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sabato 2 maggio 2026

CALETÓN BLANCO, PUNTA MUJERES e ARRIETA: tre tappe nel nord-est di Lanzarote

Questo itinerario è ideale da fare in una giornata: passo dalla sabbia chiarissima di Caletón Blanco, alle piscine naturali di Punta Mujeres, fino ad arrivare ad Arrieta, dove mi concedo una pausa tra mare e ottimo cibo locale.


La roccia vulcanica e il mare di Lanzarote

Come arrivare

Le tappe si trovano sulla costa nord-orientale di Lanzarote lungo la LZ-1, e le racconto partendo da nord.

Il bello è proprio la vicinanza di questi luoghi: in poco tempo posso spostarmi da uno all’altro.


Mappa Caleton blanco, Punta Mujeres, Arrieta, a Lanzarote
Mappa Google Earth – didascalie Monica Galeotti



CALETÓN BLANCO: la spiaggia bianca tra la lava nera 

A Caletón Blanco mi fermo per la bellezza: è una delle spiagge più spettacolari di Lanzarote.
Stendo l’asciugamano giusto il tempo di restare immobile davanti al paesaggio.


Panorama di Caletón Blanco a Lanzarote con sabbia chiara e mare cristallino


Verso nord, sullo sfondo, si intravede Órzola, piccolo villaggio affacciato sull’oceano e punto di partenza dei traghetti per La Graciosa.


Spiaggia di Caletón Blanco con il villaggio di Orzola sullo sfondo a Lanzarote
Spiaggia Caletón Blanco con il villaggio di Orzola sullo sfondo.


La spiaggia è un insieme irregolare di sabbia chiarissima e rocce nere vulcaniche che disegnano piccole insenature protette, piscine naturali poco profonde, che si formano quando c'è la bassa marea, separate dall’oceano aperto, spesso agitato poco più in là.

Il contrasto è netto: il bianco del jable (finissima sabbia bianca di origine organica, formata dalla decomposizione di conchiglie e organismi marini), il nero della roccia, l'azzurro-verde dell’acqua.


Contrasto tra sabbia bianca, rocce nere e acqua turchese a Caletón Blanco


Consigli utili

Attenzione alla marea: in poco tempo l’acqua può salire e ritrovarsi con la roba bagnata è facilissimo 😄
Alcune aree vengono coperte rapidamente.

Numerose spiagge meno conosciute si susseguono lungo la litoranea, tra Órzola e Punta Mujeres: se la vacanza è lunga vale la pena esplorarle.


Asciugamano fermato dai sassi a Caletón Blanco per vento


PUNTA MUJERES: le piscine naturali

A Punta Mujeres il paesaggio diventa più urbano, ma senza perdere il rapporto diretto con l’oceano.


Monica Galeotti di spalle osserva Punta Mujeres e piscine naturali sull’oceano



Le piscine naturali sono il motivo principale della mia sosta: vasche nella roccia vulcanica, adattate dagli abitanti locali nel tempo, con piccole scalette e accessi facilitati.


Piscine naturali di Punta Mujeres tra rocce vulcaniche con scalette sul mare


Quello che mi conquista è l’atmosfera: in primis la coloratissima Casa Carmelina.


Casa Carmelina vista da lontano sulle piscine naturali nel centro del villaggio



Casa Carmelina coloratissima a Punta Mujeres


E poi la passeggiata sul lungomare con i suoi lampioni d’altri tempi.


Monica appoggiata a una casa con lampione antico nel villaggio di Punta Mujeres


Dalle piscine naturali proseguo lungo il villaggio, sempre a pochi passi dall’acqua.
Le vasche nella roccia continuano a comparire a intervalli irregolari, alcune più ampie e accessibili, altre più piccole e isolate.


Piscina naturale lungo la costa di Punta Mujeres con acqua limpida e rocce


Arrivo poi all’attracco delle barche e tra gli scogli noto movimento: sono i granchi rossi di Lanzarote, scientificamente chiamati Grapsus adscensionis.
Non sono sempre rossi come ci si aspetterebbe (basta guardare le foto online quando si cerca questo tipo di granchio)
:
gli esemplari più giovani tendono a essere scuri, tra il nero e il marrone, mentre gli adulti sviluppano colorazioni più accese, che possono virare al rosso, arancione o anche con sfumature gialle.
Sono molto veloci e vivono nella zona battuta dalle onde, adattati a muoversi sulle rocce.


