martedì 25 agosto 2026

Il VIEL DAL PAN e il SASSO CAPPELLO: escursione panoramica sulle Dolomiti

Funivia per Pecol e Col de Rossi,
Strèda de Pareda, 38 – Canazei.


Percorrere il Viel dal Pan, l'antica via del pane, e il Sasso Cappello, significa godere di un panorama straordinario sulla Marmolada e sui grandi gruppi dolomitici.


Monica Galeotti sul costone con la maestosa Marmolada sullo sfondo


Il nome "Via del Pane" richiama l’antica attività dei commercianti del Bellunese, che percorrevano questo itinerario per trasportare e vendere la farina nelle valli ladine. Questo tratto è quindi la parte conclusiva di un percorso ben più lungo.


COME ARRIVARE AL PUNTO DI PARTENZA DELL'ESCURSIONE

Ci sono due modi per iniziare a percorrere l’antica via del pane: raggiungere il Passo Pordoi e da qui salire a piedi verso il Rifugio Fredarola, oppure partire da Canazei utilizzando due tratti degli impianti di risalita.

Solitamente, a meno che un impianto di risalita non ricalchi esattamente il percorso del sentiero, preferisco raggiungere le destinazioni escursionistiche a piedi.

In questo caso, arrivando dal passo Pordoi, l’itinerario non coincide con il tratto percorso dalla funivia che sale da Canazei. C’è però un altro aspetto da considerare: la Viel dal Pan è diventata, ai giorni nostri, un luogo interessato dal turismo di massa.

Se, come me purtroppo, siete in vacanza nel periodo dell'alta stagione, conviene partire molto presto al mattino.

La maggior parte delle persone che percorrono questo sentiero, sono poco disinvolti nel camminare e fanno del rifugio Viel dal Pan il punto di arrivo, venuti quassù soprattutto per mangiare le specialità del rifugio e successivo rientro.

A questo punto ci sono un paio di considerazioni da fare. Se avete l’alloggio in zona, trovo che la soluzione migliore sia salire presto lungo la strada che porta al Passo Pordoi e raggiungere a piedi il rifugio Fredarola.

Se invece arrivate da più lontano, come nel mio caso, la valutazione cambia.

Io sono arrivata dalla Val di Fiemme e la colazione in albergo ha un orario preciso. Una volta raggiunta Canazei, se avessi dovuto risalire fino al passo Pordoi e affrontare anche il tratto a piedi, avrei impiegato circa un’ora e mezza in più per arrivare al rifugio Fredarola, con il rischio di trovare già molta gente lungo il percorso.

Ho preferito quindi pagare l’impianto di risalita, anche se il costo è tutt’altro che economico, per arrivare sul posto presto, con il sentiero ancora sgombro.

Se siete d'accordo con me, la scelta, quindi, va valutata in base a dove si alloggia e alla distanza da Canazei. Se invece non vi dà fastidio il sentiero affollato di turisti con scarpette da ginnastica e influencer, potete tranquillamente evitare di pagare la funivia e partire da Passo Pordoi a qualsiasi ora.

Quindi:

SENZA IMPIANTO DI RISALITA:
dal Passo Pordoi, a 2238 m, tra le ultime case sul passo in direzione di Arabba, si nota l’albergo Savoia.
Alle sue spalle si stacca un sentiero che risale il fianco del Sass Beccè, 2534 m, in direzione dell’omonimo rifugio, a 2360 m.
Da qui si arriva al rifugio Fredarola.

CON IMPIANTO DI RISALITA:
da Canazei (o da Alba), per non guidare l’auto fino a Passo Pordoi, mi imbarco sulla funivia di Pecol, e salgo fino a 1932 metri.

Da qui, con il secondo tronco Col de Rossi, raggiungo i 2384 metri del Belvedere.


ITINERARIO DELL'ESCURSIONE

Segnavia: n. 601
Difficoltà: T
Tempo: 40 m dal Belvedere al rifugio Viel dal Pan + 25 minuti per Sasso Cappello

Dislivello: 249 m
Lunghezza: 3,5 km


Mappa dell’escursione sul Viel dal Pan con traccia GPS Relive
Escursione sul Viel dal Pan con traccia GPS Relive – elaborazione dell'autrice.


