venerdì 6 novembre 2026

DAVID CLAERBOUT al MAST di Bologna: "The Quiet Machine"

MOSTRA

29 ottobre 2026 - 7 febbraio 2027
Fondazione MAST
via Speranza, 42 - BOLOGNA
aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00
(escluso il lunedì)
ingresso gratuito



Ingresso monumentale del MAST con il titolo della mostra David Claerbout The Quiet Machine



La mostra è una delle più ampie retrospettive sul lavoro di Claerbout.
Attraverso nove film, di cui due inediti, e dodici disegni, ripercorre la sua ricerca sul rapporto tra industria, tecnologia e natura.


Il padiglione MAST visto da lontano con l'ingresso alla mostra The Quiet Machine


Chi è David Claerbout (Kortrijk, Belgio, 1969)

David Claerbout inizia la sua attività artistica come pittore, per poi avvicinarsi alla fotografia, al cinema e alle nuove tecnologie. Nelle sue opere utilizza questi diversi linguaggi, a volte separatamente, altre volte combinandoli tra loro.
La tecnologia ha un ruolo importante nel suo lavoro: l'artista parte da fotografie scattate in luoghi e momenti diversi, che rielabora e unisce per creare nuove immagini.
Per farlo utilizza anche ricostruzioni in 3D, animazioni e intelligenza artificiale. Le immagini che ottiene sembrano spesso fotografie reali, ma sono in realtà il risultato di un lungo e complesso lavoro digitale, che rimane quasi invisibile a chi le guarda.


Autoritratto dell'artista David Claerbout, autore della mostra al MAST di Bologna
David Claerbout – ©seankelly.com


The Quiet Machine: il tempo, il lavoro, la natura

Il tempo
È uno degli aspetti più importanti del lavoro di Claerbout. Nei suoi film lo rallenta, lo allunga e lo trasforma, fino a renderlo il vero protagonista delle immagini. Alcune opere durano molte ore, persino un'intera giornata, mentre altre possono continuare all'infinito perché vengono generate da un computer in tempo reale.
Non a caso, il suo nome compare regolarmente tra gli artisti che hanno realizzato i film più lunghi di tutti i tempi. 
Le immagini sembrano a volte fotografie immobili, ma osservandole con attenzione si scoprono piccoli movimenti e cambiamenti che avvengono molto lentamente. Non è quindi la storia a essere al centro dei suoi film, ma ciò che accade mentre il tempo passa.
Lo spettatore è invitato a fermarsi e a osservare, seguendo trasformazioni che normalmente rischierebbe di non notare.
Le sue opere diventano così delle macchine silenziose (The Quiet Machine), in contrasto con il flusso continuo di immagini che ogni giorno ci circonda.

Il lavoro
È uno dei temi centrali della mostra, nelle sue diverse forme: quello delle persone che compaiono nei film, quello creativo e tecnico dell'artista e quello delle macchine che contribuiscono a realizzare le immagini. C'è poi il lavoro dello spettatore, chiamato a osservare con attenzione e a costruire un proprio significato di ciò che vede.

La natura
Nelle opere di Claerbout natura e tecnologia sono strettamente legate. Le piante crescono, le macchine lavorano, i paesaggi cambiano e anche gli ambienti industriali si trasformano. Tutto è in continuo movimento e nulla rimane uguale per sempre.

I 12 disegni
I disegni raccontano come Claerbout sviluppa le sue idee.
Ognuno è legato a un film e contiene appunti, schemi, figure e immagini che aiutano a dare forma al progetto.
Non sono semplici bozze, ma fanno parte del lavoro stesso, perchè la realizzazione dei film di Claerbout può durare anni, e il disegno diventa una pausa per fermarsi a verificare che tutto proceda come aveva immaginato.
Anche qui emerge il tema centrale della sua ricerca: il tempo, che accompagna ogni fase del lavoro, tra attese, ripensamenti e correzioni.

I 9 film
I film sono costruiti con grande cura e mostrano immagini che cambiano lentamente, luminose e serene.
Il loro effetto non finisce quando smettiamo di guardarli, ma continua a vivere nella nostra memoria.
Dei nove film presentati, due vengono mostrati in anteprima mondiale.


Una scena del video The Close di David Claerbout esposto nella mostra al MAST
Una scena del video The Close di David Claerbout.


Percorso espositivo

La mostra The Quiet Machine si sviluppa tra due spazi espositivi: al primo piano della MAST. Gallery 1 sono presentati 4 video.

I disegni sono esposti nel corridoio.

La seconda parte del percorso si trova al piano terra, nella MAST. Gallery 0, situata nell’edificio adiacente, dove sono proiettati altri 5 video, per un totale di 9 film.


MAST. Gallery 1


Breathing Bird

Due uccelli si osservano attraverso il vetro di una finestra, senza potersi raggiungere. Nel freddo, il respiro di uno dei due crea una piccola nuvola di goccioline.

Questo fenomeno può essere visto come un segno di vita e un tentativo di comunicare, ma allo stesso tempo mette in evidenza il vetro che li separa e impedisce loro di entrare in contatto.


Breathing Bird, video a due canali di David Claerbout nella mostra al MAST
David Claerbout, 2012, 30 min – loop.
Videoproiezione a due canali su schermi piatti



The Close set image
(from public to private)


The Closer Set Image, disegno processuale su carta di David Claerbout del 2021-2022
David Claerbout, 2021 - 2022.
Disegno processuale su carta da stampa digitale Hahnemühle.
Matita, lavatura di china, disegno digitale stampato a mano, gouache.
Collezione privata, Belgio.


The Close set image
(leaving axis of the eyes)


The Close Set Image, Living Axis of the Eyes, disegno processuale del 2021-2022
David Claerbout, 2021 - 2022.
Disegno processuale su carta da stampa
digitale Hahnemühle.
 Matita, lavatura di china, disegno digitale stampato
a mano, gouache. Collezione privata, Belgio.



The Close

2022 – 15 min
videoproiezione a un canale, bianco e nero, audio surround a 6 canali

In The Close, David Claerbout ricrea digitalmente un filmato amatoriale degli anni Venti, ambientato in una strada popolare, dove alcuni bambini giocano tra i passanti.

L'attenzione si concentra progressivamente su un bambino, simbolo di un'infanzia povera e senza voce. Nella parte finale, mentre la sua immagine si ferma e la telecamera gli gira intorno, le voci di ventiquattro cantanti accompagnano la scena.

Attraverso questa ricostruzione, l'artista ripercorre la storia della macchina da presa e riflette sulla possibilità di dare attenzione e dignità a persone che, nella società del loro tempo, rimanevano spesso invisibili e inascoltate.