Granchio Grapsus adscensionis sugli scogli vicino all’attracco barche
Granchio rosso Grapsus adscensionis a Punta Mujeres.





Dall’attracco mi giro verso il paese e cambio prospettiva: Punta Mujeres si mostra per intero.


Vista panoramica di Punta Mujeres dall’esterno del villaggio lungo l’insenatura



ARRIETA: Casa China e la migliore paella dell’isola

Proseguendo lungo la costa arrivo ad Arrieta, un'altro piccolo villaggio di mare.


Cartello di Arrieta a Lanzarote visto dal finestrino dell’auto


All’ingresso del paese, lungo la LZ-1, c'è la scultura rossa in movimento, un’opera del 1992 di César Manrique, parte della serie "Giocattoli del Vento".


Scultura del vento rossa di César Manrique nella rotonda di Arrieta

Playa de la Garrita

Ad Arrieta c'è la splendida Playa de la Garrita, una spiaggia di sabbia dorata lunga circa 800 metri.


Playa de la Garrita ad Arrieta con lunga spiaggia di sabbia dorata


Arrieta è una tappa obbligata anche per chi ama mangiare bene. Il ristorante La Nasa è considerato da molti il posto dove gustare la migliore paella di Lanzarote.

Quindi, perchè no, ci vado anch'io, e confermo.


Ristorante La NASA ad Arrieta tra le case lungo la strada del paese
Ristorante La Nasa tra le case lungo la strada del paese.

Dalla terrazza del ristorante posso vedere Casa China, conosciuta anche come Casa Roja, la casa rossa.


Paella servita sulla terrazza con vista su Casa China ad Arrieta


Casa China: la casa più curiosa dell’isola

Casa China fu costruita nel 1916 da Juan de León Perdomo, originario di Haría ed emigrato in Argentina, dove fece fortuna nel commercio di grano.

Dopo anni all’estero tornò a Lanzarote con la famiglia per un motivo preciso: la figlia Juanita, nata nel 1904, si era ammalata di tubercolosi. All’epoca si riteneva che l’aria marina e lo iodio dell’oceano potessero favorire la guarigione, per questo decise di costruire una casa direttamente sul mare ad Arrieta, come rifugio terapeutico.

L’aspetto dell’edificio è fuori dagli standard dell’isola: colori rosso e blu e uno stile che ricorda una casa delle bambole. Il progetto fu infatti ispirato a un giocattolo della figlia, con elementi che richiamano vagamente architetture esotiche. Da qui deriva il nome Casa China, non per reali legami con l’Asia, ma per il suo aspetto orientaleggiante e insolito.

Juanita morì nel 1921, a soli 17 anni, proprio in questa casa.

Dopo la morte della famiglia, l’edificio cadde in abbandono e degrado. Negli anni recenti è stato restaurato e oggi è una proprietà privata, non accessibile.

Casa China è diventata un simbolo di Arrieta: una delle case più fotografate di Lanzarote e l’unica che rompe l’estetica tradizionale dell’isola, dominata dal bianco.

Accanto alla casa si trova El Charcón, una piscina naturale protetta dalla roccia, il cui livello dell’acqua varia con le maree.

È l'ultima immagine di Arrieta prima di lasciare il paese.


Casa China ad Arrieta con piccola caletta sull’oceano
Casa China e caletta El Charcón.



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LANZAROTE pagina di presentazione con itinerari


NOTE:                                  

. L'itinerario descritto è stato effettuato il 12 marzo 2026.

. Tutte le foto sono di Monica Galeotti.

. Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.


giovedì 28 febbraio 2019

LANZAROTE - da La Geria alla Playa de Famara

QUARTO ITINERARIO

Ultimo aggiornamento: marzo 2026


Mulino restaurato al Jardin de Cactus Lanzarote




Il 4° itinerario:

1 – LA GERIA
2 – MONUMENTO AL CAMPESINO
3 – JARDIN DE CACTUS
4 – CHARCO DEL PALO
5 – PLAYA DE FAMARA


Mappa itinerario Lanzarote La Geria Famara Google Maps
Mappa Google Maps – itinerario Monica Galeotti


1- LA GERIA


L'entroterra di Lanzarote è rappresentato da La Geria, un'area unica al mondo, disseminata di strani cerchi di pietra: la coltivazione della vite su suolo vulcanico.


