Nel centro di Bologna, camminando per le strade, si possono vedere tante piccole opere religiose, come immagini o statue, messe sui muri degli edifici.
Il sito Storia e Memoria di Bologna, curato dai Musei Civici del Comune, ha creato una nuova sezione chiamata Segni del Sacro per raccontare queste opere.
Ne sono state fotografate e raccolte 272: aiutano a capire come le persone di un tempo vivevano la loro fede e come la città è cambiata nel corso degli anni.
In questa presentazione ho scelto quattro opere rappresentative.
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| Madonna del Campanello in primo piano sul Palazzo dei Drappieri – foto Monica Galeotti. |
IL CENSIMENTO DEL 1983
Oggi tutte queste immagini si possono vedere online, con più di 1.000 fotografie, ordinate per nome o per tipo: affreschi, statue, targhe, crocifissi e altre forme che decorano le strade di Bologna.
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| Madonna del Campanello sul Palazzo dei Drappieri, piazza di Porta Ravegnana. Foto Monica G. |
Già nel 1957, il sacerdote e architetto Angelo Raule spiegava che Bologna ha tantissime edicole e tabernacoli nelle strade, perché la gente ha sempre avuto una forte fede e perché i portici favoriscono la protezione dalla pioggia e dal sole, diventando il posto ideale per queste immagini.
La ricerca del 1983 si è concentrata solo nel centro storico, dentro le antiche mura della città.
Da questo lavoro è nata una mostra fotografica e, negli anni successivi, il censimento è stato aggiornato e controllato più volte, soprattutto durante i restauri.
Per ogni immagine è stata fatta una scheda con informazioni semplici: dove si trova, com’è fatta, di che materiale è e se ha scritte.
In alcuni casi sono state raccolte anche le storie raccontate dagli abitanti, che mostrano quanto queste immagini siano ancora amate dalla gente di Bologna.
Nelle immagini: affresco della Madonna con Bambino nel voltone del cortile di Palazzo d’Accursio, Bologna.
La seicentesca Madonna con Bambino è stata restaurata da Hermès Italia e restituita alla città nell’autunno 2024.
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| Affresco della Madonna con Bambino – foto Monica G. |
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| Primo piano dell’affresco della Madonna con Bambino – foto Monica G. |
LE NUOVE FOTOGRAFIE
Non è stato facile perché molte immagini si trovano su case private e col tempo alcune sono scomparse.
Sul sito sono ricordate anche 14 immagini che non esistono più, come dipinti o statue, che conosciamo solo grazie a vecchie foto o libri antichi.
Altre immagini invece sono state restaurate o spostate, grazie all’aiuto di associazioni, fondazioni e persone che hanno deciso di prendersene cura.
Nelle immagini: Madonna con Bambino.
Il tondo raffigura la Vergine con Gesù Bambino, affiancati da cherubini e dalla colomba dello Spirito Santo. L’iconografia si ispira alla Beata Vergine delle Grazie di Andrea della Robbia, conservata nel santuario di Boccadirio.
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| Tondo in ceramica policroma della Beata Vergine delle Grazie, in una nicchia su muro, via Bocca di Lupo, 3 – foto Monica G. |
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| Primo piano della nicchia della Beata Vergine delle Grazie. Foto Monica G. |
LE IMMAGINI DELLA MADONNA DI SAN LUCA
In realtà, in passato erano molte di più, con il passare degli anni sono andate perse.
Queste immagini venivano spesso messe nei punti dove, durante le processioni, la Madonna si fermava a benedire la gente.
Un esempio importante è una targa antica del 1700, che si trova in via del Pratello 87, all'angolo con via Pietralata.
Nell’immagine si vede la Madonna che tiene in braccio il Bambino Gesù, e ricorda quella molto famosa della Beata Vergine di San Luca, conservata nel santuario sul Colle della Guardia.
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| Madonna con Bambino in via del Pratello – foto Monica G. |
Sotto l’immagine c’è una lastra di marmo con una scritta che racconta un fatto importante: durante un Anno Santo, il 20 maggio del 1700, la Madonna di San Luca passò da questo luogo e diede una benedizione speciale.
L’immagine è stata poi restaurata nel 1927.
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| Madonna con Bambino in via del Pratello – foto Monica G. |
Un'attenzione particolare va al VOLTO SANTO DI LUCCA: l’affresco del XVII secolo raffigura il Cristo crocifisso secondo l’iconografia ispirata alla celebre scultura lignea conservata nel Duomo di San Martino a Lucca.
Il Cristo è raffigurato con gli occhi aperti vestito di tunica e una corona sul capo (Christus triunphans).
La pittura era originariamente collocata di fronte a un ramo abbandonato del torrente Aposa (che da qui passava fino al 1070), perciò area legata alla presenza dei lucchesi e alla storia della seta a Bologna; poi riportata su tela e sistemata sulla facciata di Palazzo Tortorelli, in via Val d’Aposa, 7.
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| Affresco del Volto Santo di Lucca – foto Fernando e Gioia Lanzi, anni '80. |
L'opera è stata restaurata nel 2023 dal Gruppo Monti Salute Più; oggi è conservata in via Irnerio 10, in un luogo connesso alla rete storica dei canali cittadini, ma privato. Sulla facciata di Palazzo Tortorelli rimane l'impronta vuota.
Da lontano si osserva meglio l'antica collocazione del dipinto: nella porzione laterale del grande Palazzo Tortorelli all'angolo con via de' Griffoni, di fronte all'Oratorio dello Spirito Santo.
Al momento non è stata ancora definita una futura destinazione pubblica, auspicabile trattandosi di un'opera che appartiene alla collettività.
IL PROGETTO STORIA E MEMORIA DI BOLOGNA
Parla di persone, luoghi ed eventi importanti, dal tempo di Napoleone fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
È un grande libro digitale e cresce continuamente grazie al lavoro di molti studiosi (oggi 158), coordinati dal Museo del Risorgimento.
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Non nego mi sia venuta voglia di immaginare percorsi cittadini dedicati a queste immagini devozionali, per riscoprire le nostre origini e conoscere meglio la città in cui viviamo.
Vedremo se riuscirò a realizzarli.
> STORIA E MEMORIA DI BOLOGNA Segni del Sacro













































