Ma non c'era solo la musica: durante il suo spettacolo soffiava dentro una borsa dell’acqua calda fino a farla scoppiare.
Nel corso del tempo Maniglia divenne un personaggio noto anche a livello nazionale. È apparso in diversi programmi televisivi, guadagnò soldi e visse di musica.Bob Geldof lo invitò a suonare a Londra per Sport Aid nel 1986.
CHI È, E DA DOVE VIENE
Dice Beppe: «Ero un bambino deperito: mio padre mi portava all’ambulatorio per bambini gracili in via Venturoli, a Bologna.»
Quando lo porta con sè nei teatri, lui, ancora ragazzino, si perde a esplorare i sotterranei, girando da solo per fare passare il tempo.
Appena può gira l’Italia accompagnando con la chitarra cantanti famosi dell’epoca, come Mario Guarnera e la cantante Cochy Mazzetti, attività che proseguì per molti anni, e allo stesso tempo cresce artisticamente nella scena musicale bolognese degli anni Sessanta, suonando in diversi gruppi.
I Pooh riuscirono a sfondare, mentre i Judas rimasero nell'ombra.
Fu Mister Emilia nel 1967 e arrivò secondo ai campionati italiani di cultura fisica.
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| Beppe Maniglia mostra i muscoli al mare negli anni '70. |
Negli anni '70-'80, soprattutto in Italia, mangiare senza carne era una cosa molto rara: non c’erano ristoranti vegetariani, né cibi specifici nei negozi, e quasi nessuno ne parlava. Lui era uno dei pochi.
Autoproduzione e indipendenza
Con i fondi raccolti continua a registrare i dischi alla T2 creando però una sua etichetta personale: la Maniglia Muscolosa Music.
Non poteva che chiamarsi così.
I dischi vengono venduti per corrispondenza, attraverso la casella postale 754 di Bologna, ma anche direttamente durante le esibizioni in piazza.
Viene spesso definito "artista di strada", una definizione che lui non ama.
Pur esibendosi nelle piazze, preferisce la definizione di artista indipendente: qualcuno che costruisce da sé il proprio lavoro, lo produce e lo porta direttamente al pubblico, senza mediazioni.
Beppe non chiede l’elemosina, non improvvisa, costruisce lo spettacolo, il suono, la presenza, produce e vende la propria musica, rifiuta intermediari.
Lo definirei un artigiano dello spettacolo, come uno di quei vecchi artigiani che facevano tutto da soli, con le proprie mani e la propria testa.
E poi gli viene in mente di aggiungere l'intermezzo della borsa dell'acqua calda, che faceva esplodere con la sola forza dei polmoni, con l'unico scopo di divertire e coinvolgere il pubblico.
Qui è nel programma Zodiaco di Claudio Cecchetto.
All’inizio del video lo si vede in giacca e pantaloni eleganti, forse l’unica volta nella sua vita in cui appare così: già solo per questo, il filmato è un piccolo reperto.
Durante la presentazione parte Iron Man dei Black Sabbath; nel momento in cui fa scoppiare la borsa dell’acqua calda entra invece la colonna sonora di Rocky.
Con Iron Man (una garanzia) Maniglia diventa una figura mitologica.
Un'esperienza che diventa il suo linguaggio: una dichiarazione di vita.
Nell'82 il Resto del Carlino parlava dell'LP Indians come di un lavoro moderno, influenzato dagli "Shadows", e dominato dalla sua chitarra elettrica.¹
Nel 1984 era quindi già un simbolo riconoscibile a Bologna.
Per il giornalista Cremonini era "l’onesto Maniglia che ogni sera, freddo o no, timbra il suo cartellino" in Piazza Maggiore.
Crede che rincorrere "mister quattrino" renda le persone dure e rabbiose, mentre i sogni, anche quando non si realizzano, lasciano sempre speranza.
L'invito di Bob Geldof a Sport Aid
Nel maggio del 1986 partecipa alla manifestazione Sport Aid, a sostegno dell’Africa.
Scrive Tondelli: Beppe Maniglia fu l’unico italiano invitato da Bob Geldof. Ha percorso le strade di Birmingham, dove è stato trionfalmente accolto dalle autorità e dalla gente e, dice: "mi ha permesso di cogliere secchi e secchi di sterline da non saperle dove mettere", somma che ha destinato interamente alla causa.
