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sabato 7 dicembre 2019

PALERMO A PIEDI – Itinerario 2: QUARTIERE CAPO

Palermo

(torna all'Albergheria)


Questo mandamento si trova a nord dell'Albergheria ed è caratterizzato da un intreccio di strade popolari. Anticamente era chiamato Seracaldio, dall'arabo sâri-al-qâdi (strada del Kadì) e abitato dagli Schiavoni, pirati e commercianti di schiavi. In quest'area si trova la Cattedrale e il Mercato del Capo.


Palermo-Capo



Il percorso:

1- CATTEDRALE DI PALERMO

2- MERCATO DEL CAPO

3- CHIESA DI SANT'AGOSTINO

4- TEATRO MASSIMO


La linea tratteggiata rossa indica approssimativamente la zona di mercato.

Palermo-Capo





1- CATTEDRALE DI PALERMO

La Cattedrale di Palermo, nonostante i numerosi rifacimenti subiti nel corso dei secoli, rimane uno degli esempi più belli dello stile arabo-normanno, che rende unico il patrimonio architettonico siciliano.

Palermo-Cattedrale




Fa parte del Patrimonio dell'Umanità nell'ambito del sito seriale della Palermo arabo-normanna.

Palermo-Cattedrale


L'edificio fu costruito nel 1184 per volere dell'arcivescovo Gualtiero Offamilio (in realtà Walter of the Mill perchè inglese), tutore di Guglielmo II.
L'arcivescovo si sentì minacciato dal prestigio del Duomo di Monreale, ed avendo molto potere e risorse economiche, decise di dotare la città di una cattedrale altrettanto straordinaria.
(→ vedi Duomo di Monreale)


ESTERNO

L'edificio fu eretto su una precedente moschea del IX secolo.
Dal 1191, anno di morte di Offamilio che non vide ultimata l'opera, ha subito diverse modifiche, alcune discutibili, altre molto belle.

Discutibile è, ad esempio, la cupola barocca, opera di Ferdinando Fuga, aggiunta sul finire del 1700, a giudizio degli esperti piuttosto sgraziata.

Palermo-Cattedrale




Un pregevole rimaneggiamento è invece la facciata sud-occidentale, realizzata fra il 1200 e il 1300, testimonianza dello stile gotico.

Palermo-Cattedrale





Il lato orientale presenta la parte absidale stretta fra due torricelle.

Palermo-Cattedrale




È un mirabile esempio di decorazioni a pietra lavica, con figure geometriche e floreali.

Palermo-Cattedrale




La modifica più bella è l'aggiunta del portico a tre arcate, che invita ad entrare nella cattedrale, capolavoro gotico catalano iniziato nel 1400 e terminato nel 1600, progettato da Antonio Gambara.

Palermo-Cattedrale




Le tre arcate ogivali sono sorrette da colonne provenienti dalla moschea.
Gli intarsi sopra le arcate raffigurano l'albero della vita, all'interno di una complessa composizione geometrica in stile islamico.

Palermo-Cattedrale




INTERNO

L'interno è imponente, ma meno spettacolare dell'esterno.
È a croce latina con tre navate, divise da pilastri con statue di santi, di Antonello Gagini.

Palermo-Cattedrale




Monumentali e originali le due acquasantiere a baldacchino in stile rinascimentale.
La seguente è opera di Giuseppe Spatafora e Antonino Ferraro, 1553.

Palermo-Cattedrale





 La Cattedrale conserva le tombe reali normanne, contenenti le spoglie di due dei più grandi sovrani che la Sicilia abbia mai avuto: 
Ruggero II e Federico II di Svevia, oltre a quelle di Enrico VI e Guglielmo II.

Nella foto:
 in primo piano la tomba di Federico II.

Palermo-Cattedrale
©turismopalermo.it



La cappella di Santa Rosalia, Santa Patrona di Palermo, cui è dedicata questa cattedrale, è un luogo di venerazione per i credenti palermitani.
Qui risiede la preziosa urna in argento che ne contiene il corpo.

