LANZAROTE
ultimo aggiornamento marzo 2025
1- FEMÉS
2- PLAYA DEL PAPAGAYO
3- PLAYA MUJERES
4- PLAYA BLANCA
5- MUSEO SOTTOMARINO ATLANTICO
Il Papagayo sono una serie di spiagge situate sulla Costa del Rubicon.
Il nome Rubicon (rosso, dal latino rubeus) deriva dalla Montaña Roja, il vulcano rosso che domina Playa Blanca.
La zona del Rubicon (costa e montagne) è inclusa nel Monumento Naturale dell'Ajaches, ampio comprensorio della zona sud di Lanzarote.
Per arrivare alla Punta del Papagayo ci sono due strade:
- la LZ2, più lunga, grande e scorrevole, che arriva a Playa Blanca.
- la LZ702, più breve, stretta e meno scorrevole.
Quest'ultima a mio avviso è di gran lunga preferibile: è panoramica e spettacolare, dal piccolo villaggio di Uga passa per Femes.
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©google map - ©mappatura Monica Galeotti |
1- FEMES
Il villaggio di Femes corrisponde al punto più alto del percorso (si potrebbe dire un passo di montagna), ed è molto attraente, nello stile tradizionale di Lanzarote.
La piazza del paese e la piccola e graziosa Ermita di San Marcial del Rubicon (chiesa di San Marziale del Rubicon) coincidono con il punto panoramico.
Dal balcone di Femes, dove sono sistemati i tavolini di un bar-ristorante, si gode una magnifica vista su Playa Blanca, la Montaña Roja
e la ripida strada che discende il passo.
PUNTA DEL PAPAGAYO
Insieme alle sue spiagge spettacolari, fa parte di una Riserva Naturale Protetta.
Per accedere infatti occorre pagare un pedaggio e percorrere circa 3,5 km di strada non asfaltata.
2- PLAYA DEL PAPAGAYO
E' la spiaggia più famosa, un luogo protetto rimasto incontaminato.
Due promontori la riparano, per cui anche nelle giornate di vento la spiaggia risulta particolarmente riparata.
E' spettacolare.
E' spettacolare.
Naturalmente nessun servizio spiaggia con lettini e ombrelloni, e questo è il suo bello.
Due locali per aperitivi e piccoli spuntini: "El Chiringuito" e "Casa el Barba", perfettamente inseriti nel contesto del luogo.
3- PLAYA MUJERES
Dall'alto si osservano, in direzione Playa Blanca, altre insenature selvagge del parco, la più famosa delle quali è l'ultima, Playa Mujeres.Playa Mujeres essendo la più estesa è anche quella meno riparata dai venti, ma la bellezza è unica.
Il colore ocra della sabbia si confonde con i rilievi che la circondano.
Sempre dal promontorio del Papagayo, dalla parte opposta delle spiaggie appena viste, osservo Caleta del Congrio.
Un tempo spiaggia nudisti, oggi è aperta a tutti, incontaminata e isolata.
4- PLAYA BLANCA
Dalla Riserva Naturale Protetta del Papagayo, parte un percorso pedonale lungomare che collega queste spiagge all'area di Playa Blanca, e arriva fino al Faro di Pechiguera, ai piedi della Montana Ruja.
Nel mio caso, ho percorso tutto in auto, ma con tempo a disposizione, è possibile coprire i circa 12 km a piedi in 2-3 ore solo andata, a seconda del ritmo di camminata e delle eventuali soste durante il percorso.
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google earth - ©mappatura Monica Galeotti |
Secondo la mappa che ho tracciato con i punti più rilevanti, dopo aver superato l'ultima spiaggia del comprensorio del Papagayo, Playa Mujeres, incontrerò nell'ordine:
- PLAYA DE LAS COLORADOS
- TORRE DEL AGUILA
- MARINA RUBICÓN
- PLAYA DORADA
- PLAYA BLANCA
- PLAYA FLAMINGO
- FARO DI PECHIGUERA
- PLAYA DE LAS COLORADOS
È una spiaggia di rocce vulcaniche non particolarmente attraente.
Tuttavia merita una menzione perchè a circa 300 metri e 12 di profondità, si trova il meraviglioso Museo sottomarino Atlantico, che illustrerò più in dettaglio a fondo pagina.
- TORRE DEL AGUILA (o Torre del Castillo)
Costruita nel 1741 per proteggere l'isola dai pirati, nel 1749 fu incendiata da pirati algerini e successivamente ricostruita nel 1769, come indicato da un'iscrizione sopra l'ingresso.
La struttura è di forma circolare e si trova sul promontorio del Aguila, che regala una bella vista panoramica sulla costa meridionale e sugli scogli rosso fuoco.
