martedì 7 maggio 2019

SESTIERI DI SAN POLO E SANTA CROCE - Venezia

VENEZIA

PRIMO PERCORSO


aggiornato 2022

I Sestieri San Polo e Santa Croce sono accorpati all'interno di un'ansa del Canal Grande, quella del Ponte di Rialto. San Polo ha la maggior concentrazione di botteghe e bacari di tutta la città. Santa Croce è la zona meno ricca d'arte di Venezia, ma faccio finta che non lo sia: se paragoniamo questa zona con una bella città d'arte italiana, non fa certo brutta figura! Si tratta solamente del sestiere meno esteso.


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Viaggerò con tre itinerari ma, con qualsiasi tempo si possa avere a disposizione, i luoghi da non perdere sono:
- LA SCUOLA GRANDE DI SAN ROCCO
- LA BASILICA I FRARI
- IL MERCATO DI RIALTO

©google map - ©Monica Galeotti mapping
©google map - ©Monica Galeotti mapping







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IL PRIMO ITINERARIO:


1- PONTE DI RIALTO

2- IL GOBBO

3- CHIESA DI SAN GIOVANNI ELEMOSINARIO

4- MERCATO DI RIALTO

5- PONTE DELLE TETTE


©google map - ©Monica Galeotti mapping
©google map - ©Monica Galeotti mapping




1- PONTE DI RIALTO

E' il più antico e famoso ponte di Venezia.
E' un'imponente campata in marmo d'Istria, edificata da Antonio da Ponte.

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Nel 1592 , questa notevole opera ingegneristica per l'epoca, costò la bellezza di 250.000 ducati d'oro, probabilmente paragonabili alla cifra esorbitante pagata per la costruzione del Ponte di Calatrava.
Come il ponte, anche il PALAZZO DEI CAMERLENGHI sulla destra è in pietra d'Istria. I camerlenghi erano i tre magistrati che provvedevano alle finanze dello stato e combattevano l'evasione fiscale: al pianterreno le prigioni per chi frodava il fisco.

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Sull'altro lato del ponte, speculare al Palazzo dei Camerlenghi, trovo il FONDACO DEI TEDESCHI.
Il palazzo era un'antica fondazione (XIII secolo), come quella del Fondaco dei Turchi oggi Museo di Storia Naturale, legata ad esigenze commerciali durante la Repubblica di Venezia.
Il palazzo fondamentalmente è rimasto ad uso commerciale, se togliamo una breve parentesi con la proprietà delle Poste Italiane.
Nel 2008 è stato acquistato da Benetton per 52 milioni di euro, mentre nel 2016 è stato riconvertito a centro commerciale e polo culturale sotto la direzione artistica dell'architetto olandese Rem Koolhaas.

fondaco_tedeschi_venezia


 
I tre piani vedono esposti i grandi brand con una elegante caffetteria al piano terra nella corte interna.
Il centro offre gratuitamente al pubblico la terrazza panoramica.
Vi si può rimanere solo 10 minuti con prenotazione obbligatoria.

fondaco_tedeschi_venezia





Il lato sud è quello che regala il panorama più scenografico:
il Canal Grande, le gondole, i palazzi.

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2- IL GOBBO (Campo e Chiesa di San Giacomo di Rialto)

Ai piedi del ponte troviamo il Campo quadrato di San Giacomo e la Chiesa di San Giacomo con un bel portico gotico a cinque colonne.
Le colonne sono in pietra e le architravi del portico in legno, il tutto ancora oggi conservato perchè scampato miracolosamente all'incendio del 1514.
Bellissima la Meridiana sulla facciata e il campanile.

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Noto la scritta esterna che ricorda ai mercanti l'onestà e la lealtà.

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 La Statua del Gobbo, 1541.

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A quei tempi, i criminali che commettevano piccoli illeciti, sfilavano da Piazza San Marco a Rialto, e venivano sbeffeggiati e fustigati dai cittadini.
Il tutto terminava davanti al Gobbo, dall'alto del quale venivano letti i proclami.

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La statua veniva anche toccata perchè si riteneva portasse fortuna.

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3- CHIESA DI SAN GIOVANNI ELEMOSINARIO

Fra Campo San Giacomo e il Mercato di Rialto, questa chiesa verrà localizzata per merito del suo campanile, tanto è nascosta dai negozi di souvenir.