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| Beppe Maniglia durante Sport Aid a Birmingham nel 1986, mentre fa scoppiare una borsa dell’acqua calda. |
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| Beppe Maniglia in piazza con politici locali durante Sport Aid 1986 a Birmingham. |
Il viaggio oltre la Manica, fino a Birmingham, mise a dura prova la sua vecchia Cagiva da tournée. Quattromila chilometri sotto la pioggia battente, tanto che, come raccontava lui stesso, "la sella è rimasta bagnata da maggio ad agosto!".
Dopo tanti anni di strade e autostrade percorse in tutta Italia, la moto non reggeva più. Inoltre, il successo ottenuto all’estero spinse Beppe a pensare a spettacoli più lunghi e ambiziosi, per i quali serviva un mezzo più adatto.
Il 1986, però, non è stato solo l’anno dell’addio alla moto degli inizi.
È stato anche l’anno in cui Beppe ha pubblicato il suo ottavo LP come solista alla chitarra.⁹
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| Copertina dell'album “I Remember 1” |
Nel 1987 fu conduttore televisivo su Telecentro, una TV locale, in un programma chiamato Siamo in onda⁷, contenitore ironico e irriverente, e anche demenziale, che mescolava cabaret, interviste surreali e servizi d’attualità.
Ne fu il volto principale, affiancato da personaggi del cabaret bolognese e da inviati che trattavano temi leggeri come alimentazione, benessere e costume.
Siamo a marzo 1988 e Beppe Maniglia sorprende con la nuova motocicletta-orchestra volante. Dopo la vecchia Harley Davidson Cagiva, passa alla Ducati Trikes, una moto ufficiale Ducati trasformata da lui a tre ruote, per trasportare più di 2000 W di potenza tra casse, amplificatori, cavi e piastre.¹⁰
In quel periodo chi voleva personalizzare o trasformare la propria moto poteva rivolgersi a Beppe Maniglia Motor Trikes, a Minerbio (BO).¹¹
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| Articolo Motor Beppe Maniglia Trikes (La città di nascita menzionata, Cluy, è errata) |
Disegnava le moto insieme all'amico Adriano Taraky Zanoni (scomparso nel 2017).
Sue personali trasformazioni sono la prima Ducati Monobraccio e la sua Harley-Davidson Chopper sidecar Captain America, dalla quale esce la pedana da palcoscenico, le casse e le luci.
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| Harley Davidson chopper Captain America customizzata da Beppe Maniglia. |
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| Harley Davidson Electra Glide customizzata da Beppe Maniglia. |
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| Beppe Maniglia in sella alla sua Harley Davidson Electra Glide. |
Come osserva la rivista Bikers, Maniglia è un anticonformista anche nel mondo delle moto:
"non ha tatuaggi, non è un bevitore e di certo non mangia pane e salame; non frequenta raduni e non ha mai militato in gruppi motociclistici".¹⁷
In un articolo del maggio 1989, Dino Sarti scriveva che Maniglia aveva in programma di acquistare un bus inglese a due piani come base per i suoi tour.¹²
Tutto vero.
Beppe comprò un autobus inglese e lo chiamò Beatlesmania, per contenere la sua moto, strumenti per proiezioni video e tutto il necessario per vivere durante gli spettacoli itineranti.
Un progetto dedicato alle canzoni dei Beatles.
La copertina della musicassetta mostra il bus acquistato da Maniglia per i suoi spettacoli: è l'unica immagine che sono riuscita a trovare (su eBay).Negli anni '90 e 2000 Beppe ha continuato a esibirsi nelle piazze, soprattutto a Bologna e nei mesi estivi a Riccione e Cattolica.
TRA POLITICA, CONFLITTI E ALLONTANAMENTO DA BOLOGNA
Il tentativo politico del 2008
Nonostante sia poco interessato alla cultura ("A cosa serve leggere? Preferisco un giro in campagna.⁵), Beppe provò a entrare in politica: nel 2008, a 64 anni, si candidò a sindaco di Bologna con una lista civica, indipendente dai partiti, ma la candidatura fu esclusa per irregolarità formali.
Il progetto era nato come provocazione dagli umoristi Zap & Ida, ma in poco tempo erano state raccolte circa 2000 firme. La presentazione del candidato era stata fatta ad aprile al Vag 61, con un servizio di Sky.
Beppe l'aveva presa seriamente e diceva di avere già notaio e avvocato e di lavorare con una trentina di persone capaci, senza tessere di partito. Il logo: "la maniglia muscolosa" davanti alle Due Torri.
