Visualizzazione post con etichetta Villa Spada. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Villa Spada. Mostra tutti i post

martedì 3 aprile 2018

PARCO DI VILLA SPADA

via di Casaglia, 3, Bologna

Il Parco di Villa Spada è il vero spettacolo di questo complesso. La villa, come altre intorno a Bologna sorte fra Settecento e Ottocento, era stata costruita come soggiorno per i proprietari, che vi trascorrevano brevi periodi a poca distanza dalla città, ricevendo ospiti e organizzando ricevimenti mondani. Le piante dunque avevano una funzione scenografica.


Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Lo si nota particolarmente lungo il percorso in un'area non tanto grande sul lato della villa.
Ospita uno dei rari esempi bolognesi di giardino all'italiana.
Il giardino all'italiana rappresentò una sorta di affermazione dell'uomo sulla natura, che venne piegata, nella forma e nella disposizione, alla sua volontà regolatrice: scale, statue, labirinti verdi.
La vegetazione, considerata alla stregua di ogni altro materiale da costruzione, venne chiamata a svolgere una funzione puramente ornamentale.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Martinetti, l'architetto di Villa Spada, progettò sul fianco della collina questo piccolo giardino all'italiana sfruttando la naturale pendenza del terreno per enfatizzare la struttura a terrazze, con aiuole disposte geometricamente e delimitate da basse siepi di bosso.
Il giardino, sopraelevato rispetto al piano d'accesso della villa, era stato pensato per unire quest'ultima al parco: una terrazza collegata al secondo piano permette di accedere direttamente alla parte alta del giardino e incamminarsi verso il Tempietto, dal quale si ha la visuale migliore per abbracciare l'intero giardino e la facciata della villa.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Il Tempietto è detto "tomba del cane" perchè sul sarcofago fino a qualche anno fa era ancora visibile una cane in terracotta e viene indicato nei documenti come Tempietto di Diana, per le decorazioni che ornavano gli interni. Si tratta di un edificio di ordine ionico di modeste dimensioni e grande eleganza, ideato da Giacomo de Maria, sul quale

Bologna-Parco-di-Villa-Spada



è posta una terrazza belvedere, a sottolineare lo stretto legame con l'ambiente circostante.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Numerose sculture, sempre di Giacomo de Maria, già visto nella Sala della Meridiana di Villa Spada, adornavano i vialetti e le aiuole del giardino, ma sono andate disperse.
Oggi rimane soltanto l'imponente statua di Ercole, il più ricorrente fra gli elementi mitologici ornamentali nelle ville e nei palazzi cittadini.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Giacomo de Maria viene denominato il Canova bolognese, per essere stato allievo di Canova nello studio di Roma e aver introdotto a Bologna lo stile canoviano (→ vedi scultura del Duca di Curlandia all'Accademia delle Belle Arti di Bologna).

Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Sopravvive una vasca d'acqua ai cui lati vi sono sedute in muratura.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada



Al posto delle statue disperse sono state inserite 12 sculture moderne dell'artista bolognese Nicola Zamboni, un ciclo di "stagioni", dalla donna giovane alla donna anziana attraverso i vari "mesi" della vita femminile.
Le sculture sono rovinate dal tempo, hanno sicuramente cambiato colore e presentano muschi e licheni, ma sono ugualmente bellissime.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada







Bologna-Parco-di-Villa-Spada





Chi è → Nicola Zamboni.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Di fronte al giardino all'italiana la biblioteca del Quartiere Saragozza intitolata allo storico Oriano Tassinari.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada-biblioteca







Bologna-Parco-di-Villa-Spada-biblioteca







Bologna-Parco-di-Villa-Spada-biblioteca




MEMORIALE ALLE DONNE CADUTE NELLA RESISTENZA

Superata la biblioteca, una piazzetta con un Memoriale variamente composto, esempio di architettura partecipata, realizzato dal gruppo di architetti "Città Nuova" assieme a studenti del Liceo Artistico "Arcangeli" e dalle scuole medie ed elementari.
L'opera è stata realizzata nel 1975 per volontà delle partigiane bolognesi dell'ANPI del Comune di Bologna.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada-Monumento-alle-Partigiane







Bologna-Parco-di-Villa-Spada-Monumento-alle-Partigiane




La piazzetta è fiancheggiata da una scalinata e un muro di mattoni con incisi 128 nomi di partigiane della provincia di Bologna cadute durante la Resistenza (settembre 1943 - aprile 1945). 

