sabato 18 aprile 2026

TENESAR: il villaggio sull'oceano, a Lanzarote

C’è un luogo sull'isola dove il turismo non è mai arrivato.
Un piccolo villaggio nascosto tra
rocce vulcaniche e oceano, lontano dalle rotte più battute, dove il silenzio è assoluto e il paesaggio appare quasi surreale.

Oggi arrivo a Tenesar, un angolo remoto che pochi conoscono.


Ingresso del villaggio Tenesar con scritta e pesce in ferro battuto

Come arrivare a Tenesar

Il piccolo e solitario villaggio di pescatori si trova sulla costa nord-occidentale di Lanzarote.


Mappa Google Earth con posizione del villaggio Tenesar a Lanzarote
Mappa Google Earth – didascalie Monica Galeotti


La strada attraversa un paesaggio deserto, privo di abitazioni: intorno a me solo lava solidificata.


Strada nel paesaggio vulcanico di Lanzarote tra lava e deserto, Tenesar

Eppure un’indicazione c’è, e ho finalmente la conferma che questo villaggio esiste davvero.


Cartello stradale che indica il villaggio di Tenesar nel nord di Lanzarote


Un villaggio isolato tra oceano e silenzio

Tenesar non è altro che una manciata di abitazioni che durante la maggior parte dell’anno non sono abitate. Nessuno vive qui in modo permanente.


Arrivo a Tenesar con strada e prime case bianche nel paesaggio vulcanico


La gente ha preferito spostarsi in zone più adatte a una vita "normale". Così, i pochi proprietari hanno deciso di ristrutturare le proprie case, tornando al villaggio solo d’estate o nei fine settimana, per rilassarsi e dedicarsi alla pesca.


Case bianche del villaggio Tenesar immerse nel paesaggio di Lanzarote
Le case bianche di Tenesar


Cosa trovo a Tenesar

Cosa trovo qui? La bellezza assoluta del contrasto tra il nero delle rocce vulcaniche e il blu profondo dell’oceano.


Contrasto tra rocce vulcaniche nere e oceano blu profondo a Tenesar, Lanzarote

Da qualche parte ho letto che sulle rocce si possono individuare i bellissimi granchi rossi: qui non li ho visti (li ho incontrati invece a Punta Mujeres).


Onde oceaniche che si infrangono sulle rocce scure della costa


Cammino sia a destra che a sinistra del villaggio, lungo due passeggiate panoramiche dove non c’è traccia di turisti.


Largo sentiero tra rocce vulcaniche vicino al villaggio di Tenesar

Tenesar a piedi

Verso destra: scogliere e forza dell’oceano

Verso destra si aprono scogliere di lava.
Ricordano quelle di Los Hervideros in scala minore, ma qui non esistono sentieri: servono scarpe comode e molta attenzione.


mponente scogliera di lava modellata dal vento e dall'oceano


Non bisogna avvicinarsi troppo se c’è alta marea, perché le onde si infrangono con violenza sulle rocce.

Il panorama è spettacolare: sullo sfondo appare il villaggio di Tenesar, come in una cartolina.


Onde sulle rocce con vista del villaggio Tenesar sullo sfondo


Verso sinistra: casette bianche e piscine naturali

Torno al villaggio e mi dirigo verso sinistra. Qui le casette cubiche bianche, con le porte azzurre, sono isolate lungo la scogliera.


Passeggiata sulla scogliera di Tenesar tra case bianche isolate e oceano



Case cubiche bianche con porte azzurre a Tenesar affacciate sull’oceano


Trovo anche alcune piscine naturali battute dalle onde.


Piscine naturali lungo la costa di Tenesar tra onde forti e paesaggi vulcanici


Uno sguardo finale

Torno sui miei passi e cammino accompagnata da una splendida immagine: Tenesar con alle spalle lo strapiombo della costa rocciosa, la montagna alta che protegge, e il mare che si infrange con forza sulle sue rocce.

Un luogo remoto e selvaggio, lontano da tutto, incontaminato.


Vista su Tenesar tra montagna rocciosa e mare in tempesta

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Monica Galeotti a Tenesar, Lanzarote



LANZAROTE pagina di presentazione con itinerari


NOTE:                                  

. L'itinerario descritto è stato effettuato il 9 marzo 2026.

. Tutte le foto sono di Monica Galeotti.

. Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.

sabato 11 aprile 2026

JAMEOS DEL AGUA a Lanzarote: grotte laviche e arte di César Manrique

Mi trovo nel nord di Lanzarote, nel comune di Haría, pronta a visitare uno dei luoghi più incredibili dell’isola: Jameos del Agua, il primo Centro di arte, cultura e turismo creato da César Manrique e inaugurato nel 1968.


Jameo Chico ai Jameos del Agua Lanzarote


Migliaia di anni fa, l’eruzione del vulcano Corona ha dato vita a un enorme tunnel di lava lungo circa 6 km, formato dal flusso incandescente che si è solidificato lasciando vuoti sotterranei.