Il programma puntava su: anziani, mare sul Crescentone d’estate (per chi non è di Bologna, il Crescentone è il grande gradone rialzato al centro di Piazza Maggiore), meno traffico e semafori, vigili giorno e notte con pattuglie multietniche. Gli slogan principali: "Idee sane per cambiare Bologna" e "Le cose che dico, le faccio".¹³
L'ispettore Coliandro
Nel 2009, in un episodio della serie Tv "L'ispettore Coliandro" ("Sempre avanti, stagione 3), Coliandro cammina da solo sotto i portici di Bologna, sente la musica di Beppe Maniglia e si chiede perchè non sia diventato uno dei chitarristi più famosi nel mondo; e mentre lo pensa la sua figura compare brevemente sullo schermo.
Lo scontro con il Comune
Dopo quasi quarant’anni di musica in piazza, il Comune di Bologna vuole che Maniglia rispetti le nuove regole, suoni più piano e si sposti altrove.
Nel 2015 arriva il comunicato ufficiale.
Maniglia si arrabbia e va a protestare a Palazzo d’Accursio, dicendo di essere un simbolo della città e di avere sempre suonato senza permessi.
Tra multe, proteste dei residenti e polemiche, sembra si stia per chiudere un’epoca storica della musica di Beppe a Bologna.¹⁴
Ma è il 2016 l'anno esplosivo.
A inizio anno Danilo Masotti, il teorico degli umarell, cita Maniglia come figura simbolica della città anche dopo lo sfratto dalle piazze e lo indica, in modo ironico e in contrasto con la giunta comunale, come l'unico capace di insidiare Merola alle elezioni di maggio.¹⁵
L'assessore Lepore propone per Maniglia esibizioni fuori dal centro, nei quartieri o nei comuni della provincia.
Le nuove regole vietano gli amplificatori in alcune aree, come per esempio davanti alle biblioteche (Sala Borsa).¹⁶
Ma lui non ci sta, e continua a suonare.
Domenica 24 aprile – La Polizia municipale e i Carabinieri sequestrano la moto-palcoscenico di Beppe Maniglia in piazza davanti al suo pubblico, a causa delle ripetute violazioni del regolamento comunale e delle multe non pagate. Durante l’intervento, Maniglia reagisce verbalmente e viene denunciato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. La rimozione della moto provoca scalpore e segna una giornata simbolica per i suoi fan e per la città.
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| Foto La Repubblica |
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| Foto La Repubblica |
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| Foto La Repubblica |
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| Foto La Repubblica |
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| Foto La Repubblica |
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| Foto La Repubblica |
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| Foto La Repubblica |
Qualche giorno dopo, durante la processione della Madonna di San Luca, Maniglia si confrontò brevemente con il sindaco Merola sul sequestro della moto: Merola gli ribadì il rispetto dei permessi e i limiti acustici.
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| Foto Il Resto del Carlino |
In marzo Maniglia aveva annunciato l’intenzione di candidarsi nuovamente a sindaco, ma poi decise di lasciare, sostenendo Manes Bernardini per la Lista Civica, e concentrandosi sul riavere la moto sequestrata.
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| Documento di candidatura elettorale 2016. |
Gli anni a Cattolica
Deluso da Bologna, dove non poteva più suonare, si esibì a Cattolica sulla Riviera Romagnola per tre estati, dal 2016 al 2019, fino a quando la richiesta di spostarsi in un’area diversa lo convinsero a non suonare più.
VIVERE SENZA PARACADUTE
Un carattere generoso
Lo ha fatto perché, come dicono in molti, è una persona buona, forse troppo, così i soldi guadagnati se ne sono andati.
IL PRESENTE: UNA VITA LONTANA DALLA PIAZZA
Oggi Beppe vive in un motorhome al Camping Hotel Città di Bologna: una casa essenziale, lontana dalle luci della piazza.
Gira in Ape Piaggio e la sua ultima mitica Harley, sequestrata nel 2016 e poi restituita, è parcheggiata nel cortile dell'officina motociclistica Camisani. Ed è qui che sono andata a intervistarlo.
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| L'Harley Davidson sequestrata nel 2016 nel cortile dell’officina Camisani a Bologna. |
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| Ape Piaggio con cui oggi Beppe gira per Bologna. |
Lo scooter come filo conduttore
Il filo che riporta questa storia al presente passa in modo casuale attraverso una riparazione.
