PRIMA PARTE
DAL SOSTEGNO DELLA BOVA AL SOSTEGNO DI CORTICELLA
In questo tratto troviamo 6 sostegni:
2 – Sostegno del Battiferro
3 – Sostegno Torreggiani
4 – Sostegno Landi
5 – Sostegno Grassi
6 – Sostegno di Corticella
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| Mappa del canale Cavaticcio e collettore che arrivano alla Bova - ©didascalie Monica Galeotti |
Nella foto, alla Bova, si può vedere il punto in cui arrivano e si uniscono il Cavaticcio, a destra, e il collettore, a sinistra.
Nel fotoconfronto con il passato si vedono chiaramente gli edifici che oggi sono coperti dalla vegetazione.
Il Cavaticcio e il Canale delle Moline non sono altro che il Canale di Reno (vedi Chiusa di Casalecchio), quindi si può affermare che il Canale Navile
è il Canale di Reno dall'altra parte della città.
Prende questo nome perchè un tempo era una via navigabile.
Navile deriva infatti dal termine Naviglio:
"Canale artificiale atto a essere navigato da imbarcazioni di piccola stazza e utilizzato per l'irrigazione. E' voce d'uso specialmente nell'Italia settentrionale".
UN PÒ DI STORIA
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| foto da "Il grande libro dei Canali di Bologna", ©Tiziano Costa |
Il Navile è lungo circa 35 km e percorre la pianura bolognese fino a immettersi nel fiume Reno vicino a Passo Segni, nella zona di Malalbergo, Comune della città di Bologna.
Dopo l'eliminazione del Porto di Bologna l'utilizzo del Navile diventa esclusivamente ad uso irriguo e di bonifica, non essendo più navigabile.
Del sistema portuale bolognese e dell'antico uso navigabile restano comunque una serie di sostegni, cioè chiuse, che furono realizzati a metà del Cinquecento dal Vignola.
Per ottenere una migliore tenuta, gradualmente le saracinesche a ghigliottina in legno di rovere dei primi sostegni furono sostituite dal ferro, utilizzando il sistema delle porte vinciane, così chiamate perchè inventate da Leonardo da Vinci, costituite da battenti ad angolo che si aprono controcorrente, utilizzando la pressione dell'acqua.
Le porte si chiudevano sia a monte sia a valle, creando una conca, cioè un piccolo bacino d'acqua, dove i barconi venivano rinchiusi.
In questo modo superavano il dislivello del canale: dei veri e propri ascensori d'acqua, per scendere o salire, a seconda si andasse verso il mare o verso Bologna.
| Porte Vinciane, Sostegno del Battiferro |
Le barche infatti arrivavano anche dal mare e navigavano verso Bologna "in salita", controcorrente, e venivano trainate dai cavalli sulla restara, il sentiero che fiancheggiava il canale per tutto il suo corso e che, in parte, è stato ripristinato con la nuova ciclabile.
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| Fotografia storica dei cavalli che trainano una barca controcorrente lungo il Canale Navile. ©www.carrozzecavalli.net |
Le barche erano a fondo piatto e avevano prua e poppa uguali, in quanto navigavano indifferentemente in un senso o nell'altro.
In questa vecchia foto, il burchiello, una barca interamente scoperta.
Vi era anche il bucintoro, barca coperta adibita al trasporto dei passeggeri.
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| Cartolina postale, raccolta ©Pia Rambelli |
Per capire al meglio l'utilità dei sostegni è bene anche sapere cosa sia l'interramento naturale di un corso d'acqua.
Quando la velocità dell'acqua è tale da provocare erosioni nell'alveo, il corso di un fiume o di un canale subisce delle trasformazioni, a volte importanti, quali l'interramento naturale.
Il sostegno quindi aveva due funzioni:
consentire alle imbarcazioni di superare i dislivelli, sia verso il mare sia verso Bologna, e fungere da sistema di manovra per abbassare la velocità dell'acqua e scongiurare l'interramento naturale.
Il Canale Navile scorre in pendenza verso il mare per tutto il suo tratto, soprattutto nel primo, cioè da Bologna a Corticella, dove la pendenza è maggiore, circa 15 metri, e di conseguenza anche la velocità dell'acqua.
Per questo motivo, in questo tratto, i sostegni sono più numerosi che in seguito.
Dopo questa necessaria introduzione, ecco i Sostegni come ci appaiono oggi: alcuni abbandonati e in parte ricoperti di vegetazione, altri conservati e ripuliti, per quanto possibile, attraverso opere di volontariato di alcune associazioni che operano sul territorio, per mantenere la memoria storica.
