Un tratto di costa spettacolare e incontaminata vicino a Playa Blanca, dove le piscine naturali incantano ma nascondono rischi legati alla forza dell’oceano.
Parto dal parcheggio dove ho lasciato l’auto e mi incammino lungo un sentiero facile e ben tracciato, immerso in un paesaggio desertico.
Alla mia sinistra il mare.
Se mi volto, scorgo in lontananza Playa Blanca e il faro.
Davanti a me piccoli edifici in ristrutturazione.
Il vento soffia con una forza tale da sembrare capace di portarti via.
Dall’alto comincio a osservare le prime pozze naturali. Nonostante la loro bellezza, l’idea di immergermi in quelle acque — così affascinanti ma insidiose, esposte a onde improvvise e violente — mi mette i brividi.
Per calmare l’ansia, distolgo lo sguardo e mi concentro sui fiori: piccoli, colorati, resistono ostinatamente lungo i margini del sentiero, sfidando il terreno arido.
Trovo l’erba cristallina stretta, una pianta annuale costiera, con foglie carnose e lucenti.
Fiorisce da marzo a giugno ed è diffusa nelle coste mediterranee, oltre che in Sudafrica e Namibia, e si trova anche nelle Canarie.
Cresce soprattutto in ambienti costieri poco antropizzati.
Poi trovo il Lotus lancerottensis, una pianta endemica delle Isole Canarie, presente soprattutto a Lanzarote e Fuerteventura, con segnalazioni anche nel sud di Madeira.
Cresce in ambienti aridi e costieri.
È classificata come specie minacciata secondo il database di Kew Science, a causa della riduzione del suo habitat.
In lontananza mi appare l’hotel fantasma di Los Charcones, noto come Atlante del Sol: un enorme scheletro di cemento abbandonato, costruito alla fine degli anni ’60 e mai completato, definitivamente lasciato a sé stesso nel 1973.
Pare che proprio sotto questo edificio si trovino le piscine naturali più belle della costa, e proprio per questo fu scelto quel punto per la costruzione.
Il progetto, ideato da un imprenditore tedesco, prevedeva un lussuoso complesso turistico con campo da golf. I lavori si interruppero bruscamente, probabilmente per mancanza di fondi, fallimento degli investitori o problemi con le licenze edilizie. Oggi resta lì, testimonianza di un’ambizione mai realizzata, un gigante decadente nel paesaggio selvaggio di Lanzarote.
Mi avvicino sempre di più all’edificio, mentre il mare in burrasca incute timore.
L’attrazione dell’urbex si fa sentire, cioè quella voglia di esplorare posti abbandonati, e raccontarli con le immagini, per conservare la memoria di un luogo dimenticato.
Alla fine, però, prevale la prudenza: il rischio è troppo alto, sia per i crolli sia per la presenza di persone che lo frequentano.
Ed ecco le piscine naturali più belle, in prossimità dell'hotel.
Oggi il mare agitato entra con forza nelle vasche, rendendole estremamente pericolose: se ti trovi lì dentro, un’onda può trascinarti via in un attimo.
Al fotoconfronto si nota chiaramente come, nello stesso punto, nella prima immagine il mare sta per entrare, mentre nella seconda ha già invaso le piscine. Qui il mare è sempre agitato: gli alisei sono costanti tutto l'anno e, in questa parte dell'isola (costa nord), il vento è più forte rispetto alla costa sud.
Lungo il percorso noto una croce commemorativa, memoria di chi ha perso la vita.
Purtroppo, nel dicembre 2025, muore un giovane pescatore italiano travolto da un'onda. E nel gennaio 2026 un turista statunitense.
Decido di tornare indietro, ripercorrendo lo stesso sentiero. Mentre cammino, penso alla follia del progetto: un grande resort affacciato su una costa battuta dal mare agitato tutto l’anno, con "spiagge" tanto spettacolari quanto rischiose.
Un'idea visionaria, ma profondamente irrealistica.
Sono felice di aver visitato questo luogo: osservato dall’alto, senza esporsi al pericolo, è incredibilmente affascinante. Qui non si incontra quasi nessuno; si ha davvero la sensazione di essere fuori dal mondo. Eppure, la forza del mare mi è rimasta dentro, trasformandosi in una sorta di ossessione, che mi ha accompagnata fino al ritorno in Italia.
Sull’isola ho cercato di calmarmi tornando a Playa Blanca e concedendomi una pausa con un leche leche: è una specialità delle Isole Canarie, un caffè con latte condensato.
Una piccola grande consolazione.
> LANZAROTE pagina di presentazione con itinerari
NOTE:
- L'itinerario descritto è stato effettuato l'11 marzo 2026.
- Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
- Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.


















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