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martedì 26 novembre 2019

BIENNALE FOTO/INDUSTRIA - YOSUKE BANDAI e STEPHANIE SYJUCO

(torna ad Anthropocene - Biennale di Foto/Industria parte prima)



10 - YOSUKE BANDAI

Museo della Musica
Strada Maggiore, 34

© Yosuke Bandai. Courtesy of TARO NASU, Tokyo
© Yosuke Bandai. Courtesy of TARO NASU, Tokyo

Yosuke Bandai nasce a Tokyo, dove vive e lavora, nel 1980.
La sua indagine come artista si basa principalmente sulla fotografia, spaziando dal cinema agli oggetti scultorei.
Al suo attivo numerose mostre personali e collettive a Tokyo, New York e Parigi.




LA MOSTRA

A Certain Collector B



Foto-Industria-Bologna-2019-Yosuke-Bandai





In una sala affrescata al piano terra del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, una griglia circolare bianca di metallo espone 70 immagini a colori che illustrano piccole, effimere sculture realizzate con rifiuti raccolti per strada.

Foto-Industria-Bologna-2019-Yosuke-Bandai








Foto-Industria-Bologna-2019-Yosuke-Bandai




Sono state realizzate assemblando brandelli inutili di immondizia, poi scannerizzati e presentati come fotografie.

©Yosuke Bandai - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Yosuke-Bandai





©Yosuke Bandai - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Yosuke-Bandai





Sono indicatori minimi del bisogno di costruire dell'uomo, la questione rifiuti come impegno sociale portata su un piano metafisico e poetico.

©Yosuke Bandai - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Yosuke-Bandai





Con questo lavoro Bandai idealizza un salvataggio di rifiuti destinati alla sparizione, sottraendoli all'oblio con un estremo gesto di riciclaggio.
Non solo: riproducendoli con lo scanner e poi con stampa fotografica (anzichè esporli direttamente), li sottrae allo scorrere del tempo perchè rende impossibile il deterioramento, rendendoli immortali.

I rifiuti del quotidiano non possiedono più alcuna funzione, lasciando all'osservatore un vuoto che si può riempire di personale carica irrazionale, visionaria.
Diventano totem dell'inutilità.

©Yosuke Bandai - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Yosuke-Bandai






I rifiuti sono oggetto di attenzione e dibattito nel contesto della Tecnosfera, tema centrale della Biennale Foto/Industria di quest'anno.

©Yosuke Bandai - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Yosuke-Bandai




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11 - STEPHANIE SYJUCO

MAMbo
via Don Minzoni, 14

amt.parsons.edu ©

Nasce a Manila, nelle Filippine, nel 1974. Attualmente vive e lavora a San Francisco come artista ed educatrice concettuale.
Opera nella fotografia, nella scultura e nell'istallazione, passando da supporti fatti a mano di ispirazione artigianale, all'editing digitale.
Esplora il contrasto fra autentico e contraffatto, affrontando le preoccupazioni politiche sulle questioni del lavoro e dell'economia nel sistema capitalista.


I suoi lavori sono stati esposti in diverse sedi a New York e a San Francisco.

Su di lei:
- appare come protagonista nell'episodio n. 3 "San Francisco Bay Area", stagione 9, di "Art in the 21st Century", una serie educativa che si concentra sull'arte visiva e sugli artisti contemporanei.



LA MOSTRA

Spectral City



Foto-Industria-Bologna-2019-Stephanie-Syjuco







Si tratta di un'istallazione video su grande schermo.

Foto-Industria-Bologna-2019-Stephanie-Syjuco




Parallelamente viene proiettato il film "A Trip Down Market Street" del 1906 dei Miles Brother, pionieri del cinema muto, ed è da qui che l'artista Stephanie trova ispirazione.
I Miles Brother avevano montato la macchina da presa sulla parte frontale di una Cable Car, la tranvia (oggi monumento storico) che serve la città di San Francisco, dando agli spettatori l'impressione di trovarsi a bordo, riprendendo il centro della città.

©Stephanie Syjuco - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Stephanie-Syjuco




Il film rimane come patrimonio e testimonianza storica perchè, pochi giorni dopo le riprese, il grande terremoto di San Francisco cancellò gran parte degli edifici presenti sulla pellicola.

©Stephanie Syjuco - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Stephanie-Syjuco


Testimonianza storica ma anche oscuro presagio di catastrofe imminente.

Stephanie Syjuco parte da questa correlazione per la realizzazione della sua opera.
Ripercorre lo stesso itinerario del film del 1906 con il software di Google Hearth.

©Stephanie Syjuco - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Stephanie-Syjuco





Google cancella ogni presenza umana, la città è completamente deserta e distorta.

©Stephanie Syjuco - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Stephanie-Syjuco





 E appare proprio come dopo una catastrofe.

©Stephanie Syjuco - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Stephanie-Syjuco




La riflessione è sullo spazio pubblico e sulla continua costruzione e ricostruzione della città.

©Stephanie Syjuco - Monica Galeotti©photo

Foto-Industria-Bologna-2019-Stephanie-Syjuco




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-pieghevole Foto/Industria


Sitografia:



martedì 7 novembre 2017

BIENNALE FOTO/INDUSTRIA 2017 - parte quarta

(torna parte terza)

11 - JOHN MYERS

Museo della Musica, Strada Maggiore, 34

Nato nel 1944, è un fotografo di paesaggio e ritratto britannico, conosciuto per la sua fotografia di aspetti mondani della classe media nel centro dell'Inghilterra negli anni '70 e ritratti in bianco e nero di gente comune nei sobborghi a pochi passi dalla sua casa a Stourbridge.

Ha inoltre ampiamente fotografato l'industria britannica.

JOHN MYERS-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna
JOHN MYERS - ©Dennis Roberts



Nella sede del Museo della Musica le foto che catturano uno dei cambiamenti più importanti nella seconda parte del Novecento in Inghilterra: la fine delle manifatture e l'affermarsi dei grandi magazzini e della logistica.

JOHN MYERS-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna





Le foto sono del periodo 1981-1988 in quella regione dell'Inghilterra soprannominata Black Country, un tempo regina delle officine metalmeccaniche.

Mattonificio Dyson, Brierley Hill, 1983.
©John Myers - Monica Galeotti©photo

JOHN MYERS-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna





Burton Delingpole & Co. Ltd, Cradley Heath, 1981.
©John Myers - Monica Galeotti©photo

JOHN MYERS-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna





©John Myers - Monica Galeotti©photo

JOHN MYERS-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna







JOHN MYERS-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna





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12 - MARTEN LANGE

Teatro San Leonardo, via San Vitale, 63

E' nato a Gӧteborg in Svezia nel 1984, ha pubblicato diversi libri fotografici ed esposto la sue opere in Europa.
 Le sue fotografie in bianco e nero riflettono il desiderio di un esame sistematico, che cerca di catalogare e interpretare oggetti e schemi nel mondo.
Uno schema visivo che si sviluppa per serie.

MARTEN LANGE-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna


Il lavoro qui esposto si divide in due serie: 
MACHINA E MECHANISM.

MACHINA è del 2007 e sono immagini di laboratori di ricerca fisica nucleare.

©Marten Lange- Monica Galeotti©photo

MARTEN LANGE-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna





THE MECHANISM, 2017, è una proiezione video fotografica sui temi della tecnologia, della sorveglianza e della società urbana.

©Marten Lange- Monica Galeotti©photo

MARTEN LANGE-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna





©Marten Lange- Monica Galeotti©photo

MARTEN LANGE-Biennale-Foto-Industria-2017-Bologna