lunedì 18 agosto 2025

RIFUGIO VELO DELLA MADONNA

SAN MARTINO DI CASTROZZA (TN)


Il Rifugio Velo della Madonna (2358 m) si trova su un terrazzo roccioso alla base della Cima della Madonna (2752 m), affacciato sulla Valle del Cismon. Il suo nome si deve allo Spigolo del Velo, una delle vie alpinistiche più belle e famose delle Dolomiti.

Veduta del Rifugio Velo della Madonna tra le nuvole ai piedi della Cima della Madonna.


COME ARRIVARE

Arrivando da Passo Rolle, supero San Martino di Castrozza e proseguo sulla statale principale fino al secondo tornante, poco prima di Valmesta.
In mezzo al tornante imbocco la strada forestale Civertaghe che attraversa il torrente Cismon: la carreggiata è stretta e quando si incrociano altre auto bisogna fermarsi nei pochi spazi disponibili.
Un tempo si poteva parcheggiare anche a Malga Civertaghe, oggi invece solo al parcheggio della Casa forestale delle Laste, punto di partenza del sentiero 713.
Da San Martino fino a qua sono circa 20 minuti in auto per 8 km. (clic sulla foto per ingrandire nitido)
Mappa con tragitto in auto da San Martino di Castrozza alla Casa forestale delle Laste, tracciato GPS Relive.
Tracciamento in auto GPS Relive – didascalie Monica Galeotti


ACCESSI

Le vie più brevi per raggiungere il rifugio sono tre:
- dal parcheggio Casa forestale delle Laste – sentiero 713, circa 2h30
- da San Martino di Castrozza – sentiero 724 + 713, circa 3h
- da San Martino di Castrozza – sentiero 721 + 713, circa 3h


IL MIO ITINERARIO

Segnavia: 713
Difficoltà: EE (per il notevole dislivello)
Tempo totale: 4h30 (andata e ritorno)
Dislivello: 895 m
Lunghezza: 7,4 km
Mappa del sentiero escursionistico dal parcheggio della Casa forestale delle Laste al Rifugio Velo della Madonna.
Escursione GPS Relive – didascalie Monica Galeotti

La difficoltà di questo percorso non è il tratto attrezzato che incontrerò più avanti (non occorre imbragatura) ma è il notevole dislivello positivo e negativo: occorre una buona preparazione fisica.
Dal parcheggio imbocco il sentiero 713, subito ripido e impegnativo.
Parcheggio per il Rifugio Velo della Madonna accanto alla Casa forestale delle Laste.
Parcheggio casa forestale.


Cartello con indicazioni del sentiero 713 per il rifugio Velo della Madonna nelle Pale di San Martino.



Il primo tratto attraversa il bosco e raggiunge Campigol di Sora Ronz (1575 m).
Cartello con indicazione Campigol di Sora Ronz a 1575 metri di quota.


Da qui si stagliano bene alla vista il Sass Maor e la Cima della Madonna, mentre il punto rosso rappresenta all'incirca la posizione del rifugio.
Vista di Sass Maor e Cima della Madonna, durante la salita al rifugio Velo della Madonna.


Dopo circa mezz’ora un nuovo tratto nel bosco lascia presto spazio a paesaggi rocciosi: il sentiero si fa ancora più pendente e il panorama sulle montagne è spettacolare.
Monica Galeotti sul sentiero ripido verso il Rifugio Velo della Madonna fuori dal bosco




Monica Galeotti osserva le maestose montagne dal sentiero su roccia verso il Rifugio Velo della Madonna.



A quota 2050 metri sono al Cadin di Sora Ronz.
Cadin Sora Ronz 2050 m, a un'ora dal Rifugio Velo della Madonna.


Le pareti verticali che mi circondano sono maestose.
Monica Galeotti ammira le montagne imponenti lungo il sentiero 713 verso il Rifugio Velo della Madonna.


Segue un tratto attrezzato non proprio breve, con corde e scalini metallici: non richiede imbragatura, ma attenzione e passo sicuro.
EscMonica Galeotti percorre il tratto attrezzato con cavo metallico sul sentiero 713 delle Pale di San Martino.


Superato il passaggio, raggiungo Cadinot (2280 m), uno spettacolare anfiteatro naturale che precede l’ultima salita di 10 minuti.
Monica Galeotti cammina con bastoncini dopo aver superato il tratto attrezzato sul sentiero 713.



Cartello escursionistico a Cadinot 2280 m che indica l’ingresso all’anfiteatro roccioso delle Pale di San Martino.




Rifugio Velo della Madonna, Monica Galeotti al termine dell’anfiteatro roccioso, con il sentiero esposto in costa visibile sullo sfondo.


L'ultimissimo tratto, come spesso accade prima di un rifugio, è ripido e faticoso, in questo caso più o meno lo è sempre stato, dall'inizio alla fine!
Il rifugio rimane nascosto fino all'ultima curva, ora appare per la prima volta. 
Ultimo tratto del sentiero che porta al rifugio Velo della Madonna, tra rocce e prati alpini.
Ultimo tratto del sentiero


E finalmente eccomi davanti al rifugio, per riposare e per ripercorrerne la storia.
Monica Galeotti seduta sul prato con il rifugio Velo della Madonna e la cima omonima sullo sfondo


STORIA DEL RIFUGIO

La storia inizia nel 1966, quando la sezione SAT di Primiero–San Martino di Castrozza installò qui un bivacco fisso con 10 posti letto.

Bivacco SAT installato nel 1966 – ©rifugiovelodellamadonna/lastoria

In occasione dell’inaugurazione, il CAI-SAT pubblicò un bollettino dedicato alla storia dello Spigolo del Velo:

>le 12 pagine del bollettino.

Nel 1980 venne inaugurato l’attuale rifugio, costruito dalla SAT e dotato oggi di 54 posti letto.


STORIA ALPINISTICA 

La Cima della Madonna, alta 2.752 metri, insieme al Sass Maor a est segna l’estremità meridionale della parte centrale del gruppo delle Pale di San Martino.

È considerata una vetta di grande rilievo alpinistico, soprattutto per la sua via nord-occidentale, nota come Schleierkante, Spigolo del Velo, dal quale il rifugio prende il nome.

Il rifugio si trova ai piedi della parete ovest.

Rifugio Velo della Madonna in primo piano con alle spalle la cima della Madonna


Dopo la prima ascensione lungo la via normale nel 1886, la montagna conquistò fama internazionale grazie allo Spigolo del Velo (V+), compiuto per la prima volta nel 1920 da Langes e Merlet.

Fu proprio Langes a coniare il nome Schleierkante (Spigolo del Velo), colpito dalla somiglianza del profilo della montagna a una statua della Madonna, con la cresta a rappresentarne il velo.

Spesso descritta come una delle più belle salite alpinistiche di media difficoltà delle Dolomiti, se non dell’intero arco alpino calcareo.

Nella foto: Sass Maor, Cima del Velo e Rifugio Velo della Madonna.

La via tracciata in rosso è lo Spigolo del Velo.

©rifugiovelodellamadonna/lastoria


Nella seconda metà del Novecento furono tracciate altre vie di maggiore difficoltà, come la via Messner (VI-) aperta da Reinhold e Günther Messner nel 1968.

Negli anni successivi, uno dei principali protagonisti fu Maurizio Zanolla, detto Manolo, che nel 1978 e nel 1988 riuscì a salire due nuove vie di difficoltà ancora superiore, la via dei Piazaroi (VII grado) e la via Pigrizia Intestinale (6b+).

Bandierine himalayane colorate appese alla facciata del rifugio Velo della Madonna


Dopo aver ripercorso le imprese alpinistiche della Cima della Madonna, rapita dal fascino di quelle avventure, torno alla realtà e mi soffermo a guardare il panorama:

San Martino di Castrozza e la Catena del Lagorai.

Monica Galeotti osserva le montagne davanti al rifugio Velo della Madonna nelle Dolomiti trentine.



Panoramica dalle rocce delle Pale di San Martino su San Martino di Castrozza e catena del Lagorai.



Nel prato la Genziana Blu, un fiore bellissimo che fiorisce durante l’estate qui sulle Alpi, ed è una specie protetta.

Genziana blu fiorita nei prati attorno al rifugio Velo della Madonna


Poi il silenzio delle montagne viene interrotto dall'arrivo di un elicottero dei Vigili del Fuoco di Trento: quando atterra al rifugio scopro che ha appena lasciato sulla Cima della Stanga due geologi per effettuare rilevazioni. Qui ne scarica altri due per continuare il lavoro sui terreni intorno al rifugio.

Dopo una breve sosta, l’elicottero torna a recuperare i due tecnici rimasti sulla Cima della Stanga e si dirige verso il Rifugio Pradidali per proseguire con ulteriori rilievi.

Queste operazioni fanno parte di un programma di monitoraggio delle Alpi, per raccogliere dati su instabilità del terreno, frane e altri fenomeni naturali, fondamentali per la protezione civile e la gestione del territorio montano.




Elicottero dei Vigili del Fuoco fermo nell’area di atterraggio del rifugio Velo della Madonna.
Elicottero dei Vigili del Fuoco fermo nell’area di atterraggio del rifugio.


Mentre siedo su un masso alla base dell’imponente montagna, un geologo è intento a compiere rilievi davanti al rifugio.

Monica Galeotti sotto la cima della Madonna nelle Pale di San Martino.



Geologo esegue rilevazioni davanti al rifugio Velo della Madonna con vista sulla catena del Lagorai.


E il rifugio si mostra in tutta la sua bellezza, adagiato sul terrazzamento naturale.

Rifugio Velo della Madonna visto dall’alto con la catena del Lagorai sullo sfondo.



Il rientro segue la stessa traccia di salita...

Mirco Bianchi scende lungo il sentiero 713 di ritorno dal rifugio Velo della Madonna.


 ... insieme a un piccolo dettaglio che cattura lo sguardo: un fiore che spunta fra le rocce, la Sassifraga delle Dolomiti, come un dono di queste montagne a chiudere il mio percorso.

Sassifraga delle Dolomiti con fiore bianco a stella tra le rocce calcaree alpine.




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NOTE:

-L'itinerario descritto è stato effettuato martedì 5 agosto 2025, consultando preventivamente le previsioni meteo, prestando attenzione all'evoluzione del tempo nella stessa giornata.

-Tutte le foto sono di Monica Galeotti, ad eccezione di due del sito Rifugio Velo Della Madonna (copyright indicato).

-Le mappe iniziali sono state create utilizzando l'app Relive, che registra i miei spostamenti in tempo reale tramite GPS.
I nomi delle località sono stati aggiunti successivamente.

-Carta topografica Tabacco - Pale di San Martino 022 - 1:25.000


-Per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi

Dolomiti presentazione


-Le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna

Prudenza in montagna




RIFERIMENTI:

Siti web:

-rifugiovelodellamadonna.it

-cimadellamadonna/wikipedia

-sassmaor/wikipedia








Questo sentiero fa parte del SISTEMA DOLOMITICO UNESCO NUMERO 3, sezione Pale di San Martino.






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IL COMPAGNO DI VIAGGIO


Mirco Bianchi davanti al rifugio Velo della Madonna, compagno di viaggio di Monica Galeotti.

martedì 12 agosto 2025

GIRO DEL CIAMPAC: facile escursione ad anello passando per Sella Brunec e salita a Sou l'Aut

Cabinovia Ciampac – Strada de Contrin, 17
Alba di Canazei


È un itinerario poco conosciuto, nonostante sia facile, si trovi in una zona ad alta densità turistica e porti a un punto panoramico straordinario, da cui ammirare alcune fra le più belle cime dolomitiche.


COME ARRIVARE

Mi trovo in Val di Fassa: superato l’abitato di Alba di Canazei, e prima dell'abitato di Penia, incontro la stazione della funivia per la Conca del Ciampac. Il parcheggio è ampio e ben organizzato.

Vista dall’alto del parcheggio della cabinovia del Ciampac.

Acquisto un biglietto di andata e ritorno che include due impianti di risalita:

1- La cabinovia a dieci posti che sale alla conca.

2- La seggiovia Roseal-Giumela, che porta fino alla Sella Brunec.

Funivia del Ciampac in salita con vista dall’alto sul paese di Penia in Val di Fassa.
La cabinovia: sullo sfondo l'abitato di Penia.



DATI TECNICI
Difficoltà: T
Tempo di percorrenza: 1h e 40 min
Dislivello: 381 m
Lunghezza: 4,9 km

Mappa GPS del giro ad anello del Ciampac con località e punti raggiunti tracciati.
Escursione GPS Relive 3D – didascalie Monica Galeotti


ITINERARIO AD ANELLO

All’arrivo della cabinovia, la grande conca del Ciampac si apre davanti a me, con punti di ristoro e aree ludiche per bambini.

Vista panoramica dell’intera conca del Ciampac con montagne circostanti


Il Rifugio Ciampac, storico e ben visibile, è il fulcro della zona.

Primo piano del rifugio Ciampac storico, edificio alpino immerso nel paesaggio montano.


Si potrebbe partire da qui per l’anello completo; io non amo camminare in salita con un impianto sopra la testa: così, percorro una strada sterrata per circa 15 minuti fino alla partenza della seggiovia Roseal-Giumela, che mi porta a Sella Brunech (2.428 m).

Seggiovia Roseal-Giumela nelle Dolomiti, collegamento panoramico nella zona della Sella Brunec


DALLA SELLA ALLA CIMA SOU L'AUT

Da Sella Brunech (2428 m) inizio una breve salita verso il Sou l’Aut (Monte Aut) per poi proseguire lungo la cresta.

