sabato 22 agosto 2026

CIMA CUGOLA: una montagna panoramica sulla Valle di Fiemme

Passo Oclini (Jochgrimm)


La cima è raggiungibile da Passo Oclini con un itinerario ad anello tra boschi e ampie vedute.


Cima Cugola e Sasso del Gazzo tra fiori e abeti nella foto di copertina



IL PUNTO DI PARTENZA DELL'ESCURSIONE

Il punto di partenza è il Passo di Oclini.
Il sentiero parte proprio dietro il bellissimo Berghotel Jochgrimm.


Punto di partenza per Cima Cugola a Passo Oclini dietro il Berghotel Jochgrimm



ITINERARIO DELL'ESCURSIONE AD ANELLO

Segnavia: 14 – 13 – 14 – 7 
Difficoltà: E
Tempo: circa 3 h e 45 m A/R
Dislivello: 487 m
Lunghezza: 10,2 km



Mappa dell’escursione a Cima Cugola 2077 m in Val di Fiemme con traccia GPS
Mappa dell’escursione a Cima Cugola – traccia GPS Relive, elaborazione dell'autrice.


Non è un'escursione difficile, perché si svolge completamente lungo sentieri ben tracciati, ma richiede tempo perché presenta un certo dislivello e diversi chilometri.

Inizio a scendere lungo i prati accanto alla pista da sci, seguendo il sentiero 14.


Sentiero 14 verso Passo Cugola durante l’escursione a Cima Cugola


A un certo punto attraverso l'impianto invernale della pista da sci.


Il sentiero 14 attraversa l’impianto della pista da sci verso Cima Cugola


Seguo la paletta segnaletica ed entro nel bosco, dove inizio a salire progressivamente.


Il sentiero 14 entra nel bosco durante l’escursione verso Cima Cugola



Il sentiero nel sottobosco lungo l’itinerario escursionistico di Cima Cugola


Il sottobosco è molto bello e ombreggiato e lungo il percorso incontro diversi fiori alpini.

Il Cavolaccio alpino

È una pianta erbacea robusta, che può superare il metro e mezzo, con grandi foglie basali e fioritura principalmente tra luglio e agosto, la si trova in ambienti montani umidi, anche oltre i 2.000 metri.

Queste piante sono usate soprattutto nei giardini rocciosi in quanto il loro ampio fogliame ha una buona funzione ornamentale. 


Cavolaccio alpino in fiore lungo il sentiero escursionistico di Cima Cugola


Poi trovo

l'Aconito napello
una delle piante più tossiche della flora italiana, diffusa soprattutto nelle zone montuose delle Alpi. È velenosa se ingerita e può essere pericolosa anche a contatto con la pelle.


Aconito in fiore, pianta tossica osservata durante l’escursione a Cima Cugola



Raggiungo Passo Cugola, a 1.923 metri, dove si trova un moderno crocifisso in ferro battuto.


Crocifisso in ferro battuto a Passo Cugola lungo il sentiero di montagna
Crocifisso in ferro battuto a Passo Cugola.


Prima di intraprendere la salita alla cima, scavalco il passo e scendo per una decina di metri fino a Malga Cugola Alta, a 1.900 metri.


Malga Cugola Alta a 1900 metri lungo l’itinerario per Cima Cugola
Malga Cugola Alta.


Poco distante una costruzione più piccola in legno, in posizione panoramica sulla Val di Fiemme: è il Baito Cugola.


Baito Cugola vicino a Malga Cugola Alta durante l’escursione panoramica
Baito Cugola.


CIMA CUGOLA

Ritorno a Passo Cugola e salgo lungo il sentiero piuttosto ripido che rimane alle spalle della panchina in legno.


Passo Cugola a 1923 metri con il sentiero che sale verso Cima Cugola


Anche lungo i tornanti di questa salita godo di belle viste panoramiche sulla Val di Fiemme.


Vista sulla Valle di Fiemme dai tornanti del sentiero verso Cima Cugola


L’ultimo tratto del sentiero sale verso la cima, a 2077 metri, tra la caratteristica bassa vegetazione delle quote più elevate.


Ultimo tratto del sentiero prima di raggiungere la cima Cugola a 2077 metri


Compare la pala della cima, accanto alla quale ci sono i due soli escursionisti incontrati durante il percorso: una presenza ben diversa dalla folla dei più famosi luoghi di montagna.


Palina sulla vetta di Cima Cugola a 2077 metri con due escursionisti

 

Poco dopo sono anch’io in cima: un piccolo traguardo dopo la salita.


Monica Galeotti accanto alla palina sulla vetta di Cima Cugola


Sulla palina, una simpatica cornice interna a forma di cuore mi permette di inquadrare il Corno Bianco.


Cornice a forma di cuore sulla palina di Cima Cugola con vista sul Corno Bianco



Dalla Cima Cugola la vista è panoramica a 360 gradi.

A NORD quindi Corno Nero e Corno Bianco.


