Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post

domenica 31 maggio 2026

Escursione al Monte Baco (427 m): sentieri nel Parco di Monte Sole

Cimitero di San Silvestro
via San Silvestro, 30 – Marzabotto


Itinerario breve ma suggestivo tra le colline meno conosciute del Parco Storico di Monte Sole, con scorci sul Contrafforte Pliocenico e, in inverno, un panorama dalla cima sul punto d’incontro tra il torrente Setta e il fiume Reno.


Guscio di lumaca bianco su roccia nel sottobosco del Parco di Monte Sole


COME ARRIVARE AL PUNTO DI PARTENZA PER L'ESCURSIONE AL MONTE BACO

Per raggiungere il punto di partenza dell’escursione, imbocco da Casalecchio di Reno la SS64 Porrettana. Continuo fino a Lama di Reno, dove seguo le indicazioni per Panico.

Dopo aver raggiunto la Chiesa di Panico proseguo lungo Via San Silvestro, una stretta strada collinare che sale sulle colline del Parco di Monte Sole.

Arrivo infine al piccolo parcheggio situato lungo il muro del Cimitero di San Silvestro.


Mappa del tragitto in auto da Bologna a Monte Baco con punto partenza escursione
Tragitto in auto e punto di partenza escursione
 (tracciato GPS Relive, didascalie Monica Galeotti)


Inizio il mio racconto descrivendo alcuni punti del percorso in auto che meritano una sosta.

Dopo essere uscita a Lama di Reno, mi dirigo verso il piccolo borgo di Panico, ma prima di arrivarci, dall’alto, intravedo il suggestivo Ponte di Panico, uno storico ponte a tre arcate immerso in un paesaggio molto affascinante.


Storico Ponte di Panico a tre arcate lungo l'escursione al Monte Baco


Si trova ai piedi dello sperone roccioso dove un tempo sorgeva il Castello dei Conti di Panico, distrutto nel 1325 dalle macchine da guerra dei bolognesi.
L’attuale struttura è una ricostruzione del 1946 che riproduce l'antico ponte medievale del 1300 circa, gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale.


Ponte di Panico ai piedi dello sperone roccioso dell'antico castello medievale


Proseguo e raggiungo il borgo di Panico, con la splendida Pieve di San Lorenzo, un edificio prezioso che riesco a fotografare solo dall’esterno.

Qui però di panico non c'è traccia: il borgo è immerso nella quiete.
Il suo nome deriva dall’antico panìco, un antico cereale simile al miglio che veniva coltivato in queste terre e che, secondo alcune ipotesi, avrebbe dato origine anche al nome di Borgo Panigale (quartiere di Bologna), attraverso il latino panicalis, cioè luogo coltivato a panìco.


Pieve di San Lorenzo di Panico, tappa storica nei sentieri di Monte Sole


Riprendo il percorso in auto imboccando via San Silvestro, una stretta strada che si snoda tra le colline.


Via San Silvestro tra le colline dell'Appennino durante il trekking al Monte Baco


Mi fermo al cimitero di San Silvestro, dove parcheggio.
È proprio da qui che inizia la mia escursione.


Parcheggio del cimitero di San Silvestro, punto di partenza dell'itinerario
Parcheggio del cimitero di San Silvestro, punto di partenza dell'itinerario.


Di fianco al cimitero trovo la chiesa di San Silvestro di Stanzano, di origine medievale, anche se l’aspetto attuale è frutto di importanti ristrutturazioni di fine Settecento.


Chiesa di San Silvestro di Stanzano lungo i percorsi del Parco di Monte Sole



Vista panoramica della chiesa di San Silvestro tra le colline bolognesi


ITINERARIO DELL'ESCURSIONE AL MONTE BACO

Segnavia n. 100
Difficoltà: nessuna
Tempo: 1 h (A/R)
Dislivello: 142 m
Lunghezza: 3,5 km (A/R)


Mappa GPS Relive del sentiero per escursione Monte Baco con note di percorso
Tracciato GPS Relive, didascalie Monica Galeotti.


Impiego un po’ di tempo per individuare il sentiero giusto perché le indicazioni per il Monte Baco non sono chiare: il sentiero 100 è segnalato in due direzioni diverse.
Scelgo quello che mi sembra più probabile e mi incammino.
All’inizio il sentiero è asfaltato e in leggera salita.