- MARINA RUBICÓN
Marina Rubicón è il porto turistico più recente dell'area di Playa Blanca, una delle zone più frequentate, ormai rovinata dal turismo di massa.
Vi sono molti negozi e ristoranti di lusso.
Ogni mercoledì e sabato mattina, il mercato dell'artigianato intorno alla Plaza de la Ermita offre prodotti artigianali locali.
Tuttavia, le catene di fast food americane e le strutture moderne hanno trasformato gran parte della zona, riducendo il suo fascino autentico.
- PLAYA DORADA
Questa è sicuramente una bella spiaggia, anche se artificiale.
Mentre le spiagge del Papagayo sono caratterizzate dalla sabbia dorata sahariana trasportata dal vento direttamente dal Marocco, la sabbia dorata di questa spiaggia è stata importata dall'uomo.
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©beachsearcher - Playa Dorada |
- PLAYA BLANCA
Dalla rotatoria con la barchetta si accede alla bella Playa Blanca.
La zona che si sviluppa intorno alla spiaggia di Playa Blanca è il nucleo storico, quello che ha dato il nome all'intera area.
In altre parole, è da qui che tutto ha avuto inizio.
Verso il porto di Playa Blanca.
Il Porticciolo di Playa Blanca, rispetto a Marina Rubicon, che è focalizzato sul turismo nautico e servizi di lusso, è più tradizionale e un tempo legato alla pesca.
Da qui partono anche i collegamenti per Fuerteventura.
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Puerto de Playa Blanca - ©David D Tripadvisor |
- PLAYA FLAMINGO
È una spiaggia più defilata dal centro di Playa Blanca.
Rispetto a Playa Dorada, piena di lettini e ombrelloni, questa è libera e un po' meno turistica.
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Playa Flamenco - ©turismolanzarote |
- FARO DI PECHIGUERA
Costruito nel 1988, con la sua torre di 50 metri, è il faro più alto dell'isola, e segna il confine fra Lanzarote e Fuerteventura.
La zona è un pò desolata, ma qui le onde dell'oceano sono potenti e creano un panorama notevole.
Concludo questo reportage con un approfondimento sul Museo Sottomarino Atlantico e sul talento straordinario dell'artista che l'ha creato.
5- MUSEO SOTTOMARINO ATLANTICO
Il Museo Atlantico, inaugurato nel 2016, si trova a 12 metri di profondità davanti a Playa de Los Colorados, e per visitarlo occorre un certificato per immergersi a 15 metri.
E' bellissimo e singolare: per l'estetica, la modalità, il contesto in cui è inserito e il significato.
L'autore delle sculture è l'artista Jason deCaires Taylor, già incontrato qui a Lanzarote, al MIAC (Castello San Josè di Arrecife) con l'opera "Rising Tide".
Scultore, istruttore di immersioni e naturalista marino, ha creato opere straordinarie in tutto il mondo ed è considerato il Jaques Cousteau del mondo dell'arte.
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©www.underwatermuseumlanzarote.com |
Sul fondale le sculture sono state ideate per adattarsi alla vita marina e facilitare la riproduzione delle specie. Sono infatti realizzate con materiali a PH neutro, rispettosi dell'ambiente.
Le istallazioni sono 10 e suggeriscono una riflessione sui temi contemporanei (la strage dei migranti) e sull'uso delle risorse della terra.
1- LOS JOLATEROS
Un gruppo di bambini su barche di ottone, chiamate appunto jolateros, barchette instabili usate per giochi d'acqua a Lanzarote, richiama una metafora, quella di quanto sarebbe precario navigare su una barca di ottone, un invito a preservare un futuro stabile ai nostri figli.
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©Jason-deClaire-Taylor |
2- IMMORTAL
Modellato da un pescatore locale dell'isola La Graciosa, la scultura rappresenta una pira funeraria.
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©Jason-deClaire-Taylor |
3- LA ZATTERA DI LAMPEDUSA
Rappresenta il modo in cui i marinai furono abbandonati nel naufragio al largo delle coste del Senegal.
La scultura mostra il parallelismo fra quel fatto e l'attuale crisi dei rifugiati, in cui molte persone vengono abbandonate dalla società, a causa della mancanza di umanità. Fa pensare alla perdita e alla speranza, rendendo omaggio a coloro che hanno perso la vita nel viaggio.
L'imbarcazione è ispirata ai gommoni che arrivano a Lampedusa.
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©Jason-deClaire-Taylor |
4- SCOLLEGATO
La coppia che si fa un selfie accanto alla zattera di Lampedusa riprende un momento tragico: una dura realtà per alcuni, diventa uno spettacolo per gli altri.