Bologna-Parco-di-Villa-Spada-Monumento-alle-Partigiane







Bologna-Parco-di-Villa-Spada-Monumento-alle-Partigiane







Bologna-Parco-di-Villa-Spada-Monumento-alle-Partigiane




In cima alla scalinata un'opera dove viene rappresentata simbolicamente una staffetta all'interno di un grande sole splendente. 

Bologna-Parco-di-Villa-Spada-Monumento-alle-Partigiane




Con i suoi raggi multicolori abbaglia a sinistra l'SS sovrastato dalla svastica nazista e a destra il repubblichino sovrastato dal fascio littorio fascista.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada





Un alberello di Ligustro sempreverde di tipo orientale, affianca una scultura in bronzo, anch'essa parte del complesso commemorativo dedicato alle partigiane bolognesi.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada-Monumento-alle-Partigiane







Bologna-Parco-di-Villa-Spada-Monumento-alle-Partigiane




Il Memoriale fa da collegamento tra il giardino all'italiana e il giardino all'inglese, con alberi e zone prative dove si può passeggiare o riposarsi.
Stiamo parlando in totale di 6 ettari di parco.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada





Il lato occidentale è una zona piuttosto ombrosa e fresca con diversi angoli per la sosta. Vi è un boschetto con diversi arbusti e un sottobosco quasi naturale dove ho incontrato bellissimi tulipani selvatici.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Un cedro dell'Himalaya di notevoli dimensioni.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada





Due grandi lecci occupano un lato della piazzola in cima al boschetto.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada





Da qui ha inizio in salita una zona prativa molto estesa, in cima alla quale si potrà godere di un bel panorama sulla città e San Luca.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada







Bologna-Parco-di-Villa-Spada




In questa zona panoramica si può arrivare anche in auto, seguendo la via di Casaglia da un altro ingresso del parco.

Parco-di-Villa-Spada-bologna-MAPPA-Monica-Galeotti



Dall'ingresso principale di Villa Spada, si prosegue sulla via di Casaglia per 200 metri fin dove la strada in salita curva a destra. 

Bologna-Parco-di-Villa-Spada





Ancora qualche metro e si può trovare lo spazio per qualche auto nella zona comunemente nota con il nome di "Curvone", dal quale si vede chiaramente la seconda entrata al parco.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Da qui si accede direttamente al grande prato panoramico.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada







Bologna-Parco-di-Villa-Spada




In questa grande area un tempo si estendevano gli alberi da frutto per l'attività agricola (fino all'ultimo dopoguerra era ancora coltivata), e oggi possiamo notare alcuni vecchi peri.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada







Bologna-Parco-di-Villa-Spada





Salendo, fra le cime degli alberi del boschetto, un'intravisto skyline cittadino. 

Bologna-Parco-di-Villa-Spada







Bologna-Parco-di-Villa-Spada






Poi Bologna appare in tutta la sua bellezza.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada







Bologna-Parco-di-Villa-Spada





E sull'altro versante San Luca ci fa l'occhiolino.

Bologna-Parco-di-Villa-Spada




Alberi e prati si alternano lungo il pendio che si affaccia su Bologna, un luogo magnifico che si può raggiungere anche dal centro storico seguendo l'antico Portico di San Luca.
Per passeggiare o riposare stesi al sole.





                 → Cerca Bologna



Elenco delle fonti consultate/utilizzate per la ricerca.