Scendo dalla funivia sul Belvedere e subito capisco il nome di questa terrazza naturale: davanti a me lo scenario straordinario del gruppo del Sella, del Sassolungo, la Marmolada con il lago di Fedaia.


Panorama dal Belvedere sul Gruppo del Sella e il Sassolungo
Panorama dal Belvedere sul Gruppo del Sella e il Sassolungo.



Belvedere del Col del Ross con vista panoramica sulla Marmolada
Belvedere del Col del Ross con vista panoramica sulla Marmolada.


Scendo fino al primo chalet Belvedere.


Inizio del Viel dal Pan con Chalet Belvedere e Rifugio Fredarola
Inizio del Viel dal Pan dalla funivia, con Chalet Belvedere e Rifugio Fredarola.


Qui allo chalet, sullo sfondo del Sassolungo e del Sella, ci sono opere d'arte fatte con lamelle di metallo o ferro battuto, a rappresentare tre corvi imperiali: molto belli e scenografici.


Tre corvi imperiali in metallo esposti allo Chalet Belvedere



Primo piano dei tre corvi imperiali realizzati con lamelle di metallo


La stradina prosegue e raggiungo presto il rifugio Fredarola, a 2370 metri, dove arriva anche il sentiero da Passo Pordoi.


Rifugio Fredarola a 2.377 metri lungo il percorso del Viel dal Pan


Proseguo sul costone. Alla mia destra ho sempre il massiccio della Marmolada, maestoso, e poi il Ciampac (> illustrato nel 2025).


Monica Galeotti sul costone con la maestosa Marmolada sullo sfondo



Panorama sul Ciampac dal suggestivo sentiero del Viel dal Pan




Il Viel dal Pan si snoda in quota verso l’omonimo rifugio dolomitico



Il suggestivo sentiero Viel dal Pan con la Marmolada sullo sfondo



Raggiungo infine il rifugio Viel dal Pan, 2432 m.


Arrivo al rifugio Viel dal Pan con la Marmolada sullo sfondo



Rifugio Viel dal Pan a 2.432 metri sulle Dolomiti della Val di Fassa



La maestosa Marmolada osservata dal rifugio Viel dal Pan sulle Dolomiti



Qui si aggiungono i ricordi del 1975, quando ero seduta al tavolino del rifugio con mia sorella e mia mamma, mentre mio padre ci fotografava.
La foto mostra anche quanto fosse più esteso il ghiacciaio della Marmolada 51 anni fa.


Fotografia del 1975 al rifugio Viel dal Pan con Monica Galeotti e la famiglia
Rifugio Viel dal Pan. Da sinistra: mia sorella, mia madre ed io.



DAL RIFUGIO VIEL DAL PAN AL SASSO CAPPELLO

Qui il sentiero si biforca. Da una parte scende verso il lago di Fedaia, dall'altra sale verso monte e punta a una sella dove posso osservare interessanti formazioni eruttive, a ridosso di un rilievo: il Sasso Cappello.



Sasso Cappello a 2557 metri durante l'escursione sulle Dolomiti



La salita è molto ripida.


Salita ripida sulle rocce verso la cima del Sasso Cappello nelle Dolomiti


Raggiungo il primo passaggio fra le rocce e da qui inizia il tratto più impegnativo. Per superarlo devo usare anche le mani e affrontare un paio di punti esposti, dove serve attenzione e una presa sicura.


Monica Galeotti sale sulle rocce ripide del Sasso Cappello usando le mani



Raggiungo la cima, ampia e rocciosa.
Sono a 2557 metri: il panorama è straordinario, a 360 gradi.

Mi fermo e mi emoziono.


NORD

Davanti a me c'è il gruppo Sella-Pordoi.

E il Sassolungo a NORD-OVEST.


Panorama dal Sasso Cappello sul gruppo Sella e il Sasso Lungo nelle Dolomiti



Primo piano del gruppo Sella con Sasso Pordoi e Piz Boè dalle Dolomiti
Primo piano del gruppo Sella con Sass Pordoi e Piz Boè.


