giovedì 7 novembre 2019

FOTO/INDUSTRIA - IV Biennale di Fotografia dell'Industria e del Lavoro - MAST ANTHROPOCENE

Bologna, 24 ottobre - 24 novembre 2019


La Biennale di Fotografia Industriale nasce a Bologna nell'ottobre del 2013, in concomitanza con la creazione del → MAST, Centro Polifunzionale e Spazio Espositivo, realizzato dall'imprenditrice e filantropa Isabella Seragnoli.


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L'iniziativa è la prima al mondo dedicata alla fotografia industriale, concepita come tramite fra l'impresa e la collettività, quest'anno curata da Francesco Zanot.


TECNOSFERA

Il tema centrale è la Tecnosfera, definizione del geologo Peter Haff, che definisce l'attività del costruire, legata alla natura umana.
La Tecnosfera rappresenta l'insieme di tutte le strutture che gli esseri umani hanno costruito per mantenere la loro sopravvivenza, una cifra stimata di 30 miliardi di miliardi di tonnellate.

La mostra di espande in 10 sedi espositive e una al MAST, curata da Urs Stahel.
L'accesso è completamente gratuito, ma è necessario ritirare il badge in piazza Nettuno o nelle sedi delle mostre.

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Di seguito al completo le 11 esposizioni, anno 2019.


1 - NICHOLAS DE PENCIER, JENNIFER BAICHWAL, EDWARD BURTYNSKY

Anthropocene
Fondazione MAST, via Speranza, 42

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L'Anthropocene segnerebbe l'inizio di una nuova era, secondo un gruppo di scienziati internazionali (l'Anthropocene Working Group), quella della forza dominante dell'essere umano nel pianeta terra.

Gli scienziati sono impegnati a raccogliere prove del passaggio dall'attuale epoca geologica, l'OLOCENE, iniziata circa 11.700 anni fa, all'ANTHROPOCENE (dal greco anthropos, uomo).

Nel 2021 verrà istituita una data di inizio di questa nuova era, probabilmente a metà del XX secolo.

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Il progetto dei tre artisti canadesi De Pencier, Baichwal e Burtynsky indaga su ciò che la specie umana ha provocato, impattando su un cambiamento permanente del pianeta. 
Cambiamento avvenuto radicalmente nell'Anthropocene, l'era geologica che stiamo vivendo, definizione quasi confermata.

Gli artisti indagano e denunciano pacatamente attraverso la fotografia, il cinema e la ricerca scientifica.

Film e mostra rimarranno al MAST fino al 5 gennaio 2020.



IL FILM


Il film, con ingresso libero senza prenotazione,
è un viaggio in 43 luoghi di 20 paesi diversi, per unire, grazie alle immagini, i disparati modi in cui l'uomo sta sfruttando e modificando il pianeta, più di quanto facciano i fenomeni naturali.

Il film sottolinea come l'uomo abbia superato i limiti, e invita il pubblico alla consapevolezza.

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Il gesto più emblematico e di forte impatto visivo apre e chiude il film "Anthropocene: The Uman Epoch":
l'accatastamento e il fuoco dato alle zanne di elefanti, sequestrate ai bracconieri in Kenya, un ammonimento forte e significativo.

Il 30 aprile 2016, nel Nairobi National Park si è consumato il più grande rogo di avorio della storia, con zanne di elefante e corna di rinoceronte.
Sono state date alle fiamme 105 tonnellate di zanne d'elefante in 11 pire, corrispondenti a circa 7.000 elefanti, e 1,35 tonnellate di corni di rinoceronte in una dodicesima pira.
Tra le 12 cataste, la più voluminosa è stata incendiata personalmente dal presidente Kenyatta.
L'estinzione di specie animali causata dall'attività umana è un'indicatore chiave dell'Anthropocene.



La MOSTRA


Cava di Canalgrande, Carrara, Italia 2016, ©Edward Burtynsky.

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©www.anthropocene.mast.org


 La mostra di Anthropocene è composta da 35 fotografie di grande formato scattate da EDWARD BURTYNSKY e mostrano prepotentemente gli interventi dell'uomo sulla natura.