La Geria paesaggio vulcanico Lanzarote vigneti

La storia di Lanzarote si intreccia profondamente con questa pratica agricola.
Dopo la colonizzazione del 1402 (che rese le isole Canarie di dominazione spagnola) e le successive incursioni dei pirati, la popolazione fu costretta più volte a rifugiarsi dove potevano, ad esempio nella Cueva de Los Verdes.

A questi eventi si aggiunsero le devastanti eruzioni vulcaniche del 1730, che durarono oltre sei anni, e cambiarono completamente il paesaggio dell'isola.

Nel tempo, gli abitanti scoprirono che il terreno vulcanico era perfetto per la viticutura.
Nacque così il paesaggio unico della Geria, simbolo della rinascita agricola dell'isola.

La vite viene coltivata in modo particolare: ogni pianta è protetta da muretti semicircolari in pietra chiamati zocos, che difendono dal vento costante.


Vigneti su suolo vulcanico La Geria Lanzarote


I piroclasti, in particolare i lapilli (chiamati rofe a Lanzarote), sono frammenti vulcanici che si accumulano attorno ai crateri durante le eruzioni. Questo materiale, molto poroso, ha la capacità di trattenere piccole quantità d’acqua, funzionando come una riserva idrica naturale.

Nella zona della Geria, il rofe è alla base della coltivazione tradizionale della vite: viene utilizzato per coprire il terreno (enarenados), permettendo di conservare l’umidità, ridurre l’evaporazione e proteggere le piante. Grazie a questa tecnica, è possibile coltivare in un ambiente estremamente arido, migliorando la resa e limitando il bisogno di irrigazione.

Il vino tipico è la Malvasia di Lanzarote, degustabile nelle numerose cantine della Geria.
Tra le più antiche trovo Bodega La Geria e Bodega Rubicon, fondate alla fine dell'Ottocento.


Bodega La Geria vigneti e cantina Lanzarote


La Bodega Rubicon.


Bodega Rubicón cantina storica Lanzarote


Tra tutte merita una menzione speciale Bodega Stratvus, una delle cantine più eleganti di Lanzarote, ideale per una degustazione di Malvasia, sia al banco che ai tavoli all'aperto.
Dispone anche di un negozio e di un ristorante incastonato in una conca che offre la specialità della carne alla brace.


Degustazione Malvasia Bodega Stratvs Lanzarote


Oggi Lanzarote vive di turismo ma anche di questo affascinante settore agricolo: le distese di vigneti sembrano vere e proprie istallazioni artistiche.


Zocos muretti pietra vigneti La Geria Lanzarote


2 – MONUMENTO AL CAMPESINO

Il Monumento al Campesino (contadino) è una scultura bianca in stile modernista realizzata da Cèsar Manrique nel 1968, per rendere omaggio al lavoro dei contadini di Lanzarote.


Monumento al Campesino César Manrique Lanzarote


Ai piedi del monumento si trova la Casa-Museo del Campesino, a ingresso libero, una ricostruzione di una tipica corte contadina, con abitazioni tradizionali e botteghe artigianali.


Monumento al Campesino vista panoramica








Casa Museo del Campesino Lanzarote









Lanzarote-Monumento-al-Campesino


3 – JARDIN DE CACTUS

A circa 18 km, nel villaggio di Guatiza, si trova il celebre Jardin de Cactus, inaugurato nel 1990 e segnalato da un grande cactus metallico alto 8 metri.


Cactus metallico ingresso Jardin de Cactus Lanzarote


Cesar Manrique ha trasformato una vecchia cava, in un incredibile giardino-anfiteatro, che ospita oltre 10.000 cactus di oltre 1.400 specie diverse, provenienti da Americhe, Madagascar, Isole Canarie, Marocco, Etiopia e altre zone desertiche della terra. 


Il Jardin de Cactus a Lanzarote, un anfiteatro naturale con centinaia di specie di cactus incorniciate da lava vulcanica







Targa Jardin de Cactus Lanzarote








Scultura cactus ferro Manrique Jardin de Cactus


All'interno si trova anche un antico mulino a vento, un tempo impiegato nella macinazione del mais e oggi restaurato a scopo didattico.


Mulino e piante grasse Jardin de Cactus Lanzarote


Scendendo nella torre si può ammirare un suggestivo lampadario a cascata.


Lampadario a cascata ristorante Jardin de Cactus


Il ristorante, perfettamente integrato nell'ambiente, dispone di una terrazza panoramica. 
In primo piano nella foto esemplari di Echinocactus, meglio conosciuti come "cuscini della suocera".