Questo tunnel ospita due delle attrazioni più spettacolari di Lanzarote: Jameos del Agua, che sto per esplorare, e la vicina Cueva de los Verdes, raggiungibile a 1km da qui.

Una parte del tunnel continua sotto il livello del mare per oltre 1,5 km ed è nota come Tunnel di Atlantide, uno dei tunnel vulcanici sottomarini più lunghi al mondo.


Mappa satellitare con Cueva de los Verdes e Jameos del Agua, annotazioni di Monica Galeotti
Mappa Google Earth – didascalie Monica Galeotti

Primo impatto: l'arrivo

Arrivando in auto dalla stretta strada della Cueva de los Verdesscendo attraverso le rocce vulcaniche coperte di vegetazione.

In lontananza scorgo il basso edificio del Jameos del Agua: la sua architettura si fonde perfettamente con l’ambiente, senza alterarne l’armonia.


Vista dal cruscotto di un’auto su strada in discesa verso il mare con Jameos del Agua in lontananza
La strada in discesa verso il Jameos del Agua.


Nel parcheggio si trova una scultura in ferro battuto raffigurante il granchio albino Munidopsis polymorpha.

Questo granchio unico al mondo vive esclusivamente al Jameos del Agua, in questo tratto del tunnel vicino al mare.


Scultura in ferro battuto del granchio albino, simbolo unico di Lanzarote
Granchio albino simbolo di Lanzarote.


I tre Jameos del Agua

La parola "jameo" è un termine nella lingua guanche (i guanci sono le prime popolazioni canarie), e non ha una traduzione italiana diretta, ma indica un fenomeno geologico preciso: si riferisce a un foro, un’apertura o una voragine nel tetto di un tunnel vulcanico.

Si è già visto alla > Casa del Vulcano.

In questo ultimo tratto di tunnel del Vulcano Corona, prima che entri nel mare (Tunnel di Atlantide), ci sono tre jameo:

. Jameo Chico (ingresso, ristorante e laguna)

. Jameo Grande (piscina e giardini)

. Jameo de la Cazuela (auditorium)

Varco l’ingresso e subito noto il tocco inconfondibile di César Manrique, che ha trasformato un ambiente naturale in un vero capolavoro architettonico e paesaggistico.


Jameo Chico: la discesa verso la laguna

Non serve avere fretta: il luogo premia la contemplazione.

Scendo lungo una scala a zig-zag in pietra lavica e legno, e sono già all'interno del primo jameo.


Ingresso firmato Cesar Manrique, con jameo chico integrato nel paesaggio naturale


Il lago sotterraneo è anticipato da un ristorante, forse uno dei più spettacolari che avrò mai occasione di vedere:

Il ristorante Los Jameos del Agua

Il locale apre solo a pranzo, e l'atmosfera è tutt’altro che turistica.


Tavoli del ristorante Los Jameos del Agua osservati dall'alto, vista del layout unico
I tavoli del ristorante Los Jameos

Posso sfogliare il menu dal QR code sui tavoli e farmi un'idea della proposta: trovo piatti tipici dell’isola, un menù vegetariano e una carta di vini locali. Prezzi medio-alti.

Le Noches de Jameos invece offrono serate con cena gourmet e intrattenimento culturale.


Tavoli del ristorante con luce naturale che entra dal primo jameo, atmosfera suggestiva
Tavoli del ristorante con luce naturale che entra dal Jameo Chico.



Lago sotterraneo

Sotto al ristorante si apre una laguna di acqua salata cristallina, lunga circa 62 metri, larga 19 e profonda 7. Questa laguna si è formata grazie all’infiltrazione di acqua marina sotto il livello del mare.


Laguna salata cristallina nel Jameo Chico ai Jameos del Agua Lanzarote
Laguna salata nel Jameo Chico.


Vista panoramica della laguna nel Jameo Chico ai Jameos del Agua Lanzarote


Sulle rocce piccoli puntini bianchi: è la Munidopsis polymorpha, una specie di aragosta nana (nota anche come granchio cieco albino delle caverne o granchio cieco di Jameos).

Normalmente vivono a grandi profondità marine comprese fra i 2.000 e i 4.000 metri, in totale oscurità e con pressioni superiori alle 200 atmosfere.

Qui invece prosperano in un lago salato vicino alla superficie, con luce filtrata, temperatura più alta e pressione normale, un vero miracolo evolutivo.


Granchio cieco albino nelle acque sotterranee dei Jameos del Agua
Granchio cieco albino.


La loro presenza è spiegata dalla storia geologica delle Canarie: in epoche passate il tunnel era sommerso e connesso all’oceano, permettendo ai granchi di stabilirsi; poi si sono adattati alle nuove condizioni mantenendo le caratteristiche tipiche degli abissali: cecità, depigmentazione e sensibilità a vibrazioni e chimica dell’acqua.

Almeno 12 specie endemiche vivono in queste grotte, rendendole un laboratorio naturale di grande valore scientifico, dove studiare speciazione e adattamento senza ricorrere a costose spedizioni oceanografiche.

