sabato 11 aprile 2026

JAMEOS DEL AGUA a Lanzarote: grotte laviche e arte di César Manrique

Mi trovo nel nord di Lanzarote, nel comune di Haría, pronta a visitare uno dei luoghi più incredibili dell’isola: Jameos del Agua, il primo Centro di arte, cultura e turismo creato da César Manrique e inaugurato nel 1968.


Jameo Chico ai Jameos del Agua Lanzarote


Migliaia di anni fa, l’eruzione del vulcano Corona ha dato vita a un enorme tunnel di lava lungo circa 6 km, formato dal flusso incandescente che si è solidificato lasciando vuoti sotterranei.

Questo tunnel ospita due delle attrazioni più spettacolari di Lanzarote: Jameos del Agua, che sto per esplorare, e la vicina Cueva de los Verdes, raggiungibile a 1km da qui.

Una parte del tunnel continua sotto il livello del mare per oltre 1,5 km ed è nota come Tunnel di Atlantide, uno dei tunnel vulcanici sottomarini più lunghi al mondo.


Mappa satellitare con Cueva de los Verdes e Jameos del Agua, annotazioni di Monica Galeotti
Mappa Google Earth – didascalie Monica Galeotti

Primo impatto: l'arrivo

Arrivando in auto dalla stretta strada della Cueva de los Verdesscendo attraverso le rocce vulcaniche coperte di vegetazione.

In lontananza scorgo il basso edificio del Jameos del Agua: la sua architettura si fonde perfettamente con l’ambiente, senza alterarne l’armonia.


Vista dal cruscotto di un’auto su strada in discesa verso il mare con Jameos del Agua in lontananza
La strada in discesa verso il Jameos del Agua.


Nel parcheggio si trova una scultura in ferro battuto raffigurante il granchio albino Munidopsis polymorpha.

Questo granchio unico al mondo vive esclusivamente al Jameos del Agua, in questo tratto del tunnel vicino al mare.


Scultura in ferro battuto del granchio albino, simbolo unico di Lanzarote
Granchio albino simbolo di Lanzarote.


I tre Jameos del Agua

La parola "jameo" è un termine nella lingua guanche (i guanci sono le prime popolazioni canarie), e non ha una traduzione italiana diretta, ma indica un fenomeno geologico preciso: si riferisce a un foro, un’apertura o una voragine nel tetto di un tunnel vulcanico.

Si è già visto alla > Casa del Vulcano.

In questo ultimo tratto di tunnel del Vulcano Corona, prima che entri nel mare (Tunnel di Atlantide), ci sono tre jameo:

. Jameo Chico (ingresso, ristorante e laguna)

. Jameo Grande (piscina e giardini)

. Jameo de la Cazuela (auditorium)

Varco l’ingresso e subito noto il tocco inconfondibile di César Manrique, che ha trasformato un ambiente naturale in un vero capolavoro architettonico e paesaggistico.


Jameo Chico: la discesa verso la laguna

Non serve avere fretta: il luogo premia la contemplazione.

Scendo lungo una scala a zig-zag in pietra lavica e legno, e sono già all'interno del primo jameo.


Ingresso firmato Cesar Manrique, con jameo chico integrato nel paesaggio naturale


Il lago sotterraneo è anticipato da un ristorante, forse uno dei più spettacolari che avrò mai occasione di vedere:

Il ristorante Los Jameos del Agua

Il locale apre solo a pranzo, e l'atmosfera è tutt’altro che turistica.


Tavoli del ristorante Los Jameos del Agua osservati dall'alto, vista del layout unico
I tavoli del ristorante Los Jameos

Posso sfogliare il menu dal QR code sui tavoli e farmi un'idea della proposta: trovo piatti tipici dell’isola, un menù vegetariano e una carta di vini locali. Prezzi medio-alti.

Le Noches de Jameos invece offrono serate con cena gourmet e intrattenimento culturale.


