Il secondo itinerario attraversa la parte nord dell'isola:
1 – MIRADOR DEL RIO
2 – PLAYA DEL RISCO
3 – ISLA LA GRACIOSA
4 – CUEVA DE LOS VERDES
5 – ARRIETA
(La linea marrone sulla mappa indica il Risco de Famara, una spettacolare falesia lunga circa 20 km, da Mirador del Rio a Caleta de Famara)
![]() |
| Google maps – Mappa itinerario nord: dal Mirador del Rio ad Arrieta ©mappatura Monica Galeotti |
1- MIRADOR DEL RIO
Il bar con i famosi "Occhiali del Mirador", due spettacolari grandi finestre che si affacciano sull'Isla Graciosa.
Lo stretto di mare fra le due isole viene comunemente chiamato "rio", che dà il nome a questo luogo: Mirador del Rio!
Nel salire alla seconda terrazza c'è il loculo sul parcheggio di arrivo.
| Le Saline del Rio. |
2 – PLAYA DEL RISCO
A sinistra dalle saline Playa del Risco, una spiaggia dorata e poco frequentata. L'accesso richiede una camminata impegnativa lungo la scogliera, ma la ricompensa è una spiaggia quasi sempre deserta.
La zona è ideale anche per il kitesurf.
Prima di raggiungere Orzola per prendere il traghetto per l'isola Graciosa, voglio percorrere la stretta e splendida strada panoramica che conduce al Mirador de Ye e ammirare Playa del Risco da un'altra prospettiva.
![]() |
| Dal Mirador del Rio, la strada panoramica a destra verso Ye. |
La strada mi conduce al parcheggio di Las Rositas.
Dal parcheggio in pochi minuti raggiungo il Belvedere panoramico di Ye, da cui si vede chiaramente il sentiero verso Playa del Risco, e un'altra vista spettacolare sull'arcipelago Chinijio.
Il percorso è di circa 45 minuti (Camino de Las Gracioseros).
Scarpe da trekking, cappello, acqua e protezione solare sono essenziali per questa escursione.
Oltre alla spiaggia, qui si possono visitare anche le Saline del Rio, oggi in disuso, che si trovano poco più avanti sulla destra.
3 – ISLA LA GRACIOSA
Il traghetto da Orzola porta alla selvaggia Isla La Graciosa, parte della riseva naturale delle Canarie minori (arcipelago Chinijo).
L'accesso alle isole più piccole è consentito solo ai ricercatori, mentre La Graciosa è aperta a tutti.
Il villaggio Caleta del Sebo con il suo bel porticciolo, ospita circa 650 persone.
Qui le strade asfaltate praticamente non esistono: ci si muove a piedi, in bicicletta o con vecchie Land Rover-taxi.
Per pranzo, il ristorate al piano inferiore della Pension Enriqueta, offre il pescato del giorno a buon prezzo.
Le spiagge più belle sono Playa Las Conchas e Playa La Francesa.
Consiglio di noleggiare la bicicletta solo per la spiaggia de Las Conchas (8km), che ha un sentiero più battuto; il tragitto per andare alla Francesa è quasi interamente sabbioso (le persone in bicicletta che percorrono questo sentiero sono costrette per lunghi tratti a scendere e a spingere la bici a piedi).
Personalmente, non avendo l'intera giornata a disposizione, ho deciso di percorrere a piedi il sentiero per Playa Francesa (circa 45 minuti).
Mentre alle spalle, Lanzarote mostra la nera scogliera di Famara, dove è inserito l'invisibile Mirador del Rio.
Playa Francesa è molto graziosa ma il vento e la pioggia non mi hanno permesso di rimanere a lungo.
| Playa Francesa |
Nonostante il maltempo, l'escursione mi regala una grande sensazione di libertà, che mi investe mentre calpesto questo suolo aspro e selvaggio.
4 – CUEVA DE LOS VERDES
La Cueva de Los Verdes è la grotta vulcanica più famosa dell'isola.
Da settembre 2024 la visita richiede prenotazione online e il pagamento anticipato, scegliendo la fascia oraria.
Nel 1402 Lanzarote fu la prima isola ad arrendersi a Jean de Bethencourt, esploratore francese che guidò una spedizione alle isole Canarie.
Per la conquista aveva ricevuto aiuto dal re spagnolo Enrico III di Castiglia, quindi quest'ultimo divenne re delle isole, che diventarono di dominazione spagnola.
Durante questa conquista, ma anche in seguito, con gli attacchi dei pirati che devastavano l'isola, migliaia di Lanzarotes trovavano rifugio nella Cueva de Los Verdes.
Sono arrivata un pò in anticipo e, seduta sulla roccia vulcanica che circonda questo posto, aspetto di entrare.
Approfitto del momento per osservare la Lucertola di Haría (Galliota atlantica), che si mimetizza con l'ambiente.
Presto arrivano altre lucertole in cerca di cibo.
Il soffitto è coperto da stalattiti, che però non si sono formate con le gocce d'acqua, ma con le bolle d'aria e di lava spinte verso l'alto dal gas del magma bollente.
L'ocra proviene dai riflessi di luce sull'affioramento salino delle infiltrazioni d'acqua.
Curiosamente il nome, Grotta dei Verdi (Cueva de los Verdes), non è dato dal colore, ma dalla famiglia di pastori che abitavano queste terre.
C'è anche una grande sala Auditorium, pensata per concerti di musica classica, realizzata dallo stesso Soto e tuttora ritenuta uno degli spazi con la migliore acustica al mondo.
5 – ARRIETA
Lungo la strada LZ-1, nella rotatoria di Arrieta, si trova la scultura mobile di Manrique del 1992.
Di un bel rosso cangiante, fa parte della serie "Giocattoli del Vento".
RIFERIMENTI:


















Nessun commento:
Posta un commento