L'attività di scavo su larga scala, o "bioturbazione", è un indicatore chiave dell'Anthropocene.
Questa miniera si trova in Russia e si articola in circa 3000 chilometri di gallerie scavate da giganteschi macchinari, le cosiddette talpe meccaniche, nell'ambito del processo estrattivo del carbonato di potassio, o potassa.
I macchinari lasciano sulla roccia impronte che assomigliano ad antichi fossili, impressi nei depositi di sali di potassio che si produssero milioni di anni fa in seguito all'evaporazione marina.
Fotografare e filmare questi tunnel, avvolti nell'oscurità totale, si è rivelata un'impresa.

Miniera di potassa Uralkali, Berezniki, Russia, 2017.
 ©Edward Burtynsky - Monica Galeotti©photo

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Discarica di Dandora, riciclaggio della plastica, Nairobi, Kenya, 2016.
©Edward Burtynsky - Monica Galeotti©photo

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La mostra si avvale anche della → REALTÀ AUMENTATA, che sfrutta i display dei dispositivi mobile per aggiungere informazioni a ciò che vediamo.

Per usufruire di questa tecnologia si può scaricare la App AVARA gratuitamente sul proprio smartphone o tablet.
Oppure utilizzare i tablet già configurati, collocati lungo il percorso espositivo.

L'applicazione permette di attivare i video integrati nei 4 murales e 3 istallazioni in Realtà Aumentata.

Le 3 istallazioni permettono di muoversi intorno all'immagine quasi fosse un oggetto reale.


Applicata al mondo del lavoro questa innovativa tecnologia offre la possibilità alle aziende di rendere i processi produttivi più efficienti e sicuri e può mostrare al cliente finale le caratteristiche del prodotto, come la meccanica interna, impossibile da vedere altrimenti.


All'ingresso della mostra 4 immagini in cartaceo sono a disposizione per ripetere l'esperimento anche a casa.

La mia prova privata: 

1- In cartaceo, la catasta di zanne del presidente Kenyatta, 28 aprile, Nairobi, Kenya, 2016.

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Puntando lo smartphone sull'immagine, dopo avere scaricato l'app Avara, si continuerà a vivere la realtà fisica di ciò che ci circonda, con le informazioni aggiuntive della Realtà Aumentata, manipolando una parte della nostra realtà visiva.
Questa specifica è per distinguere la Realtà Aumentata dalla Realtà Virtuale dove, in quest'ultimo caso, le informazioni aggiuntive sono preponderanti e le persone si trovano immerse in una situazione completamente artificiale.

L'immagine si trasforma, sulla scrivania di casa, nella "Catasta d'avorio del Presidente", la più grande delle 12 pire.

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La gatta Minù sta guardando il cartaceo, mentre con lo smartphone fotografo lo stesso cartaceo, che appare in Realtà Aumentata.

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2- L'ultimo esemplare di rinoceronte bianco, morto nel 2018 in Sudan, che ha segnato l'estinzione della sua sottospecie, data l'assenza di altri esemplari di sesso maschile.
Tutte e cinque le diverse specie di rinoceronte sono a rischio di estinzione a causa del bracconaggio finalizzato al commercio dei loro corni.

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L'immagine  
sulla card si trasforma nel rinoceronte Sudan.

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La gatta Dada osserva il cartaceo, e mi diverto ad osservarla con l'immaginario Sudan.

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3- Il leggendario Big Lonely Doug, il maestoso abete Douglas canadese, quasi millenario, risparmiato da un boscaiolo nel corso di una deforestazione nel 2011.

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Eccolo apparire trasformato.


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Il leggendario abete sembrerebbe spaventare la gatta Dada, in realtà è solo uno sbadiglio.
Qui si sta giocando alla grande, con la Realtà Aumentata.

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4- La card albero/globo terrestre illustra gli animali in via di estinzione,

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 con un video animato in Realtà Aumentata.

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A mio avviso la cosa migliore per visitare la Biennale di Foto/Industria 2019 è partire proprio dal MAST, perchè Anthropocene permette di capire, di interiorizzare e creare consapevolezza.
Quella necessaria sensibilizzazione verso il bene comune che, senza utopie, potrebbe salvare il pianeta terra.










Bibliografia:
-pieghevole Foto/Industria 2019
-cartoline MAST per Realtà Aumentata

Sitografia:
-www.digital4./realta-aumentata-come funziona
-www.anthropocene.mast.org/mostra/fotografie
-www.wikipedia/realta-aumentata



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