mercoledì 7 ottobre 2026

MUSEO DELLA BEATA VERGINE DI SAN LUCA a Bologna: storia e visita a Porta Saragozza

Piazza di Porta Saragozza, 2/A


All’interno del Cassero di Porta Saragozza, il museo racconta la storia della Madonna di San Luca, del Santuario e delle celebri processioni che da secoli collegano il Colle della Guardia a Bologna.

Arrivo a Porta Saragozza, e mi trovo davanti a uno dei luoghi più conosciuti di Bologna.


Porta Saragozza a Bologna, antica porta difensiva lungo il percorso verso San Luca



Porta Saragozza e il Cassero

Prima di entrare nel museo mi soffermo sull'edificio che lo ospita.

Porta Saragozza fa parte della terza cerchia delle mura di Bologna, costruita a partire dal XIII secolo. Nel corso del tempo la porta viene modificata più volte, fino alla radicale ricostruzione della metà dell'Ottocento.

L'aspetto che vediamo oggi risale infatti al 1858-1859, quando la porta viene ricostruita con i due torrioni laterali e il nuovo Cassero centrale. La trasformazione è legata anche alla particolare importanza che Porta Saragozza ha assunto nel tempo come riferimento delle processioni.

Dal 1674, infatti, Porta Saragozza è collegata al Santuario attraverso il Portico di San Luca, che permette alla processione della Madonna di raggiungere la città dal Colle della Guardia.

Ma il Cassero ha avuto anche una storia molto più recente.

Dal Cassero all'Arcigay

Negli anni Ottanta questo luogo diventa uno dei simboli della storia sociale e dei cambiamenti culturali di Bologna.

Nel 1982 il Cassero di Porta Saragozza viene assegnato al Circolo Culturale 28 Giugno, diventando il primo spazio pubblico italiano concesso a un'associazione di cultura omosessuale. Nel 1985 il circolo entra nel circuito Arcigay e il nome Cassero rimane legato a questa esperienza.

Per vent'anni il Cassero è quindi sede di attività culturali, politiche e sociali legate al movimento LGBTQIA+.

Nel 2002 l'associazione lascia Porta Saragozza e si trasferisce alla Salara, nell'area dell'antico porto di Bologna.

Oggi, negli spazi del Cassero, trovo invece il Museo della Beata Vergine di San Luca.

È particolare entrare qui e sapere che lo stesso luogo ha avuto nel tempo funzioni così diverse: prima parte delle fortificazioni della città, poi spazio legato alle processioni della Madonna, quindi sede di una importante esperienza della storia sociale bolognese e oggi museo.


Ingresso del Museo della Beata Vergine di San Luca nel Cassero di Bologna
Ingresso del Museo della Beata Vergine di San Luca.


IL MUSEO

Il museo nasce per raccontare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e devozionale legato all'immagine della Madonna con il Bambino conservata nel Santuario della Beata Vergine di San Luca, sul Colle della Guardia.

Il nucleo principale della raccolta è costituito dalla collezione del dottor Antonio Brighetti, alla quale si aggiungono oggetti appartenenti al Santuario, opere provenienti da collezioni private e materiali che aiutano a ricostruire la storia della devozione.

È organizzato in cinque sale espositive, distribuite nell’antica Porta Saragozza: guardandola dal portico di San Luca, gli ambienti del museo occupano il torrione di sinistra, la terrazza del piccolo arco adiacente e il torrione quadrato centrale.

Il museo è propedeutico alla salita a San Luca, perché i pannelli raccontano la storia dell'immagine della Madonna, del Santuario, del Portico di San Luca e delle processioni che nel corso dei secoli hanno accompagnato la venerata icona dal colle alla città.


Porta Saragozza con indicazione della posizione del Museo nel Cassero storico
La posizione degli spazi museali nella Porta Saragozza.



Le cinque sale del museo


Sala 1 – L'icona e le origini del Santuario


Siamo nel 1433, quando, dopo settimane di piogge che minacciavano i raccolti, i Bolognesi decisero di portare l’immagine in città per chiedere la fine del maltempo. L’idea venne a Graziolo Accarisi, che propose di seguire l’esempio dei Fiorentini e della Madonna dell’Impruneta, venerata nel santuario sulle colline vicino a Firenze.

