giovedì 14 febbraio 2019

LANZAROTE – da Puerto del Carmen a Tahìche

PRIMO ITINERARIO
(torna a Lanzarote presentazione)

ultimo aggiornamento marzo 2026


Logico iniziare il primo itinerario dove sia inclusa la casa di Cèsar Manrique, personaggio cruciale per la storia di Lanzarote:
quasi tutti i siti di interesse sono stati creati da lui, o con la sua collaborazione.


Casa del Vulcano di Cesar Manrique al tramonto a Lanzarote, arte e architettura iconica



Itinerario:

1 – PUERTO DEL CARMEN

2 – MUSEO DE ARTE CONTEMPORÀNEO MIAC
 (Castillo de San Josè)

3 – FUNDACIÓN CÉSAR MANRIQUE (Casa del Vulcano)



Mappa itinerario Lanzarote da Puerto del Carmen a Taiche elaborata personalmente
Mappa itinerario da Puerto del Carmen a Taiche,
elaborata personalmente su Google Maps.




1 – PUERTO DEL CARMEN

E' stata la prima località balneare nata a Lanzarote, con un turismo prettamente inglese e molti residence e villaggi turistici.


Ed è proprio ciò che si amplia dall'antico nucleo della Tiñosa la zona più interessante:
il piccolo porticciolo, con un paio di luoghi per il cibo meritevoli.


Ristorante Mardeleva con vista sul porto della Tinosa
Ristorante Mardeleva con vista sul porto della Tiñosa.




Le due spiagge principali, Playa Grande e Playa Los Pocillos, sono lunghe 1 km ciascuna e si riempiono di lettini e ombrelloni.



Playa Grande a Puerto del Carmen, Lanzarote, con sabbia dorata e mare turchese.




Non sono le spiagge che preferisco ma Puerto del Carmen può essere un punto interessante per l'alloggio, grazie alla vicinanza all'aeroporto e alla presenza di tutti i servizi.
È però preferibile scegliere una sistemazione ai margini dell'abitato, poichè la zona centrale è molto turistica e il lungomare è saturo di ristoranti di cucina commerciale e fast-food.


Playa Grande a Puerto del Carmen, Lanzarote, con la passeggiata sul lungomare.




La zona migliore è quella che scende verso il porto, o nei pressi di Playa Chica.



Playa Chica a Puerto del Carmen, Lanzarote, con sabbia dorata e piccola insenatura.
Playa Chica




Accanto a Playa Chica, gli scogli sono perfetti per le lezioni della scuola di sub.






ARRECIFE
Arrecife, capitale dell'isola, non mi ha particolarmente colpita. 
L'ho trovata poco attraente, con palazzine anonime.


Arrecife capitale di Lanzarote




Dopo una breve passeggiata fino al Castillo de San Gabriel (1574) e al Charco de San Ginés, un grazioso laghetto vicino al mare punteggiato di piccole barche e ristorantini modesti, ho preferito spostarmi oltre.



Castillo de San Gabriel ad Arrecife, Lanzarote, imponente fortezza storica in pietra vulcanica affacciata sull'oceano.
Castillo de San Gabriel ad Arrecife, imponente fortezza in pietra vulcanica affacciata sull'oceano.




Castillo de San Gabriel ad Arrecife, Lanzarote, imponente fortezza storica in pietra vulcanica affacciata sull'oceano
Castillo de San Gabriel ad Arrecife, collegata alla città da un antico ponte in pietra.





Charco de San Gines ad Arrecife, Lanzarote, un pittoresco laghetto naturale circondato da barche da pesca e case bianche
Charco de San Ginés




2 – MUSEO D'ARTE CONTEMPORÁNEO MIAC
(Castillo de San Josè)

Appena superato il centro abitato di Arrecife verso nord trovo l'antica fortezza militare, il Castillo de San Josè, trasformato su iniziativa di César Manrique, che diresse personalmente i lavori di ristrutturazione del castello allora in rovina, in un museo di arte contemporanea, il più importante delle Isole Canarie.
La pianta dell'edificio è semicircolare con il lato curvo orientato verso il mare.



Museo d’arte contemporanea nel Castillo de San José vicino ad Arrecife




Il museo venne inaugurato nel 1976.
Vi sono esposte opere dello stesso Manrique, Mirò, Rivera.



nterno del MIAC con opere d’arte contemporanea esposte a Lanzarote




Cesar Manrique, "Under the Volcano", omaggio al libro di Malcom Lowry.


Opera Under the Volcano di Cesar Manrique esposta al MIAC a Lanzarote





Sulla terrazza altre opere.




Sculture contemporanee esposte sulla terrazza del MIAC Museo d’arte, Lanzarote


Dall'interno del museo, ma anche da una scala esterna, si accede all'annesso bar-ristorante con una rilassante visione panoramica sul mare.