Punto partenza sentiero Monte Baco con strada asfaltata e inizio percorso
Punto partenza sentiero Monte Baco con strada asfaltata.


Dopo pochi minuti si apre il primo panorama su Lama di Reno, quindi capisco di essere sulla strada giusta, quella della Via della Lana e della Seta.


Panorama su Lama di Reno durante l’escursione al Monte Baco in Emilia-Romagna


Vista su Monte Giovine, Lama di Reno e salita verso il Monte Baco.


Vista su Monte Giovine e Lama di Reno con salita verso il Monte Baco


Breve deviazione al Monte Giovine

Se si vuole effettuare una breve deviazione verso il Monte Giovine, lo si può raggiungere tramite un sentiero che si stacca sulla sinistra e risale la dorsale orientale.


Mappa GPS Relive del sentiero per escursione Monte Baco e Monte Giovine, parco di monte sole
Tracciato GPS Relive, didascalie Monica Galeotti.


Io l'ho fatto, ma la cima, dove è presente un’antenna ripetitore, che un tempo offriva un panorama aperto, oggi risulta completamente circondata dalla vegetazione cresciuta nel tempo.
Si tratta quindi soprattutto di una breve "sgambata" senza interesse panoramico.


Antenna ripetitore sulla cima del Monte Giovine nel Parco di Monte Sole
Antenna ripetitore sulla cima del Monte Giovine.


Per il Monte Baco raggiungo quindi quello che sembra il termine della strada, contro un’abitazione privata.

Sulla destra, però, c'è il sentiero segnato dalla classica vernice bianco-rossa, quindi seguo le indicazioni del percorso naturalistico.


Fine strada vicino abitazione con deviazione su sentiero bianco rosso Monte Baco
Fine strada vicino abitazione,
con deviazione su sentiero per Monte Baco.



ngresso al sentiero naturalistico segnato per l’escursione al Monte Baco


Costeggiando la casa si apre un ampio prato e, in lontananza, riconosco il profilo del Contrafforte Pliocenico, con ben visibile la parete di Monte Mario.


Panorama contrafforte pliocenico con parete Monte Mario durante escursione


Proseguo la salita con le ginestre in fiore, fino a raggiungere una leggera boscaglia.


Salita tra ginestre in fiore verso boscaglia lungo escursione Monte Baco


Trovo la deviazione per Monte Baco, sulla sinistra, mentre a proseguire diritto si scende verso il Piccolo Paradiso.


Indicazione direzione per il sentiero escursionistico Monte Baco nel bosco



Cartello sentiero Monte Baco con tempo di percorrenza 15 minuti escursione


La cima del Monte Baco e il punto panoramico

Sono quasi arrivata: pochi passi ancora e raggiungo la cima a 430 metri, dove si trova una Madonnina e una panchina.


Cima Monte Baco con madonnina di Lourdes e panchina
Cima Monte Baco con Madonnina di Lourdes e panchina.



 La Madonnina di Lourdes è stata collocata nel 2008 da un gruppo di volontari di Sasso Marconi.


Primo piano madonnina di Lourdes a Monte Baco installata da volontari locali


Questa escursione è nota soprattutto per il punto panoramico sul fiume Reno e sul torrente Setta, che si incontrano (vedi mappa escursione).

In realtà, nella stagione primaverile ed estiva, il fogliame impedisce completamente la vista: il panorama è di fatto solo invernale, come confermato anche dal cartiglio del parco, scritto con ironica sincerità da chi, come me, è rimasto un po’ deluso.


Cartello punto panoramico Parco Storico Monte Sole con vista stagionale


Flora lungo il sentiero: il geranio sanguigno

Ritorno sui miei passi e mi soffermo a osservare alcuni bellissimi fiori spontanei.

Come il geranio sanguigno (Geranium sanguineum), che deve il suo nome al colore dei suoi petali che in autunno diventano molto rossi.
Ha un solo fiore per ogni piccolo stelo, che è lungo circa 6–7 cm.
Questa pianta cresce ai bordi dei boschi, preferendo suoli calcarei o silicei.
Si può trovare fino a circa 1200 metri di altezza, sia in collina che in montagna.
Contiene sostanze chiamate tannini. In passato veniva usata per aiutare a guarire piccole ferite, per ridurre i liquidi e per dare forza al corpo.


