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domenica 29 maggio 2016

PIAZZA MAGGIORE a Bologna: storia, monumenti e la Festa della Porchetta

Piazza Maggiore è il cuore di Bologna, lo spazio pubblico nel quale riconosco da sempre il centro della vita politica e sociale della città.

Soprattutto il Crescentone, quel grande rettangolo rialzato e pavimentato con pietra bianco-rosa-grigia.
La sua forma ricorda la crescente, la tipica focaccia bolognese con i ciccioli.


Vista dall’alto del Crescentone di Piazza Maggiore a Bologna, rettangolo rialzato pavimentato in pietra bianco-rosa-grigia, simile alla focaccia bolognese con ciccioli.



La piazza inizia a delinearsi nel 1200.
Osservo gli edifici che la circondano e li ripercorro secondo l'ordine della loro costruzione.

Palazzo del Podestà

Il Palazzo del Podestà, un tempo palatium vetus, viene costruito nel 1203 e successivamente ampliato.



Facciata storica del Palazzo del Podestà a Bologna con torre e portici medievali.



Palazzo d'Accursio o Comunale

Il Palazzo d'Accursio, viene costruito alla fine del Duecento come palatium bladi, primo nucleo del Palazzo Comunale, probabilmente destinato a deposito pubblico delle granaglie, le cosiddette biade.



Palazzo d’Accursio a Bologna, sede comunale storica, vista della facciata con torre e orologio.



Palazzo dei Notai

Il Palazzo dei Notai risale al Trecento e completa uno dei lati della piazza.




Palazzo dei Notai a Bologna, elegante edificio storico affacciato su Piazza Maggiore.



Basilica di San Petronio

Sempre al Trecento risalgono le prime campate della Basilica di San Petronio, uno degli edifici che caratterizzano Piazza Maggiore.



Basilica di San Petronio a Bologna, facciata in marmo bianco e rosso, monumento emblematico della città.


Palazzo dei Banchi

L'ultimo lato della piazza è delimitato da una struttura che conserva elementi del loggiato dei Banchi originario, costruito nel 1412, successivamente modificato e arricchito nel secolo seguente.




Palazzo dei Banchi a Bologna, storica sede mercantile affacciata su Piazza Maggiore.



Piazza Maggiore cambia nome

La piazza si chiama Piazza Vittorio Emanuele II dal 1860 al 1943.

Il monumento al re viene poi spostato ai Giardini Margherita, dove si trova tuttora.

Dal 1943 al 1945 la piazza diventa Piazza della Repubblica e infine, nel giugno 1945, torna a chiamarsi Piazza Maggiore.



Cartolina storica di Piazza Vittorio Emanuele II, oggi Piazza Maggiore a Bologna, collezione personale di Paola Galeotti.
Piazza V. E. II oggi Piazza Maggiore - ©Paola Galeotti collezione personale



Piazza Maggiore, luogo di eventi e convivialità

Piazza Maggiore è stata e rimane fulcro degli eventi pubblici di Bologna:
i funerali delle vittime della strage del 2 agosto 1980 e quelli di Lucio Dalla;
 
le stagioni estive del Cinema in Piazza della Cineteca, il rogo del Vecchione a Capodanno.

E poi c'è la gastronomia, con il festival della mortadella e quello del tortellino in brodo.

La tradizione culinaria di Bologna, ricca e sostanziosa, ha dato alla città, da tempo immemorabile, l'appellativo "Bologna la grassa".

Solo in anni recenti la condivisione del cibo durante gli eventi di socialità pubblica è diventata un fenomeno diffuso nelle piazze di tutto il mondo.
In questo spazio, invece, i bolognesi si riuniscono fin dalla costruzione della piazza.


La Festa della Porchetta a Bologna

Una festa popolare in Piazza Maggiore

La Festa della Porchetta è la più famosa e importante festa durante la quale i bolognesi si riunivano a tavola in Piazza Maggiore.
Le origini di questa festività profana sono incerte.
Una tradizione la riconduce alla vittoria della Battaglia della Fossalta, il 24 agosto 1249, e alla conseguente cattura di re Enzo, figlio dell'imperatore Federico II.

Altri storici ritengono invece che l'origine sia legata alla presa della Rocca di Faenza nel 1281, resa possibile alla complicità del faentino Tibaldello de Zambrasi, al quale era stata rubata una porcellina.

Dal XIII secolo la festa si tenne il 24 agosto di ogni anno, fino al 1796, quando le truppe francesi di Napoleone entrarono in città presidiando piazza e strade.

Secondo Napoleone la festa era offensiva verso il popolo, che aspettava in piazza mentre dalle finestre del palazzo venivano gettate cibarie dai nobili che banchettavano.

