mercoledì 13 novembre 2024

IL CANYON DEL TRAVIGNOLO

SOTTOSASSA - Predazzo (TN)


Il Canyon del fiume Travignolo è una gola naturale con imponenti pareti rocciose.


La passeggiata, semplice e adatta a tutti, segue una vecchia strada situata sotto le pareti di roccia di Sottosassa, offrendo un percorso affascinante e panoramico.


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COME ARRIVARE
In auto, partendo da Predazzo, che si trova tra Ziano di Fiemme e Moena, si prende la strada per Passo Rolle.
Dopo un paio di chilometri, si svolta a destra seguendo una deviazione pianeggiante che conduce al campeggio Valle Verde, nel cuore della valle, dove si parcheggia.

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©GPS Relive 3D - ©didascalie Monica Galeotti




ITINERARIO
Il percorso inizia dal punto panoramico del Maso Roncac, raggiunge il ponte storico della Lizzata, attraversa la stretta gola del Travignolo costeggiando le imponenti pareti rocciose di Sottosassa, e termina presso la radura de La Scofa.

Segnavia n.660-342A
Difficoltà: T
 Tempo: 42 minuti solo andata
Dislivello: 22 m
Lunghezza: 2,6 km

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©escursione GPS Relive 3D - ©didascalie Monica Galeotti



Dal campeggio raggiungo quindi il Maso Roncac, che si trova in un bel punto panoramico.

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PONTE DELLA LIZZATA

 Proseguo lungo una facile strada forestale sterrata, fino a raggiungere il ponte in pietra di porfido della Lizzata, lo stesso porfido che distingue i massi di questo torrente.

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Questo ponte è stato costruito nel 1893, prende il nome da un antico maso nelle vicinanze e offre una vista affascinante tra massi, vegetazione e acqua.


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SOTTOSASSA

 Dal ponte inizia il percorso (n.660) che costeggia il torrente Travignolo, quindi entro nella gola rocciosa di Sottosassa.

Un cartello segnala il pericolo di caduta massi.


Il sentiero è turistico, ampio, ma esiste il rischio di caduta massi, che aumenta in caso di pioggia, vento o neve, specialmente nelle ore e nei giorni successivi a tali eventi.

Gli escursionisti devono agire con prudenza, scegliendo attentamente i tempi di percorrenza e sosta.


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Maestose pareti di porfido sovrastano la strada.

Un tempo erano utilizzate come cave per l'estrazione e sono oggi diventate palestra di roccia, frequentate dagli arrampicatori, illuminate dal sole per gran parte della giornata.


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William White, viaggiatore e scrittore inglese, visitò questi luoghi tra il 1869 e il 1875, descrivendo come i cavatori lavorassero pazientemente il porfido, una roccia molto dura.

Le cave, gestite dalla Comunità di Fiemme, erano note con i nomi degli affittuari.

Il porfido estratto veniva usato anche per costruzioni importanti, come il ponte Europa nel Tirolo del Nord. 

Fino al 1949 l’estrazione avveniva manualmente, diventando meno faticosa con l’introduzione di macchinari.

Nella seguente foto, il giorno dell'inaugurazione del compressore, anni '50.


Cartellonistica in loco


Le cave offrirono lavoro anche a operai provenienti da altre province, in particolare dal veronese.

Il porfido di miglior qualità proveniva dalla cava della Scofa, descritta come "di velluto".

Dopo l’alluvione del 1966, l’attività estrattiva nelle cave di Sottosassa cessò, ma i segni dei tagliapietra sono ancora visibili sulle pareti rocciose oggi usate per l’arrampicata.


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IL GIGANTE CUSTODE

Una leggenda narra che un tempo, in questi luoghi, vivesse un gigante di pietra come custode.

Proteggeva i boschi, i fiumi e gli animali della valle, con capelli che cambiavano colore secondo le stagioni.


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Cartellonistica in loco.



Quando uno spirito malvagio distrusse l’armonia del luogo, il gigante sacrificò se stesso: donò la sua forza, la sua voce e le sue lacrime per restituire vita alla natura.
Il gigante scomparve, ma si dice che i suoi piedi siano ancora visibili fra le rocce del Travignolo, a ricordare il suo sacrificio, basta cercare bene....

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Il gigante individuato grazie a cartellonistica in loco,
disegno di Monica.




Il percorso segue l’antica strada di Sottosassa per Passo Rolle, utilizzata fino alla costruzione della diga del lago di Paneveggio e abbandonata dopo l’alluvione del 1966.

Il tracciato era spesso danneggiato dalle piene improvvise.


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Si può riconoscere l’antica strada grazie ad un tratto lastricato e un vecchio guard rail rimasto su un tornante.


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La strada porta ai 1218 metri del maso Andreola, da dove si segue un sentiero nel bosco con tratti a saliscendi.


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Il sentiero diventa n.342A.


Incontro le indicazioni per il ponte sospeso sul Travignolo, e decido di interrompere il mio percorso per fare una breve deviazione.

Il ponte ha una lunghezza di 37 metri, a 20 metri di altezza dal torrente.

Portata massima di dieci persone e biciclette a mano.

Vietatissimo attraversarlo in caso di temporale o neve accumulata.


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Oltre il ponte, il sentiero continua verso il lago di Paneveggio, aggiungendo circa 30 minuti al tragitto.


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Sentiero verso Paneveggio oltre il ponte sospeso.




Dopo una breve passeggiata, senza raggiungere il lago, torno indietro, attraversando nuovamente il ponte, e concludo il mio itinerario nella splendida radura de La Scofa a 1258 metri, caratterizzata da fienili e baite.


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Infine, il ritorno segue lo stesso percorso dell’andata.








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Note:

-l'itinerario descritto è stato percorso personalmente sabato 3 agosto 2024 consultando preventivamente le previsioni meteo, prestando attenzione all'evoluzione del tempo nella stessa giornata.


-carta topografica Tabacco - Val di Fiemme Lagorai Latemar 014 - 1:25.000


-per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi

→ Dolomiti presentazione


-le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna

→ Prudenza in montagna



Bibliografia:

-cartellonistica in loco



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Questo sentiero fa parte del SISTEMA DOLOMITICO UNESCO NUMERO 3: Pale di San Martino, San Lucano, Dolomiti bellunesi, Vette Feltrine.





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IL COMPAGNO DI VIAGGIO


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