Mi trovo nel nord di Lanzarote, nel comune di Haría, pronta a visitare uno dei luoghi più incredibili dell’isola: Jameos del Agua, il primo Centro di arte, cultura e turismo creato da César Manrique e inaugurato nel 1968.
Migliaia di anni fa, l’eruzione del vulcano Corona ha dato vita a un enorme tunnel di lava lungo circa 6 km, formato dal flusso incandescente che si è solidificato lasciando vuoti sotterranei.
Questo tunnel ospita due delle attrazioni più spettacolari di Lanzarote: Jameos del Agua, che sto per esplorare, e la vicina Cueva de los Verdes, raggiungibile a 1km da qui.
Una parte del tunnel continua sotto il livello del mare per oltre 1,5 km ed è nota come Tunnel di Atlantide, uno dei tunnel vulcanici sottomarini più lunghi al mondo.
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| Mappa Google Earth – didascalie Monica Galeotti |
Primo impatto: l'arrivo
Arrivando in auto dalla stretta strada della Cueva de los Verdes, scendo attraverso le rocce vulcaniche coperte di vegetazione.
In lontananza scorgo il basso edificio del Jameos del Agua: la sua architettura si fonde perfettamente con l’ambiente, senza alterarne l’armonia.
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| La strada in discesa verso il Jameos del Agua. |
Nel parcheggio si trova una scultura in ferro battuto raffigurante il granchio albino Munidopsis polymorpha.
Questo granchio unico al mondo vive esclusivamente al Jameos del Agua, in questo tratto del tunnel vicino al mare.
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| Granchio albino simbolo di Lanzarote. |
I tre Jameos del Agua
La parola "jameo" è un termine nella lingua guanche (i guanci sono le prime popolazioni canarie), e non ha una traduzione italiana diretta, ma indica un fenomeno geologico preciso: si riferisce a un foro, un’apertura o una voragine nel tetto di un tunnel vulcanico.
Si è già visto alla > Casa del Vulcano.
In questo ultimo tratto di tunnel del Vulcano Corona, prima che entri nel mare (Tunnel di Atlantide), ci sono tre jameo:
. Jameo Chico (ingresso, ristorante e laguna)
. Jameo Grande (piscina e giardini)
. Jameo de la Cazuela (auditorium)
Varco l’ingresso e subito noto il tocco inconfondibile di César Manrique, che ha trasformato un ambiente naturale in un vero capolavoro architettonico e paesaggistico.
Jameo Chico: la discesa verso la laguna
Non serve avere fretta: il luogo premia la contemplazione.
Scendo lungo una scala a zig-zag in pietra lavica e legno, e sono già all'interno del primo jameo.
Il lago sotterraneo è anticipato da un ristorante, forse uno dei più spettacolari che avrò mai occasione di vedere:
Il ristorante Los Jameos del Agua
Il locale apre solo a pranzo, e l'atmosfera è tutt’altro che turistica.
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| I tavoli del ristorante Los Jameos |
Posso sfogliare il menu dal QR code sui tavoli e farmi un'idea della proposta: trovo piatti tipici dell’isola, un menù vegetariano e una carta di vini locali. Prezzi medio-alti.
Le Noches de Jameos invece offrono serate con cena gourmet e intrattenimento culturale.
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| Tavoli del ristorante con luce naturale che entra dal Jameo Chico. |
Lago sotterraneo
Sotto al ristorante si apre una laguna di acqua salata cristallina, lunga circa 62 metri, larga 19 e profonda 7. Questa laguna si è formata grazie all’infiltrazione di acqua marina sotto il livello del mare.
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| Laguna salata nel Jameo Chico. |
Sulle rocce piccoli puntini bianchi: è la Munidopsis polymorpha, una specie di aragosta nana (nota anche come granchio cieco albino delle caverne o granchio cieco di Jameos).
Normalmente vivono a grandi profondità marine comprese fra i 2.000 e i 4.000 metri, in totale oscurità e con pressioni superiori alle 200 atmosfere.
Qui invece prosperano in un lago salato vicino alla superficie, con luce filtrata, temperatura più alta e pressione normale, un vero miracolo evolutivo.
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| Granchio cieco albino. |
La loro presenza è spiegata dalla storia geologica delle Canarie: in epoche passate il tunnel era sommerso e connesso all’oceano, permettendo ai granchi di stabilirsi; poi si sono adattati alle nuove condizioni mantenendo le caratteristiche tipiche degli abissali: cecità, depigmentazione e sensibilità a vibrazioni e chimica dell’acqua.