NORD-EST

La valle di Arabba, le Dolomiti di Badia, l'Alpe di Fanes, le Dolomiti d'Ampezzo.


Valle di Arabba con Dolomiti di Badia, Alpe di Fanes e Dolomiti d'Ampezzo


EST

Si susseguono nell'ampio panorama il Col di Lana, Punta Sorapiss e l'Antelao.


Panorama dal Sasso Cappello verso Col di Lana, Sorapis e Antelao nelle Dolomiti


SUD

Verso sud il Civetta e la Marmolada.


Civetta e Marmolada viste dal Sasso Cappello durante l'escursione sulle Dolomiti


SUD-OVEST

Chiudendo il giro verso sud-ovest, lo sguardo incontra il gruppo del Catinaccio e, in lontananza, i Denti di Terra Rossa.


Gruppo del Catinaccio e Denti di Terrarossa verso sud-ovest dal Sasso Cappello



Il panorama a 360° dalla cima del Sasso Cappello.




Tutti si fermano al rifugio Viel dal Pan. Quassù arrivano in pochi.

E quindi quale migliore luogo per effettuare il mio solito spuntino con frutta secca e acqua?

A farlo con un panorama come questo mi sento una privilegiata.


Pranzo sul Sasso Cappello con frutta secca e acqua durante l'escursione


Incontro anche la stella alpina.

Che megafoto! La stella alpina con la Marmolada sullo sfondo.


Stella alpina sul Sasso Cappello con la Marmolada sullo sfondo, nelle Dolomiti




Primo piano di una stella alpina durante l'escursione sulle Dolomiti


IL RITORNO LUNGO IL VIEL DAL PAN

Per la via del ritorno scelgo il percorso dell'andata, evitando la ripida discesa finale verso il lago Fedaia e la necessità dei mezzi pubblici.


Sentiero di ritorno dal Sasso Cappello al rifugio Viel dal Pan nelle Dolomiti


L’ultimo tratto del Viel dal Pan mi riporta verso la funivia, con il sentiero che si avvicina alla stazione a monte.


Sentiero dal Viel dal Pan verso la funivia del Col del Ros tra le Dolomiti


Riprendo la funivia salutando su uno sperone di roccia la grande opera in metallo, alta 3,6 metri, che osserva dall'alto: è la Contessa de Doleda, un personaggio delle storie ladine, creata dallo scultore fassano Andrea Dorigatti nel 2022.

L'opera è realizzata con profili metallici vuoti saldati insieme, a renderla leggera quasi fluttuante, capace di muoversi con il vento e di brillare alla luce del sole.


Contessa de Doleda, scultura ladina di Andrea Torigatti sulla funivia Col del Ros


Lascio così questo luogo, portando con me panorami davvero straordinari.

E, ancora una volta, sono le montagne a ricordarmi perché amo camminare.


Il maestoso gruppo del Sassolungo visto dalla funivia del Col del Ros




IL COMPAGNO DI VIAGGIO



Mirco Bianchi sul Viel dal Pan con la Marmolada alle sue spalle



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> ITINERARI MONTAGNE


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NOTE:

  • L'itinerario descritto è stato effettuato il 4 agosto 2026, consultando preventivamente le previsioni meteo.
  • Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
  • Per le indicazioni del sentiero ho utilizzato la Carta topografica Tabacco Val di Fassa e Dolomiti Fassane 06 – 1:25.000
  • Per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi > Dolomiti presentazione  
  • Le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna > Prudenza in montagna





Itinerario del Viel dal Pan su OpenStreetMap con tracciato GPS Relive
Itinerario del Viel dal Pan su OpenStreetMap con tracciato GPS Relive.


sabato 22 agosto 2026

CIMA CUGOLA: una montagna panoramica sulla Valle di Fiemme

Passo Oclini (Jochgrimm)


La cima è raggiungibile da Passo Oclini con un itinerario ad anello tra boschi e ampie vedute.


Cima Cugola e Sasso del Gazzo tra fiori e abeti nella foto di copertina



IL PUNTO DI PARTENZA DELL'ESCURSIONE

Il punto di partenza è il Passo di Oclini.
Il sentiero parte proprio dietro il bellissimo Berghotel Jochgrimm.