Corno Nero e Corno Bianco visti da Cima Cugola verso Passo Oclini


A SUD la Val di Fiemme con la catena del Lagorai.


Panorama sulla Val di Fiemme e sul Lagorai da Cima Cugola verso sud


Nei giorni con meno foschia, guardando verso la Valle dell'Adige, si può osservare anche il lontano gruppo del Brenta.

Ed è proprio in questa direzione che mi dirigo per scendere dalla cima dall'altro versante.


Valle dell’Adige e gruppo del Brenta osservati da Cima Cugola verso ovest


IL RITORNO

Scendendo da questo versante arrivo alla zona pascoliva dei Piani, una sella chiamata anche Piano dei Cavalli, dove proseguendo si può salire alla vicina cima Sasso del Gazzo.

Lo avrei fatto, se non fosse stata una giornata così calda, perchè regala anch'essa ampie viste verso il paese di Redagno di Sopra e il Lagorai.


Sasso del Gazzo a 2027 metri accanto a Cima Cugola in Val di Fiemme


Decido di tornare direttamente a Passo Cugola seguendo il sentiero 13, compiendo così l'anello del Monte Cugola.


Passo Cugola lungo il percorso dell’escursione panoramica in Val di Fiemme


Arrivata al passo prendo il sentiero 14, in parallelo però a quello dell'andata, così da compiere anche qui un anello, quello del bosco del Corno Nero.


Sentiero numero 14 nel bosco del Corno Nero verso Passo Oclini


La Cicerbita Alpina 

Nel bosco trovo questo bellissimo fiore viola.
È una pianta che cresce su tutto l’arco alpino italiano. Predilige le quote comprese tra i 1.000 e i 1.800 metri. È considerata una specie poco comune e in alcune zone a rischio a causa della raccolta indiscriminata.

Questo perchè, appartenente al gruppo delle cicorie, è una pianta commestibile dal caratteristico gusto amarognolo. Si raccolgono soprattutto i giovani germogli, che possono essere consumati crudi o cotti, ma solo per poche settimane in primavera, prima che diventino troppo amari. In cucina vengono utilizzati anche per preparazioni sott’olio o abbinati alla ricotta affumicata.

In alcune province, tra cui Trento e il Friuli-Venezia Giulia, la raccolta è regolamentata come i funghi.
Sono inoltre allo studio la coltivazione e l’utilizzo commerciale della pianta, con l’obiettivo di ridurre il prelievo dagli ambienti naturali.

Una curiosità: in Scandinavia viene utilizzata come bioindicatore ambientale, poiché la sua presenza può fornire indicazioni sulla qualità e sul livello di contaminazione dell’ambiente.


Cicerbita alpina o lattuga alpina lungo il percorso verso Cima Cugola


Con un lungo saliscendi arrivo alla Isi-Hütte, un altro notevole punto di ristoro della zona, per poi ritornare in salita attraverso il sentiero n. 7 fino ai bellissimi cavalli di Passo Oclini.


Monica Galeotti percorre il sentiero 7 di ritorno da malga Isi-Hütte verso Passo Oclini



Cavalli al pascolo nei prati di Passo Oclini durante l’escursione



Due cavalli in primo piano nei prati di Passo Oclini in Val di Fiemme



IL COMPAGNO DI VIAGGIO


Mirco Bianchi accanto alla palina sulla vetta panoramica di Cima Cugola



> ITINERARI DOLOMITICI

> ITINERARI MONTAGNE


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NOTE:

  • L'itinerario descritto è stato effettuato il 2 agosto 2026, consultando preventivamente le previsioni meteo.
  • Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
  • Per le indicazioni del sentiero ho utilizzato la Carta topografica Tabacco Val di Fiemme Lagorai – Latemar 014 – 1:25.000
  • Per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi > Dolomiti presentazione  
  • Le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna > Prudenza in montagna


Itinerario di Cima Cugola in Val di Fiemme tracciato su OpenStreetMap con GPS
Itinerario di Cima Cugola –  OpenStreetMap con GPS Relive.


martedì 18 agosto 2026

Le COLONNE DELLA CASAIA: due abeti monumentali nella Valle di Fiemme

località Salanzada, 17
Masi di Cavalese (TN)


Due imponenti abeti di circa 200 anni emergono dal bosco della Valle di Fiemme con la loro straordinaria altezza.


Le due Colonne della Casaia, simbolo dell'itinerario nella Valle di Fiemme
Le Colonne della Casaia


COME ARRIVARE AL PUNTO DI PARTENZA DELL'ESCURSIONE

Il punto di partenza è l’Agritur Salanzada, che raggiungo in auto da Masi di Cavalese percorrendo una strada asfaltata.


ITINERARIO DELL'ESCURSIONE

Segnavia: indicazione Colonne della Casaia
Difficoltà: T (turistico)
Tempo: circa 1 ora (andata)
Dislivello: 309 m
Lunghezza: 2,6 km

Un’alternativa per raggiungere le Colonne della Casaia è la stazione intermedia della funivia del Cermis. Da qui si segue la strada forestale in discesa fino al bivio per gli abeti. Poi si rientra fino a Masi di Cavalese, dove si è lasciata l'auto.
È un’alternativa più comoda, ma a pagamento.