DAL SOSTEGNO DELLA BOVA AL SOSTEGNO DEL BATTIFERRO
(2 km circa)
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| Dalla Bova al Battiferro – ©didascalie Monica Galeotti |
1 – SOSTEGNO DELLA BOVA
In via Bovi Campeggi si può intravedere, dall'alto del ponte, il Sostegno della Bova (ancora meglio in fondo alla discesa Vicolo Laghetto del Navile), realizzato nel 1594 su disegno di Floriano Ambrosini, l'architetto di Palazzo Zani, sede della Bonifica Renana a Bologna.
Come già visto, questo è il punto in cui confluiscono tutte le acque dei canali in uscita dalla città.
Prima di questo sostegno vi era l'antico Porto del Maccagnano, aperto nel 1284.
Troviamo integra la conca di navigazione e alcune strutture della manovra.
Ieri e oggi: dal sottopasso ferroviario si vede il ponte di via Bovi Campeggi, oggi decisamente nascosto dalla vegetazione.
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| Fotografia storica del ponte di via Bovi Campeggi sopra il Canale Navile, allora visibile. |
| Il ponte di via Bovi Campeggi oggi nascosto dalla fitta vegetazione lungo le sponde del Navile. |
Dal 2016 è possibile percorrere una ciclabile molto bella che costeggia il Navile, da qui fino a Castello di Castel Maggiore, con un percorso di circa 9 km.
Appena superato il Sostegno della Bova, la ciclabile sottopassa il ponte di via Carracci.
| Scorcio del Canale Navile verso il ponte di via Carracci. |
Dentro al Parco di Villa Angeletti, un attraente scorcio dal ponte che porta alla zona ortiva di via Beverara.
Dal ponte di via Gagarin.
Quando in fondo si intravede la casona del Battiferro, la restara è via del Navile.
2 – SOSTEGNO DEL BATTIFERRO
In origine il sostegno fu costruito in legno dal milanese Pietro da Brambilla nel 1494 (come anche il Sostegno Grassi) e rifatto in muratura dal Vignola nel 1548, per poi essere modificato più volte.
Anche l'edificio della casa di manovra è stato rimaneggiato più volte, ma ha mantenuto l'aspetto cinquecentesco e porta lo stemma di papa Paolo III e della città di Bologna.
In questa antica foto, precedente alla radicale ristrutturazione del 1905, si vede anche l'edificio a destra chiamato pila da riso, un mulino in cui il riso veniva "pilato", cioè sottoposto al trattamento necessario per spogliarlo del pericarpo e renderlo commestibile.
In seguito diventò Cartiera dei signori Bardi.
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| Fotografia storica del Sostegno del Battiferro prima dei restauri, con la pila da riso a destra. |
Al foto confronto di oggi, vediamo i ruderi dell'edificio quasi completamente nascosti dalla vegetazione.
Superato il Sostegno, voltiamo lo sguardo: ecco la piccola cascata e i resti della prima centrale idrotermoelettrica di Bologna del 1901.
Il fotoconfronto con il passato.
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| ©www.genusbononiae |
La demolizione della ciminiera si è resa necessaria per motivi di sicurezza.
In direzione Corticella, a sinistra, si trova il complesso della ex fornace Galotti, oggi ristrutturata e sede del Museo del Patrimonio Industriale.
Sulla destra si trovano due depositi recuperati, circondati da un piccolo spazio all'aperto dove, d'estate, viene organizzata la rassegna "Battiferro finchè caldo", con concerti e letture, gestita dall'Associazione Vitruvio.
Quando il Navile era navigabile, i depositi contenevano tutto ciò che occorreva alla manutenzione dei sostegni e del canale stesso.
| Museo del Patrimonio Industriale, ex fornace Galotti, e spazio Associazione Vitruvio sulla destra. |
Il Sostegno del Battiferro si trova nel punto dove il Navile si divide in due rami: la Fossetta, a destra, e il Canalazzo, a sinistra.
Dei 6 sostegni di questo primo percorso, 3 sono sul ramo Fossetta.
La Fossetta, creata nel progetto del Vignola per dare minor pendenza al canale, fu riservata alla navigazione e per questo, lungo il suo corso, vennero inseriti:
- il Sostegno Torreggiani
- il Sostegnazzo Landi
- il Sostegnino Grassi
Il Canalazzo rimane il naturale corso del Navile.