Ristorante Jardin de Cactus con echinocactus


Il giardino ha ricevuto il prestigioso Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, anno 2017.


Arte cactus e cielo Jardin de Cactus Lanzarote

Allego 5 minuti di video del bellissimo film-documentario >  "Lanzarote, Jardìn de Cactus", realizzato dalla Fondazione Benetton, regia e riprese di Ziyah Gafic, per il premio Carlo Scarpa.

Non resta che lasciarsi sorprendere dalla varietà e dalla bellezza delle pinate.


Loculo su piante grasse Jardin de Cactus






Pianta grassa dettaglio Jardin de Cactus Lanzarote








Pianta grassa dettaglio Lanzarote








Piante grasse con mulino Jardin de Cactus








Pianta grassa dettaglio cactus Lanzarote








Cactus dettaglio Jardin de Cactus Lanzarote









Cactus varietà Jardin de Cactus Lanzarote






Echinopsis Thelegonoides (cactaceae, Argentina)

Cactus echinopsis Jardin de Cactus Lanzarote








Cactus gigante Jardin de Cactus Lanzarote









Piante grasse varietà Lanzarote








Piante grasse dettaglio Jardin de Cactus








Cactus dettaglio Lanzarote








Cactus varietà Lanzarote








Loculo con cactus Jardin de Cactus Lanzarote





4 –  CHARCO DEL PALO


A pochi chilometri da Guatiza si trova il villaggio naturista Charco del Palo.


Charco del Palo villaggio naturista Lanzarote


Se non siete naturisti ed arrivate per ammirare le spiagge della zona è bene sapere che qui risiede una grande comunità di nudisti che girano liberamente le spiagge e i sentieri di accesso, quindi hanno validità la quiete e il rispetto.


Cartello comunità naturista Charco del Palo


Una strada panoramica conduce a insenature rocciose e piccole spiagge.
La più famosa è una piscina naturale, preservata da alcuni manufatti in muratura dove, quando il mare è agitato, si infrangono le onde in modalità spettacolare.


Piscina naturale Charco del Palo Lanzarote








Onde su piscina naturale Charco del Palo


5 – PLAYA DE FAMARA


Mi dirigo verso la costa nord dell'isola e i venti sono molto forti e costanti, proprio per questo le onde di Famara sono ambite dai surfisti.


Strada per Playa de Famara Lanzarote


La strada cambia lentamente volto: l’asfalto lascia spazio alla sabbia, fino a trasformarsi in un passaggio immerso nelle dune di Famara. La sabbia invade la carreggiata, si muove, si accumula. Guidare qui è già parte dell’esperienza.



Accesso Playa de Famara tra dune Lanzarote





Cartello sicurezza Playa de Famara Lanzarote


La spiaggia di Famara si estende per due chilometri, ampia, selvaggia, battuta dal vento e dall’oceano.



Spiaggia Playa de Famara Lanzarote








Surfisti Playa de Famara Lanzarote


A dominare il tutto c'è il Risco de Famara, una scogliera imponente nata dai resti di un'antica caldera vulcanica di circa dieci km di diametro.


Spiaggia Famara con Risco sullo sfondo








Playa de Famara e Risco de Famara


Oggi il nome Risco de Famara indica l’intera falesia lunga circa 23 km, dalla spiaggia di Famara fino al Mirador del Río, offrendo uno dei panorami più spettacolari dell'isola.


Spiaggia Famara con persone in lontananza



Caleta de Famara

Caleta de Famara, si trova nell’estremità meridionale della Playa de Famara.
Da villaggio di pescatori a punto di riferimento per surf e sport d'acqua, con scuole di surf, noleggi e comunità legate a questa cultura.

Villaggio di Caleta de Famara a Lanzarote con case bianche e strade sabbiose
Caleta de Famara.


Ancora oggi il piccolo villaggio ha strade non completamente asfaltate, sabbia nelle vie, che gli danno quell’aspetto autentico, semplice, senza costruzioni turistiche invasive.

Passeggio sul lungomare e mi fermo a osservare: l’oceano, le case bianche basse, la spiaggia di Famara che sembra non finire mai.

Oceano e Playa de Famara che si estende per chilometri sotto il Risco
Oceano e Playa de Famara che si estende per chilometri sotto il Risco.









Bibliografia:
Rivista Meridiani, "Canarie", n. 218, aprile 2014