The forest and the wood
(Val fex near middle far)


Disegno processuale The Forest and the Wood di David Claerbout, mostra al MAST Bologna
David Claerbout, 2025.
Inchiostro, pastello e gouache su carta acquerellata Hahnemühle.
Courtesy Annet Gelink Gallery, Amstedam.



The forest and the wood

La videoproiezione è ambientata nella Val Fex, in Svizzera, un paesaggio di prati, colline e montagne che ricorda i dipinti di Caspar David Friedrich.
Il film alterna immagini in tempo reale a sequenze accelerate in time-lapse. Sul fianco della montagna, una squadra di operai virtuali abbatte una foresta di larici ricostruita al computer. Poi gli alberi ricrescono e la foresta torna come prima.
Nell’immagine virtuale il tempo può tornare indietro e ricreare ciò che è stato tolto. Nella realtà, invece, non si può tornare indietro, come dimostra il ghiacciaio sullo sfondo, ormai avviato verso uno scioglimento irreversibile.
La valle è stata scelta anche per il legame con il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, che qui trascorse otto estati.
La filosofia rappresenta una forma di resistenza all'industrializzazione, che può distruggere ciò che la natura non è in grado di ricreare.


The Forest and the Wood, videoproiezione di David Claerbout alla mostra The Quiet Machine
David Claerbout, 2026, 51 min.
Videoproiezione a un canale, colore, stereo sound.


The Algiers' Sections of a Happy Moment

La videoproiezione è ambientata su un campo da calcio sul tetto della Casbah di Algeri, affacciato sul Mediterraneo. Durante la partita, un giovane si ferma per dare da mangiare ai gabbiani. Claerbout trasforma questo singolo istante in una proiezione di 37 minuti, composta da circa 600 fotografie selezionate tra oltre 50.000 scatti, che mostrano la stessa scena da diversi punti di vista.
Attraverso un momento apparentemente insignificante, Claerbout ci mostra che la bellezza non è sempre un avvenimento straordinario, ma può nascondersi in un piccolo gesto quotidiano.


Videoproiezione in bianco e nero The Algiers' Sections of a Happy Moment al MAST
David Claerbout, 2008, 37 min - loop
Videoproiezione a un canale, bianco e nero, stereo sound.


MAST. Gallery 0


MAST Gallery 0, edificio contemporaneo della Fondazione MAST

Nella MAST Gallery 0, alcune finestre vengono lasciate aperte per favorire un dialogo tra lo spazio espositivo e ciò che si trova all'esterno. La luce naturale si mescola così a quella delle videoproiezioni, facendo entrare nell'ambiente espositivo anche la presenza del mondo esterno.


MAST Gallery 0 a Bologna, finestre aperte e videoproiezione nello spazio espositivo
MAST Gallery 0, finestre aperte e videoproiezione nello spazio espositivo.


Aircraft Massive White Surface
(second study)
secondo disegno di studio per la videoproiezione:

Aircraft (F.A.L.)

(2015-2021) durata infinita
La videoproiezione mostra un aereo sospeso all'interno di un grande capannone industriale. L'immagine unisce riprese reali e ricostruzioni al computer, creando un effetto molto realistico. L'aereo sembra ancora in costruzione, ma allo stesso tempo già abbandonato, come se passato e futuro si incontrassero nella stessa scena.

Aircraft, disegno processuale del 2021 di David Claerbout esposto al MAST di Bologna
David Claerbout, 2015.
Lavatura d'inchiostro e pennarello su carta.
Collection De Pont Museum, Tilburg.


Oil workers (from the Shell company of Nigeria)
returning home from work, caught in torrential rain

La videoproiezione mostra alcuni lavoratori della compagnia petrolifera Shell, in Nigeria, mentre cercano riparo da una pioggia molto forte. Partendo da una piccola fotografia trovata su Internet, Claerbout ricostruisce la scena al computer e la trasforma in un video. Gli uomini sembrano rimanere fermi per un tempo interminabile, senza poter riprendere il cammino. Attraverso questa attesa, l'artista ci invita a riflettere sul tempo che trascorriamo senza fare nulla, in una società che ci spinge a considerare utile solo quello che produce qualcosa. La pioggia, inoltre, offre un'immagine insolita dell'Africa, spesso associata alla siccità, mentre la presenza dei lavoratori della Shell richiama l'attività petrolifera del Paese.


Oil Workers from the Shell Company of Nigeria, videoproiezione di Claerbout al MAST
David Claerbout, 2013, durata infinita.
Videoproiezione, animazione HD, colore, muto.



Woodcarver
(bordel of woke)


Woodcarver Bordel of Woke, disegno processuale di David Claerbout del 2025
David Claerbout, 2025.
Inchiostro, pastello e gouache su carta Canson Montval.
Collezione privata.



The Woodcarver and the forest

La videoproiezione mostra un artigiano che trasforma lentamente un tronco in un cucchiaio, mentre il film alterna le immagini del suo lavoro a quelle di una foresta rigogliosa. L'opera, che si ripete all'infinito, sembra inizialmente trasmettere calma e serenità, ma osservando con attenzione si scopre che gli alberi scompaiono uno dopo l'altro. Claerbout trasforma così un paesaggio piacevole in una riflessione sul tempo che passa e sulla perdita della natura, mostrandoci che potremmo accorgerci troppo tardi ciò che stiamo perdendo.


The WoodCarver and the Forest, videoproiezione di David Claerbout nella mostra MAST
David Claerbout, 2025, 24 ore 51 min.
Videoproiezione a un canale, colore, stereo sound, 7 fotografie in bianco e nero.



Eagle Eye


Eagle Eye, composizione principale del disegno processuale di David Claerbout
David Claerbout, 2026.
Gouache, pastello, acrilico e matita su carta Canson Montval.
Courtesy the artist.


Eagle Eye

È un film che dura più di sette ore. Mostra un'aquila testabianca americana distesa su un tavolo. Il suo corpo non si muove, ma i suoi occhi continuano a osservare tutto, anche chi la guarda attraverso lo schermo.
L'immagine dell'aquila è stata creata partendo da fotografie e video di rapaci soccorsi, poi trasformati con l'aiuto del computer e dell'intelligenza artificiale. Il programma è stato addestrato poco alla volta a rendere l'animale sempre più calmo e immobile.
L'aquila ha una vista eccezionale e una seconda palpebra trasparente, chiamata membrana nittitante, che mantiene l'occhio umido e le permette di tenerlo aperto continuando a vedere. Il titolo Eagle Eye, cioè «occhio d'aquila», richiama proprio il suo sguardo attento e penetrante.
Un tempo questi animali furono uccisi in gran numero e rischiarono di scomparire. Oggi, invece, l'uomo li osserva con videocamere mentre costruiscono i nidi e allevano i piccoli. Nell'opera, però, l'aquila non è più libera di muoversi: è diventata un corpo immobile, ma conserva uno sguardo capace di controllare tutto.