Scala interna del MIAC verso bar ristorante nel Castillo de San José
Scala interna MIAC ristorante.







Scala esterna per accedere al ristorante del MIAC nel Castillo di Lanzarote
Scala esterna MIAC ristorante.







Ristorante Castillo de San José a Lanzarote
Ristorante Castillo San Jose.




Sulla baia l'opera statuaria di Jason deCaires Taylor, "The Rising Tide", "La Marea Crescente":
due uomini e due adolescenti sui cavalli compaiono e scompaiono insieme alla marea, che sommerge e scopre e non possiamo controllare, a significare di quanto siamo piccoli di fronte alla forza della natura.


Baia davanti al ristorante con opera The Rising Tide di Jason deCaires Taylor




Cavalli che al posto del muso hanno una pompa petrolifera che ricorda il profilo equino (sono chiamate infatti "pompe a testa di cavallo").
Lo scultore britannico ci invita ad alcune considerazioni:
"Esaminare nuove relazioni fra l'uomo e la natura, dal momento che tutti gli effetti delle nostre azioni lasceranno un'impronta ecologica molto tempo dopo la scomparsa delle nostre città".


Dettaglio opera The Rising Tide cavallo con pompa petrolifera di Jason deCaires





I due uomini in giacca e cravatta rappresentano il rifiuto del cambiamento.



Opera The Rising Tide cavallo con uomo che simboleggia rifiuto del cambiamento





Due ragazzini la speranza nel futuro.



Opera The Rising Tide cavallo con ragazza simbolo della speranza nel futuro



Le sculture furono istallate a Londra nel 2015, provocatoriamente di fronte al Parlamento britannico.
Ora si trovano definitivamente qui a Lanzarote, "un'isola che respira arte", ad arricchire la collezione del MIAC.

L'artista ha in seguito lavorato alla costruzione del Museo Atlantico a Playa Blanca, che si vedrà in seguito.




3- CASA E FUNDACIÓN CÉSAR MANRIQUE

CASA DEL VULCANO



Casa del Vulcano simbolo della Fondazione Cesar Manrique a Lanzarote





Cesar Manrique, nato a Lanzarote nel 1919, influenzato da Picasso e Matisse, dopo varie esposizioni a Madrid e la Biennale di Venezia, raggiunse la massima fama con l'esposizione d'arte contemporanea al Guggenheim di New York nel 1964.




Cesar Manrique a New York nel 1967 foto storica dell’artista di Lanzarote
César Manrique, New York 1967
©Fundación César Manrique




Cesar Manrique con Andy Warhol a New York nel 1984 foto storica
César Manrique,
New York 1984 con Andy Warhol e Barbara Rose
©Fundación César Manrique




Ritornato alla sua terra nel 1968 per stabilirvisi definitivamente, cercò subito di evidenziare la bellezza dell'isola, contrastando la diffusione dei cartelloni pubblicitari e organizzando una campagna per preservare i tradizionali metodi costruttivi, in tono con la natura vulcanica dell'isola, sino a far approvare dal governo la conservazione architettonica e ridurre lo sviluppo urbanistico indiscriminato, investendo comunque sul turismo.


Cesar Manrique al lavoro nel suo laboratorio creando opere d’arte a Lanzarote
©Fundación César Manrique





Visitando i villaggi dell'entroterra le abitazioni tradizionali sono diffusissime: casette imbiancate a calce con porte e finestre dipinte. Ancora oggi il piano regolatore prevede la costruzione di edifici alti non più di due piani, con porte e finestre di colore verde, azzurro o marrone.


Case tipiche di Lanzarote bianche con porte verdi nei villaggi tradizionali



Molte delle sue idee erano ancora da sviluppare all'epoca della sua morte nel 1992.
Ma nel frattempo Manrique era riuscito a sensibilizzare molti abitanti dell'isola, tanto che si andò a costiture il gruppo ambientalista El Guincho, del quale Manrique è stato nominato presidente onorario, che continua a lottare contro l'abuso edilizio.


A Tahiche (circa 6 km da Arrecife) c'è la casa abitata da Manrique dopo il suo ritorno da New York, quando decise di stabilirsi definitivamente a Lanzarote.
Vi abitò per vent'anni, dal 1968 al 1988.

Si chiama Casa del Vulcano.
La casa infatti è costruita sopra una colata di lava, riconducibile alle eruzioni vulcaniche verificatesi sull'isola per sei anni, dal 1730 al 1736.


Lava solidificata attorno alla Casa del Vulcano di Cesar Manrique a Lanzarote


La casa è un'opera d'arte, in cui natura e architettura si fondono in una cosa sola.
Occupa 3.000 mq, all'interno di una proprietà di 30.000.


Casa del Vulcano di Manrique con paesaggio di vulcani sullo sfondo a Lanzarote



Non è difficile localizzarla: da lontano si individua la scultura "Mulino a Vento".