Cartello che indica la Sella Brunec a 2428 metri, punto di arrivo della seggiovia Roseal-Giumela.


Lungo il percorso incontro anche il pannello "Sulle tracce di Ciampy", un itinerario-gioco per bambini legato alla mascotte camoscio, con quiz e regalino finale.

Pannello di Ciampy, itinerario-gioco per bambini con la mascotte camoscio nel giro del Ciampac, dolomiti.



Dopo pochi metri mi volto a guardare la sella appena lasciata; sullo sfondo si staglia il Crinale di Costabella, che mi riporta alla splendida escursione al > Rifugio Passo delle Selle, situato proprio sotto quel crinale, in Valle San Pellegrino.

Vista sulla Sella Brunec con sullo sfondo il crinale di Costabella nelle Dolomiti.



Lungo il mio sentiero un paletto ricorda che, oltrepassata la cima dell'Aut, si può raggiungere Col Bel, un altro bel punto panoramico, accessibile anche in senso opposto senza utilizzare impianti di risalita, partendo da Meida (Pozza di Fassa) o da Pera di Fassa.

Paletto informativo al Col Bel, punto panoramico nelle Dolomiti della Val di Fassa



Ed ecco Cima Sou l'Aut, il punto più alto dell’escursione e magnifico balcone panoramico.

Cima Sou l’Aut a 2515 metri, vetta panoramica nelle Dolomiti della Val di Fassa.


Oggi la giornata è velata e non mi concede le vedute migliori, ma a tratti si distinguono i famosi gruppi montuosi.

NORD
Il Gruppo del Sassolungo e il Gruppo del Sella, anticipati dalla Crepa Neigra, prossima tappa.

Vista panoramica dei gruppi montuosi del Sella e del Sassolungo, con la Crepa Neigra in primo piano.



EST
Con i suoi 2715 metri il Monte Colac è la vetta più alta del sottogruppo Colac-Buffaure, appartenente al Gruppo della Marmolada. Questa sua grande parete si affaccia proprio sulla Conca del Ciampac.
Alle sue spalle vedo la Cima Ombretta, il Sasso Vernale e il Sasso di Valfredda, rilievi del sottogruppo meridionale della Marmolada.

Monica Galeotti osserva il monte Colac e i rilievi del sottogruppo meridionale della Marmolada durante il giro del Ciampac.


SUD
Il Crinale di Costabella.

Vista panoramica sul crinale di Costabella ripreso dalla cima panoramica di Sou l’Aut nelle Dolomiti.



OVEST
Il Gruppo del Catinaccio.

Veduta a ovest della catena del Catinaccio osservata dalla cima panoramica di Sou l’Aut nelle Dolomiti.




DISCESA VERSO IL CIAMPAC

Dal Sou l'Aut scendo verso la Crepa Neigra e, con la conca glaciale del Ciampac alla mia destra, raggiungo Pian de Sele (2.260 m).

Monica Galeotti mentre scende dal crinale verso la Crepa Neigra, Dolomiti, durante un’escursione panoramica.



Vista ravvicinata della montagna Crepa Neigra, Pian de Sele e Gruppo del Sassolungo in lontananza, Dolomiti.


Il sentiero riporta senza difficoltà alla stazione a monte della cabinovia, che riprendo per il rientro a valle.

လလလ
💡 Consiglio personale: una volta arrivati alla stazione a monte della cabinovia, se si desidera percorrere l’anello interamente a piedi evitando il secondo impianto di risalita (la seggiovia), è preferibile seguire l'itinerario nel senso qui descritto: la salita risulta decisamente meno impegnativa.
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NOTE:

-L'itinerario descritto è stato effettuato domenica 3 agosto 2025, consultando preventivamente le previsioni meteo, prestando attenzione all'evoluzione del tempo nella stessa giornata.

-Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
La mappa iniziale è stata creata utilizzando l'app Relive, che registra i miei spostamenti in tempo reale tramite GPS.
I nomi delle località sono stati aggiunti successivamente.

-Carta topografica Tabacco - Val di Fassa e Dolomiti Fassane 06 - 1:25.000


-Per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi

Dolomiti presentazione


-Le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna

Prudenza in montagna





Questo sentiero fa parte del SISTEMA DOLOMITICO UNESCO NUMERO 2 Marmolada.





IL COMPAGNO DI VIAGGIO


Monica Galeotti e Mirco Bianchi durante il trekking al Ciampac con panorama montano sullo sfondo.