Sono, Mauro Camisani, dell'officina motociclistica Camisani Elaborazioni, insieme a Walter Marsigli, campione italiano 125 cc Grand Prix nel 1985, a dargli una mano.
Si sono conosciuti quando Beppe Maniglia arrivò all’officina con uno scooter Honda Dio 50 che aveva dei problemi. Camisani glielo sistemò, e in quel periodo il gruppo di amici che frequentava l’officina si ritrovava a mangiare nel container in cortile. Walter preparava da mangiare, e quando gli chiesero se voleva unirsi a loro, Beppe accettò.
Si vide subito che Maniglia stava attraversando un periodo difficile: era alla "canna del gas" e senza un "ghello" (soldo), come si dice a Bologna, ma era alla mano e simpatico. Così nacquero riparazioni più o meno gratuite e pasti condivisi. Tutto cominciò così.
Da questo incontro nasce l’idea di raccontarlo attraverso un'amicizia nata per caso.
Subito parla del suo rapporto con gli uomini mai facile: "Non ho mai avuto amici, parlano solo di calcio e stupidaggini, le donne li lasciano subito!", mi dice.
Ma poi sorride quando parla di Walter e Mauro, dell’officina dove si era fermato perché il motorino si era rotto. Dice: "Se non fosse stato per loro, molte cose non sarebbero successe."
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| Beppe Maniglia e Walter Marsigli. |
PONTICELLI
Nel 2025, gli amici dell’officina si sono messi all’opera e hanno ripristinato e rimesso in moto la vecchia Harley Davidson arrugginita, così Beppe Maniglia ha potuto suonare (chissà se per l'ultima volta?) alla serata di Frazioni in Musica – Ponticelli Busker Night, a Ponticelli di Malalbergo, il 23 luglio.
La serata non è andata esattamente come Maniglia aveva sperato, a causa di qualche problema tecnico, ma nel complesso l’operazione è riuscita.
Il video racconta lo sforzo dei volontari, Walter e Mauro, insieme a Charlie, tecnico del suono, a Renato Coppini per la parte elettronica e a Mannello, campione di motocross, che ha dato un aiuto fondamentale nell'organizzazione e nel trasporto della moto.
Un lavoro di squadra che ha reso tutto questo possibile.
Dopo l'intervista, siamo andati a pranzo, una piccola combriccola.
Tra altre domande, risposte, racconti delle sue avventure e qualche amenità, è nato un racconto esilarante che mostra il Beppe Maniglia di oggi: in fondo non è mai cambiato.
Alimentazione vegetariana
Siamo al tavolo di un self-service e Beppe si gusta il suo bel minestrone di verdure. Parla di alimentazione vegetariana, una scelta non dettata dall'età e dalle informazioni che abbiamo oggi.
Alla rivista Frigidaire del 1983 lo diceva già allora:"Tutti voi mangiate le cose sbagliate. La carne, il latte, il pane e le uova son tutte cose dannose per la salute. Bisogna nutrirsi solo di frutta e verdure crude."⁴
Oggi può sembrare normale, ma lui aveva anticipato i tempi, scegliendo un'alimentazione che solo decenni dopo sarebbe stata considerata salutare.
E continua anche oggi a mangiare una volta al giorno.
L'età
Beppe vive in un motorhome. Quando gli chiedo se sia davvero suo o se gliel'ha dato il Comune, risponde che il Comune non regala niente. Semmai prende.
Gli amici dell’officina lo prendono in giro con affetto. Dicono che un giorno gli faranno una statua in bronzo là al campeggio, e che le donne andranno in pellegrinaggio.
Lui ascolta poi rilancia: «Dieci anni fa ero più vecchio di adesso.»
Walter gli fa notare che in effetti, in una vecchia intervista sembrava più anziano di oggi. Lui annuisce: «Stavo invecchiando.»
Poi ha deciso di smettere. Dice che se guarda certi quarantenni oggi, li batte ancora.
La conversazione va avanti tra ironia e provocazione. Intanto qualcuno lo riconosce.
L'udito
Un signore si avvicina. Dice che lo vedeva camminare a Riccione con i bastoncini e gli chiede se suona ancora la chitarra. Beppe non sente. Gli amici gli ripetono la domanda più forte, quindi il signore gli dice: «Hai perso l'udito come me, eh?»
«No, è che ci sento troppo.»
Ridono tutti.