Almeno 12 specie endemiche vivono in queste grotte, rendendole un laboratorio naturale di grande valore scientifico, dove studiare speciazione e adattamento senza ricorrere a costose spedizioni oceanografiche.
Sono estremamente sensibili a luce, rumore e ruggine, perciò è severamente vietato gettare monete nell’acqua e toccare l'acqua con le mani.
Il grosso foro nel soffitto del Jameo Chico lascia filtrare un raggio di luce che illumina la laguna, creando uno spettacolo naturale.
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| Monica, Jameo Chico. |
Un sentiero in pietra lungo la parete del tunnel permette di attraversare la laguna.
Il livello dell’acqua cambia con le maree.
Dall'altra parte di questo jameo si trova il bar-caffetteria La Galerìa. Mi sono fermata per una pausa (ma non consiglio il caffè).
Jameo Grande: la piscina e i giardini
Dalla caffetteria risalgo una scala e arrivo al Jameo Grande, dove al centro si trova una piscina dalle forme arrotondate, circondata da palme e un giardino pensile curatissimo, con cactus giganti, bouganville e felci.
E dove una palma solitaria è cresciuta obliqua.
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| Piscina Jameo Grande. |
Il blu dell’acqua risalta grazie al bianco delle pareti e al nero delle rocce vulcaniche.
Non è consentito immergersi e la vista è spettacolare.
Intorno alla piscina ci si può sedere e godere della tranquillità del luogo.
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| Bouganville tropicale. |
Jameo de la Cazuela: auditorium naturale
Proseguo verso l’ultima cavità: il Jameo de la Cazuela, dove si trova un auditorium naturale ricavato nella pietra basaltica, con una capienza di 650 persone.
L’acustica è straordinaria, perfetta per concerti di musica classica o proiezioni cinematografiche.
Fu aperto nel 1987, chiuso e poi riaperto dopo restauro nel 2009, diventando uno spazio di eccellenza culturale e artistica.
L’auditorium ospita il Festival de Música Visual de Lanzarote (in ottobre), dal classico al jazz, alla musica elettronica.
La terrazza
Dopo aver completato il giro dei tre Jameos, una scala a chiocciola mi conduce ad una terrazza dove trovo una caffetteria panoramica e il Museo Casa de los Volcanes.
La piscina, vista dall’alto, è ancora più spettacolare: mi fermo ad assaporare il momento e lascio che il tempo scorra lentamente, immersa nella contemplazione.
La Casa de Los Volcanos è uno spazio museale (richiede un biglietto a parte), progettato dall’architetto Jesús Soto e dedicato alla divulgazione scientifica del vulcanismo.
All’uscita, mi accoglie un’opera di Manrique.
Il murale, intitolato "Naufragio Feliz", è realizzato con legno di recupero, sabbia e ferro.
Pur non essendo una vera barca, ne richiama simbolicamente la struttura.
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| Scultura murale Naufragio Feliz di César Manrique, all’uscita dei Jameos del Agua. |
Grandi vetrate si aprono sul parcheggio e sul mare.
César e l'isola
La forza di Manrique era vedere luce e bellezza dove altri vedevano solo problematiche.
Dove un tecnico burocrate avrebbe riempito tutto di cemento, lui seguiva le curve della roccia e sfruttava le opportunità.
Non costruiva. Non stravolgeva.
Questa visione non si fermò ai Jameos. Diventò il progetto di un’intera isola.
In un’epoca di turismo selvaggio e di cemento, indicò concretamente un’altra strada, valida allora come oggi: quella del turismo sostenibile.
Qui il visionario Manrique ha trasformato le viscere di un vulcano in una straordinaria opera d'arte, dove emerge chiarissima la sua filosofia: valorizzare la natura senza dominarla, creando un equilibrio tra intervento umano e ambiente naturale.
I Jameos del Agua sono il primo meraviglioso esempio di questo sogno sull’isola.
> LANZAROTE pagina di presentazione con itinerari
NOTE:
. L'itinerario descritto è stato effettuato il 12 marzo 2026.
. Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
. Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.
FONTI:
> Oltre il muro – la visione spaziale e il disegno tridimensionale ispirati all’opera murale di César Manrique-pdf.
> cibotoday/storie
> visitarelanzarote.it
