Il film mette così a confronto la vita degli animali con il mondo creato dai computer, mostrando come l'intelligenza artificiale possa imitare sempre meglio la vita: l'uomo non si limita più a osservarla, ma cerca di riprodurla, modificarla e controllarla.


Eagle Eye, installazione video di David Claerbout esposta alla mostra The Quiet Machine
David Claerbout, 2026, 7 ore 25 min.
Videoproiezione a un canale, colore, muto.



Sunrise

Nelle prime ore del mattino, una domestica svolge le sue mansioni quasi al buio, e lascia la casa ancora immersa nel sonno. In bicicletta si allontana verso la luce dell'alba, accompagnata dalle note del Vocalise di Sergej Rachmaninov. Il film si conclude con l'inizio del nuovo giorno, che coincide con l'inizio della giornata della donna.
Il film riflette sul tempo, sul lavoro e sulle differenze tra chi serve e chi viene servito. 
L'alba segna non solo l'inizio di un nuovo giorno, ma anche la possibilità per la donna di riprendere la propria vita lontano da quella casa.


Sunrise, videoproiezione di David Claerbout del 2009 alla mostra The Quiet Machine
David Claerbout, 2009, 18 min.
Videoproiezione a un canale, colore, stereo sound.


Riflessioni finali
La partecipazione attiva

Come spiega il curatore Francesco Zanot, le opere non vogliono dimostrare qualcosa, ma offrono al visitatore la possibilità di vivere un'esperienza personale.

Più semplicemente, si può dire che chi guarda non è soltanto uno spettatore, ma prende parte all'esperienza con il proprio sguardo e la propria sensibilità, diventando così parte attiva del cambiamento che si sviluppa nel tempo.


> LA PAGINA DEL MAST

> LA PAGINA DI BOLOGNA


Ti è piaciuto questo post? Condividilo sui social e iscriviti alla mia newsletter: è il modo migliore per supportare il mio lavoro.




NOTE

La mostra è a cura di: Francesco Zanot

La visita descritta è stata effettuata in autonomia il 28 ottobre 2026, in occasione della rassegna stampa.

Le opere qui pubblicate, pur non essendo complete, seguono fedelmente il percorso dell’esposizione. Le condivido non solo come invito a visitare la mostra, che è un’esperienza oltretutto gratuita, ma soprattutto come lettura per tutti coloro che esplorano il mondo anche da casa.

Tutte le foto sono di Monica Galeotti.

Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale si consiglia l'uso del PC.

L’esposizione è affiancata da un programma di talk, proiezioni, presentazioni e workshop per il pubblico, le famiglie e i più piccoli, a ingresso gratuito su prenotazione.
Il programma su: mast.org


FONTI

  • Rassegna stampa con il curatore della mostra Francesco Zanot e David 
  • Pannelli informativi mostra David Claerbout
  • Comunicato stampa della mostra, a cura della Fondazione MAST

David Claerbout e Francesco Zanot sul palco alla presentazione stampa della mostra al MAST
David Claerbout e Francesco Zanot sul palco
durante la conferenza stampa di presentazione della mostra.



David Claerbout e Francesco Zanot dialogano durante la visita alla mostra The Quiet Machine
David Claerbout e Francesco Zanot
durante la visita alla mostra The Quiet Machine.


martedì 27 ottobre 2026

Le immagini sacre sui muri di Bologna – Via Zamboni > Porta San Donato (Itinerario 4)

Il viaggio alla scoperta delle immagini sacre sui muri di Bologna continua: gli itinerari seguono le vie radiali della città in senso antiorario e, per visitare le opere dell’area di via Zamboni, ho studiato e creato un percorso ideale, che si snoda tra la zona universitaria e lo Sferisterio, fino ad arrivare al Santuario della Beata Vergine del Soccorso, alla fine di via del Borgo di San Pietro.


Madonna con Bambino nel tabernacolo ligneo di via Albiroli a Bologna


Itinerario 4

Lunghezza: 4,1 km

Tempo di percorrenza: circa 53 minuti (escluse le soste)

Numero di opere censite: 34


Mappa di immagini sacre sui muri di Bologna da via Zamboni a Porta San Donato
Mappa delle immagini sacre dell'itinerario area via Zamboni, elaborata da Monica Galeotti.

1. Via Oberdan 7
Madonna con Bambino
busto

Sopra l’arco di passaggio della Galleria Giovanni Acquaderni, all’esterno, c’è una piccola edicola con una statua della Madonna con il Bambino Gesù.
Attualmente la si può vedere soltanto da via Oberdan, attraverso un cancello in ferro battuto sempre chiuso, che impedisce di avvicinarsi alla facciata.

Il portone sulla cui facciata esterna si trova l'immagine è uno dei quattro ingressi della Galleria Giovanni Acquaderni, ma è anch'esso sempre chiuso. Non è quindi possibile raggiungere la facciata da vicino, neppure entrando dagli altri accessi della galleria.


Statua della Madonna con Bambino oltre il cancello chiuso della galleria Acquaderni
Statua della Madonna con Bambino oltre il cancello chiuso in via Oberdan, 7.


È una copia in terracotta di una scultura di Jacopo della Quercia, oggi conservata al Museo Civico Medievale di Bologna.


Madonna con Bambino sopra l’ingresso della galleria Acquaderni in via Oberdan a Bologna
Madonna con Bambino sopra l’ingresso della galleria Acquaderni.


2. Vicolo Mandria, 1
Sacra famiglia

targa in terracotta

Accanto alla torre Uguzzoni, sistemata sotto un arco, si trova una targa a circa 2,5 metri da terra.


Torre Uguzzoni in vicolo Mandria, vicino a un’immagine sacra sui muri di Bologna

Racchiusa da una doppia cornice, la sacra famiglia viene rappresentata con la Vergine e il Bambino, San Giuseppe e San Giovannino.

Sotto la targa c’è una piccola mensola.


Targa in terracotta della Sacra Famiglia accanto alla torre Uguzzoni in vicolo Mandria


3. Vicolo San Giobbe angolo via dell'Inferno
Immacolata Concezione 

statua

Nell’angolo dell'edificio, a circa 5 metri di altezza, si trova una statua in terracotta della Vergine Immacolata, alta circa un metro.
È protetta da un
baldacchino, con un lampione davanti, e poggia su una mensola decorata con un’iscrizione.