Bibliografia:
-Emilia Romagna, Touring Editore, 2010
-pieghevole "Villa Spada", a cura del Centro Villa Ghigi, serie parchi e giardini bolognesi n. 15, omaggio ai lettori di "Repubblica", anno 1992.


Sitografia:




martedì 13 marzo 2018

VILLA SPADA E MUSEO DEL TESSUTO

via di Casaglia, 3 - BOLOGNA


aggiornato 2022

La neoclassica Villa Spada si può raggiungere dal centro cittadino seguendo → lo storico e suggestivo portico che si snoda lungo via Saragozza fino all'Arco del Meloncello e poi sale alla Basilica di San Luca.


Bologna-Villa-Spada




L'ingresso principale si trova all'incrocio fra via Saragozza e via di Casaglia, in una delle zone più belle della città.

Bologna-Villa-Spada




LA STORIA

La villa risale agli inizi del XIX secolo, su progetto dell'architetto Giovanni Battista Martinetti, che seguì la volontà del proprietario, il marchese Giacomo Zambeccari, per farne un'elegante dimora di riposo e svago appena fuori dalla città, dotandola anche di una capiente cisterna per il ghiaccio.
Martinetti era nato nel 1764 nel Canton Ticino, giunse a Bologna all'età di 11 anni, divenne architetto comunale e diresse numerosi restauri.
A lui si deve la forma circolare del Parco della Montagnola.

Bologna-Villa-Spada




Nel 1820 la villa fu acquistata dalla marchesa Beaufort, sposata con il principe romano Clemente Veralli Spada, che edificò l'attigua torre 

Bologna-Villa-Spada





e fece decorare il frontone dell'edificio con lo stemma di famiglia.

Bologna-Villa-Spada




Nell'agosto 1849 fu sede del comando austriaco e teatro del processo e della condanna a morte di Ugo Bassi.
Padre Ugo Bassi, cappellano garibaldino, e Giovanni Livriaghi, furono catturati e tenuti prigionieri per qualche giorno nella torretta medievale, prima di essere fucilati lungo il portico che dal Meloncello conduce alla Certosa.

Un'antica stampa, appesa sulle scale fra pianterreno e piano del museo, raffigura i due prigionieri all'uscita del cancello di Villa Spada dopo la sentenza di condanna a morte avvenuta nella Sala della Meridiana (1849).

Bologna-Villa-Spada




Più tardi la villa fu del principe egiziano Hussein Cheriff Bey e poi, intorno al 1920, della famiglia Pisa, che aprì il nuovo ingresso su via Saragozza, oggi principale accesso al parco.

Bologna-Villa-Spada




Venne danneggiata dai bombardamenti nel 1943 e infine ceduta dai Pisa al Comune di Bologna negli anni Sessanta, che aprì al pubblico il parco nel decennio successivo.

Bologna-Villa-Spada




Il MUSEO STORICO DEL TESSUTO E DELLA TAPPEZZERIA 

Fa parte dell'istituzione dei Musei Civici d'Arte Antica di Bologna, insieme a:

Bologna-Villa-Spada



E' un museo interessante e poco conosciuto.
L'idea del tappezziere bolognese Vittorio Zironi nacque in un campo di prigionia tedesco.
Fu lì che, chiacchierando con un sorvegliante, anche lui tappezziere nella vita civile, venne a sapere che a Berlino era andato in fiamme lo storico Museo del Tessuto.
Da quel momento non ebbe pace e decise di farlo lui a Bologna: girò i mercati e recuperò in campagna tutte quelle attrezzature che il progresso stava mandando in pensione.
Il valore dell'iniziativa fu immediatamente raccolto dai bolognesi, che in pochi giorni riempirono di centinaia di firme i registri.

 Nel 1966 è stato ospitato nelle sale di palazzo Salina Bronzetti, in via Barberia, all'epoca unico museo del genere in Italia e fra i pochissimi in Europa.
E' allestito a Villa Spada dal 1990.

