Soprattutto il Crescentone, quel grande rettangolo rialzato e pavimentato con pietra bianco-rosa-grigia.
La sua forma ricorda la crescente, la tipica focaccia bolognese con i ciccioli.
La piazza inizia a delinearsi nel 1200.
Osservo gli edifici che la circondano e li ripercorro secondo l'ordine della loro costruzione.
Palazzo del Podestà
Il Palazzo del Podestà, un tempo palatium vetus, viene costruito nel 1203 e successivamente ampliato.
Palazzo d'Accursio o Comunale
Il Palazzo d'Accursio, viene costruito alla fine del Duecento come palatium bladi, primo nucleo del Palazzo Comunale, probabilmente destinato a deposito pubblico delle granaglie, le cosiddette biade.
Palazzo dei Notai
Il Palazzo dei Notai risale al Trecento e completa uno dei lati della piazza.
Basilica di San Petronio
Sempre al Trecento risalgono le prime campate della Basilica di San Petronio, uno degli edifici che caratterizzano Piazza Maggiore.
Palazzo dei Banchi
L'ultimo lato della piazza è delimitato da una struttura che conserva elementi del loggiato dei Banchi originario, costruito nel 1412, successivamente modificato e arricchito nel secolo seguente.
Piazza Maggiore cambia nome
La piazza si chiama Piazza Vittorio Emanuele II dal 1860 al 1943.
Il monumento al re viene poi spostato ai Giardini Margherita, dove si trova tuttora.
Dal 1943 al 1945 la piazza diventa Piazza della Repubblica e infine, nel giugno 1945, torna a chiamarsi Piazza Maggiore.
Piazza Maggiore, luogo di eventi e convivialità
Piazza Maggiore è stata e rimane fulcro degli eventi pubblici di Bologna:
i funerali delle vittime della strage del 2 agosto 1980 e quelli di Lucio Dalla;
le stagioni estive del Cinema in Piazza della Cineteca, il rogo del Vecchione a Capodanno.
E poi c'è la gastronomia, con il festival della mortadella e quello del tortellino in brodo.
La tradizione culinaria di Bologna, ricca e sostanziosa, ha dato alla città, da tempo immemorabile, l'appellativo "Bologna la grassa".
Solo in anni recenti la condivisione del cibo durante gli eventi di socialità pubblica è diventata un fenomeno diffuso nelle piazze di tutto il mondo.
In questo spazio, invece, i bolognesi si riuniscono fin dalla costruzione della piazza.
La Festa della Porchetta a Bologna
Una festa popolare in Piazza Maggiore
La Festa della Porchetta è la più famosa e importante festa durante la quale i bolognesi si riunivano a tavola in Piazza Maggiore.
Le origini di questa festività profana sono incerte.
Una tradizione la riconduce alla vittoria della Battaglia della Fossalta, il 24 agosto 1249, e alla conseguente cattura di re Enzo, figlio dell'imperatore Federico II.
Altri storici ritengono invece che l'origine sia legata alla presa della Rocca di Faenza nel 1281, resa possibile alla complicità del faentino Tibaldello de Zambrasi, al quale era stata rubata una porcellina.
Dal XIII secolo la festa si tenne il 24 agosto di ogni anno, fino al 1796, quando le truppe francesi di Napoleone entrarono in città presidiando piazza e strade.
Secondo Napoleone la festa era offensiva verso il popolo, che aspettava in piazza mentre dalle finestre del palazzo venivano gettate cibarie dai nobili che banchettavano.
Venivano gettati sulla folla anche animali vivi, polli e conigli, provocando inseguimenti e zuffe, con grande divertimento dei nobili affacciati alle finestre.
Per ultimo veniva gettata un'intera porchetta e anche un maialino vivo ricoperto di grasso, che scivolava dalle mani di chi cercava di prenderlo.
È proprio da questo momento conclusivo che la festa prende il nome.
La manifestazione durava una decina di giorni e in piazza venivano allestite macchine scenografiche, giostre dei cavalieri, spettacoli teatrali e giocolieri.
Le Insigna e la memoria della festa
L'immagine che mostro qui sotto è un disegno su pergamena miniata facente parte delle "Insigna", documenti che rappresentano una memoria visiva della città di Bologna.
Le Insigna sono conservate in 16 volumi presso l'Archivio di Stato di Bologna.
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| Festa della Porchetta - ©Archivio di Stato di Bologna, Anziani Consoli, Insigna, vol. XI, c. 121b |
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| ©Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Giulio Cesare Croce "La vera historia della piacevoliss. festa della porchetta, che si fa ogn'anno in Bologna il giorno di S. Bartolomeo", 1599. |
Il pranzo patriottico del 1798
Le tracce della convivialità nei musei di Bologna
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| Armatura in acciaio e cuoio per giostra del XVI secolo, Museo Civico Medievale Bologna – ©Collezione Cospi Bologna |
Piazza Maggiore, una storia di incontri
"Molte bellezze di Bologna, ed anche molti dei suoi negozi migliori, sono, non dirò segreti, bensì avviluppati e nascosti nelle sue pieghe prosperose.
Il segreto del ripieno in un piatto succulento.
La bellezza di Bologna non si pensa, ma si respira, si assorbe, si fa commestibile."
Siti web:
> storiaememoriadibologna/festa-della-porchetta
> bibliotecasalaborsa/pranzo-patriottico-delle-cittadine









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