Racconta di aver avuto l’acufene. Dice di aver studiato, di aver capito il motivo e di essere guarito. Le sue spiegazioni prendono una strada tutta sua. Parla di alcol denaturato, di applicazioni dirette, di vista recuperata, di rughe sparite, di virus eliminati. Lo dice con convinzione assoluta.
Io e il signore ascoltiamo, incuriositi, mentre Walter e Mauro sanno già tutto a memoria.
Intanto altre persone lo salutano. Lui risponde e saluta a sua volta. Poi si gira verso di noi e commenta che sono tutti maschi. E che i maschi sono brutti, anche quando sono belli.
Il Carota e altre storie
Il signore continua: «Suonavi con un certo Carota?»
Beppe non ha esitazioni. Dice che sì, era venuto a suonare con lui, ma il basso lo suonava male. Poi affonda: «Era l’uomo più brutto del mondo. Brutto come Carota non c’è nessuno.»
Parte da lì e allarga il discorso alle orchestre di un tempo. Racconta che ha suonato con molti complessi validi. Se non facevano come voleva lui, se ne andava. Lo prendevano in giro, ma quando lasciava un gruppo, l’orchestra falliva.
Walter interviene per ridimensionare il mito: «C’è uno, al Bar Spiaggia di Borgo Panigale, che suonava con te; dice che attiravi gente, sì, ma non perché sapessi suonare. A suonare facevi cagare!».
I capelli
Oggi è una giornata fredda, e lo dico ad alta voce.
Walter: «Freddo? tu c’hai i capelli… pensa a quelli che non li hanno come me.»
Beppe coglie l’occasione per dire che lui sa come farli ricrescere. Bisogna andare alla fonte, spiega. Aumentare l’estrone. Gli uomini ne hanno meno, con l’alimentazione non lo introducono e il capello muore. Basta prenderlo e tutto si sistema.
Camisani guarda il piatto e chiude la questione:
«Beppe, adesso c’è il minESTRONE!!.»
Siamo a buon punto.
L'Harley, dal campeggio all'officina
La moto di Beppe, coperta da teloni di plastica, è diventata un pezzo da museo all'aperto. Chiedo quando hanno deciso di portarla lì.
Walter: «Sarà stato almeno tre anni fa. Ce l'aveva in campeggio, ma aveva sfondato l’asfalto. Pesava troppo, nemmeno col carrello riuscivamo a tirarla su. Alla fine l’abbiamo agganciata al camper e portata da Mauro.»
Mauro dice che adesso sta sfondando anche il suo pavimento.
Io gli dico che ha una reliquia!
Mauro: «Due ne ho, la moto e Beppe! Ma tu sei appassionata di cause perse… articolo su Walter, articolo su Beppe...»
Gli rispondo che sono appassionata di storie belle.
Mauro poi racconta che, dopo aver letto sui social che Beppe Maniglia era morto, ha risposto che in realtà era vivo e vegeto; ed è stato sommerso di messaggi: una valanga. Lui non scrive mai niente, dice, ma quella volta è bastato.
Chiedo come lui e Walter si siano conosciuti.
L’officina è aperta dal 1989. Walter lo ha conosciuto attraverso amici che correvano nel motocross e portavano lì le moto da sistemare. Anche Mauro correva, e delle moto da cross si occupa ancora oggi.
La dieta
Al tavolo si aggiunge un amico con un piatto di pasta. Beppe lo prende in giro:
«Sei a dieta? Con quella pasta lì non c’è dubbio che dimagrisci.»
L’amico prova a giustificarsi: ci vuole energia.
Beppe lo scuote: «Ma quale energia? Io correvo maratone a digiuno e andavo come un treno.»
Dopo un pò : «La prima digestione si fa in bocca! Hai mangiato troppo in fretta, per forza ingrassi! Se mangi così non dimagrirai mai. Se vuoi un consiglio: mastica molto.»
Walter: «Beppe, stai facendo body shaming!»
Beppe: «Cioè?»
Walter: «Body shaming, lo stai bullizzando!»
Beppe (che ogni tanto non ci sente bene): «Anabolizzando va bene! Prima prendevo anch'io gli anabolizzanti, facevano bene… Ora non più, non ho soldi.»
(risate generali)
Il barilino col prosciutto
Quando la cameriera porta via i vassoi, Beppe guarda sparire il suo barilino. (per chi non sa cos'è il barilino > barilino comune).
Lo prendono in giro perchè non se l'è tenuto.