Palermo-Cattedrale





La cappella è chiusa da una cancellata in ottone, sopra la quale sono appese sette lampade in argento.

Palermo-Cattedrale





Ai lati dell'urna sono raffigurati i momenti più significativi della vita della santa.
La parete di destra in bassorilievo (XIX sec., di Valerio Villareale), riproduce Santa Rosalia che intercede presso Gesù Cristo per salvare Palermo dalla peste.

Palermo-Cattedrale





Nella sagrestia c'è il Tesoro della Cattedrale, con gioielli di epoca normanna, fra cui spicca la corona duecentesca di Costanza d'Aragona, moglie di Federico II.

Palermo-Cattedrale
© José Luiz Bernardes Ribeiro



Nella cattedrale si trova anche la tomba di don Pino Puglisi, assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993.
Venne ucciso davanti al portone di casa, a Brancaccio, quartiere dove era nato e dove, dal 1990 era stato nominato parroco.
All'epoca il quartiere era comandato dai fratelli Graviano, legati ai Bagarella.

Palermo-Cattedrale




Don Puglisi iniziò la sua lotta alla mafia, rivolgendosi spesso ai mafiosi nelle sue omelie e togliendo dalla strada ragazzi già reclutati dalla criminalità mafiosa, trasmettendo la cultura della legalità.
Veniva considerato un ostacolo e questo fu il movente dell'omicidio.

Palermo-Cattedrale



Nel 2013 è stata effettuata una cerimonia di beatificazione e il corpo è stato traslato dal cimitero di Sant'Orsola alla Cattedrale di Palermo.

Sui terreni di Brancaccio confiscati alla mafia è in costruzione un santuario, dove la salma sarà collocata definitivamente.



2- MERCATO DEL CAPO


Palermo-Mercato-del-Capo



Il quartiere si identifica con il mercato che vi si tiene, acquisendone da tempo il nome, mercato aperto tutti i giorni della settimana.

Ci si trova di tutto: pesce, carne, coloratissime spezie, frutta e verdura.

Palermo-Mercato-del-Capo







Palermo-Mercato-del-Capo




Ma anche altre mercanzie, come stoffe e lampadari!

Palermo-Mercato-del-Capo







Palermo-Mercato-del-Capo


Furono gli Agostiniani a popolare questa zona in epoca medievale, poiché avevano la loro sede nel convento adiacente la Chiesa di Sant'Agostino.


3- CHIESA DI SANT'AGOSTINO

La chiesa, edificata nel 1275, con l'adiacente convento agostiniano, è l'orgoglio di questo quartiere.

Palermo-chiesa-di-Sant-Agostino





Esternamente un incantevole rosone orna la facciata, unica parte originale rimasta.

Palermo-chiesa-di-Sant-Agostino





È formato dall'intreccio di 12 semicerchi intersecanti, che formano un sostegno alla raggiera di 12 colonnine, il cui centro è rappresentato da un piccolo tondo dove è scolpito l'Agnus Dei.

Palermo-chiesa-di-Sant-Agostino




L'interno, a causa di un incendio, fu rifatto verso la fine del 1600; in seguito sono stati aggiunti gli stucchi del grande artista siciliano Giacomo Serpotta, che qui è intervenuto dal 1711 al 1728.

Palermo-chiesa-di-Sant-Agostino








Palermo-chiesa-di-Sant-Agostino





Non sono le sue opere migliori, tuttavia il quadro d'insieme dell'unica navata è meraviglioso.

Palermo-chiesa-di-Sant-Agostino


Conosceremo meglio Serpotta con il mandamento Kalsa, luogo di nascita dell'artista.


Il chiostro del convento è un rifacimento del '500.

Palermo-chiesa-di-Sant-Agostino






4- TEATRO MASSIMO

In seguito all'Unità d'Italia il comune di Palermo diede il via alla costruzione di importanti opere architettoniche, come il teatro Massimo.
Questo teatro lirico è il più grande d'Italia e uno dei più grandi d'Europa, dopo l'Opéra di Parigi e il Teatro di Vienna.