Angolo tra vicolo San Giobbe e via dell’Inferno dove si trova la statua dell’Immacolata
Angolo tra vicolo San Giobbe e via dell’Inferno.

La Madonna ha le mani giunte sul petto e lo sguardo rivolto verso il cielo, secondo un modello ispirato a Guido Reni. È una copia della statua realizzata da Giuseppe Maria Mazza (1653-1741), oggi nelle collezioni della Cassa di Risparmio di Bologna.
Sulla parte inferiore della mensola compare il cartiglio «TOTA PULCHRA ES MARIA», primo verso di un canto mariano.
Accanto alla statua, una lapide ricorda la sua ricollocazione nel 1958.


Statua dell’Immacolata Concezione collocata in alto sulla facciata a Bologna


4. Via Zamboni, 4
Annunciazione

affresco

Sopra il portone d’ingresso si trova un affresco dell’Annunciazione, inserito nel timpano curvilineo a circa 3,5 metri dal suolo.


Portone di via Zamboni 4 con l’affresco dell’Annunciazione sulla facciata del palazzo

La Vergine Maria è inginocchiata con le mani giunte sul petto, mentre l’arcangelo Gabriele, tra le nubi e con un giglio in mano, le indica la colomba dello Spirito Santo. Il dipinto è protetto da una lastra di vetro.
Una targhetta metallica ricorda il restauro conservativo eseguito in memoria di Giorgio Schiassi.


Affresco dell’Annunciazione sopra il portone di via Zamboni 4 a Bologna


5. Via Zamboni, 16/A
Madonna

stampa

Nel fianco del voltone di Palazzo Malvasia, a circa 2,2 metri dal suolo, si trova una nicchia con una stampa della Vergine Maria raffigurata a mezzo busto.


Palazzo Malvasia in via Zamboni 16, con il portico che custodisce un’immagine sacra
Palazzo Malvasia, con il portico che custodisce un’immagine sacra.

L’immagine riproduce un particolare del dipinto Madonna col Bambino e due angeli di Filippo Lippi.
La nicchia è protetta da una grata metallica a due battenti, attraverso la quale è molto difficile intravedere l’immagine, che non può essere aperta perché si trova troppo in alto.


Nicchia sul fianco del voltone di Palazzo Malvasia con una stampa della Madonna



Stampa della Madonna dietro una grata nel voltone di Palazzo Malvasia a Bologna


Da via Zamboni 16, dove ho fotografato la Madonnina sotto il portico, torno leggermente indietro a imboccare via Canonica, che conduce direttamente in via dell’Inferno, dove si trovano due Madonnine sulle facciate dei civici 8 e 10 di via dell’Inferno, e sono così vicine da poter essere osservate contemporaneamente.


Facciate ai civici 8 e 10 di via dell’Inferno con le targhe della Madonna dell’Olmo e di San Luca


6. Via dell'Inferno, 8
Beata Vergine di San Luca

targa in terracotta

A circa 3 metri dal suolo, una nicchia ospita una targa raffigurante la Madonna con il Bambino.


Beata Vergine di San Luca, targa in terracotta al civico 8 di via dell’Inferno a Bologna


L’immagine riprende l’icona della Beata Vergine di San Luca, venerata nel santuario sul Colle della Guardia, secondo il modello iconografico dell’Odigitria.
La Vergine porta una corona, introdotta nell’immagine dopo l’incoronazione dell’icona da parte di Pio IX nel 1857.
Sopra il suo capo compare la colomba dello Spirito Santo, circondata da raggi di sole.
Una targhetta metallica ricorda il restauro conservativo eseguito in memoria di Ada Masotti.


Beata Vergine di San Luca sulla facciata di via dell’Inferno 8


7. Via dell'Inferno, 10
Madonna dell'Olmo

targa in arenaria

Sotto una finestra del primo piano, si trova una targa rettangolare con il bassorilievo della Madonna dell’Olmo.


Madonna dell’Olmo, targa in arenaria sotto una finestra di via dell’Inferno 10


Maria tiene davanti a sé il Bambino Gesù, che gioca con il velo della Madre.
L’immagine riprende un soggetto mariano venerato a Cento fin dal XVIII secolo.
Secondo la tradizione popolare, l’icona era appesa a un olmo per proteggere le acque del Reno, ai tempi spesso in esondazione, prima di essere trasferita in un’edicola.
L’originale è oggi conservato nella Collegiata di San Biagio a Cento.
Il bassorilievo è danneggiato in alcuni punti e manca la testa del Bambino.
Una targhetta metallica ricorda il restauro conservativo eseguito in memoria di Ada Masotti.

La devozione alla Madonna dell’Olmo si ritrova anche lungo il Canale Navile, presso il sostegno di Corticella, dove un’edicola votiva ricorda il legame tra la fede popolare e la vita dei barcaioli.
Ne parlo nell’articolo Il Canale Navile a Bologna: prima parte, dal sostegno della Bova a Corticella.


Primo piano della Madonna dell’Olmo in via dell’Inferno, tra le immagini sacre di Bologna


Mi dirigo verso il civico 3, percorrendo via dell’Inferno, una delle vie più belle e caratteristiche dell’antico ghetto ebraico di Bologna.


Veduta di via dell’Inferno nel centro storico di Bologna lungo l’itinerario delle immagini sacre


8. Via dell'Inferno, 3
Madonna con Bambino e Santi

affresco

Sulla parete in fondo al portico di Casa Piantavigne, si trova un grande affresco realizzato direttamente sull’intonaco del muro.


Facciata di Casa Piantavigne, via dell’Inferno 3, dove sotto il portico si trova un affresco sacro


L’opera è del pittore bolognese Giovanni Francesco Bezzi, detto Nosadella (1530-1571), e raffigura la Madonna con il Bambino insieme ad alcuni santi, probabilmente due vescovi.
Purtroppo, il dipinto è molto rovinato: oggi si distinguono soltanto i contorni di alcune figure e la corona di metallo posta sopra la testa della Madonna.

Le scritte spray che hanno vandalizzato questo affresco cinquecentesco sono probabilmente frutto dell’ignoranza più che del disprezzo.
Ecco perché studiare serve, e difendere la scuola statale è fondamentale: magari non tutti diventeranno storici dell’arte, ma almeno impareranno a distinguere un affresco da un muro per scarabocchi.
Quanto al bicchiere di plastica abbandonato a terra, tranquilli: non è un’installazione artistica, è solo maleducazione lasciata in esposizione.