Mauro pensa ad esempio a come gli sarebbe piaciuto un barilino con il prosciutto per cena; ma questo diventa per Beppe un spunto per condividere un'altra storia.
Racconta allora dei suoi primi affari: un amico aveva un negozio pieno di prosciutti e salami, in via dell'Unione, e possedeva anche un timbro che scaldava sul fuoco per marchiare i "Prosciutti di Parma". In realtà i prosciutti arrivavano dal Belgio, dove i maiali erano più piccoli e le cosce molto magre.
Beppe capisce subito il business: prende due o tre prosciutti e li carica sulla sua Topolino, portandoli al Caffè della Borsa, all’epoca nella Sala Borsa di Palazzo d’Accursio. Chiede al barista se vuole provare un prosciutto magro, che oltretutto costa poco.
Il barista accetta, fa i suoi panini e dopo qualche giorno compra tutta la merce, soddisfatto.
Però incuriosito gli chiede come mai i prosciutti hanno la coscia così piccola e magra.
Così Beppe, lì per lì, inventa la sua storia stravagante: racconta di un allevamento che ha insieme al padre, dove ha messo le mangiatoie in alto, anzichè a terra, cosicchè i maiali erano costretti ad alzarsi per mangiare, facevano ginnastica con le gambe, sviluppandole forti e sottili.
Loro ci credevano. E lui vendeva.
Oggi sappiamo quale fosse la vera natura di quei prosciutti, ma ormai i fatti sono passati alla storia e sono andati in prescrizione: resta l’aneddoto, divertente e geniale, del "maiale che fa ginnastica".
Le magliette americane
Beppe racconta di un’altra occasione per fare soldi. Andando a trovare un amico in Strada Maggiore (Villa, del negozio Villa Sport), vede nel negozio a fianco (Manuel Ritz Pipo, poi Rirò), un cesto di magliette americane larghe, quelle con i numeri grandi. Non le vendevano più, erano lì da smaltire.
Quindi propone dieci magliette a 3.000 lire l’una e se le porta a casa. La mattina dopo, finita la gara podistica cui partecipava, le espone sull'auto e le vende tutte a 10.000 lire l’una.
Poi riesce a comprare dai fondi di magazzino di Villa, scarpe, magliette e salopette da sci.
Alle gare montava due o tre tavoli e vendeva tutto. Sempre con ingegno e rapidità.
La borsa dell'acqua calda
Domanda top: «Come ti è venuto in mente di soffiare dentro la borsa dell’acqua calda?»
Beppe spiega che la prima volta non fu proprio il massimo...era stato invitato da Claudio Bergami (socio fondatore della palestra Atlas, insieme a Gigi Lodi) ad una festa nella sua villa di Minerbio.
Era piena di gente.
Gli era venuto in mente di soffiare dentro a una borsa dell'acqua calda, così, per sorprendere.
Ma era vecchia e bucata, e non si gonfiò.
La seconda volta decide di farlo seriamente in Piazza Maggiore.
Arriva in moto, la piazza è completamente deserta, ma presto iniziano ad arrivare persone a fiotti da tutte le parti, tutti arrivati per lui, per ascoltare e poi veder scoppiare la borsa, come aveva promesso.
Comincia a suonare, la gente seduta sui gradini di San Petronio.
Quando tira fuori la borsa nuova, dura e difficile da gonfiare, era una scommessa... Ma doveva farlo. Soffia, soffia ancora… e alla fine scoppia. Numero riuscito.
E siccome non si buttava via niente, con i tappi delle borse faceva i portachiavi: li timbrava a fuoco con il logo Maniglia e li vendeva a 5.000 lire l’uno.
Non sappiamo se sia andata davvero così, ma l'immagine di Piazza Maggiore deserta che improvvisamente si riempie di pubblico, come ai concerti negli stadi, è talmente bella che, vero o no, poco importa.
Altri racconti delle sue avventure negli anni '80 non mancano:
la sua donna che gli brucia la moto per gelosia, un palazzo che prende fuoco...
Ma Beppe non si scoraggia mai: non si arrabbia, si adatta agli eventi, e va a comprare una nuova moto.
"Un'altra volta mi ha bruciato il camper".
"Pericolosa?".
"Sì, ma stiamo insieme da quarant'anni!".
"Schwarzenegger non ha mai visto in giro niente di più possente del mio torace", riportava nel 1985 il Resto del Carlino.