Venivano gettati sulla folla anche animali vivi, polli e conigli, provocando inseguimenti e zuffe, con grande divertimento dei nobili affacciati alle finestre.

Per ultimo veniva gettata un'intera porchetta e anche un maialino vivo ricoperto di grasso, che scivolava dalle mani di chi cercava di prenderlo.

È proprio da questo momento conclusivo che la festa prende il nome.

La manifestazione durava una decina di giorni e in piazza venivano allestite macchine scenografiche, giostre dei cavalieri, spettacoli teatrali e giocolieri.


Le Insigna e la memoria della festa

L'immagine che mostro qui sotto è un disegno su pergamena miniata facente parte delle "Insigna", documenti che rappresentano una memoria visiva della città di Bologna.

Le Insigna sono conservate in 16 volumi presso l'Archivio di Stato di Bologna.




Disegno su pergamena miniata delle “Insigna” raffigurante la festa della porchetta a Bologna, Archivio di Stato di Bologna.
Festa della Porchetta - ©Archivio di Stato di Bologna, Anziani Consoli, Insigna, vol. XI, c. 121b



 
Pagina del libro di Giulio Cesare Croce del 1599 sulla festa della porchetta a Bologna, proprietà Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio.
©Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Giulio Cesare Croce "La vera historia della piacevoliss. festa della porchetta, che si fa ogn'anno in Bologna il giorno di S. Bartolomeo", 1599.



Il pranzo patriottico del 1798


Chiusa per sempre una tradizione di retaggio medievale durata cinque secoli, solamente due anni dopo, il 28 maggio 1798, nella piazza va in scena un evento all'insegna della buona cucina e dello spirito di uguaglianza:
il "Pranzo patriottico dato dalle cittadine bolognesi a favore delle concittadine più povere in segno di fratellanza".

Il menù del pranzo femminile comprendeva salumi, minestra di maccheroni, lesso di manzo, umido di vitello, arrosto di agnello, crostate, formaggio e frutta, pane e vino nero e bianco.

 "Comprese le compagne indigenti, le commensali erano più di 1200.
La piazza era ornata d'alberi, in mezzo ai quali trovavansi doppie tavole, che formavano un ottagono entro un quadrato."¹

Le tracce della convivialità nei musei di Bologna

Le tante occasioni di convivialità e di festeggiamenti popolari in Piazza Maggiore sono testimoniate anche dalla conservazione di alcuni oggetti nei musei bolognesi.

Al Museo Civico Medievale, ad esempio, sono conservate le armi e le armature utilizzate durante le giostre e i tornei, dal XII al XVIII secolo.


Armatura in acciaio e cuoio per giostra di riscontro del XVI secolo, Museo Civico Medievale Bologna.
Armatura in acciaio e cuoio per giostra del XVI secolo,
 Museo Civico Medievale Bologna – 
©Collezione Cospi Bologna





Collezione di armature medievali esposte al Museo Civico Medievale di Bologna.


Piazza Maggiore, una storia di incontri


Concludendo, quando penso a Piazza Maggiore, la considero lo spazio pubblico dove i bolognesi da sempre si riuniscono in occasione di eventi, concerti e momenti di convivialità.

La Festa della Porchetta è uno di questi grandi eventi. Dura per ben cinque secoli, poi se ne perde la memoria, ma posso ancora ripercorrerne le tracce visitando alcuni musei bolognesi.

Guido Piovene, nel suo Viaggio in Italia del 1957, descrive Bologna traducendo l'aria della città in qualcosa di simile a un piatto commestibile.

Non so se lo scrittore conosceva la piacevolezza dei festeggiamenti che si sono svolti in Piazza Maggiore nel corso dei secoli, dal Medioevo al pranzo patriottico del 1798, ma riconosco nelle sue parole quella stessa idea di convivialità che Bologna continua a trasmettere:

"Molte bellezze di Bologna, ed anche molti dei suoi negozi migliori, sono, non dirò segreti, bensì avviluppati e nascosti nelle sue pieghe prosperose. 
Il segreto del ripieno in un piatto succulento.
La bellezza di Bologna non si pensa, ma si respira, si assorbe, si fa commestibile."
                



Scorcio artistico in bianco e nero di Piazza Maggiore a Bologna, foto Monica Galeotti








NOTE:

. Tutte le foto sono di Monica Galeotti, salvo: Festa della Porchetta, libro di G.C.Croce, armatura giostra (copyright indicati).

FONTI:

Libri:
> ¹ Giuseppe Guidicini, "Diario Bolognese. Dall'anno 1796 al 1818", ed. Forni, Bologna, 1976, pp 116-118 (volume primo).

Siti web:
> storiaememoriadibologna/festa-della-porchetta
> bibliotecasalaborsa/pranzo-patriottico-delle-cittadine