Il pregio del museo consiste nella varia provenienza di oltre 6.000 pezzi, solo in parte esposti, allo scopo di far conoscere la storia del tessuto e le diverse tecniche di lavorazione.

Visitando le sale si è attratti dai colori, dalla provenienza e dalla età di fabbricazione:
manifatture tessili italiane, europee ed orientali.

Nel percorso di visita non si assiste ad una esposizione cronologica, ma ad una descrizione per tipologia.

Bologna-Villa-Spada





PIANO TERRA

In queste prime sale vi è il nucleo più consistente della collezione, costituito da:
broccati

Bologna-Villa-Spada



lampassi,

Bologna-Villa-Spada




velluti, stendardi, realizzati da importanti manifatture locali, italiane e straniere fra il XVI e il XIX secolo.
Altre sale ospitano anche un laboratorio di restauro dei tessuti antichi e una biblioteca specializzata.

Bologna-Villa-Spada






PRIMO PIANO


Bologna-Villa-Spada




SALA DEL TELAIO

Alle pareti vari tessuti in seta e un telaio in legno della metà del '800.
Il telaio per la tessitura manuale è con sistema Jacquard a schede perforate per fare il disegno.
Il dispositivo metallico incastonato sopra al telaio, non visibile nella foto, sostiene il meccanismo di avanzamento del nastro a schede perforate, azionate dal tessitore mediante il pedale.

Joseph Marie Jacquard (1752-1834) fu un operaio tessile di Lione che nel 1801 brevettò la prima macchina a schede perforate in grado di automatizzare i telai a mano, per realizzare complessi tessuti operati.
In realtà il primo prototipo del telaio fu realizzato dal tessitore catanzarese nella seconda metà del '400, noto a Lione come Jean Le Calabrais, Giovanni il Calabrese, invitato a corte da Luigi XI.
Un esemplare del telaio è conservato nel Museo delle Arti e dei Mestieri a Parigi.

Jacquard studiò il telaio di Giovanni il Calabrese, lo perfezionò e brevettò la macchina tessile che da lui prese il nome.
Il sistema da lui perfezionato, gestito da un solo operatore senza più assistenti, ha modificato il processo produttivo e ha posto le basi per lo sviluppo della grande industria tessile.

Per essere stato il primo strumento ad utilizzare una scheda perforata, è considerato l'antenato del calcolatore.

 Il telaio Jacquard di questa sala, che porta una stoffa di Damasco, è perfettamente conservato e funzionante.

Bologna-Villa-Spada





Da qui si passa alla Sala da Pranzo, ornata con raffinate candelabre a bassorilievo.

Bologna-Villa-Spada





In questa grande sala sono esposte vesti liturgiche.

Bologna-Villa-Spada






Villa-Spada-bologna





Tornando alle scale, prima di salire al secondo piano, incontreremo a mezza via la Sala della Meridiana.

Bologna-Villa-Spada





Alle pareti ovali a stucco con i miti di Diana e Endimione.

Bologna-Villa-Spada




In questa sala si svolgono incontri di studio e convegni sulla storia del tessuto, e anche mostre temporanee, come in questo caso.
Si può notare alle spalle dei vestiti esposti la grande statua di Zefiro dello scultore bolognese Giacomo de Maria.

Bologna-Villa-Spada


SECONDO PIANO

Incontriamo la Sala Boschereccia, con decorazioni pittoriche di Serafino Barozzi.

Bologna-Villa-Spada







Bologna-Villa-Spada




Sono colpita da un bellissimo abito femminile del 1915. Confezionato da una sartoria milanese, è composto da raso di seta, chiffon di seta, organza di seta, filet di cotone ricamato in filato di seta, gallone di seta, frangia in fettuccia e perline, fodera in raso di seta e organza al colletto (donazione famiglia Ghini, Bologna).

