Il 4° itinerario:
1 – LA GERIA
2 – MONUMENTO AL CAMPESINO
3 – JARDIN DE CACTUS
4 – CHARCO DEL PALO
5 – PLAYA DE FAMARA
1- LA GERIA
L'entroterra di Lanzarote è rappresentato da La Geria, un'area unica al mondo, disseminata di strani cerchi di pietra: la coltivazione della vite su suolo vulcanico.
La storia di Lanzarote si intreccia profondamente con questa pratica agricola.
Dopo la colonizzazione del 1402 (che rese le isole Canarie di dominazione spagnola) e le successive
incursioni dei pirati, la popolazione fu costretta più volte a rifugiarsi dove potevano, ad esempio nella
Cueva de Los Verdes.
A questi eventi si aggiunsero le devastanti eruzioni vulcaniche del 1730, che durarono oltre sei anni, e cambiarono completamente il paesaggio dell'isola.
Nel tempo, gli abitanti scoprirono che il terreno vulcanico era perfetto per la viticutura.
Nacque così il paesaggio unico della Geria, simbolo della rinascita agricola dell'isola.
La vite viene coltivata in modo particolare: ogni pianta è protetta da muretti semicircolari in pietra chiamati zocos, che difendono dal vento costante.
Le ceneri vulcaniche vengono utilizzate come fertilizzante naturale e si selezionano varietà adatte ai diversi tipi di lava.
Il vino tipico è la Malvasia di Lanzarote, degustabile nelle numerose cantine della Geria.
Tra le più antiche troviamo Bodega La Geria e Bodega Rubicon, fondate alla fine dell'Ottocento.
La Bodega Rubicon.
Tra tutte merita una menzione speciale Bodega Stratvus, una delle cantine più eleganti di Lanzarote, ideale per una degustazione di Malvasia, sia al banco che ai tavoli all'aperto.
Dispone anche di un negozio e di un ristorante incastonato in una conca che offre la specialità della carne alla brace.
Oggi Lanzarote vive di turismo ma anche di questo affascinante settore agricolo: le distese di vigneti sembrano vere e proprie istallazioni artistiche.
2 – MONUMENTO AL CAMPESINO
Il monumento al contadino è una scultura bianca in stile modernista realizzata da Cèsar Manrique nel 1968, per onorare il lavoro svolto da generazioni dalla maggior parte degli abitanti dell'isola.
Ai piedi del monumento il Museo del Campesino ad ingresso libero, una riproduzione di una corte contadina con abitazioni tradizionali.
All'interno diverse botteghe per la vendita di prodotti artigianali.
3 – JARDIN DE CACTUS
Diciotto km dopo, raggiunto il piccolissimo villaggio di Guatiza, sarà facile raggiungere il giardino, inaugurato nel 1990, segnalato da un cactus in metallo alto 8 metri.
Manrique ha trasformato una vecchia cava, dominata dal villaggio, in un grande giardino-anfiteatro, dove sono ospitati oltre 10.000 esemplari di cactus di oltre 1.400 specie diverse, provenienti da Americhe, Madagascar, Isole Canarie, Marocco, Etiopia e altre zone desertiche della terra.
Un antico mulino a vento, un tempo impiegato nella macina del mais e oggi funzionante a fini didattici.
Sotto il mulino una torre che permette di accedere, attraverso una scala a chiocciola, al bar-ristorante.
Scendendo le scale, nella torre, un magnifico lampadario a cascata.
Il ristorante, mimetizzato nell'ambiente, ha una bella terrazza che si affaccia sull'anfiteatro.
Jardin de Cactus ha vinto il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, anno 2017.
Allego 5 minuti di video del bellissimo film-documentario > "Lanzarote, Jardìn de Cactus", realizzato dalla Fondazione Benetton, regia e riprese di Ziyah Gafic, per il premio Carlo Scarpa.
Non vi è altro da segnalare, se non ammirare le numerose, meravigliose piante.
Echinopsis Thelegonoides (cactaceae, Argentina)
4 – CHARCO DEL PALO
A pochi chilometri da Guatiza c'è il villaggio naturista Charco del Palo.
Se non siete naturisti ed arrivate per ammirare le spiagge della zona è bene sapere che qui risiede una grande comunità di nudisti che girano liberamente le spiagge e i sentieri di accesso, quindi hanno validità la quiete e il rispetto.
Una piccola e bella strada porta alle spiagge e alle insenature rocciose.
La più famosa è una piscina naturale, preservata da alcuni manufatti in muratura dove, quando il mare è agitato, si infrangono le onde in modalità spettacolare.
5 – PLAYA DE FAMARA
Mi dirigo verso la costa nord dell'isola e i venti sono molto forti, proprio per questo le onde di Famara sono ambite dai surfisti.
Ho trovato bellissima questa spiaggia, una distesa di sabbia lunga 2 km che termina a ridosso di una scogliera altissima, il Risco de Famara.
Sono i resti di una caldera di vulcano di circa dieci km di diametro.
Oggi il nome Risco de Famara si riferisce all’intera falesia che si estende per circa 23 km, dalla spiaggia di Famara fino al Mirador del Río.
Questa imponente scogliera è il bordo dell’antica caldera vulcanica, ma nel tempo il nome Risco de Famara è stato esteso all’intera formazione, includendo anche tratti che non fanno direttamente parte dei resti della caldera, fino alla zona del Mirador del Río.
Bibliografia:
Rivista Meridiani, "Canarie", n. 218, aprile 2014
Sitografia:
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