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| Mappa generale con il percorso del Navile, dalla Bova al Sostegno di Corticella ©didascalie Monica Galeotti |
3 – SOSTEGNO TORREGGIANI
Si trova a meno di un chilometro dal Battiferro ed è chiamato anche semplicemente "Il Sostegno".
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| Mappa lungo il Canale Navile, dal Battiferro al Sostegno Torreggiani – ©didascalie Monica Galeotti |
Venne costruito intorno al 1560, in contemporanea con il Sostegno Landi. Restaurato poi nel Settecento, prese il nome dal suo architetto, Alfonso Torreggiani.
Nei pressi sorgeva un'osteria, aperta nel 1861, che offriva ristoro e riparo ai barcaioli e ai passeggeri in viaggio lungo il Navile.
Esiste ancora questo locale: la Trattoria da Sandro al Navile, che conserva la fama della cucina bolognese.
Fra un sostegno e l'altro vi sono passaggi molto suggestivi.
4 – SOSTEGNO LANDI
A 500 metri dal Torreggiani troviamo il Sostegno Landi, chiamato anche il Sostegnazzo.
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| Mappa lungo il Navile, dal Sostegno Torreggiani al Landi. |
Come spiega simpaticamente Tiziano Costa nel suo Libro dei Canali, nella parlata dialettale bolognese si usavano termini negativi per dimostrare benevolenza, quindi "sostegnazzo" non vuole essere dispregiativo.
Per esempio, scrive ancora Costa:
"Il famoso <bròtta caràgna, com stèt!?>, che vuol dire <come stai, brutta carogna!?>, è un'offesa non solo ignorata ma gradita, segno di amicizia."
Come il Torreggiani, anche il Landi fu costruito nel 1560 e, a metà del Settecento, restaurato dall'architetto Giuseppe Antonio Landi, da cui il nome.
La conca di navigazione a pianta esagonale è completamente invasa dalla vegetazione di robinia e ailanto.
Di fronte al sostegno, dall'altra parte del canale, le rovine della cartiera settecentesca, funzionante fino a metà del Novecento.
Su queste rovine è stata costruita una RSA per anziani non autosufficienti.
Questa foto è stata scattata a maggio 2022: si possono notare i portoni del sostegno e le manovre, liberati dalla vegetazione infestante durante i grandi lavori di manutenzione straordinaria 2020-2021.
In questo caso la vegetazione ha protetto e salvato.
Il sostegno Landi in secca.
L'ex cartiera, oggi RSA Parco del Navile.
5 – SOSTEGNO GRASSI - PONTE DELLA BIONDA
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| Mappa con il percorso dal Sostegno Landi al Grassi e al Ponte della Bionda – ©didascalie Monica Galeotti |
A 700 metri dal Landi, il Sostegno Grassi è stato sempre chiamato "Sostegnino", perchè la conca per le barche è molto stretta.
In questo tratto, infatti, il canale è molto stretto ed è sempre stata impossibile la navigazione per le barche molto grandi.
Quelle che arrivavano da Venezia o da Ferrara si fermavano al Pelago di Corticella; le merci venivano caricate su barche più piccole, che dovevano poi riuscire a passare nella stretta via del Sostegnino, una sorta di "misura".
Fu costruito in legno dal Brambilla a fine del Quattrocento e riedificato dal Vignola nel 1548.
A pochi metri dal Sostegnino Grassi si trova il PONTE DELLA BIONDA.
In questo punto i due rami, Canalazzo e Fossetta, si uniscono e il Canale Navile ritorna al suo corso naturale.
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| Mappa aerea di Monica Galeotti con il Ponte della Bionda e la confluenza di Fossetta e Canalazzo. |
E' lecito domandarsi:
perchè è stato costruito il ponte? perchè si chiama così?
Prima della sua costruzione, i cavalli che trainavano le barche controcorrente provenienti da Corticella, in questo punto si trovavano sul Canalazzo, cioè il corso naturale del Navile, e dovevano passare sul ramo Fossetta dove ci sono i sostegni.
Lo facevano passando sopra la stessa barca che trainavano, che doveva essere abbastanza lunga da fare da ponte.
Ma l'operazione era scomodissima e così venne costruito il ponte nel tardo Seicento, quando il Navile era molto usato.
Il nome che gli è stato dato, invece, è una leggenda metropolitana o una verità tramandata?
Si dice che una certa "bionda" sostasse su quel ponte e pare fosse molto disponibile.
Il Ponte della Bionda è oggi luogo di appuntamento annuale, nel mese di luglio, con serate musicali e teatrali.
