Funivia per Pecol e Col de Rossi,
Strèda de Pareda, 38 – Canazei.
Percorrere il Viel dal Pan, l'antica via del pane, e il Sasso Cappello, significa godere di un panorama straordinario sulla Marmolada e sui grandi gruppi dolomitici.
Il nome "Via del Pane" richiama l’antica attività dei commercianti del Bellunese, che percorrevano questo itinerario per trasportare e vendere la farina nelle valli ladine. Questo tratto è quindi la parte conclusiva di un percorso ben più lungo.
COME ARRIVARE AL PUNTO DI PARTENZA DELL'ESCURSIONE
Ci sono due modi per iniziare a percorrere l’antica via del pane: raggiungere il Passo Pordoi e da qui salire a piedi verso il Rifugio Fredarola, oppure partire da Canazei utilizzando due tratti degli impianti di risalita.
Solitamente, a meno che un impianto di risalita non ricalchi esattamente il percorso del sentiero, preferisco raggiungere le destinazioni escursionistiche a piedi.
In questo caso, arrivando dal passo Pordoi, l’itinerario non coincide con il tratto percorso dalla funivia che sale da Canazei. C’è però un altro aspetto da considerare: la Viel dal Pan è diventata, ai giorni nostri, un luogo interessato dal turismo di massa.
Se, come me purtroppo, siete in vacanza nel periodo dell'alta stagione, conviene partire molto presto al mattino.
La maggior parte delle persone che percorrono questo sentiero, sono poco disinvolti nel camminare e fanno del rifugio Viel dal Pan il punto di arrivo, venuti quassù soprattutto per mangiare le specialità del rifugio e successivo rientro.
A questo punto ci sono un paio di considerazioni da fare. Se avete l’alloggio in zona, trovo che la soluzione migliore sia salire presto lungo la strada che porta al Passo Pordoi e raggiungere a piedi il rifugio Fredarola.
Se invece arrivate da più lontano, come nel mio caso, la valutazione cambia.
Io sono arrivata dalla Val di Fiemme e la colazione in albergo ha un orario preciso. Una volta raggiunta Canazei, se avessi dovuto risalire fino al passo Pordoi e affrontare anche il tratto a piedi, avrei impiegato circa un’ora e mezza in più per arrivare al rifugio Fredarola, con il rischio di trovare già molta gente lungo il percorso.
Ho preferito quindi pagare l’impianto di risalita, anche se il costo è tutt’altro che economico, per arrivare sul posto presto, con il sentiero ancora sgombro.
Se siete d'accordo con me, la scelta, quindi, va valutata in base a dove si alloggia e alla distanza da Canazei. Se invece non vi dà fastidio il sentiero affollato di turisti con scarpette da ginnastica e influencer, potete tranquillamente evitare di pagare la funivia e partire da Passo Pordoi a qualsiasi ora.
Quindi:
SENZA IMPIANTO DI RISALITA:
dal Passo Pordoi, a 2238 m, tra le ultime case sul passo in direzione di Arabba, si nota l’albergo Savoia.
Alle sue spalle si stacca un sentiero che risale il fianco del Sass Beccè, 2534 m, in direzione dell’omonimo rifugio, a 2360 m.
Da qui si arriva al rifugio Fredarola.
CON IMPIANTO DI RISALITA:
da Canazei (o da Alba), per non guidare l’auto fino a Passo Pordoi, mi imbarco sulla funivia di Pecol, e salgo fino a 1932 metri.
Da qui, con il secondo tronco Col de Rossi, raggiungo i 2384 metri del Belvedere.
ITINERARIO DELL'ESCURSIONE
Segnavia: n. 601
Difficoltà: T
Tempo: 40 m dal Belvedere al rifugio Viel dal Pan + 25 minuti per Sasso Cappello
Dislivello: 249 m
Lunghezza: 3,5 km
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| Escursione sul Viel dal Pan con traccia GPS Relive – elaborazione dell'autrice. |
Scendo dalla funivia sul Belvedere e subito capisco il nome di questa terrazza naturale: davanti a me lo scenario straordinario del gruppo del Sella, del Sassolungo, la Marmolada con il lago di Fedaia.
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| Panorama dal Belvedere sul Gruppo del Sella e il Sassolungo. |
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| Belvedere del Col del Ross con vista panoramica sulla Marmolada. |
Scendo fino al primo chalet Belvedere.
