Passo di Costalunga
Vigo di Fassa - TRENTO
Dalla terrazza naturale del Rifugio Paolina si snoda un sentiero panoramico in quota che attraversa le pendici del gruppo della Roda di Vael e del Catinaccio.
Non presenta particolari difficoltà alpinistiche e regala viste mozzafiato sulla Val d'Ega e sul massiccio del Latemar.
COME ARRIVARE
A breve distanza dal Passo di Costalunga, si trova il parcheggio della seggiovia per il Rifugio Paolina, punto di partenza dell'escursione.
Il Passo di Costalunga è accessibile sia dalla Val di Fassa che dalla Val d’Ega e rappresenta non solo il confine tra queste due valli, ma anche tra Trentino e Alto Adige, nonchè tra i massicci del Latemar e del Catinaccio.
ITINERARIO
Il sentiero 549, noto come Sentiero di Hirzel, è dedicato a un libraio di Lipsia che frequentava la zona e finanziò la sua realizzazione.
L'itinerario è un percorso ad anello che collega il Rifugio Paolina al Rifugio Fronza alle Coronelle.
Segnavia n.552-549-539
Difficoltà: E
Tempo: 3 ore totali
Dislivello: 336 m
Lunghezza: 8 km
Partendo dal Rifugio Paolina, seguo il segnavia 552.
Attraverso un canyon che testimonia la storia geologica del luogo.
Lungo l'intero tragitto una vista mozzafiato sul Latemar, con le sue famose torri che si specchiano nel Lago di Carezza.
Proseguo tra massi di diverse dimensioni.
Arrivo ad un bivio, dove il mio sentiero 552 si unisce al 549 di Hirzel.
Proseguo verso il Rifugio Fronza, mentre di ritorno, al bivio, inizierò l'anello dell'escursione.
A causa di una frana, incontro una deviazione.
Continuo poi su un tratto pianeggiante dove intravedo il Rifugio Fronza e passo su una piccola cascata dove è necessario prestare attenzione.
Raggiungo infine il rifugio.
Il Rifugio Fronza alle Coronelle (Kölner Hütte), situato a 2337 metri, è raggiungibile anche tramite una lunga seggiovia che parte da Malga Frommer.
Il rifugio è dedicato ad Aleardo Fronza, un avvocato e alpinista veronese nato nel 1881.
Arruolato come tenente durante la Prima Guerra Mondiale, fu promosso capitano e combatté sul Monte Zugna, dove perse la vita il 4 agosto 1916 durante l'offensiva austriaca.
Uomo apprezzato sia nell'alpinismo che nell'avvocatura, la sua morte suscitò grande commozione.
Il CAI di Verona gli dedicò il rifugio nel 1920.
Il rifugio è anche un punto di partenza per chi vuole affrontare la ferrata Santner, che raggiunge il Rifugio Santner, appoggiato sul crinale della Conca del Gartl, al cospetto delle Torri del Vajolet e da dove, in breve tempo, si può raggiungere il Rifugio Re Alberto.
Proprio dietro al rifugio inizia la ferrata, io mi godo il panorama.
Johann Santner fu un importante esploratore delle Dolomiti, promotore della costruzione di rifugi alpini come il Rifugio Bolzano sullo Sciliar (1885). Il 18 luglio 1878 aprì la ferrata che collega il Rifugio Fronza al Passo Santner, che per questo porta il suo nome.
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In rosso la ferrata Santner. |
Lascio il rifugio e riprendo il sentiero 549 di Hirzel.
Lungo il sentiero, il panorama invita a soffermarsi per essere ammirato, per questo è importante ricordare la regola n.1 del libro "Accorgimenti alpestri", di Erri de Luca:
"In montagna camminare lo sguardo fisso a terra, a dove poggiare il passo. Se si vuole guardare intorno il panorama, fermarsi. Non si sta nella zona pedonale di una città d'arte. Si sta da passanti su sentieri che rasentano precipizi."
Il sentiero di Hirzel, dal Rifugio Fronza fino all'aquila di Cristomannos, lo percorro ora al completo.
Raggiunto il bivio incontrato in precedenza, anziché tornare al rifugio Paolina, prendo il sentiero in salita a sinistra.
Attraverso una zona sassosa con una leggera pendenza.
Raggiungo il segnavia n.9; da qui sarebbe possibile raggiungere il Passo del Vaiolon in circa un'ora, e fare l'anello con il Rifugio Roda di Vael, oppure raggiungere il Testone del Vaiolon, ma sono altre escursioni!
Il Passo del Vaiolon è incastonato tra il Testone del Vaiolon e la parete ovest della Roda di Vael; io proseguo accanto a queste maestose pareti.
Come aveva intuito Hirzel, il sentiero è incantevole, e questo ultimo tratto è il più spettacolare:
panorami, rocce e fiori mi accompagnano fino al monumento dedicato a Theodor Christomannos.
Il sentiero alle mie spalle.
Raggiungo il monumento per Theodor Christomannos, una maestosa aquila in bronzo sul sentiero del Masarè che porta al Rifugio Roda di Vael, già citato in un → articolo del 21 settembre 2019.
Oggi mi dirigo in senso opposto, scendo quindi sul sentiero 539 del Masarè verso il Rifugio Paolina, per completare l'escursione e l'anello, da cui prendo la seggiovia per tornare in Val d'Ega e recuperare l'auto.
Le montagne protagoniste di questa escursione.
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Note:
-l'itinerario descritto è stato percorso personalmente venerdì 2 agosto 2024 consultando preventivamente le previsioni meteo, prestando attenzione all'evoluzione del tempo nella stessa giornata.
-carta topografica Tabacco - Sciliar - Catinaccio - Latemar 029 - 1:25.000
-per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi
→ Dolomiti presentazione
-le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna
→ Prudenza in montagna
Bibliografia:
-Aleardo Fronza/A.N.A Sezione di Verona
Questo sentiero fa parte del SISTEMA DOLOMITICO NUMERO 7 Sciliar-Catinaccio, Latemar.
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IL COMPAGNO DI VIAGGIO
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