Tavoli del ristorante con luce naturale che entra dal primo jameo, atmosfera suggestiva
Tavoli del ristorante con luce naturale che entra dal Jameo Chico.



Lago sotterraneo

Sotto al ristorante si apre una laguna di acqua salata cristallina, lunga circa 62 metri, larga 19 e profonda 7. Questa laguna si è formata grazie all’infiltrazione di acqua marina sotto il livello del mare.


Laguna salata cristallina nel Jameo Chico ai Jameos del Agua Lanzarote
Laguna salata nel Jameo Chico.


Vista panoramica della laguna nel Jameo Chico ai Jameos del Agua Lanzarote


Sulle rocce piccoli puntini bianchi: è la Munidopsis polymorpha, una specie di aragosta nana (nota anche come granchio cieco albino delle caverne o granchio cieco di Jameos).

Normalmente vivono a grandi profondità marine comprese fra i 2.000 e i 4.000 metri, in totale oscurità e con pressioni superiori alle 200 atmosfere.

Qui invece prosperano in un lago salato vicino alla superficie, con luce filtrata, temperatura più alta e pressione normale, un vero miracolo evolutivo.


Granchio cieco albino nelle acque sotterranee dei Jameos del Agua
Granchio cieco albino.


La loro presenza è spiegata dalla storia geologica delle Canarie: in epoche passate il tunnel era sommerso e connesso all’oceano, permettendo ai granchi di stabilirsi; poi si sono adattati alle nuove condizioni mantenendo le caratteristiche tipiche degli abissali: cecità, depigmentazione e sensibilità a vibrazioni e chimica dell’acqua.

Almeno 12 specie endemiche vivono in queste grotte, rendendole un laboratorio naturale di grande valore scientifico, dove studiare speciazione e adattamento senza ricorrere a costose spedizioni oceanografiche.

Sono estremamente sensibili a luce, rumore e ruggine, perciò è severamente vietato gettare monete nell’acqua e toccare l'acqua con le mani.


Il grosso foro nel soffitto del Jameo Chico lascia filtrare un raggio di luce che illumina la laguna, creando uno spettacolo naturale.


Monica Galeotti cammina tra le grotte vulcaniche dei Jameos del Agua
Monica, Jameo Chico.

Un sentiero in pietra lungo la parete del tunnel permette di attraversare la laguna.

Il livello dell’acqua cambia con le maree.

Dall'altra parte di questo jameo si trova il bar-caffetteria La Galerìa. Mi sono fermata per una pausa (ma non consiglio il caffè).


Tavolino con caffè al bar La Galeria nei Jameos del Agua Lanzarote



Jameo Grande: la piscina e i giardini

Dalla caffetteria risalgo una scala e arrivo al Jameo Grande, dove al centro si trova una piscina dalle forme arrotondate, circondata da palme e un giardino pensile curatissimo, con cactus giganti, bouganville e felci.

E dove una palma solitaria è cresciuta obliqua.


Piscina turchese del Jameo Grande circondata da roccia vulcanica a Lanzarote
Piscina Jameo Grande.

Il blu dell’acqua risalta grazie al bianco delle pareti e al nero delle rocce vulcaniche.

Non è consentito immergersi e la vista è spettacolare.


Vista ampia della piscina nel Jameo Grande ai Jameos del Agua


Intorno alla piscina ci si può sedere e godere della tranquillità del luogo.


Monica Galeotti su panchina con cactus giganti vicino piscina Jameo Grande



Bouganville colorata nei giardini dei Jameos del Agua Lanzarote
Bouganville tropicale.



Jameo de la Cazuela: auditorium naturale

Proseguo verso l’ultima cavità: il Jameo de la Cazuela, dove si trova un auditorium naturale ricavato nella pietra basaltica, con una capienza di 650 persone.

L’acustica è straordinaria, perfetta per concerti di musica classica o proiezioni cinematografiche.

Fu aperto nel 1987, chiuso e poi riaperto dopo restauro nel 2009, diventando uno spazio di eccellenza culturale e artistica.