Io consiglio il percorso dall’agriturismo.


Mappa del percorso GPS verso le Colonne della Casaia in Valle di Fiemme
Percorso alle Colonne della Casaia.
Tracciato GPS Relive, elaborazione dell'autrice.


Dopo un rigenerante caffè all'Agritur, procedo dalla palina segnaletica con l’indicazione per le Colonne della Casaia.


Palina escursionistica con indicazione per le Colonne della Casaia


Imbocco la strada forestale che sale verso il bosco.


Imbocco della strada forestale che sale verso il bosco della Casaia


Il primo tratto si sviluppa lungo una lunga diagonale in rettilineo, poi il percorso prosegue con alcune curve.


Primo tratto della strada forestale verso le Colonne della Casaia nel bosco


Il panorama che mi accompagna è su Cavalese, con Corno Nero e Cima Cugola.


Panorama su Cavalese dalla strada forestale, con Corno Nero e Cima Cugola


Mentre salgo, ai lati del sentiero incontro il Senecione di Fuchs.
Il nome del genere, Senecio, deriva dal latino senex, "vecchio", e fa riferimento al ciuffo di peli sommitali che, a maturazione, ricorda la chioma di un vecchio.
Fuchs, invece, è un omaggio a Leonhart Fuchs, medico e botanico tedesco vissuto all’inizio del Cinquecento.

Il suo habitat ideale sono le radure boschive umide e può crescere fino a circa 2.000 metri di altitudine. È una pianta appariscente, con i suoi bei fiori gialli, ma tossica.


Fiore di Senecione di Fuchs lungo l'itinerario delle Colonne della Casaia


Il sottobosco qui è magnifico: tanti abeti si allungano verso l’alto, cercando la luce del sole. Sono gli stessi abeti che, poco più avanti, incontrerò nella loro forma più imponente, diventando veri e propri monumenti della foresta.


Fitto bosco lungo la strada forestale dell'itinerario in Valle di Fiemme


Arrivo in 50 minuti ad una radura a quota 1258 metri, dove si trova il baito della Casaia, appartenente al Comune di Cavalese.


Baito della Casaia a 1.258 metri nel territorio comunale di Cavalese


Da qui proseguo ancora per circa 300 metri e raggiungo le colonne, a quota 1293 metri.


LE COLONNE DELLA CASAIA

Davanti a me ecco i due abeti monumentali, un abete rosso e un abete bianco, entrambi di circa 200 anni.

La loro caratteristica più evidente è l’altezza: la chioma si sviluppa molto in alto sul fusto, lasciando scoperta una parte considerevole del tronco.


Le Colonne della Casaia, due abeti monumentali nella Valle di Fiemme


Sono tra gli abeti più alti della Valle di Fiemme.

Quello a sinistra è l'abete bianco, il più alto, raggiunge i 52 metri e ha una circonferenza di 2,58 metri. La corteccia è più chiara e gli aghi sono disposti a pettine.

Quello a destra è l’abete rosso, raggiunge i 50 metri di altezza e ha una circonferenza di circa 3 metri. Presenta una corteccia scura e aghi appuntiti disposti a spirale.


Le Colonne della Casaia, abeti monumentali nella Valle di Fiemme


Targa ai piedi delle Colonne della Casaia con altezza degli abeti di 50 e 52 metri


Io che abbraccio l'abete rosso.


Monica Galeotti abbraccia l'abete rosso delle Colonne della Casaia




Particolare della corteccia dell'abete rosso alle Colonne della Casaia
La corteccia dell'abete rosso.


Un'immagine del 2016 della Provincia Autonoma di Trento permette di apprezzare meglio le dimensioni dei due abeti.


Servizio foreste Provincia Autonoma di Trento.



IL RITORNO

Dopo aver osservato questi imponenti alberi monumentali, ripercorro a ritroso lo stesso itinerario dell’andata.


Monica Galeotti di spalle ripercorre l'itinerario verso valle dalla Casaia



IL COMPAGNO DI VIAGGIO


Mirco Bianchi seduto accanto al baito della Casaia durante l'escursione



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NOTE:

  • L'itinerario descritto è stato effettuato il 2 agosto 2026, consultando preventivamente le previsioni meteo.
  • Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
  • Per le indicazioni del sentiero ho utilizzato la Carta topografica Tabacco Val di Fiemme Lagorai – Latemar 014 – 1:25.000
  • Per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi > Dolomiti presentazione  
  • Le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna > Prudenza in montagna


Itinerario alle Colonne della Casaia su OpenStreetMap con traccia GPS Relive
Itinerario alle Colonne della Casaia su OpenStreetMap con traccia GPS Relive.



Questo sentiero fa parte della Catena del Lagorai.


Mappa della catena del Lagorai con principali cime e località, Monica Galeotti