In fondo non è mai cambiato: a quarant'anni come a ottanta, spaccone senza aggressività, il tono è spavaldo ma innocuo.
Da questo racconto ognuno di noi può trarre le sue conclusioni. Per quel che mi riguarda, quando sono andata ad incontrarlo mi sono resa subito conto che non sarebbe stato semplice raccontarlo.
All’inizio pensi di sapere tutto: chi è, cosa fa, perché è diventato famoso. E invece no. Più lo ascoltavo e più mi accorgevo che rischiavo di scrivere cose scontate, di non coglierlo davvero.
I suoi ragionamenti ogni tanto deragliano, prendono strade impreviste, quasi visionarie. E surreali.
Ho lasciato che fossero soprattutto i dialoghi con la combriccola dell'officina a parlare di lui.
Beppe è una roccia.
Puoi prenderlo in giro, puoi criticarlo: non si sposta di un millimetro.
Anni e anni di vita on the road lo hanno temprato. Da questo punto di vista è impermeabile, nulla lo scalfisce, lui va per la sua strada.
Non è uno che mette tutti d’accordo, non è comodo, non è addomesticabile! Completamente fuori dagli schemi.
Beppe non è perfetto, ma è una persona buona, che lascia il segno, soprattutto se hai voglia di guardarlo senza pregiudizi, e gli si vuole bene.
Il 19 aprile compie 83 anni (e ne dimostra molti di meno, come al solito).
Studia, ha nuovi progetti: "Quando uscirò di nuovo, vedrai giornali, televisioni… idee galattiche! Sempre usando me stesso e il mio corpo."
Beppe è ancora qui, con la sua storia e la sua presenza, e per Bologna resta un simbolo che non si dimentica.
A lui ho fatto fare un altro giro in centro, accompagnandolo tra le strade che hanno visto la sua musica e la sua vita.
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| Foto: Monica Galeotti, dalla rivista Bikers, gennaio 2018. |
> LA PAGINA DEI LIBRI E DELLE STORIE
> WALTER MARSIGLI, campione italiano 125cc 1985.
Archivio personale di Beppe Maniglia:
1. "Sette giorni di musica, dal rock al pop", Giorgio Monteduro, Resto del Carlino, 19 ottobre 1982.
2. "La sfilata di moda in piazza a Bologna", Marco Marozzi, La Repubblica, 14 luglio 1983.
3. "Bilancio dell'anno di Orwell ed altro ancora, 1984 addio", Gabriele Cremonini.
4. "Beppe Maniglia", Paolo Scozzari, rivista Schiuma Frigidaire, n.37, dicembre 1983.
5. "Il mio show è esplosivo", Nicoletta Rossi, Il Resto del Carlino, 20 settembre 1985.
6. "Ragazzi di piazza", Pier Vittorio Tondelli, L'Espresso, 14 settembre 1986.
7. "Siamo in onda" con Maniglia, L'Unità, 7 febbraio 1987.
8. "Filosofia in piazza", Anna Maria Fabbri, Grand Hotel, 28 maggio 1987.
9. "I love you, Beppe anche da Birmingam", Lorella Borelli, Almanacco 1986 di Bologna, febbraio 1987.
10. "Nuova moto-orchestra per Beppe Maniglia", L'Unità, 22 marzo 1988.
11. Mototurismo n.7, aprile-maggio 1988, p.54.
12. "Muscoli e chitarra", Dino Sarti, Carlino Bologna, 21 maggio 1989.
13. "Mi candido sindaco", Luca Orsi, Il Resto del Carlino, 4 gennaio 2008.
14. "Il comune sfratta Beppe Maniglia", Federico del Prete, Il Resto del Carlino, 24 settembre 2015.
15. "Maniglia è l'anti-Merola, nessuno ha la cartola", Federico del Prete, Il Resto del carlino, 3 gennaio 2016.
16. "Beppe Maniglia? Può suonare anche nei comuni della provincia", Il Resto del Carlino, 19 marzo 2016.
17. "Beppe Maniglia – Italian.Biker Legends", Davide Cordella, rivista Bikers, gennaio 2018.
Siti web:
> Orrore a 33 giri/Judas punk 1978
FOTO DI GRUPPO
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| Beppe Maniglia con Walter Marsigli e Mauro Camisani. |
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| Beppe Maniglia con me e Mauro Camisani. |






