Casa del Vulcano esterno con scultura mulino a vento di Cesar Manrique
"Mulino a Vento", di Cesàr Manrique





ngresso Casa del Vulcano con arco e lettere C ed M, iniziali dell'artista







Cancello Casa del Vulcano in ferro battuto con iniziali C e M di Manrique
Cancello Casa del Vulcano in ferro battuto, con iniziali C e M di Manrique.



Varcato il cancello sono visibili due sculture di Manrique: "L'Energia della Piramide" (mobile).


Scultura mobile L’energia della piramide di Cesar Manrique nel giardino esterno



"El Triunfador"


Scultura El Triunfador all’esterno della Casa del Vulcano di Cesar Manrique



L'entrata della casa è al piano superiore, ispirato all'architettura tradizionale di Lanzarote, mentre al piano inferiore la dimora sfrutta 5 bolle vulcaniche naturali, originate da sacche di gas intrappolate nel tunnel di lava.


Entrata superiore Casa del Vulcano ispirata all’architettura tradizionale di Lanzarote




Nello spazioso salone grandi finestre si aprono su un paesaggio lunare.


Salone interno Casa del Vulcano con grandi finestre su paesaggio di lava




Un'apertura superiore della bolla vulcanica lascia intravedere il piano inferiore.
In questo punto lo spazio sottostante è chiamato bolla rossa e vi è il fico morto che Manrique aveva notato nel campo di lava e intorno al quale decise di costruire la casa.


Apertura nella bolla vulcanica della Casa del Vulcano verso il piano inferiore




Da una particolarissima finestra si vede la corrente di lava su cui è stata edificata la casa.


Finestra nella Casa del Vulcano con vista sulla corrente di lava a Lanzarote





Il vetro è inserito nel basalto, a creare un'immagine di fiume di lava che entra nella casa, creando un suggestivo contrasto tra natura e architettura.


Grande sala della Casa del Vulcano con vista panoramica sulle colate di lava




Dall'alto il jameo, cioè la parte di un tubo vulcanico il cui tetto si è sfaldato andando a formare una grotta semiscoperta.
Nel jameo Manrique ha creato una piscina.


Jameo Casa del Vulcano tubo vulcanico semiaperto con piscina naturale di Manrique




Al piano inferiore le 5 bolle vulcaniche naturali, collegate da tunnel scavati nella lava.


Bolla bianca nella Casa del Vulcano collegata ad altre bolle vulcaniche da tunnel




La "bolla bianca" è appunto arredata con mobili bianchi.


Interno bolla bianca Casa del Vulcano con mobili e stanze vulcaniche arredate



La "bolla rossa".


Bolla rossa interna della Casa del Vulcano creata da Cesar Manrique a Lanzarote



Al centro della bolla rossa il fico visto anche al piano superiore.


Fico conservato nella bolla rossa all’interno della Casa del Vulcano di Manrique




La bolla rossa comunica con il jameo dove si trova la piscina.


Il Jameo della Casa del Vulcano di Cesar Manrique, con la piscina naturale immersa in un ambiente vulcanico unico.







Ponticello sopra la piscina nel jameo della Casa del Vulcano a Lanzarote




Sempre attraverso corridoi di collegamento, la "bolla nera", in esterno.


Bolla nera esterna nella Casa del Vulcano di Cesar Manrique a Lanzarote



La "bolla gialla".


Bolla gialla esterna Casa del Vulcano scultura architettura di Cesar Manrique




Tornando in esterno raggiungo il giardino, dove un enorme murale circonda la vegetazione.


Uscita Casa del Vulcano verso giardino e vegetazione naturale di Lanzarote







giardino della Casa del Vulcano con piccolo laghetto ornamentale




Il murale è stato eseguito dall'artista nel 1992. Le linee sono state tracciate con pietra vulcanica, mentre per la parte interna del disegno sono state usate maioliche.


Disegno in pietra vulcanica del giardino della Casa del Vulcano di Manrique




Nel 1988 Manrique decise di donare e adibire questa casa a fondazione, al fine di incentivare e diffondere l'attività artistica, ambientale e culturale.

Contemporaneamente si traferì ad Harìa, a nord di Lanzarote, in una masseria da lui ristrutturata (che acquistò in rovina negli anni '70), chiamata Casa del Palmeto, anch'essa visitabile, dove visse per 4 anni fino alla sua morte, avvenuta in un incidente stradale a poca distanza dalla Casa del Vulcano.
Alcuni sospettano che non si sia trattato di una semplice fatalità, le sue battaglie gli avevano attirato molte inimicizie. Tuttavia non ci sono prove concrete a supporto di tali sospetti.


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Bibliografia:
-pieghevole informativo Fundación César Manrique
-pieghevole informativo Museo Internacional de Arte Contemporáneo MIAC


Sitografia:



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