Punto di partenza per Cima Cugola a Passo Oclini dietro il Berghotel Jochgrimm



ITINERARIO DELL'ESCURSIONE AD ANELLO

Segnavia: 14 – 13 – 14 – 7 
Difficoltà: E
Tempo: circa 3 h e 45 m A/R
Dislivello: 487 m
Lunghezza: 10,2 km



Mappa dell’escursione a Cima Cugola 2077 m in Val di Fiemme con traccia GPS
Mappa dell’escursione a Cima Cugola – traccia GPS Relive, elaborazione dell'autrice.


Non è un'escursione difficile, perché si svolge completamente lungo sentieri ben tracciati, ma richiede tempo perché presenta un certo dislivello e diversi chilometri.

Inizio a scendere lungo i prati accanto alla pista da sci, seguendo il sentiero 14.


Sentiero 14 verso Passo Cugola durante l’escursione a Cima Cugola


A un certo punto attraverso l'impianto invernale della pista da sci.


Il sentiero 14 attraversa l’impianto della pista da sci verso Cima Cugola


Seguo la paletta segnaletica ed entro nel bosco, dove inizio a salire progressivamente.


Il sentiero 14 entra nel bosco durante l’escursione verso Cima Cugola



Il sentiero nel sottobosco lungo l’itinerario escursionistico di Cima Cugola


Il sottobosco è molto bello e ombreggiato e lungo il percorso incontro diversi fiori alpini.

Il Cavolaccio alpino

È una pianta erbacea robusta, che può superare il metro e mezzo, con grandi foglie basali e fioritura principalmente tra luglio e agosto, la si trova in ambienti montani umidi, anche oltre i 2.000 metri.

Queste piante sono usate soprattutto nei giardini rocciosi in quanto il loro ampio fogliame ha una buona funzione ornamentale. 


Cavolaccio alpino in fiore lungo il sentiero escursionistico di Cima Cugola


Poi trovo

l'Aconito napello
una delle piante più tossiche della flora italiana, diffusa soprattutto nelle zone montuose delle Alpi. È velenosa se ingerita e può essere pericolosa anche a contatto con la pelle.


Aconito in fiore, pianta tossica osservata durante l’escursione a Cima Cugola



Raggiungo Passo Cugola, a 1.923 metri, dove si trova un moderno crocifisso in ferro battuto.


Crocifisso in ferro battuto a Passo Cugola lungo il sentiero di montagna
Crocifisso in ferro battuto a Passo Cugola.


Prima di intraprendere la salita alla cima, scavalco il passo e scendo per una decina di metri fino a Malga Cugola Alta, a 1.900 metri.


Malga Cugola Alta a 1900 metri lungo l’itinerario per Cima Cugola
Malga Cugola Alta.


Poco distante una costruzione più piccola in legno, in posizione panoramica sulla Val di Fiemme: è il Baito Cugola.


Baito Cugola vicino a Malga Cugola Alta durante l’escursione panoramica
Baito Cugola.


CIMA CUGOLA

Ritorno a Passo Cugola e salgo lungo il sentiero piuttosto ripido che rimane alle spalle della panchina in legno.


Passo Cugola a 1923 metri con il sentiero che sale verso Cima Cugola


Anche lungo i tornanti di questa salita godo di belle viste panoramiche sulla Val di Fiemme.


Vista sulla Valle di Fiemme dai tornanti del sentiero verso Cima Cugola


L’ultimo tratto del sentiero sale verso la cima, a 2077 metri, tra la caratteristica bassa vegetazione delle quote più elevate.


Ultimo tratto del sentiero prima di raggiungere la cima Cugola a 2077 metri


Compare la pala della cima, accanto alla quale ci sono i due soli escursionisti incontrati durante il percorso: una presenza ben diversa dalla folla dei più famosi luoghi di montagna.


Palina sulla vetta di Cima Cugola a 2077 metri con due escursionisti

 

Poco dopo sono anch’io in cima: un piccolo traguardo dopo la salita.


Monica Galeotti accanto alla palina sulla vetta di Cima Cugola


Sulla palina, una simpatica cornice interna a forma di cuore mi permette di inquadrare il Corno Bianco.