Geranio sanguigno spontaneo lungo il sentiero dell’escursione Monte Baco


Nonostante la delusione per il panorama mancato, camminare immersa nella natura resta sempre un’esperienza rigenerante.

Per aiutare altri escursionisti che potrebbero trovarsi nella mia stessa incertezza, al ritorno, verificato il percorso corretto, scrivo sulla prima segnaletica del CAI l'indicazione "Monte Baco", proprio come quel gentile escursionista che in vetta ha segnalato che il panorama è visibile solo in inverno.


Segnaletica CAI Bologna sentiero 100 Monte Baco con annotazione escursionista



> PARCHI E GIARDINI BOLOGNESI (con Monte Sole)

> ITINERARI MONTAGNE

> ITINERARI DOLOMITICI

Ti è piaciuto questo post? Condividilo sui social e iscriviti alla mia newsletter: è il modo migliore per supportare il mio lavoro.






NOTE:

  • L'itinerario descritto è stato effettuato il 2 maggio 2026, consultando preventivamente le previsioni meteo.
  • Tutte le foto sono di Monica Galeotti.
  • Per le indicazioni del sentiero ho utilizzato la mappa del Parco Regionale Monte Sole, a cura del centro Villa Ghigi, 1992.
  • Sconsiglio di percorrere l'itinerario nei mesi più caldi per le condizioni climatiche eccessivamente afose (le colline non sono in alta quota).



FONTI:

  • Mappa del Parco Regionale Monte Sole, a cura del centro Villa Ghigi, 1992, usata anche per le informazioni sui luoghi di interesse.
  • geraniosanguigno/wikipedia


Tracciato escursione Monte Baco su mappa OpenStreetMap nel Parco di Monte Sole
Mappa OpenStreet con tracciato GPS Relive per Monte Baco.


mercoledì 6 novembre 2024

IL SENTIERO DI HIRZEL

Passo di Costalunga
Vigo di Fassa - TRENTO


Dalla terrazza naturale del Rifugio Paolina si snoda un sentiero panoramico in quota che attraversa le pendici del gruppo della Roda di Vael e del Catinaccio.


Non presenta particolari difficoltà alpinistiche e regala viste mozzafiato sulla Val d'Ega e sul massiccio del Latemar.


sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti



COME ARRIVARE
A breve distanza dal Passo di Costalunga, si trova il parcheggio della seggiovia per il Rifugio Paolina, punto di partenza dell'escursione.

Il Passo di Costalunga è accessibile sia dalla Val di Fassa che dalla Val d’Ega e rappresenta non solo il confine tra queste due valli, ma anche tra Trentino e Alto Adige, nonchè tra i massicci del Latemar e del Catinaccio.

Screenshot_costalunga_monica_galeotti



ITINERARIO
Il sentiero 549, noto come Sentiero di Hirzel, è dedicato a un libraio di Lipsia che frequentava la zona e finanziò la sua realizzazione.
L'itinerario è un percorso ad anello che collega il Rifugio Paolina al Rifugio Fronza alle Coronelle.

Segnavia n.552-549-539
Difficoltà: E
 Tempo: 3 ore totali
Dislivello: 336 m
Lunghezza: 8 km

sentiero_hirzel_mappa_monica_galeotti




Partendo dal Rifugio Paolina, seguo il segnavia 552.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti





sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Attraverso un canyon che testimonia la storia geologica del luogo.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti





sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Lungo l'intero tragitto una vista mozzafiato sul Latemar, con le sue famose torri che si specchiano nel Lago di Carezza.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Proseguo tra massi di diverse dimensioni.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti





sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




 Arrivo ad un bivio, dove il mio sentiero 552 si unisce al 549 di Hirzel.
Proseguo verso il Rifugio Fronza, mentre di ritorno, al bivio, inizierò l'anello dell'escursione.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti





A causa di una frana, incontro una deviazione.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Continuo poi su un tratto pianeggiante dove intravedo il Rifugio Fronza e passo su una piccola cascata dove è necessario prestare attenzione.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti





sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Raggiungo infine il rifugio.
Il Rifugio Fronza alle Coronelle (Kölner Hütte), situato a 2337 metri, è raggiungibile anche tramite una lunga seggiovia che parte da Malga Frommer.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Il rifugio è dedicato ad Aleardo Fronza, un avvocato e alpinista veronese nato nel 1881.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Arruolato come tenente durante la Prima Guerra Mondiale, fu promosso capitano e combatté sul Monte Zugna, dove perse la vita il 4 agosto 1916 durante l'offensiva austriaca.
Uomo apprezzato sia nell'alpinismo che nell'avvocatura, la sua morte suscitò grande commozione.
Il CAI di Verona gli dedicò il rifugio nel 1920.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Il rifugio è anche un punto di partenza per chi vuole affrontare la ferrata Santner, che raggiunge il Rifugio Santner, appoggiato sul crinale della Conca del Gartl, al cospetto delle Torri del Vajolet e da dove, in breve tempo, si può raggiungere il Rifugio Re Alberto.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Proprio dietro al rifugio inizia la ferrata, io mi godo il panorama.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti



Johann Santner fu un importante esploratore delle Dolomiti, promotore della costruzione di rifugi alpini come il Rifugio Bolzano sullo Sciliar (1885).
Il 18 luglio 1878 aprì la ferrata che collega il Rifugio Fronza al Passo Santner, che per questo porta il suo nome.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti
In rosso la ferrata Santner.







sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti





Lascio il rifugio e riprendo il sentiero 549 di Hirzel.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti



Lungo il sentiero, il panorama invita a soffermarsi per essere ammirato, per questo è importante ricordare la regola n.1 del libro "Accorgimenti alpestri", di Erri de Luca:
"In montagna camminare lo sguardo fisso a terra, a dove poggiare il passo. Se si vuole guardare intorno il panorama, fermarsi. Non si sta nella zona pedonale di una città d'arte. Si sta da passanti su sentieri che rasentano precipizi."

sentiero_hirzel_monica_galeotti



 Il sentiero di Hirzel, dal Rifugio Fronza fino all'aquila di Cristomannos, lo percorro ora al completo.
Raggiunto il bivio incontrato in precedenza, anziché tornare al rifugio Paolina, prendo il sentiero in salita a sinistra.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti






sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Attraverso una zona sassosa con una leggera pendenza.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Raggiungo il segnavia n.9; da qui sarebbe possibile raggiungere il Passo del Vaiolon in circa un'ora, e fare l'anello con il Rifugio Roda di Vael, oppure raggiungere il Testone del Vaiolon, ma sono altre escursioni!

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Il Passo del Vaiolon è incastonato tra il Testone del Vaiolon e la parete ovest della Roda di Vael; io proseguo accanto a queste maestose pareti.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Come aveva intuito Hirzel, il sentiero è incantevole, e questo ultimo tratto è il più spettacolare:
panorami, rocce e fiori mi accompagnano fino al monumento dedicato a Theodor Christomannos.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Il sentiero alle mie spalle.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti;





sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti;





sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti





Raggiungo il monumento per Theodor Christomannos, una maestosa aquila in bronzo sul sentiero del Masarè che porta al Rifugio Roda di Vael, già citato in un articolo del 21 settembre 2019.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti



Oggi mi dirigo in senso opposto, scendo quindi sul sentiero 539 del Masarè verso il Rifugio Paolina, per completare l'escursione e l'anello, da cui prendo la seggiovia per tornare in Val d'Ega e recuperare l'auto.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti




Le montagne protagoniste di questa escursione.

sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti










_______________________________________


Note:

-l'itinerario descritto è stato percorso personalmente venerdì 2 agosto 2024 consultando preventivamente le previsioni meteo, prestando attenzione all'evoluzione del tempo nella stessa giornata.


-carta topografica Tabacco - Sciliar - Catinaccio - Latemar 029 - 1:25.000


-per i livelli di classificazione delle difficoltà nell'escursionismo vedi

Dolomiti presentazione


-le 10 regole base per affrontare un’escursione in montagna

Prudenza in montagna



Bibliografia:

-Aleardo Fronza/A.N.A Sezione di Verona





Questo sentiero fa parte del SISTEMA DOLOMITICO NUMERO 7 Sciliar-Catinaccio, Latemar.





_______________________



IL COMPAGNO DI VIAGGIO



sentiero_hirzel_foto_monica_galeotti