Nel 2005 il cantautore dialettale bolognese Fausto Carpani ha fondato l'Associazione Culturale "Il Ponte della Bionda", per raccogliere fondi destinati a mantenere e preservare la zona del ponte, un tempo discarica abusiva e oggi ripulita e trasformata in un'arena per spettacoli estivi.
Il ponte stesso è stato restaurato grazie a questa associazione, con l'aiuto della Banca del Monte di Bologna.
Carpani e gli amici volontari continuano, dal Sostegnino Grassi al Ponte, a mantenere l'erba tagliata, a rimuovere i rifiuti, a sistemare le panchine e potare gli alberi.
6 – SOSTEGNO (e Pelago) DI CORTICELLA
Per arrivare all'ultimo sostegno di questa prima parte illustrata del Canale Navile, vi è circa 1 km dal Ponte della Bionda, vale a dire circa 10 minuti di camminata.
Esiste un Pelago perchè un tempo vi era un grande specchio d'acqua, alimentato da una derivazione del canale; oggi, invece, di acqua ne rimane poca.
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| Mappa di Monica Galeotti con l'itinerario dal Ponte della Bionda al Sostegno di Corticella. |
Oggi è un condominio.
Raggiungo il bivio delle acque del Navile: a destra le acque si dirigono a formare il Pelago, a sinistra il Navile si dirige verso il Sostegno di Corticella.
In questo "pelago" sorse il primo porto di Bologna, definitivamente chiuso negli anni Quaranta del Novecento.
La merce dei barconi che arrivavano dal Po e da Venezia veniva scaricata per essere trasferita in barche più piccole, che potevano arrivare a Bologna trainate dai cavalli.
Presso il pelago fu costruito successivamente, dal Vignola, il Sostegno con la conca ellittica, nel 1548.
Particolare questa forma, perchè i sostegni hanno, quasi tutti, una forma poligonale.
Fontana della Madonna dell'Olmo o della Gabella Grossa
Ai piedi del sostegno si trova la fontana della Gabella Grossa, risalente al 1689, con l'edicola votiva della Madonnina dell'Olmo.
L'immagine riproduce un soggetto mariano venerato a Cento fin dal Settecento. Secondo la tradizione popolare, era originariamente appesa a un olmo per proteggere le acque del Reno; in seguito fu trasferita in un'edicola: l'originale è oggi conservato nella Collegiata di San Biagio.
Qui a Corticella, alle spalle della fontana, un tempo cresceva un grande olmo, poi scomparso.
Dopo essere stata distrutta e abbandonata, l'edicola è stata restaurata nel 1998 dai volontari locali Stefano Gardini e Branchini.
Accanto è stato piantato un nuovo olmo e l'immagine, rubata due volte, è stata sostituita con una copia senza valore commerciale, benedetta dal vescovo di Bologna Matteo Zuppi.
L'edicola era luogo di devozione e piccola sorgente per dissetarsi, usata da barcaioli e viaggiatori.
Anche a Bologna, in via dell'Inferno 10, si trova una targa in arenaria dedicata alla Madonna dell'Olmo, inserita nel mio itinerario n. 4 alla scoperta delle immagini sacre sui muri della città.
Oltrepassata la Madonnina giro lo sguardo; posso così fare un fotoconfronto con il passato.
Il ponte al Sostegno di Corticella in una foto del 1909.
Nell'immagine, a destra, un uomo è seduto sul muretto della Madonnina dell'Olmo.
Il ponte oggi, sostituito in ferro.
Il Castello Pallotti fa da sfondo alla bellissima conca del Vignola e alle sue strutture di manovra.
- Tutte le foto sono di Monica Galeotti, eccetto le immagini con fonte indicata.
- Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.
- Carlo Garulli e Valerio Montanari, Castel Maggiore tra storia e memoria, ed. Pendragon, 2007.
- Tiziano Costa, Il grande libro dei canali di Bologna, Costa Editore, terza edizione, 2011.
- Tiziano Costa, Canali e Aposa, Costa Editore, 2001.






























Semplicemente MERAVIGLIOSO! un reportage accattivante, sintentico ma esauriente e assolutamente preciso per date, definizioni, storiografia...Un racconto e un lavoro davvero splendido. Come portavoce del Comitato Salviamo il Navile posso soltanto applaudire!
RispondiEliminaGrazie mille! Dalla prima e più importante Associazione sul territorio che si occupa del Navile, il complimento vale doppio. E ricambio, perchè il vostro tempo e la vostra passione sono una grande risorsa per Bologna. Grazie ancora.
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