Guido Zucchini, "Guida di Bologna", ed. Alfa Bologna, 1976, p.208.

Siti Web:


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