Madonna con Bambino e Santi, affreschi sotto il portico di via dell’Inferno 3 a Bologna


9. Piazzetta Marco Biagi, 5
Beata Vergine di San Luca

targa in ceramica

Sotto il portico, a circa due metri e mezzo da terra, è murata una targa ovale.


Edificio in piazzetta Marco Biagi 5 con la Beata Vergine di San Luca sotto il portico


Mentre osservo la targa sotto il portico, sullo sfondo si staglia la Torre degli Asinelli, in una bella prospettiva.


Beata Vergine di San Luca sotto il portico di piazzetta Marco Biagi, con la Torre degli Asinelli



Nella targa, al centro è raffigurata la Madonna con il Bambino: la Vergine lo tiene in braccio mentre lui benedice con la mano.
Questa rappresentazione è molto diffusa a Bologna e si ispira all’icona della Madonna conservata nel santuario sul Colle della Guardia.

L’opera è stata realizzata nel 1988.


Primo piano della targa in ceramica della Beata Vergine di San Luca a Bologna


10. Via Albiroli, 12/A
Madonna con Bambino

dipinto

Un ricco tabernacolo di legno è collocato su uno sporto del muro.


Madonna con Bambino dipinta in un ricco tabernacolo ligneo in via Albiroli a Bologna


Sotto il tabernacolo si trova una lapide di marmo con le lettere incise «IHS» e «M».
La sigla «IHS» deriva dalle prime tre lettere del nome di Gesù in greco, mentre «M» è l’iniziale del nome di Maria. Insieme, i due simboli richiamano la devozione a Gesù e alla Madonna.

La grande cornice esterna dalle forme barocche è decorata con motivi dipinti che creano un effetto di profondità.
Nella parte inferiore si legge la scritta «AVE MARIA», cioè il saluto rivolto alla Madonna.
Al centro, una tavola di legno è ornata con motivi floreali e simboli mariani, come rose e stelle, e riporta la scritta «MATER AMABILIS», che significa «Madre amabile».
Nell'apertura ovale si vede un'immagine ottocentesca della Madonna con il Bambino, ispirata alla Madonna del Granduca di Raffaello Sanzio.


Particolare della Madonna con Bambino nel tabernacolo ligneo di via Albiroli a Bologna


11. Via Marsala, 14/C
Madonna di Częstochowa o Madonna Nera

dipinto

Sotto il portico, a circa 2,5 m dal suolo, è collocata nello sporto del muro una piccola immagine sacra.


Madonna nera nello sporto del muro sotto il portico di via Marsala a Bologna


Si tratta di una riproduzione della Madonna di Częstochowa, conosciuta anche come Madonna Nera per il colore scuro dei volti della Madonna e di Gesù Bambino. È una delle immagini mariane più venerate in Polonia e rappresenta Maria che tiene in braccio il Figlio. L’icona è racchiusa in una cornice e protetta da un vetro e da una grata di metallo.
Sotto l’immagine, una targhetta metallica ricorda la visita a Bologna di papa Giovanni Paolo II, avvenuta nel settembre 1997.


Primo piano della Madonna nera custodita nello sporto del muro di via Marsala a Bologna


12. Via Marsala, 47/A
Madonna con Bambino

dipinto

Sotto il portico di Palazzo Banzi-Rosa, a circa 2,7 m dal suolo, si trova una nicchia ovale ricavata nello sporto del muro.


Madonna con Bambino dipinta in una nicchia ovale a Palazzo Banzi Rosa a Bologna


Circondata da una cornice decorata con festoni, all’interno è dipinta la Madonna con il Bambino Gesù: Maria tiene il Figlio in grembo, mentre Gesù alza la mano in segno di benedizione.

L’affresco potrebbe essere contemporaneo alla costruzione del palazzo, cioè al periodo compreso tra il 1825 e il 1850.


Madonna con Bambino dipinta in una nicchia ovale a Palazzo Banzi Rosa a Bologna


13. Via Marsala, 32
Madonna con Bambino

stampa

Sotto il portico, a circa 2,7 m dal suolo, si trova una nicchia con più cornici una dentro l’altra.


Stampa della Madonna con Bambino in una nicchia sotto il portico di via Marsala a Bologna


L’immagine mostra Maria che veglia sul Bambino Gesù addormentato. Si tratta di una riproduzione della Madonna del velo, dipinta nel 1650 dal fiorentino Onorio Marinari, allievo del pittore Carlo Dolci.
Il dipinto originale è conservato alla Galleria Corsini di Roma.
La stampa attuale ha preso il posto di una precedente immagine della Madonna del Rosario.


Maria veglia su Gesù addormentato nella stampa ispirata alla Madonna del Velo


14. Via Zamboni, 24/G
Apparizione della Madonna a San Nicola da Tolentino

targa bassorilievo in terracotta

Sotto il portico a circa 3 m dal suolo, è collocata una nicchia che custodisce la targa, protetta da una lastra di vetro.


Targa in terracotta con l'apparizione della Madonna a San Nicola da Tolentino a Bologna



bassorilievo in terracotta con la Madonna e San Nicola da Tolentino


15. Piazza Verdi (fondo cieco del portico)
Madonna della Consolazione (o della Cintura)

dipinto

A circa 2,8 m dal suolo, si trova un dipinto rettangolare che raffigura la Madonna con il Bambino.

Si trova in prossimità di un tratto della Cerchia dei Torresotti, la seconda cinta muraria medievale della città, inglobato nella chiesa di San Giacomo Maggiore.


Madonna della Consolazione dipinta nel fondo cieco del portico in piazza Verdi a Bologna


L’immagine è una copia della Beata Vergine della Cintura, il cui dipinto originale si trova nella cappella della Compagnia della Consolazione, detta anche dei Cinturati, nella vicina chiesa di San Giacomo Maggiore.
Il quadro è protetto da una grata a rete, alla quale sono appesi alcuni ex voto, piccoli oggetti che i fedeli offrono per ringraziare la Madonna di una grazia ricevuta.
Sotto il dipinto è collocata una mensolina.
Una targhetta metallica ricorda il restauro conservativo del 1994, realizzato dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per preservare l’opera nel tempo.


Beata Vergine della Cintura, copia del dipinto conservato a San Giacomo Maggiore


16. Piazza Verdi – Scuderie
Pietà

affresco

Sopra il portico delle ex scuderie dei Bentivoglio, a circa 3,5 m dal suolo, si trova una grande lunetta affrescata, circondata da una cornice decorata con festoni.