Palermo-Teatro-Massimo




Nella stessa piazza Verdi due chioschi in stile Liberty.

Palermo-Teatro-Massimo



Di gusto Neoclassico, il teatro ha richiesto oltre vent'anni di lavori e venne inaugurato nel 1897 con il Falstaff di Verdi.

Palermo-Teatro-Massimo




Sul frontone della facciata si legge il motto "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire".
Presenta un pronao corinzio esastilo, elevato su una monumentale scalinata.
Ai lati della scalinata sono posti due leoni bronzei con le allegorie della Tragedia e della Lirica.

Palermo-Teatro-Massimo





Su queste scale è stata girata la scena finale del film "Il Padrino parte III", che contrappone il contesto della cultura 'alta' insieme alla vicenda di criminalità.





Il teatro, da sempre sensibile alle istanze della comunità LGBT, dal 2015 riconosce il permesso matrimoniale ai propri dipendenti omosessuali.
Durante la settimana delle celebrazioni del Pride, illumina le potenti colonne della sua facciata con i colori della bandiera arcobaleno.

Palermo-Teatro-Massimo
©Kemonia








Bibliografia:
-Bell'Italia n. 19, novembre 1987, Editoriale Giorgio Mondadori.


Sitografia:

domenica 5 marzo 2017

ROMA CENTRO STORICO - zona PIAZZA NAVONA



Prima parte.

Il percorso:

1- PIAZZA NAVONA

2- CHIESA DI SANT'AGNESE

3- CHIESA DI SANT'AGOSTINO

4- BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA


piazza-navona-prima-parte








1- PIAZZA NAVONA


Roma-Piazza Navona






Con le sue fontane scolpite, i palazzi barocchi e i caffè all'aperto, PIAZZA NAVONA è la piazza vetrina del centro di Roma, la quintessenza delle piazze romane.

Roma-Piazza Navona






A lungo fulcro della vita sociale della città, per 300 anni ha ospitato il principale mercato, mentre oggi è teatro quotidiano di artisti di strada, turisti, venditori ambulanti, indovini, piccioni.

Roma-Piazza Navona





Come molti dei grandi monumenti di Roma, poggia sulle rovine del passato, in questo caso su quelle dello Stadio di Domiziano, 86 d.C.
La piazza non è altro che la pista dello stadio, ed i palazzi sorgono dove erano le gradinate.
Aveva 30.000 posti, Domiziano lo fece costruire per offrire al popolo una sede di festa e lode dell'imperatore e per soddisfare la sua passione per l'atletica, con competizioni di corsa, lotta, pugilato e giavellotto. 

Roma-Piazza Navona-Stadio Domiziano
(foto da cartolina)




Dell'antico Stadio di Domiziano è possibile vedere qualche rudere sotto vetro all'estremità  settentrionale della piazza, entrando da piazza di Tor Sanguigna.

Roma-Piazza Navona








Roma-Piazza Navona





La FONTANA DEI QUATTRO FIUMI, di Gianlorenzo Bernini, domina la piazza.
Commissionata da papa Innocenzo X (famiglia Pamphilj), e completata nel 1651, raffigura il Gange, il Nilo, il Rio della Plata e il Danubio a simboleggiare i quattro continenti del mondo allora conosciuto.

IL GANGE

Roma-Piazza Navona






IL NILO

Roma-Piazza Navona






IL RIO DELLA PLATA

Roma-Piazza Navona







IL DANUBIO

Roma-Piazza Navona






La simbologia continua anche con le piante e gli animali: palma, leone, cavallo, coccodrillo.

Roma-Piazza Navona
Fontana dei Quattro Fiumi, il Gange e il Nilo, la Palma e il Leone








Roma-Piazza Navona
Fontana dei Quattro Fiumi, il Rio della Plata e il Cavallo





C'è chi racconta che il personaggio raffigurante il Nilo si nasconda gli occhi per non vedere la Chiesa di Sant'Agnese, progettata dal grande rivale Borromini.
Il gesto, in realtà, indica che le sorgenti del fiume erano all'epoca sconosciute.