La Madonna dell’Impruneta veniva infatti portata a Firenze in processione già da molto tempo, soprattutto in occasione di calamità o per chiedere una grazia.

È questo il modello a cui si ispirarono i Bolognesi nel 1433: far scendere la propria Madonna dal colle e portarla in città. Quando l’icona arrivò a Porta Saragozza, la pioggia cessò e a ringraziamento e memoria della grazia ottenuta nacque una tradizione che, con poche interruzioni, continua ancora oggi.

In questa sala al piano terra una grande immagine dell'icona rappresentante l'originale della basilica.
San Luca, secondo la tradizione, avrebbe dipinto alcune immagini della Madonna. Se ne attribuiscono a lui tre, considerate i prototipi delle successive raffigurazioni della Vergine. È una tradizione che risale almeno al IV secolo e che ha dato origine a una lunga serie di immagini chiamate Madonne di San Luca. L'icona venerata sul Monte della Guardia, però, è un'icona bizantina e non è stata dipinta da San Luca.
> storia e leggenda del Santuario della Madonna di San Luca



Riproduzione dell'icona della Beata Vergine di San Luca conservata nella basilica
Riproduzione dell'icona della Beata Vergine di San Luca.



Sala 2 – La storia del Santuario e del portico


Salgo al primo piano del torrione.
La seconda sala ripercorre, attraverso una serie di pannelli, la storia del Santuario e del portico di San Luca, dalle origini alla conclusione dell’opera, fino alla funicolare e alla funivia.


Seconda sala del Museo della Beata Vergine di San Luca con pannelli storici



Tra i materiali esposti spicca Verso San Luca di Luigi Bertelli, del 1895, donato al Santuario al termine di un periodo di ospitalità dell’artista.


Dipinto Verso San Luca di Luigi Bertelli del 1895 nel museo di Bologna


Il percorso prosegue verso il secondo piano.
Salgo ancora lungo la scala a chiocciola e raggiungo la sala 3.


Scala a chiocciola nel primo torrione che conduce al secondo piano del museo




Sala 3 – I "viaggi" della Madonna di San Luca


La sala 3 è allestita sotto la cupola del torrione circolare.


Sala 3 del Museo di San Luca sotto la cupola del torrione del Cassero a Bologna



Con il termine Viaggio si indicava un piccolo opuscolo che permetteva ai bolognesi di conoscere il percorso della Madonna di San Luca.
Raccontava il percorso della processione dopo la discesa dal santuario.

Dalla prima discesa, il percorso cambiava di anno in anno e toccava molte istituzioni ecclesiastiche della città, che organizzavano festeggiamenti per l'occasione.

Qualche tempo prima della discesa, la confraternita di Santa Maria della Morte stampava dei volantini con il percorso della processione. In questo modo i fedeli potevano sapere dove passare per incontrare la Madonna.

Dalla fine del Seicento, la prima pagina di questi fogli, chiamati Viaggi, viene decorata con incisioni: furono realizzate dal 1657 al 1797.

Le incisioni erano collocate all’inizio dell’opuscolo, come immagine di apertura.

Le immagini ricordano episodi della leggenda legata al ritrovamento dell’icona, il suo arrivo a Bologna oppure alcuni momenti della devozione cittadina alla Madonna.

Alle pareti osservo, in ordine cronologico, alcuni viaggi originali appartenenti alla collezione Brighetti.


Incisioni dei Viaggi antichi con i percorsi della Madonna di San Luca a Bologna


La terrazza

Uscita dalla sala 3, raggiungo la terrazza, che si trova sopra il piccolo arco del Cassero, e fa da collegamento al torrione quadrato, dove troverò le ultime due sale del museo.


Terrazza del Cassero che collega la cupola al torrione quadrato del museo


Da qui osservo dall’alto l’Arco Bonaccorsi, da cui inizia il portico verso San Luca.


Arco Bonaccorsi visto dalla terrazza del Cassero all’inizio del portico per San Luca


E via Saragozza.


Via Saragozza vista dall’alto dalla terrazza del Cassero a Bologna


Sulla facciata del torrione quadrato leggo una lapide del 1859: ricorda che la porta fu ampliata e completata grazie alle offerte dei cittadini, in onore della Madonna di San Luca, «protettrice suprema di Bologna».