Affresco della Pietà in una lunetta decorata sopra il portico delle ex scuderie Bentivoglio


L’affresco, realizzato da Giovan Francesco Spini, raffigura la Madonna con il corpo morto di Gesù in grembo, una scena conosciuta come Pietà.
Alla destra della Vergine è inginocchiato sant’Antonio abate, che prega davanti a Cristo.
Possiamo riconoscerlo grazie al mantello, al bastone e alla campanella, oggetti che lo accompagnano spesso nelle immagini sacre.

Nella parte superiore della cornice, un cartiglio riporta una frase del Vangelo di Matteo (11,28): «VENITE AD ME OMNES QUI LABORATIS ET ONERATI ESTIS ET EGO REFICIAM VOS», che significa: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro».


affresco della Pietà nella lunetta sopra il portico delle ex scuderie Bentivoglio


Da Piazza Verdi proseguo verso via delle Belle Arti.


Veduta di via delle Belle Arti a Bologna lungo il percorso delle immagini sacre sui muri
Veduta di via delle Belle Arti.


17. Via delle Belle Arti, 32/A
Beata Vergine di San Luca

dipinto

Nel dislivello del portico a circa 2,8 m dal suolo, è collocata una piccola immagine sacra.


Dipinto della Beata Vergine di San Luca nel portico di via Belle Arti 32 a Bologna


La tavoletta rettangolare raffigura la Madonna con il Bambino Gesù. La Vergine è rappresentata secondo l’iconografia dell’Odigitria, che richiama la venerata icona della Beata Vergine di San Luca.
Sopra le teste della Madonna e di Gesù sono applicate due corone di metallo.
L’immagine è racchiusa in un’elegante cornice barocca, molto rovinata dal tempo.


Immagine sacra della Beata Vergine di San Luca dipinta sotto il portico a Bologna



18. Via Belle Arti, 28/B
Madonna con Bambino e un santo

affresco

Sotto il portico, su uno sporto del muro, si trova un affresco racchiuso in una cornice rettangolare.


Affresco della Madonna con Bambino e un santo sullo sporto del muro a Bologna


L’opera raffigura la Madonna con il Bambino Gesù e un santo. Purtroppo, la pittura è molto deteriorata e le figure sono difficili da distinguere. Si riconosce una tenda alle spalle della Madonna, mentre il santo, dipinto alla sua sinistra, tiene un libro tra le mani. L’affresco potrebbe risalire al XIV secolo.

Per proteggere ciò che resta della pittura, l’immagine è coperta da un vetro. Sopra è collocata una lanterna e, nel corso del tempo, l’opera è stata sottoposta a diversi restauri.


Madonna con Bambino e santo nell'affresco sotto il portico di via Belle Arti a Bologna


19. Via Mascarella, 8
insegna ecclesiastica

targa in terracotta

Si trova sotto al portico sopra il portone del civico 8.


Targa ecclesiastica in terracotta tra le immagini sacre sui muri di Bologna in via Mascarella


 Si tratta di uno stemma cardinalizio, presente anche in via Pescherie Vecchie, all'inizio e alla fine della via (Itinerario 0 . Centro storico).


Targa ecclesiastica in terracotta sopra il portone di un palazzo in via Mascarella a Bologna



Targa ecclesiastica in terracotta, stemma cardinalizio, sopra il portone di un palazzo in via Mascarella a Bologna



20. Via Mascarella, 22
Sacra famiglia e Sant'Antonio da Padova

affresco

Sotto una lunetta del portico è dipinta una scena sacra del XVII-XVIII secolo.


Affresco della Sacra Famiglia e Sant'Antonio da Padova sotto al portico di via Mascarella a Bologna


Gesù indossa una tunica e benedice con la mano destra. Nella sinistra tiene un fiore, probabilmente un garofano, che richiama la sua futura Passione.
Ai lati della Madonna, i due santi sono rivolti verso il Bambino: san Giuseppe tiene una verga fiorita, mentre sant'Antonio regge un giglio.
Alla testa, ciascuno di loro ha un'aureola, simbolo della santità.


Affresco della Sacra Famiglia e Sant’Antonio da Padova in via Mascarella a Bologna


La pittura è racchiusa da un architrave in gesso, la cui parte centrale sporge formando un piccolo ripiano, forse utilizzato per appoggiare i fiori.
Sotto si trova una decorazione floreale e punte metalliche che potevano servire a sostenere le candele.

Nel 2024, l'affresco è stato restaurato grazie al Comitato di via Mascarella Vecchia.
Lorena Macchiavelli ha curato il recupero della pittura, mentre Piero Biavati si è occupato della parte lapidea.


Lunetta affrescata della Sacra Famiglia sotto il portico di via Mascarella a Bologna


21. Via Mascarella, 29
San Luigi Gonzaga

targa in terracotta

Nel portico, a circa quattro metri da terra, si trova una targa dedicata a san Luigi Gonzaga, inserita nella parete in corrispondenza del dislivello del portico.


Targa in terracotta di San Luigi Gonzaga nel portico di via Mascarella a Bologna


Il santo è raffigurato inginocchiato tra le nuvole, come se fosse in cielo. Indossa una lunga tonaca scura e una cotta bianca, l'abito tradizionale dei religiosi. Nella mano sinistra tiene un giglio, simbolo di purezza, mentre ai suoi piedi si riconosce una croce.

L'immagine è racchiusa in una ricca cornice in stile barocco, riconoscibile dalle forme movimentate, dalle volute e dagli ornamenti vegetali. Anche la posizione del santo e il movimento delle vesti contribuiscono a dare alla scena un senso di movimento e solennità.


Immagine di San Luigi Gonzaga sulla targa in terracotta collocata sotto il portico bolognese


22. Via Mascarella, 31/A
Madonna con Bambino

targa

Nel dislivello del portico, a circa 4 metri di altezza, si trova un'immagine sacra in bassorilievo.


Targa della Madonna con Bambino inserita nel dislivello del portico di via Mascarella


La scena rappresenta la Madonna seduta con il Bambino Gesù sorretto dal braccio destro. Gesù tiene in mano una croce, mentre Maria regge un libro con la mano sinistra. Ai piedi della Vergine dorme un gatto. Nell'angolo destro si vede una figura inginocchiata, probabilmente la persona che ha fatto realizzare l'opera, mentre sul lato sinistro è raffigurato un paesaggio roccioso.

La targa è stata sottoposta a un restauro conservativo in memoria di Ada Masotti, come ricorda una targhetta metallica.


Madonna con Bambino raffigurata sulla targa collocata in alto sotto il portico a Bologna



23. Via Mascarella, 46 - ex oratorio della Maddalena
Santa Maria Maddalena

altorilievo in stucco

Sopra la porta d'ingresso dell'oratorio, si trova una nicchia che ospita una scultura raffigurante Maria Maddalena penitente, circondata da una grande cornice in stile barocco, della seconda metà del XVIII secolo.
L'antico complesso, dedicato a Sant'Onofrio e Santa Maria Maddalena, comprendeva una chiesa al piano terra e l'oratorio al piano superiore.