L’auditorium ospita il Festival de Música Visual de Lanzarote (in ottobre), dal classico al jazz, alla musica elettronica.


Auditorium naturale del Jameo de la Cazuela nei Jameos del Agua Lanzarote


La terrazza

Dopo aver completato il giro dei tre Jameos, una scala a chiocciola mi conduce ad una terrazza dove trovo una caffetteria panoramica e il Museo Casa de los Volcanes.


Caffetteria sulla terrazza del Jameo Grande ai Jameos del Agua

La piscina, vista dall’alto, è ancora più spettacolare: mi fermo ad assaporare il momento e lascio che il tempo scorra lentamente, immersa nella contemplazione.


Vista dall’alto della piscina del Jameo Grande dai Jameos del Agua

La Casa de Los Volcanos è uno spazio museale (richiede un biglietto a parte), progettato dall’architetto Jesús Soto e dedicato alla divulgazione scientifica del vulcanismo.

All’uscita, mi accoglie un’opera di Manrique.
Il murale, intitolato "Naufragio Feliz", è realizzato con legno di recupero, sabbia e ferro.

Pur non essendo una vera barca, ne richiama simbolicamente la struttura.


Scultura Naufragio Feliz di César Manrique all’uscita dei Jameos del Agua
Scultura murale Naufragio Feliz di César Manrique, all’uscita dei Jameos del Agua.


Grandi vetrate si aprono sul parcheggio e sul mare.


Monica Galeotti all’uscita con vetrate vista mare ai Jameos del Agua


César e l'isola

La forza di Manrique era vedere luce e bellezza dove altri vedevano solo problematiche.

Dove un tecnico burocrate avrebbe riempito tutto di cemento, lui seguiva le curve della roccia e sfruttava le opportunità.

Non costruiva. Non stravolgeva.

Questa visione non si fermò ai Jameos. Diventò il progetto di un’intera isola.

In un’epoca di turismo selvaggio e di cemento, indicò concretamente un’altra strada, valida allora come oggi: quella del turismo sostenibile.

Qui il visionario Manrique ha trasformato le viscere di un vulcano in una straordinaria opera d'arte, dove emerge chiarissima la sua filosofia: valorizzare la natura senza dominarla, creando un equilibrio tra intervento umano e ambiente naturale.

I Jameos del Agua sono il primo meraviglioso esempio di questo sogno sull’isola.


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LANZAROTE pagina di presentazione con itinerari

> CUEVA DE LOS VERDES


NOTE:                                  

. L'itinerario descritto è stato effettuato il 12 marzo 2026.

. Tutte le foto sono di Monica Galeotti.

. Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.


FONTI:

> Oltre il muro – la visione spaziale e il disegno tridimensionale ispirati all’opera murale di César Manrique-pdf.

> cibotoday/storie
> visitarelanzarote.it



martedì 7 aprile 2026

IL SANTUARIO DI MANCHA BLANCA E IL VILLAGGIO DI LA SANTA a Lanzarote


Il Santuario Virgen de los Dolores

Arrivando a Mancha Blanca, mi sono trovata davanti a un luogo piccolo ma molto significativo: il santuario dedicato a Nostra Signora Addolorata, considerata la patrona dell'isola e conosciuta anche come Madonna dei Vulcani.


Santuario Virgen de los Dolores a Mancha Blanca tra paesaggi vulcanici di Lanzarote

Come arrivare

Mancha Blancanel comune di Tinajo, è facilmente raggiungibile in auto.
Nella mappa è indicato anche il vicino villaggio di La Santa, sulla costa nord-occidentale.


Mappa Mancha Blanca Santuario Virgen Dolores e La Santa Lanzarote



Stele con scritta Santuario Virgen de los Dolores di fianco al santuario di Lanzarote



Qui tutto ruota intorno ai vulcani.
Tra il 1730 e il 1736, una lunga serie di eruzioni vulcaniche devastò questa zona: campi, case e villaggi furono distrutti. Gli abitanti, disperati, iniziarono a pregare chiedendo protezione.
Secondo la tradizione, 
la lava si fermò davanti alla processione della Vergine, risparmiando il villaggio.
Oggi una croce di legno ricorda questo evento considerato da molti un miracolo.