La ristrutturazione della porta fu progettata dall’architetto Enrico Brunetti Rodati.


Torrione quadrato del Cassero con ingresso e lapide del 1859 dedicata a San Luca


Entro nel torrione.
In queste ultime due sale, il percorso approfondisce la storia del culto della Beata Vergine, attraverso oggetti, immagini e testimonianze della devozione popolare.


Sala 4 – Il culto civico della Madonna di San Luca

La sala evoca la tradizionale discesa dell'icona della Madonna dal Santuario alla città.
Al centro è collocata l'icona, mentre il telo sospeso riproduce il baldacchino processionale.

Nel 1603 il Senato bolognese promosse l’incoronazione dell'icona, riconoscendola come protettrice della città. Nello stesso periodo l'immagine comparve sulle monete bolognesi, con il motto Presidium et Decus, unendo fede religiosa e identità cittadina.


Quarta sala del museo dedicata al culto della Madonna di San Luca


Il portico di San Luca, costruito tra il 1674 e il 1714, rafforzò ancora di più il legame tra la città e il santuario, diventando la strada della preghiera e della discesa annuale della Madonna.

Infine, con la ricostruzione del santuario, progettato da Carlo Francesco Dotti tra il 1722 e il 1757, diventò un simbolo ancora più evidente di Bologna.


Antica foto di Poppi con il baldacchino della Madonna di San Luca
Il baldacchino della Madonna di San Luca esposto in S. Francesco – foto Poppi.


Sala 5 – La devozione popolare alla Madonna di San Luca


Le statue del baldacchino

Il mercoledì, durante la discesa della Madonna di San Luca dal colle della Guardia, si svolge la solenne benedizione, uno dei momenti più partecipati della settimana.
Per questa occasione, nel 1748, il marchese Cesare Zagnoni donò un sontuoso baldacchino, decorato con cinque statue realizzate dagli scultori Nicola e Ottavio Toselli.

Rappresentano i santi legati alla protezione di Bologna.

Davanti sono San Petronio, San Domenico, San Floriano e San Francesco; al centro, nella parte più alta, si trova un angelo; sul retro sono San Procolo, Sant’Antonio di Padova, Sant’Ignazio e San Francesco Saverio.

Le statue, alte circa 60 centimetri, sono realizzate in cartapesta e dipinte a tempera.


Statue del baldacchino con San Petronio e San Domenico al Museo di San Luca
Statue del baldacchino con San Petronio e San Domenico.




Statua di angelo del baldacchino della Madonna di San Luca a Bologna
Statua di angelo
del baldacchino della Madonna di San Luca.


Gli oggetti per il culto e per la devozione popolare

Il culto della Madonna di San Luca portò alla creazione di oggetti ricordo per i pellegrini: immagini sacre, medaglie, statuette e soprattutto santini, spesso conservati nei libri di preghiera o nelle case.


Santino della Beata Vergine di San Luca esposto nel museo di Bologna
Santino della Beata Vergine di San Luca esposto nel museo.

Oggi questi oggetti esposti, della collezione Antonio Brighetti, rappresentano importanti testimonianze della devozione popolare bolognese.


Immagini sacre, medaglie e statuette della collezione Brighetti della madonna di San Luca


Il percorso mi ha permesso di vedere sotto una luce diversa un luogo che conosco soprattutto come Porta Saragozza, punto di partenza del lungo Portico di San Luca.


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Per approfondire:

> SANTUARIO DELLA MADONNA DI SAN LUCA

> TERRAZZA DELLA CUPOLA DI SAN LUCA

> I PORTICI DI BOLOGNA VERSO SAN LUCA

> CERCA BOLOGNA



NOTE
  • Visita guidata a cura del personale del Museo della Beata Vergine di San Luca.

  • Ho visitato il museo sabato 26 settembre 2026, con visita guidata gratuita in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

  • Tutte le foto sono di Monica Galeotti, eccetto le immagini con fonte indicata.
  • Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.


FONTI 


Libri:
> Corrado Ricci e Guido Zucchini, "Guida di Bologna", ed. Alfa Bologna, 1976, p. 192.

Altre fonti:
> resocondo di visita guidata, a cura del personale del museo.

Web:


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