Facciata dell'ex Oratorio della Maddalena in via Mascarella 46 a Bologna


La santa è seduta in un paesaggio roccioso e guarda un teschio che tiene nella mano sinistra. Ai suoi piedi è raffigurato un vaso contenente unguenti, uno degli oggetti che tradizionalmente accompagnano le immagini di Maria Maddalena.
Sopra di lei si vedono due teste di cherubini, piccoli angeli.
Sotto la nicchia, un cartiglio riporta la scritta «S MADALENA».

La scultura è opera di Gaetano Pignoni, artista bolognese specializzato nella modellazione della decorazione plastica, e risale al 1763, quando l'oratorio fu rinnovato su progetto dell'architetto Alfonso Torreggiani.

Purtroppo l'opera è ricoperta di guano di piccione, che ne compromette la conservazione.


Maria Maddalena penitente nell'altorilievo in stucco sopra l'ingresso dell'oratorio bolognese


24. Via Irnerio, 29
Madonna con Bambino

tabernacolo in marmo

Sotto il portico, accanto alla chiesa di Santa Maria della Purificazione, conosciuta anche come chiesa della Mascarella, si trova un piccolo tabernacolo della seconda metà del XX secolo, inserito nella parte sporgente del muro.


Tabernacolo in marmo con la Madonna e il Bambino sotto il portico di via Irnerio 29


All'interno è collocata una statuetta in terracotta della Madonna con il Bambino. Sotto il tabernacolo si trovano una mensolina per i fiori e una lapide con la scritta «AVE MARIA / A D MCMLIV», che indica l'anno 1954.

L'opera è stata sottoposta a un restauro conservativo in memoria di Ada Masotti, come ricorda una targhetta metallica.


Madonna con Bambino nel tabernacolo marmoreo di via Irnerio 29 a Bologna


25. Via del Borgo di San Pietro, 42/B
Madonna con Bambino

targa in terracotta

Nello sporto del muro sotto il portico, a circa 2 metri di altezza, si trova una targa rettangolare.


Madonna con Bambino nello sporto del muro sotto il portico di via del Borgo di San Pietro


L'immagine, sulla quale sono ancora visibili alcune tracce dei colori originali, è molto rovinata dal tempo. Raffigura Maria rappresentata a mezzobusto, mentre tiene in braccio il Figlio.


Targa in terracotta con la Madonna e il Bambino al numero 42 di via del Borgo di San Pietro



26. Via del Borgo di San Pietro, 26/A
Beata Vergine di San Luca

targa in terracotta

Sotto il portico, a circa 2 metri di altezza, è collocata una targa rettangolare.


Beata Vergine di San Luca sotto il portico di via del Borgo di San Pietro 26 a Bologna


L'immagine raffigura la Madonna a mezza figura con il Bambino Gesù, che alza la mano in segno di benedizione, rappresentazione molto diffusa nelle immagini sacre di Bologna e riprende il modello della Madonna Odighitria, l'icona venerata nel santuario della Madonna di San Luca.

La nicchia è protetta da uno sportello di legno, con un'apertura chiusa da una grata.


Targa in terracotta con la Madonna di San Luca e Gesù Bambino benedicente a Bologna


27. Via del Borgo di San Pietro, 13
San Nicola di Bari

targa in terracotta

Sulla facciata di questo stabile, a circa 4 metri di altezza dal suolo, è collocata una formella dalla caratteristica forma a quattro lobi.


Edificio al civico 13 di via del Borgo di San Pietro con la targa di San Nicola di Bari


L'immagine raffigura san Nicola di Bari vestito da vescovo. Nella mano sinistra tiene il pastorale, il bastone ricurvo simbolo della sua autorità religiosa, mentre nella destra regge un libro e tre palle d'oro, uno degli attributi tradizionali del santo.


San Nicola di Bari in abiti vescovili con pastorale, libro e tre palle d'oro


L'edificio appartiene all'Opera Pia dei Poveri Vergognosi, istituzione fondata nella seconda metà del Quattrocento e dedicata proprio a san Nicola.


Targa di San Nicola di Bari sopra il civico 13 con la scritta Opera Pia dei Poveri Vergognosi



28. Via del Borgo di San Pietro, 4/A
Madonna con Bambino

altorilievo in gesso colorato

Sul fondo cieco del portico, si trova un'edicola in arenaria.


Edicola in arenaria con la Madonna e il Bambino nel fondo cieco del portico in via del borgo san pietro 4 a Bologna


Il vetro protegge un gruppo scultoreo che raffigura la Madonna con il Bambino, mentre semplici cornici in arenaria e due colonne con capitelli ionici decorano l'insieme.

Maria tiene il Figlio vicino a sé e lo avvolge nel proprio manto, mentre Gesù la abbraccia con affetto.

Composizioni di questo tipo erano diffuse soprattutto in Toscana a partire dal Quattrocento, grazie ad artisti come Lorenzo Ghiberti, Filippo Brunelleschi e Donatello, che realizzarono numerose opere destinate alla preghiera privata.

Questa scultura, considerata una delle immagini mariane più venerate del centro storico di Bologna, risale alla prima metà del Cinquecento.
Le prime notizie documentate sulla sua presenza risalgono al 1723.

Nel 2023 l'opera è stata restaurata grazie al Comitato dei Borghigiani e al Comune di Bologna, come ricorda una targhetta metallica.
Sotto si trova una lapide di marmo con la lettera «M» incisa.


Madonna con Bambino in gesso colorato tra colonne con capitelli ionici in via del borgo san pietro 4 a Bologna


29. Via Capo di Lucca 1/B
Madonna del Carmine

targa

Sul muro esterno della casa, a circa 3 metri di altezza dal suolo, si trova una piccola nicchia che custodisce una targa in arenaria, sulla quale sono rimaste alcune tracce dei colori originali.


Nicchia con immagine sacra in arenaria sul muro esterno di via Capo di Lucca a Bologna


La targa raffigura la Madonna con il Bambino nella variante della Madonna del Carmine.
L'immagine è circondata da una cornice in stile barocco, decorata con volute, cioè elementi ornamentali dalle forme arricciate.

La nicchia oggi è dipinta di bianco, ma in origine aveva lo sfondo azzurro, che faceva risaltare maggiormente l'immagine sacra.