Foto Ramón Pérez Niz, dal sito Lanzarote3.com


Nel 1735, la popolazione proclamò la Madonna Addolorata come protettrice contro i vulcani.


Interno del santuario con statua della Virgen de los Dolores sull’altare
Interno del santuario con statua della Virgen de los Dolores sull’altare.

Architettura

L’edificio è molto semplice, con una sola navata e costruito in pietra vulcanica nera, in perfetto stile dell’isola.

Ancora oggi è un luogo molto importante per la gente di Lanzarote. Le celebrazioni principali sono il 31 luglio, quando si ricorda la fine dell’eruzione del 1824, e il 15 settembre, giorno dedicato alla Madonna Addolorata.

Durante le feste, il santuario si riempie così tanto che spesso le celebrazioni si svolgono all’aperto.


Vista laterale del santuario Virgen de los Dolores



Villaggio di La Santa

A pochi chilometri di distanza, arrivo a La Santa, piccolo villaggio marinaro sulla costa nord‑occidentale di Lanzarote.
Cammino lungo la strada tranquilla e respiro l’atmosfera lontana dal turismo di massa.


Cucina locale e surf

Qui la cucina locale è strettamente legata al mare e a piatti a base di pesce fresco.
Tra le specialità più note si trovano i gamberi de La Santa (gamberi soldato), spesso preparati in modo semplice per esaltarne il sapore.


Foto Lanzarote3.com


Di fronte al villaggio e al porticciolo si trova uno spot celebre chiamato El Quemao.
Nel linguaggio del surf, uno "spot" indica un luogo in cui le onde sono adatte al surf.
El Quemao è un reef brek, ovvero uno spot che si infrange su un fondale roccioso: per questo motivo presenta un livello di difficoltà estremamente elevato ed è adatto solo a surfisti esperti.


Mappa La Santa porto e spot surf El Quemao Lanzarote Canarie


El Quemao è famoso per la sua onda sinistra – non nel senso inquietante del termine – ma perchè rompe verso sinistra, creando una parete surfabile verso destra.

Surf davanti al villaggio di La Santa – Foto ciaoisolecanarie.com



Surf sull'onda sinistra, El Quemao di La Santa – Foto ciaoisolecanarie.com


In inverno ospita la competizione Quemao Class, che richiama professionisti da tutto il mondo e rende omaggio a David Infante, noto come "El Fula", surfista locale che ha perso la vita nel 2009 affrontando queste onde.

El Quemao si apre anche a destra, formando tubi rapidi e profondi.





Mi sposto verso il Club La Santa, situato a breve distanza dal villaggio di La Santa.
È considerato un vero paradiso per sportivi, con decine di strutture e attività — piscine olimpioniche, piste di atletica, campi sportivi e molto altro — che lo rendono uno dei resort sportivi più grandi e completi al mondo.


Esterno del Club La Santa con edifici sportivi affacciati sull’oceano a Lanzarote


Di fronte al club si trova il Lago de La Santa, una laguna artificiale dalle acque calme ideale per attività acquatiche tranquille come windsurf, kayak o relax, in netto contrasto rispetto alla potenza delle onde oceaniche di El Quemao.


Lago de La Santa con acque calme e paesaggio naturale vulcanico dell’isola


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NOTE:                                  

. L'itinerario descritto è stato effettuato il 9 marzo 2026.

. Tutte le foto sono di Monica Galeotti, salvo quelle segnalate con link in didascalia. 

. Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.


FONTI:

> lanzarote3.com/lahistoriadelavirgendelosdolores
> visitareLanzarote.it/LaSanta
> SantuariodiNostraSignoraAddolorata/wikipedia