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LANZAROTE NO ES MI TIERRA, PERO ES TIERRA MIA.
(Lanzarote non è la mia terra, però è terra mia)
Se il museo/fondazione Josè Saramago alla → Casa dos Bicos di Lisbona mi aveva emozionata, la casa di Lanzarote, dove lo scrittore ha vissuto insieme alla moglie Pilar del Rio gli ultimi 18 anni della sua vita, mi ha fatto piangere e compiangere.
Il termine "apocrifo" significa "da nascondere".
I Vangeli apocrifi rendevano la figura di Gesù Cristo umana e non divinizzata.
Analogamente prima di lui in Italia Fabrizio de Andrè aveva trattato l'argomento dal punto di vista discografico, con l'opera "La Buona Novella".
L'opera letteraria di Josè Saramago è grandiosa, ogni suo libro è un'opera d'arte.
La sua narrazione comprende la poesia, il teatro, le cronache, i romanzi e altri scritti importanti come la presa di posizione contro Israele e le critiche verso l'ex premier italiano Silvio Berlusconi.
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© João Francisco Vilhena |
La casa è costruita dalle fondamenta dalle due famiglie:
- Josè Saramago e la moglie Pilar del Rio
- la sorella di Pilar con il marito, complici nel progetto e nella vita.
Pilar oggi vive prevalentemente a Lisbona, dove presiede e si occupa della Fondazione Josè Saramago, mentre a Lanzarote vive la famiglia della sorella.
Le visite infatti vengono effettuate solo dalle 10 alle 14,30, escluso la domenica, perchè la casa è attualmente abitata e vissuta.
Due sono gli edifici:
casa e biblioteca.
A CASA
Al centro, il tappeto di pietra vulcanica di cui Saramago era particolarmente orgoglioso.
Il Salone, luogo di riposo e di lettura.
Nello Studio, la scrivania di lavoro, dove scrisse il primo romanzo in terra di Lanzarote: "Cecità", che seguiva "Il Vangelo secondo Gesù Cristo".
Le gambe della scrivania sono piene dei morsi dei suoi adorati cani Pepe, Greta e Camoens.
Saramago è morto nel suo letto, alla fine di una lunga malattia, il 18 giugno 2010, all'età di 87 anni.
La Cucina è il cuore della casa.
Venne usata per cene, chiacchiere fra amici e compagni di lavoro.
Nomi illustri sono passati da qui:
Pedro Almodovar, Bernardo Bertolucci, Susan Sontag, Sebastião Salgado, fra i tanti.
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Foto scattata seduta nel punto preferito di Saramago, dove amava fermarsi per contemplare il mare. |
LA BIBLIOTECA
Un secondo edificio contiene la biblioteca e la sala riunioni, costruito in un secondo tempo per mancanza di spazio.
All'entrata l'ulivo, simbolo di pace e saggezza, portato da Azinhaga, terra natia di Saramago.
Così tanti erano i volumi che occupavano la casa, che Pilar, quando cercava un libro non lo trovava e lo ricomprava.
Si decise quindi di ampliare la casa nel 2006 con la biblioteca, che da quel momento divenne lo studio principale di Saramago.
Una enorme quantità di libri, circa 15.000 volumi, catalogati per nazionalità dell'autore.
Vi è poi un raggruppamento a parte, quello delle scrittrici donne.
Non era Saramago ad avere avuto quest'idea, che non aveva condiviso, ma accettato. Fu della moglie Pilar, la quale sostiene che le scrittrici donne, spesso sottovalutate, hanno dovuto lottare più duramente dei colleghi uomini per potersi affermare, quindi i colleghi uomini non meritano di mescolarsi sugli scaffali con le scrittrici donne.
In primo piano un ritratto di Josè e Pilar, del pittore ceco Jiri Dokoupil.
Per il Novecento Jorge Luis Borges, Pessoa e Kafka sono stati scrittori essenziali per Saramago, ma per la letteratura antica in bell'evidenza ci sono le tre cantiche della Divina Commedia di Dante.
La scrivania.
Infine la Sala Riunioni, originariamente destinata alle riunioni della Fondazione (se n'è tenuta una sola), poi trasferita a Lisbona.