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| Inizio del Viel dal Pan dalla funivia, con Chalet Belvedere e Rifugio Fredarola. |
Qui allo chalet, sullo sfondo del Sassolungo e del Sella, ci sono opere d'arte fatte con lamelle di metallo o ferro battuto, a rappresentare tre corvi imperiali: molto belli e scenografici.
La stradina prosegue e raggiungo presto il rifugio Fredarola, a 2370 metri, dove arriva anche il sentiero da Passo Pordoi.
Proseguo sul costone. Alla mia destra ho sempre il massiccio della Marmolada, maestoso, e poi il Ciampac (> illustrato nel 2025).
Raggiungo infine il rifugio Viel dal Pan, 2432 m.
Qui si aggiungono i ricordi del 1975, quando ero seduta al tavolino del rifugio con mia sorella e mia mamma, mentre mio padre ci fotografava.
La foto mostra anche quanto fosse più esteso il ghiacciaio della Marmolada 51 anni fa.
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| Rifugio Viel dal Pan. Da sinistra: mia sorella, mia madre ed io. |
DAL RIFUGIO VIEL DAL PAN AL SASSO CAPPELLO
Qui il sentiero si biforca. Da una parte scende verso il lago di Fedaia, dall'altra sale verso monte e punta a una sella dove posso osservare interessanti formazioni eruttive, a ridosso di un rilievo: il Sasso Cappello.
La salita è molto ripida.
Raggiungo il primo passaggio fra le rocce e da qui inizia il tratto più impegnativo. Per superarlo devo usare anche le mani e affrontare un paio di punti esposti, dove serve attenzione e una presa sicura.
Raggiungo la cima, ampia e rocciosa.
Sono a 2557 metri: il panorama è straordinario, a 360 gradi.
Mi fermo e mi emoziono.
NORD
Davanti a me c'è il gruppo Sella-Pordoi.
E il Sassolungo a NORD-OVEST.
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| Primo piano del gruppo Sella con Sass Pordoi e Piz Boè. |
NORD-EST
La valle di Arabba, le Dolomiti di Badia, l'Alpe di Fanes, le Dolomiti d'Ampezzo.
EST
Si susseguono nell'ampio panorama il Col di Lana, Punta Sorapiss e l'Antelao.
SUD
Verso sud il Civetta e la Marmolada.
SUD-OVEST
Chiudendo il giro verso sud-ovest, lo sguardo incontra il gruppo del Catinaccio e, in lontananza, i Denti di Terra Rossa.
Tutti si fermano al rifugio Viel dal Pan. Quassù arrivano in pochi.
E quindi quale migliore luogo per effettuare il mio solito spuntino con frutta secca e acqua?
A farlo con un panorama come questo mi sento una privilegiata.
Incontro anche la stella alpina.
Che megafoto! La stella alpina con la Marmolada sullo sfondo.
IL RITORNO LUNGO IL VIEL DAL PAN
Per la via del ritorno scelgo il percorso dell'andata, evitando la ripida discesa finale verso il lago Fedaia e la necessità dei mezzi pubblici.
L’ultimo tratto del Viel dal Pan mi riporta verso la funivia, con il sentiero che si avvicina alla stazione a monte.
Riprendo la funivia salutando su uno sperone di roccia la grande opera in metallo, alta 3,6 metri, che osserva dall'alto: è la Contessa de Doleda, un personaggio delle storie ladine, creata dallo scultore fassano Andrea Dorigatti nel 2022.
L'opera è realizzata con profili metallici vuoti saldati insieme, a renderla leggera quasi fluttuante, capace di muoversi con il vento e di brillare alla luce del sole.
Lascio così questo luogo, portando con me panorami davvero straordinari.
E, ancora una volta, sono le montagne a ricordarmi perché amo camminare.
IL COMPAGNO DI VIAGGIO
NOTE:
- L'itinerario descritto è stato effettuato il 4 agosto 2026, consultando preventivamente le previsioni meteo.
- Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
- Per le indicazioni del sentiero ho utilizzato la Carta topografica Tabacco Val di Fassa e Dolomiti Fassane 06 – 1:25.000
- Per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi > Dolomiti presentazione
- Le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna > Prudenza in montagna
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| Itinerario del Viel dal Pan su OpenStreetMap con tracciato GPS Relive. |


































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