L'opera ci invita a pensare all'uso delle nuove tecnologie e a quello che stiamo facendo.
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©Jason-deClaire-Taylor |
5- ATTRAVERSANDO IL RUBICON
35 figure camminano verso un muro sottomarino e un ingresso.
Il muro, lungo 30 metri, vuole essere un monumento dell'assurdo, che può essere aggirato in qualsiasi direzione.
In tempi di crescente patriottismo e protezionismo, il muro ci ricorda che non possiamo segregare i nostri oceani, l'aria, il clima o la fauna selvatica, mentre tracciamo le nostre proprietà.
Dimentichiamo che siamo tutti parte integrante di un sistema vivente a nostro rischio e pericolo.
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©Jason-deClaire-Taylor |
6- GIARDINO IBRIDO
Ispirate alla ricca vegetazione di Lanzarote, queste sculture sono metà umane e metà cactus, un misto di natura e umanità che vivono in armonia.
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©Jason-deClaire-Taylor |
7- IL PORTALE
Una figura ibrida animale/umana guarda in un grande specchio quadrato, che riflette la superficie in movimento dell'oceano.
Lo specchio ritrae l'acqua nell'acqua, un vetro che guarda in un altro mondo, il mondo dell'oceano.
Sotto allo specchio una serie di scompartimenti progettati per attirare polpi, ricci di mare e pesci.
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©Jason-deClaire-Taylor |
8- DEREGOLAMENTATO
Un parco giochi per bambini usato da uomini d'affari.
Rappresenta l'indifferenza e l'arroganza del mondo aziendale verso il mondo naturale.
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©Jason-deClaire-Taylor |
9- FOTOGRAFI
Come per la "coppia selfie", i fotografi si dibattono sull'uso delle nuove tecnologie e del voyeurismo.
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©Jason-deClaire-Taylor |
10- THE HUMAN GYRE
Oltre 200 sculture a grandezza naturale simboleggiano un vortice del sistema oceanico (ocean gyre).
Nel vortice, modelli di tutte le età e di tutti i ceti sociali: perchè ci siamo evoluti dalla vita marina e siamo tutti soggetti ai movimenti e alla volontà dell'oceano.
L'oceano fornisce l'ossigeno che respiriamo, regola il nostro clima e fornisce una fonte vitale di nutrizione a milioni di persone:
"The Human Gyre" è la nostra vulnerabilità di fronte alla sua immensa forza.
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©Jason-deClaire-Taylor |
Curiosamente molte persone conoscono l'artista J.Taylor attraverso l'album "Ukulele Song" di Eddie Vedder, che riporta l'opera "The Lost Correspondent", esposta a Grenada, nel Mar dei Caraibi, dove nel 2006 Taylor ha creato il primo museo sottomarino (considerato dal National Geographic una delle 25 meraviglie del mondo).
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©Jason-deClaire-Taylor |
Jason de Claire Taylor - Museo Atlantico
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Ora lascio alle mie spalle la zona sud di Lanzarote, con Playa Blanca e la sua distesa di abitazioni e hotel massificati ai piedi della montagna Ruja.
Porto con me le immagini forse più belle dell'isola, quelle della Penisola de Papagayo, meraviglia protetta rimasta incontaminata.
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FINE DEL VIAGGIO: LANZAROTE, L'ISOLA CHE INCANTA
L'isola di Lanzarote, con panorami mozzafiato, vulcani e pietre, non può che colpire e gli itinerari, qualsiasi essi siano, sono imbevuti, mischiati e grondanti di arte e letteratura, grazie a Cèsar Manrique e Josè Saramago.
Manrique ha utilizzato l'isola con la tavolozza dei colori, come fosse un quadro da dipingere, ha lasciato ovunque la sua impronta cercando di creare un mondo ideale in cui vivere, per sè e per gli altri.
Insisteva infatti nel cercare di far comprendere che tutte le persone dovrebbero pretendere di vivere in un luogo ideale.
Saramago adottato ed esule, ha continuato a scrivere libri e racconti e diari. Forte presenza nell'isola, fin da Lisbona.
Eccomi all'arrivo, il viaggio è finito. Ma non ho fatto in tempo a scriverlo che Saramago mi riprende:
"Il viaggio è finito.
Non è vero.
Il viaggio non finisce mai.
Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto d'estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.
Il viaggiatore ritorna subito."
("Viaggio in Portogallo", Josè Saramago)
Lanzarote, un'isola che incanta.
N.B. Le foto del Museo Atlantico sono di Jason deClaire Taylor.
Bibliografia:
Josè Saramago, "Viaggio in Portogallo", ed.Einaudi, maggio 1999.
Sitografia:
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