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La Pala di San Giovanni Elemosinario è dipinta da Tiziano e si trova sull'altare maggiore, dopo essere stata restaurata dalle Gallerie dell'Accademia.

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Del Pordenone (Giovanni Antonio de' Sacchis), "Santi Caterina, Sebastiano e Rocco con l'Angelo", 1533.
Nella lunetta: Tintoretto, "Santa Caterina d'Alessandria".

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Altro capolavoro di questa chiesa sono gli affreschi della cupola, sempre del Pordenone.

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4- IL MERCATO DI RIALTO

L'area di questo storico mercato si divide in:
- Erbaria, dedicata all'ortofrutta.
- Beccaria, nel Campo delle Beccherie, dove si spargono a raggiera le macellerie da cui la piazzetta prende il nome.
- Casaria, il mercato dei formaggi.
Ma è la PESCARIA a farla da padrone.

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E' un edificio neogotico con portico a loggiato.

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Ancora oggi un punto di riferimento per i veneziani, qui i prodotti sono freschi e di provenienza locale.
Va da sè che in primo piano c'è una magnifica esposizione del pesce, accompagnata dalle voci dei commercianti che invitano all'acquisto.

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Un pò esasperati dal turismo di massa, alcuni banchi espongono simbolicamente la richiesta di un euro per ogni foto.
Non è il massimo per il viaggiatore, ma un pò hanno ragione.

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5- PONTE DELLE TETTE

Il ponte non ha nulla di particolare dal punto di vista architettonico, anzi è piuttosto ordinario, ma possiede un nome così "piccante" ed è così noto, perché ha una storia da raccontare. 

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Si trova al confine fra i sestieri di San Polo e Santa Croce. 

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Nel 1319 muore l’ultimo discendente della famiglia Rampani, senza eredi e senza testamento, lasciando così a Venezia tutti i suoi beni immobili. 
La Serenissima, gestendoli in proprietà, nel 1421 decise di farne delle case chiuse, per regolamentare una situazione che era sfuggita di mano. 

A qualunque ora del giorno e della notte infatti, le prostitute giravano in città e avevano scatenato turbamenti nelle autorità ecclesiastiche, ma il governo veneziano era lontano dal voler proibire la prostituzione, per due motivi: limitare il diffondersi dell’omosessualità e gli introiti economici che portava in città. 

Decise così di trasferirle nelle case del Rampani, chiamate Ca’ Rampani, facendone delle case chiuse. 

Ecco perché le prostitute che qui alloggiavano vennero chiamate Carampane e il termine divenne sinonimo di prostituta. 

Il governo adottò regolamenti precisi:
non potevano allontanarsi dai confini del sestiere di lavoro e alla terza campana della sera dovevano tornare nei loro alloggi, pena 10 frustate. 
Non potevano nemmeno attirare i clienti con i travestimenti (parrucche rosso fuoco e zeppe alte quasi 50 cm) quindi, per attirare la clientela rimanevano affacciate alle finestre delle loro abitazioni a seno nudo. 

Il ponte prese a chiamarsi così, per il "paesaggio" che si offriva ai passanti, e nessuno ricorda come si chiamasse in origine. 

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Ma perché il termine Carampana oggi è sinonimo di donna brutta e trasandata?

Perché nel '700, secolo di una Venezia più disinibita dal punto di vista morale, spinta da nuove leggi che volevano incrementare il turismo, le prostitute giovani e belle poterono nuovamente esercitare libere in città. 

A Ca’ Rampani rimasero solo le più anziane, che continuarono lì a vivere come fosse un ospizio, continuando ad esercitare, regolamentate da un tariffario a modicissimi prezzi, con l’assoluto divieto di andare in strada perché sgradevoli alla vista. 

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"Venezia

Il Ponte di Rialto
guarda nella Laguna
e vede un'altro ponte
con sopra un'altra luna...

Qual'è il ponte vero?
Qual'è la vera luna?"

                     (Gianni Rodari)



il secondo percorso dove protagonisti sono
 ↪ Cà Pesaro e il Museo di Storia Naturale.



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Note:
la foto del disegno "Ponte di Rialto" è dal libro di Gianni Rodari (vedi bibliografia). Il disegno è di Franco Matticchio.

Bibliografia:
- Gianni Rodari, "Filastrocche per tutto l'anno", Editori Riuniti, ottobre 2001, pag.68.




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