località Salanzada, 17
Masi di Cavalese (TN)
Due imponenti abeti di circa 200 anni emergono dal bosco della Valle di Fiemme con la loro straordinaria altezza.
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| Le Colonne della Casaia |
COME ARRIVARE AL PUNTO DI PARTENZA DELL'ESCURSIONE
Il punto di partenza è l’Agritur Salanzada, che raggiungo in auto da Masi di Cavalese percorrendo una strada asfaltata.
ITINERARIO DELL'ESCURSIONE
Segnavia: indicazione Colonne della Casaia
Difficoltà: T (turistico)
Tempo: circa 1 ora (andata)
Dislivello: 309 m
Lunghezza: 2,6 km
Un’alternativa per raggiungere le Colonne della Casaia è la stazione intermedia della funivia del Cermis. Da qui si segue la strada forestale in discesa fino al bivio per gli abeti. Poi si rientra fino a Masi di Cavalese, dove si è lasciata l'auto.
È un’alternativa più comoda, ma a pagamento.
Io consiglio il percorso dall’agriturismo.
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| Percorso alle Colonne della Casaia. Tracciato GPS Relive, elaborazione dell'autrice. |
Dopo un rigenerante caffè all'Agritur, procedo dalla palina segnaletica con l’indicazione per le Colonne della Casaia.
Imbocco la strada forestale che sale verso il bosco.
Il primo tratto si sviluppa lungo una lunga diagonale in rettilineo, poi il percorso prosegue con alcune curve.
Il panorama che mi accompagna è su Cavalese, con Corno Nero e Cima Cugola.
Mentre salgo, ai lati del sentiero incontro il Senecione di Fuchs.
Il nome del genere, Senecio, deriva dal latino senex, "vecchio", e fa riferimento al ciuffo di peli sommitali che, a maturazione, ricorda la chioma di un vecchio.
Fuchs, invece, è un omaggio a Leonhart Fuchs, medico e botanico tedesco vissuto all’inizio del Cinquecento.
Il suo habitat ideale sono le radure boschive umide e può crescere fino a circa 2.000 metri di altitudine. È una pianta appariscente, con i suoi bei fiori gialli, ma tossica.
Il sottobosco qui è magnifico: tanti abeti si allungano verso l’alto, cercando la luce del sole. Sono gli stessi abeti che, poco più avanti, incontrerò nella loro forma più imponente, diventando veri e propri monumenti della foresta.
Arrivo in 50 minuti ad una radura a quota 1258 metri, dove si trova il baito della Casaia, appartenente al Comune di Cavalese.
Da qui proseguo ancora per circa 300 metri e raggiungo le colonne, a quota 1293 metri.
LE COLONNE DELLA CASAIA
Davanti a me ecco i due abeti monumentali, un abete rosso e un abete bianco, entrambi di circa 200 anni.
La loro caratteristica più evidente è l’altezza: la chioma si sviluppa molto in alto sul fusto, lasciando scoperta una parte considerevole del tronco.
Sono tra gli abeti più alti della Valle di Fiemme.
Quello a sinistra è l'abete bianco, il più alto, raggiunge i 52 metri e ha una circonferenza di 2,58 metri. La corteccia è più chiara e gli aghi sono disposti a pettine.
Quello a destra è l’abete rosso, raggiunge i 50 metri di altezza e ha una circonferenza di circa 3 metri. Presenta una corteccia scura e aghi appuntiti disposti a spirale.
Io che abbraccio l'abete rosso.
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| La corteccia dell'abete rosso. |
Un'immagine del 2016 della Provincia Autonoma di Trento permette di apprezzare meglio le dimensioni dei due abeti.
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| Servizio foreste Provincia Autonoma di Trento. |
IL RITORNO
Dopo aver osservato questi imponenti alberi monumentali, ripercorro a ritroso lo stesso itinerario dell’andata.
IL COMPAGNO DI VIAGGIO
NOTE:
- L'itinerario descritto è stato effettuato il 2 agosto 2026, consultando preventivamente le previsioni meteo.
- Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
- Per le indicazioni del sentiero ho utilizzato la Carta topografica Tabacco Val di Fiemme Lagorai – Latemar 014 – 1:25.000
- Per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi > Dolomiti presentazione
- Le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna > Prudenza in montagna
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| Itinerario alle Colonne della Casaia su OpenStreetMap con traccia GPS Relive. |
Questo sentiero fa parte della Catena del Lagorai.



















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