Madonna del Carmine con Bambino in una cornice barocca consumata dal tempo a Bologna


30. Via Piella – Torresotto Govese
Beata Vergine di San Luca

tabernacolo

Il torresotto corrisponde all'antica Porta Govese, che faceva parte della seconda cerchia di mura della città.


Torresotto Govese o di via Piella, antica porta della seconda cerchia di mura di Bologna
Torresotto Govese o di via Piella,
antica porta della seconda cerchia di mura di Bologna.


Sotto il portico, addossato al torresotto, si trova un tabernacolo a forma di tempietto, sormontato da una croce.


Tabernacolo della Beata Vergine di San Luca addossato al Torresotto Govese di Bologna


All'interno del tabernacolo è conservato un affresco rettangolare, con al centro la Beata Vergine di San Luca, raffigurata entro una cornice ovale.
Ai lati restano alcune tracce di decorazioni a festoni.
La parte inferiore dell'affresco è protetta da un cancelletto di ferro.
Più in basso, il tabernacolo presenta una decorazione a forma di losanga, con la lettera «M» incisa al centro.

Negli anni Novanta del secolo scorso, l'opera è stata restaurata in memoria di Ada Masotti.
Nel 2023, durante l'iniziativa annuale «P'Arte la Run», è stato eseguito un ulteriore restauro conservativo da Carlotta Scardovi.


Immagine della Beata Vergine di San Luca nella cornice ovale del tabernacolo al Torresotto Govese


31. Via Zappoli, 1
Crocifisso

affresco

Sotto il portico è custodito un affresco dedicato alla crocifissione di Gesù.

Il dipinto è riparato da una chiusura in legno a due ante. Al momento della mia visita non mi è stato possibile fotografare il dipinto, perchè la chiusura era bloccata da un lucchetto.


Affresco del Crocifisso protetto da una chiusura in legno a due ante in via Zappoli a Bologna



Per questo motivo allego un'immagine dal web.
Cristo è raffigurato crocifisso sul Golgota, mentre alle sue spalle il cielo scuro e carico di nuvole crea un'atmosfera cupa.


Cristo crocifisso sul Golgota con il cielo scuro e nuvoloso sullo sfondo a Bologna
©Storiaememoriadibologna.it



32. Sferisterio
Madonna di Fatima

tabernacolo

Sul lato dello Sferisterio rivolto verso il giardino della Montagnola, dove oggi c'è un parcheggio auto, un tabernacolo a forma di capanna custodisce una statua marmorea della Madonna di Fatima.


Tabernacolo a capanna con la Madonna di Fatima sulle mura rivolte al giardino della Montagnola


La statua è protetta da una grata, mentre dietro, una lapide ricorda la data del 27 giugno 1959, con la dedica di un gruppo di fedeli.


Madonna di Fatima protetta da una grata con la lapide del 1959 dedicata dai fedeli a Bologna


Intorno si trovano piante ed ex voto.
Nel 1994 il tabernacolo è stato restaurato dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, come ricorda una targhetta metallica.


Tabernacolo della Madonna di Fatima circondato da piante ed ex voto a Bologna



Volto della Madonna di Fatima con le mani giunte in preghiera nel tabernacolo di Bologna


Le ultime due immagini sacre di questo itinerario, si trovano presso il Santuario della Beata Vergine del Soccorso, situato al termine di via del Borgo di San Pietro, in prossimità dei viali di circonvallazione.


Santuario della Beata Vergine del Soccorso presso le mura di Porta Galliera a Bologna


33. Mura di Porta Galliera, 6 (Santuario Beata Vergine del Soccorso – facciata della canonica)
Madonna con Bambino

targa

Sul muro esterno della canonica, a destra della chiesa, un tondo in ceramica colorata mostra la Madonna con Gesù bambino tra le braccia.


Santuario della Beata Vergine del Soccorso e canonica con targa mariana sulla facciata a Bologna


Madre e figlio sono raffigurati a mezza figura, davanti a uno sfondo azzurro.


Madonna con Gesù Bambino su un tondo in ceramica colorata con sfondo azzurro a Bologna



34. Viale Masini, 5/³ (Santuario Beata Vergine del Soccorso – retro)
Madonna con Bambino

statua

Sulla parete esterna posteriore della chiesa, sul lato di viale Masini, una grande statua mostra la Madonna con Gesù Bambino.


Facciata posteriore del santuario con la statua della Madonna con Bambino in viale Masini a Bologna



È una copia della scultura che Jacopo della Quercia realizzò nel Quattrocento per il portale centrale della basilica di San Petronio.

La statua è stata donata alla chiesa nel 2002 da Liana Trozzi ed è protetta da una tettoia.
Una lapide sottostante ricorda la donazione e l’opera originale.


Madonna con Gesù Bambino, copia della scultura quattrocentesca di Jacopo della Quercia per San Petronio


Termina qui l’itinerario a piedi tra le immagini sacre del percorso area di Via Zamboni (Itinerario 4, il quinto della serie).


Mappa OpenStreetMap del percorso delle immagini sacre lungo via Zamboni
OpenStreetMap con traccia GPS Relive dell'itinerario area via Zamboni.


Per consultare tutti gli itinerari della serie (in lavorazione) si può visitare:

> LA PAGINA DELLE IMMAGINI SACRE SUI MURI DI BOLOGNA: ITINERARI FOTOGRAFICI.


Inoltre:

> Segni del Sacro: la nuova sezione del portale Storia e Memoria di Bologna, da cui prende spunto questo progetto di itinerari.


NOTE:

  • Questo itinerario fa parte di un mio progetto personale.
    Partendo dal censimento pubblicato dal portale "Storia e Memoria di Bologna", ho raccolto e organizzato le circa 270 opere, localizzandole prima su appunti manoscritti e successivamente trasferite con mappatura digitale su Google Earth.
    Ho poi creato una mappa di lavoro, disegnata a mano in forma schematica, sulla quale ho riportato la posizione di tutte le opere, suddividendole così in itinerari che seguono la struttura della città e delle sue principali vie radiali.
    Infine, ho percorso le strade di Bologna per fotografare ogni opera e trasformare il censimento in un itinerario fotografico corredato da una mappa, pensato per accompagnare il lettore alla scoperta delle immagini sacre.
    Un progetto quindi nato da un lungo lavoro di ricerca, mappatura e documentazione fotografica.


Appunti manoscritti sulle immagini sacre di Bologna raccolte per gli itinerari
Appunti manoscritti 



Mappatura digitale delle immagini sacre sui muri di Bologna su Google Earth
Mappatura digitale su Google Earth





Quarto itinerario tra le immagini sacre sui muri del centro di Bologna
Mappa di lavoro




  • Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
  • Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.