Ha avuto in pratica la funzione di sala da pranzo, quando le circostanze escludevano la cucina.
Gli ultimi ospiti di questa sala sono stati Claudio Magris e Vargas Llosa con le rispettive mogli.
Nella sala opere di paesaggi e navi verso l'incerto: il dramma universale dell'immigrazione che Saramago osservava con sofferenza, voleva che fosse contenuto qui.
DUE PAROLE SU TIAS
Tias, uno dei municipi più antichi di Lanzarote, ha affrontato per secoli la scarsità d'acqua, con ingegnosi sistemi di raccolta e distribuzione e oggi simboleggia l'importanza dell'acqua per tutta l'isola.
Nel 2018, in occasione del 50º anniversario dell’arrivo dell’acqua canalizzata nel centro del villaggio, viene sistemato il Monumento alla Cultura dell'Acqua, come tributo a questa fonte essenziale di vita e omaggio a coloro che contribuirono alla distribuzione dell’acqua nel villaggio di Tías.
La scultura (Avenida Central, 51) è dell'artista Julián Bermúdez, originario di Tías, che rappresenta una contadina intenta a prelevare acqua da una cisterna con un secchio legato a una corda, ispirandosi a una donna di Las Asomada; è realizzata con tecniche miste a freddo.
L’artista, diplomato alla Scuola d’Arte di Arrecife, ha lavorato nel team dello scultore britannico Jason deCaires Taylor, contribuendo alla realizzazione delle figure del Museo Atlántico nelle acque di Las Coloradas, nel sud di Lanzarote (vedi prossimo post).
Oggi vive in Inghilterra, dove collabora con il team multidisciplinare di Jason deCaires a progetti esposti in tutto il mondo.
L'ARRIVO DELL'ACQUA A TIAS
La scultura si trova in Avenida Central, dove nel 1968 venne completata la prima canalizzazione dell’acqua per il sud di Lanzarote, un evento che trasformò la vita della comunità.
La targa commemorativa accanto alla scultura riporta un brano tratto dal libro El Postigo de Tías, che racconta la storia dell’approvvigionamento idrico:
nella prima metà del XX secolo, mentre la capitale Arrecife riceveva acqua dalle gallerie di Famara, il sud dell’isola soffriva una grave carenza idrica, tanto da costringere parte della popolazione a migrare verso la capitale.
Per far fronte a questa emergenza, venne costruito un sistema idraulico per raccogliere e distribuire acqua piovana a partire dal 1950, con Tías come centro principale della rete.
Nel 1968 si conclusero i lavori, con la canalizzazione dell’acqua dai depositi di acqua a Las Maretas, sulla Montaña Blanca, fino a una grande cisterna, situata nell’attuale Avenida Central, proprio dove oggi sorge la scultura.
Questo progetto, realizzato all'epoca con macchinari e risorse limitate, segnò un punto di svolta per la comunità rurale di Tías.
Curiosamente, un anno prima, nel 1967, era stato costruito il primo hotel a La Tiñosa (l’attuale Puerto del Carmen), ma l’acqua corrente non era ancora disponibile, non raggiungeva il sud dell’isola, e il trasporto dell’acqua avveniva ancora tramite camion cisterna.
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la Riserva Naturale del Papagayo e il Museo sottomarino Atlantico
RIFERIMENTI:
-pieghevole Josè Saramago - Casa Museo
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La mia maglietta preferita, con una citazione da Cecità di Josè Saramago: "Si puedes mirar, ve. Si puedes ver, repara". ("Se puoi vedere, guarda. Se puoi guardare, osserva") |
Racconto emozionante. Ho provato la tua stessa sensazione, cioè che José si fosse alzato un attimo per andare di là e che da un momento all'altro potesse tornare in cucina, a chiacchierare dei suoi libri davanti a una tazza di caffè..
RispondiEliminaGrazie. E' proprio vero, forse il segreto è proprio in quella tazzina di caffè, in quell'offerta che tramanda una tradizione. Questa visita mi ha lasciato un segno così forte che sto rileggendo i suoi libri ad alta voce.
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