Cornice a forma di cuore sulla palina di Cima Cugola con vista sul Corno Bianco



Dalla Cima Cugola la vista è panoramica a 360 gradi.

A NORD quindi Corno Nero e Corno Bianco.


Corno Nero e Corno Bianco visti da Cima Cugola verso Passo Oclini


A SUD la Val di Fiemme con la catena del Lagorai.


Panorama sulla Val di Fiemme e sul Lagorai da Cima Cugola verso sud


Nei giorni con meno foschia, guardando verso la Valle dell'Adige, si può osservare anche il lontano gruppo del Brenta.

Ed è proprio in questa direzione che mi dirigo per scendere dalla cima dall'altro versante.


Valle dell’Adige e gruppo del Brenta osservati da Cima Cugola verso ovest


IL RITORNO

Scendendo da questo versante arrivo alla zona pascoliva dei Piani, una sella chiamata anche Piano dei Cavalli, dove proseguendo si può salire alla vicina cima Sasso del Gazzo.

Lo avrei fatto, se non fosse stata una giornata così calda, perchè regala anch'essa ampie viste verso il paese di Redagno di Sopra e il Lagorai.


Sasso del Gazzo a 2027 metri accanto a Cima Cugola in Val di Fiemme


Decido di tornare direttamente a Passo Cugola seguendo il sentiero 13, compiendo così l'anello del Monte Cugola.


Passo Cugola lungo il percorso dell’escursione panoramica in Val di Fiemme


Arrivata al passo prendo il sentiero 14, in parallelo però a quello dell'andata, così da compiere anche qui un anello, quello del bosco del Corno Nero.


Sentiero numero 14 nel bosco del Corno Nero verso Passo Oclini


La Cicerbita Alpina 

Nel bosco trovo questo bellissimo fiore viola.
È una pianta che cresce su tutto l’arco alpino italiano. Predilige le quote comprese tra i 1.000 e i 1.800 metri. È considerata una specie poco comune e in alcune zone a rischio a causa della raccolta indiscriminata.

Questo perchè, appartenente al gruppo delle cicorie, è una pianta commestibile dal caratteristico gusto amarognolo. Si raccolgono soprattutto i giovani germogli, che possono essere consumati crudi o cotti, ma solo per poche settimane in primavera, prima che diventino troppo amari. In cucina vengono utilizzati anche per preparazioni sott’olio o abbinati alla ricotta affumicata.

In alcune province, tra cui Trento e il Friuli-Venezia Giulia, la raccolta è regolamentata come i funghi.
Sono inoltre allo studio la coltivazione e l’utilizzo commerciale della pianta, con l’obiettivo di ridurre il prelievo dagli ambienti naturali.

Una curiosità: in Scandinavia viene utilizzata come bioindicatore ambientale, poiché la sua presenza può fornire indicazioni sulla qualità e sul livello di contaminazione dell’ambiente.


Cicerbita alpina o lattuga alpina lungo il percorso verso Cima Cugola


Con un lungo saliscendi arrivo alla Isi-Hütte, un altro notevole punto di ristoro della zona, per poi ritornare in salita attraverso il sentiero n. 7 fino ai bellissimi cavalli di Passo Oclini.


Monica Galeotti percorre il sentiero 7 di ritorno da malga Isi-Hütte verso Passo Oclini



Cavalli al pascolo nei prati di Passo Oclini durante l’escursione



Due cavalli in primo piano nei prati di Passo Oclini in Val di Fiemme



IL COMPAGNO DI VIAGGIO


Mirco Bianchi accanto alla palina sulla vetta panoramica di Cima Cugola



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NOTE:

  • L'itinerario descritto è stato effettuato il 2 agosto 2026, consultando preventivamente le previsioni meteo.
  • Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
  • Per le indicazioni del sentiero ho utilizzato la Carta topografica Tabacco Val di Fiemme Lagorai – Latemar 014 – 1:25.000
  • Per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi > Dolomiti presentazione  
  • Le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna > Prudenza in montagna


Itinerario di Cima Cugola in Val di Fiemme tracciato su OpenStreetMap con GPS
Itinerario di Cima Cugola –  OpenStreetMap con GPS Relive.