Sono estremamente sensibili a luce, rumore e ruggine, perciò è severamente vietato gettare monete nell’acqua e toccare l'acqua con le mani.


Il grosso foro nel soffitto del Jameo Chico lascia filtrare un raggio di luce che illumina la laguna, creando uno spettacolo naturale.


Monica Galeotti cammina tra le grotte vulcaniche dei Jameos del Agua
Monica, Jameo Chico.

Un sentiero in pietra lungo la parete del tunnel permette di attraversare la laguna.

Il livello dell’acqua cambia con le maree.

Dall'altra parte di questo jameo si trova il bar-caffetteria La Galerìa.


Tavolino con caffè al bar La Galeria nei Jameos del Agua Lanzarote



Jameo Grande: la piscina e i giardini

Dalla caffetteria risalgo una scala e arrivo al Jameo Grande, dove al centro si trova una piscina dalle forme arrotondate, circondata da palme e un giardino pensile curatissimo, con cactus giganti, bouganville e felci.

E dove una palma solitaria è cresciuta obliqua.


Piscina turchese del Jameo Grande circondata da roccia vulcanica a Lanzarote
Piscina Jameo Grande.

Il blu dell’acqua risalta grazie al bianco delle pareti e al nero delle rocce vulcaniche.

Non è consentito immergersi e la vista è spettacolare.


Vista ampia della piscina nel Jameo Grande ai Jameos del Agua


Intorno alla piscina ci si può sedere e godere della tranquillità del luogo.


Monica Galeotti su panchina con cactus giganti vicino piscina Jameo Grande



Bouganville colorata nei giardini dei Jameos del Agua Lanzarote
Bouganville tropicale.



Jameo de la Cazuela: auditorium naturale

Proseguo verso l’ultima cavità: il Jameo de la Cazuela, dove si trova un auditorium naturale ricavato nella pietra basaltica, con una capienza di 650 persone.

L’acustica è straordinaria, perfetta per concerti di musica classica o proiezioni cinematografiche.

Fu aperto nel 1987, chiuso e poi riaperto dopo restauro nel 2009, diventando uno spazio di eccellenza culturale e artistica.

L’auditorium ospita il Festival de Música Visual de Lanzarote (in ottobre), dal classico al jazz, alla musica elettronica.


Auditorium naturale del Jameo de la Cazuela nei Jameos del Agua Lanzarote


La terrazza

Dopo aver completato il giro dei tre Jameos, una scala a chiocciola mi conduce ad una terrazza dove trovo una caffetteria panoramica e il Museo Casa de los Volcanes.


Caffetteria sulla terrazza del Jameo Grande ai Jameos del Agua

La piscina, vista dall’alto, è ancora più spettacolare: mi fermo ad assaporare il momento e lascio che il tempo scorra lentamente, immersa nella contemplazione.


Vista dall’alto della piscina del Jameo Grande dai Jameos del Agua

La Casa de Los Volcanos è uno spazio museale (richiede un biglietto a parte), progettato dall’architetto Jesús Soto e dedicato alla divulgazione scientifica del vulcanismo.

All’uscita, mi accoglie un’opera di Manrique.
Il murale, intitolato "Naufragio Feliz", è realizzato con legno di recupero, sabbia e ferro.

Pur non essendo una vera barca, ne richiama simbolicamente la struttura.


Scultura Naufragio Feliz di César Manrique all’uscita dei Jameos del Agua
Scultura murale Naufragio Feliz di César Manrique, all’uscita dei Jameos del Agua.


Grandi vetrate si aprono sul parcheggio e sul mare.


Monica Galeotti all’uscita con vetrate vista mare ai Jameos del Agua


César e l'isola

La forza di Manrique era vedere luce e bellezza dove altri vedevano solo problematiche.

Dove un tecnico burocrate avrebbe riempito tutto di cemento, lui seguiva le curve della roccia e sfruttava le opportunità.

Non costruiva. Non stravolgeva.

Questa visione non si fermò ai Jameos. Diventò il progetto di un’intera isola.

In un’epoca di turismo selvaggio e di cemento, indicò concretamente un’altra strada, valida allora come oggi: quella del turismo sostenibile.

Qui il visionario Manrique ha trasformato le viscere di un vulcano in una straordinaria opera d'arte, dove emerge chiarissima la sua filosofia: valorizzare la natura senza dominarla, creando un equilibrio tra intervento umano e ambiente naturale.

I Jameos del Agua sono il primo meraviglioso esempio di questo sogno sull’isola.


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LANZAROTE pagina di presentazione con itinerari

> CUEVA DE LOS VERDES


NOTE:                                  

. L'itinerario descritto è stato effettuato il 12 marzo 2026.

. Tutte le foto sono di Monica Galeotti.

. Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.


FONTI:

> Oltre il muro – la visione spaziale e il disegno tridimensionale ispirati all’opera murale di César Manrique-pdf.-(tesi di laurea magistrale)

> cibotoday/storie
> visitarelanzarote.it