Roma-Piazza Navona







2- CHIESA DI SANT'AGNESE IN AGONE

Adiacente la fontana, è puro esempio dello stile di Borromini: maestoso e calibrato, eppure vivacemente teatrale.

Roma-Chiesa Di Sant'Agnese






La chiesa è dedicata alla vergine Agnese a cui, secondo la tradizione religiosa, crebbero i capelli istantaneamente per coprirne il corpo, quando i suoi persecutori la spogliarono per metterla alla gogna, proprio in questo punto.

Roma-Chiesa Di Sant'Agnese






Nella parte settentrionale della piazza troviamo la FONTANA DEL NETTUNO che risale al XVI secolo, progettata da Giacomo della Porta, ma le sculture che raffigurano Nettuno che combatte con una piovra circondato da sirene e putti, furono poste nel XIX secolo.

Roma-Fontana del Nettuno






La FONTANA DEL MORO, nella parte meridionale della piazza, fu progettata sempre da Giacomo della Porta nel 1576. Bernini vi aggiunse la figura centrale del Moro che afferra il delfino.

Roma-Fontana del Moro






Sempre nella piazza, l'elegante PALAZZO PAMPHILJ costruito per papa Innocenzo X. In seguito vi abitò la cognata che, come altri membri della famiglia, beneficiò di favori durante gli anni del suo pontificato.

Roma-Piazza Navona






Oggi è sede dell'Ambasciata del Brasile.

Roma-Piazza Navona






3- CHIESA DI SANT'AGOSTINO

Progettata da Leon Battista Alberti, la facciata fu costruita con travertino proveniente dal Colosseo.
Ospita la tomba di Santa Monica, madre di Sant'Agostino.

Roma-Chiesa di Sant'Agostino





La chiesa è meta di future mamme che vengono a rendere onore alla 'miracolosa' "Madonna del Parto", scolpita da Jacopo Sansovino nel 1521.

Roma-Chiesa di Sant'Agostino






La Vergine Maria è anche rappresentata in uno dei grandi capolavori del Caravaggio: la "Madonna dei Pellegrini". Classico esempio del realismo esasperato dell'artista, il dipinto, nel 1604, fece molto scalpore al momento di essere collocato nella Cappella Cavalletti di questa chiesa: una Vergine Maria con i piedi scalzi e i pellegrini come mendicanti straccioni, erano un pò troppo per il gusto conservatore dell'epoca.
Va osservata la tavolozza di cui fa uso il pittore: i due pellegrini sono dipinti con toni caldi e opachi terreni, mentre la Madonna e il bambino appaiono eterei con i loro incarnati splendenti e ultraterreni e i freddi bianchi.

Roma-Chiesa di Sant'Agostino-Madonna dei Pellegrini-Caravaggio
"Madonna dei Pellegrini", Caravaggio - ©Wikipedia






Roma-Chiesa di Sant'Agostino-Madonna dei Pellegrini-Caravaggio
"Madonna dei Pellegrini", particolare, Caravaggio - ©Wikipedia




Sul terzo pilastro della navata centrale, il bellissimo affresco di Raffaello raffigurante il Profeta Isaia mostra l'influenza di Michelangelo (all'epoca i due artisti lavoravano contemporaneamente in Vaticano).
Sotto l'affresco, la statua della "Madonna con bambino" di Andrea Sansovino.

Roma-Chiesa di Sant'Agostino






Roma-Chiesa di Sant'Agostino-Profeta Isaia-Raffaello
Profeta Isaia, Raffaello - ©Wikipedia






4- BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA

Rimane ben poco dell'originale basilica del IV secolo costruita sulla Domus della matrona cristiana Lucina.
Questo non toglie nulla ai begli esterni.
Fu papa Pasquale II a farla ricostruire nell'attuale forma nel XII secolo.
Sei antiche colonne ioniche sorreggono il portico dominato da un grazioso campanile romanico.

Roma-Basilica di Santa Lucina