Bologna-Villa-Spada




Una meravigliosa camicetta in lino verde acqua del 1908, sartoria di Firenze (donazione famiglia Brunori Nizzi Nuti, Bologna).
Il corpetto di linea aderente è caratterizzato dalla fascia in lino verde ribattuto che segna la vita, internamente sostenuta con tre stecche in metallo.
Il modello è caratterizzato da uno studiatissimo effetto trompe l'oeil ottenuto mediante due tessuti estremamente differenti fra loro, che suggeriscono la fittizia presenza di una camicetta e un bolero.
Il raffinatissimo impiego di materiali diversi per colore, resa e trasparenze è una delle caratteristiche più tipiche della moda femminile  dei primi del Novecento.

Bologna-Villa-Spada




Nelle sale successive incontriamo manufatti ricamati italiani, come Ranieri di Sorbello, Perugia.

Bologna-Villa-Spada




Un corpetto per giovinetto con pizzi in cotone di raso di seta e ricami in oro della fine del 1700.

Bologna-Villa-Spada




Nelle sale dei tessuti orientali si nota lo zoccolo per bagno turco del XVIII secolo.

Bologna-Villa-Spada




Nel dipinto di Jean-Etienne Liotard "Donna franca vestita alla turca con domestica", 1742 (Ginevra, Musée d'Art d'Histoire), notiamo le pianelle ai piedi e quindi possiamo dedurre quanto le donne amassero i tacchi alti già secoli fa.

Bologna-Villa-Spada




Le pianelle sono state le anticipatrici degli zoccoli,  come ad esempio quelli di Salvatore Ferragamo per Judy Garland, 1938.

©www.twobros.it



In colore azzurro e nero, in seta con ricami e cuoio, due paia di scarpine per donna adulta del sud della Cina dei primi del 900. Il piede veniva atrofizzato da bambina forzando le quattro dita (escluso il pollice) sotto la pianta del piede.

Bologna-Villa-Spada




La Sala del Medioriente, con la sua collezione di caftani ottomani del XVIII secolo, è una delle più belle.

Bologna-Villa-Spada







Bologna-Villa-Spada







Bologna-Villa-Spada





Le ultime due sale sono dedicate alle passamanerie e alle pelli.

Bologna-Villa-Spada





Il telaio per passamanerie è trecentesco.

Bologna-Villa-Spada







Bologna-Villa-Spada







Bologna-Villa-Spada







Bologna-Villa-Spada



Il museo non è soltanto storico ma anche didattico: si è distinto infatti grazie all'attività del suo laboratorio di restauro.

Grazie a Vittorio Zironi oggetti importantissimi per la comprensione di un mondo complesso come quello dell'artigianato tessile non sono andati dispersi.

Il museo è aperto il giovedì dalle 9 alle 14 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18,30.

La prima domenica del mese, come per tutti gli altri musei civici, l'entrata è gratuita.

Bologna-Villa-Spada


"Noi italiani per quanto riguarda il gusto abbiamo presupposti unici al mondo. Pensiamo ad esempio che nel Rinascimento la tappezzeria doveva abbinarsi all'abbigliamento: la grande civiltà italiana si è espressa non solo con la grande arte ma anche con queste raffinatezze domestiche. Anche il tessuto e l'abbigliamento fanno parte del nostro patrimonio culturale."
 (Giancarlo Benevolo, referente del Museo del Tessuto e della Tappezzeria "Vittorio Zironi")





La villa è circondata da un bellissimo parco con vialetti e sentieri:






Elenco delle fonti consultate/utilizzate per la ricerca.

Bibliografia:
-Emilia Romagna, Touring Editore, 2010
-AD/Bologna, supplemento al n. 60 della rivista AD, anno 1986, Ed. Mondadori
-pieghevole "Villa Spada", a cura del Centro Villa Ghigi, serie parchi e giardini bolognesi n. 15, omaggio ai lettori di Repubblica, anno 1992.

Sitografia: