martedì 11 dicembre 2018

IL CANALE NAVILE a Bologna: prima parte, dal Sostegno della Bova a Corticella


Canale Navile al Sostegno della Bova, scorcio suggestivo tra acqua e architettura idraulica






PRIMA PARTE

DAL SOSTEGNO DELLA BOVA AL SOSTEGNO DI CORTICELLA

In questo tratto troviamo 6 sostegni:

1 – Sostegno della Bova
2 – Sostegno del Battiferro
3 – Sostegno Torreggiani
4 – Sostegno Landi
5 – Sostegno Grassi
6 – Sostegno di Corticella


Ex alloggiamento idraulico La Bova, Canale Navile
Ex alloggiamento idraulico La Bova.




Il Navile, convenzionalmente, inizia al Sostegno della Bova, nel punto in cui si uniscono, da una parte, il Canale Cavaticcio e, dall'altra, il collettore che accoglie le acque del Canale delle Moline, del Torrente Aposa e della Canaletta di Savena.



Mappa di Monica Galeotti sui canali sotterranei di Bologna, dal Cavaticcio al collettore
Mappa del canale Cavaticcio e collettore che arrivano alla Bova - ©didascalie Monica Galeotti



Nella foto, alla Bova, si può vedere il punto in cui arrivano e si uniscono il Cavaticcio, a destra, e il collettore, a sinistra.


Al Sostegno della Bova si incontrano il Cavaticcio e il collettore delle acque sotterranee


Nel fotoconfronto con il passato si vedono chiaramente gli edifici che oggi sono coperti dalla vegetazione.


Confronto tra passato e presente al Sostegno della Bova
Sostegno della Bova - ©Fausto Malpensa collezione personale



Il Cavaticcio e il Canale delle Moline non sono altro che il Canale di Reno (vedi Chiusa di Casalecchio), quindi si può affermare che il Canale Navile
è il Canale di Reno dall'altra parte della città.

Prende questo nome perchè un tempo era una via navigabile.

Navile deriva infatti dal termine Naviglio:

"Canale artificiale atto a essere navigato da imbarcazioni di piccola stazza e utilizzato per l'irrigazione. E' voce d'uso specialmente nell'Italia settentrionale".


Il Sostegno della Bova lungo il Canale Navile, testimonianza del sistema idraulico bolognese




UN PÒ DI STORIA

Il Canale Navile, come i canali dentro le mura cittadine, alimentava energia idraulica per gli opifici, ma era soprattutto una via d'acqua per il trasporto di merci e persone, dalla città ai porti adriatici.



Fotografia storica del Canale Navile con una barca utilizzata per il trasporto di merci e persone
foto da "Il grande libro dei Canali di Bologna", ©Tiziano Costa




Il Navile è lungo circa 35 km e percorre la pianura bolognese fino a immettersi nel fiume Reno vicino a Passo Segni, nella zona di Malalbergo, Comune della città di Bologna.



Il Canale Navile e la Restara, il sentiero che costeggia l'antica via d'acqua bolognese




Dopo l'eliminazione del Porto di Bologna l'utilizzo del Navile diventa esclusivamente ad uso irriguo e di bonifica, non essendo più navigabile.



Le scarse acque del Canale Navile oggi, lungo il percorso storico verso Corticella



Del sistema portuale bolognese e dell'antico uso navigabile restano comunque una serie di sostegni, cioè chiuse, che furono realizzati a metà del Cinquecento dal Vignola.

Per ottenere una migliore tenuta, gradualmente le saracinesche a ghigliottina in legno di rovere dei primi sostegni furono sostituite dal ferro, utilizzando il sistema delle porte vinciane, così chiamate perchè inventate da Leonardo da Vinci, costituite da battenti ad angolo che si aprono controcorrente, utilizzando la pressione dell'acqua.

Le porte si chiudevano sia a monte sia a valle, creando una conca, cioè un piccolo bacino d'acqua, dove i barconi venivano rinchiusi.

In questo modo superavano il dislivello del canale: dei veri e propri ascensori d'acqua, per scendere o salire, a seconda si andasse verso il mare o verso Bologna.



Porte Vinciane al Sostegno del Battiferro, antico sistema idraulico del Canale Navile
Porte Vinciane, Sostegno del Battiferro



Le barche infatti arrivavano anche dal mare e navigavano verso Bologna "in salita", controcorrente, e venivano trainate dai cavalli sulla restara, il sentiero che fiancheggiava il canale per tutto il suo corso e che, in parte, è stato ripristinato con la nuova ciclabile.



Fotografia storica dei cavalli che trainano una barca controcorrente lungo il Canale Navile
Fotografia storica dei cavalli che trainano una barca controcorrente lungo il Canale Navile.   ©www.carrozzecavalli.net


Le barche erano a fondo piatto e avevano prua e poppa uguali, in quanto navigavano indifferentemente in un senso o nell'altro.

In questa vecchia foto, il burchiello, una barca interamente scoperta.

Vi era anche il bucintoro, barca coperta adibita al trasporto dei passeggeri.



Burchiello carico di merci sul Canale Navile, trainato dai cavalli controcorrente
Cartolina postale, raccolta ©Pia Rambelli


Per capire al meglio l'utilità dei sostegni è bene anche sapere cosa sia l'interramento naturale di un corso d'acqua.

Quando la velocità dell'acqua è tale da provocare erosioni nell'alveo, il corso di un fiume o di un canale subisce delle trasformazioni, a volte importanti, quali l'interramento naturale.


Le acque del Canale Navile scorrono lungo la Restara, l'antico sentiero di alzaia



Il sostegno quindi aveva due funzioni:
consentire alle imbarcazioni di superare i dislivelli, sia verso il mare sia verso Bologna, e fungere da sistema di manovra per abbassare la velocità dell'acqua e scongiurare l'interramento naturale.

Il Canale Navile scorre in pendenza verso il mare per tutto il suo tratto, soprattutto nel primo, cioè da Bologna a Corticella, dove la pendenza è maggiore, circa 15 metri, e di conseguenza anche la velocità dell'acqua.

Per questo motivo, in questo tratto, i sostegni sono più numerosi che in seguito. 

Dopo questa necessaria introduzione, ecco i Sostegni come ci appaiono oggi: alcuni abbandonati e in parte ricoperti di vegetazione, altri conservati e ripuliti, per quanto possibile, attraverso opere di volontariato di alcune associazioni che operano sul territorio, per mantenere la memoria storica.

DAL SOSTEGNO DELLA BOVA AL SOSTEGNO DEL BATTIFERRO

(2 km circa)


Mappa di Monica Galeotti con il percorso lungo il Canale Navile dalla Bova al Battiferro
Dalla Bova al Battiferro – ©didascalie Monica Galeotti


1 – SOSTEGNO DELLA BOVA

In via Bovi Campeggi si può intravedere, dall'alto del ponte, il Sostegno della Bova (ancora meglio in fondo alla discesa Vicolo Laghetto del Navile), realizzato nel 1594 su disegno di Floriano Ambrosini, l'architetto di Palazzo Zani, sede della Bonifica Renana a Bologna.

Come già visto, questo è il punto in cui confluiscono tutte le acque dei canali in uscita dalla città.

Prima di questo sostegno vi era l'antico Porto del Maccagnano, aperto nel 1284.

Troviamo integra la conca di navigazione e alcune strutture della manovra.


Il Sostegno della Bova del 1594, realizzato su disegno dell'architetto Floriano Ambrosini






Paraporto idraulico del Sostegno della Bova, antico dispositivo per la manovra delle acque


Ieri e oggi: dal sottopasso ferroviario si vede il ponte di via Bovi Campeggi, oggi decisamente nascosto dalla vegetazione.


Fotografia storica del ponte di via Bovi Campeggi sopra il Canale Navile, allora visibile
Fotografia storica del ponte di via Bovi Campeggi sopra il Canale Navile, allora visibile.



l ponte di via Bovi Campeggi sul Navile oggi nascosto dalla fitta vegetazione lungo le sponde
Il ponte di via Bovi Campeggi oggi nascosto dalla fitta vegetazione lungo le sponde del Navile.

Dal 2016 è possibile percorrere una ciclabile molto bella che costeggia il Navile, da qui fino a Castello di Castel Maggiore, con un percorso di circa 9 km.

Appena superato il Sostegno della Bova, la ciclabile sottopassa il ponte di via Carracci.


Scorcio del Canale Navile verso il ponte di via Carracci a Bologna
Scorcio del Canale Navile verso il ponte di via Carracci.


Dentro al Parco di Villa Angeletti, un attraente scorcio dal ponte che porta alla zona ortiva di via Beverara.


Scorcio del Canale Navile dal ponte verso la zona ortiva di via Beverara a Bologna

Dal ponte di via Gagarin.


Le acque del Canale Navile viste dal ponte di via Gagarin, tra alberi e vegetazione


Quando in fondo si intravede la casona del Battiferro, la restara è via del Navile. 


La Casona del Battiferro e la Restara lungo il Canale Navile, oggi via del Navile


2 – SOSTEGNO DEL BATTIFERRO

Il termine "Battiferro" fa riferimento ad un antico opificio nelle vicinanze, adibito alla battitura del ferro e del rame.


Il Sostegno del Battiferro visto in lontananza, con l'edificio storico affacciato sul canale

In origine il sostegno fu costruito in legno dal milanese Pietro da Brambilla nel 1494 (come anche il Sostegno Grassi) e rifatto in muratura dal Vignola nel 1548, per poi essere modificato più volte.


Il Sostegno del Battiferro visto da vicino, con l'edificio storico affacciato sul canale













Anche l'edificio della casa di manovra è stato rimaneggiato più volte, ma ha mantenuto l'aspetto cinquecentesco e porta lo stemma di papa Paolo III e della città di Bologna.


Particolare del Sostegno del Battiferro con lo stemma di papa Paolo III e della città di Bologna


In questa antica foto, precedente alla radicale ristrutturazione del 1905, si vede anche l'edificio a destra chiamato pila da riso, un mulino in cui il riso veniva "pilato", cioè sottoposto al trattamento necessario per spogliarlo del pericarpo e renderlo commestibile.

In seguito diventò Cartiera dei signori Bardi.



Fotografia storica del Sostegno del Battiferro prima dei restauri, con la pila da riso a destra
Fotografia storica del Sostegno del Battiferro prima dei restauri, con la pila da riso a destra.


Al foto confronto di oggi, vediamo i ruderi dell'edificio quasi completamente nascosti dalla vegetazione.


Ruderi della pila da riso lungo il Canale Navile, oggi nascosti dalla vegetazione













Superato il Sostegno, voltiamo lo sguardo: ecco la piccola cascata e i resti della prima centrale idrotermoelettrica di Bologna del 1901.


La centrale idrotermoelettrica di Bologna al Battiferro in una fotografia storica del 1901

Il fotoconfronto con il passato.


Confronto tra passato e presente della centrale idrotermoelettrica al Battiferro di Bologna
©www.genusbononiae


























La demolizione della ciminiera si è resa necessaria per motivi di sicurezza.


Ciminiera demolita della centrale idrotermoelettrica al Battiferro

In direzione Corticella, a sinistra, si trova il complesso della ex fornace Galotti, oggi ristrutturata e sede del Museo del Patrimonio Industriale.

Sulla destra si trovano due depositi recuperati, circondati da un piccolo spazio all'aperto dove, d'estate, viene organizzata la rassegna "Battiferro finchè caldo", con concerti e letture, gestita dall'Associazione Vitruvio.

Quando il Navile era navigabile, i depositi contenevano tutto ciò che occorreva alla manutenzione dei sostegni e del canale stesso.


Museo del Patrimonio Industriale, ex fornace Galotti, e spazio del Battiferro a Bologna
Museo del Patrimonio Industriale, ex fornace Galotti, e spazio Associazione Vitruvio sulla destra.

Il Sostegno del Battiferro si trova nel punto dove il Navile si divide in due rami: la Fossetta, a destra, e il Canalazzo, a sinistra.


Il Canale Navile si divide nei due rami della Fossetta e del Canalazzo dopo il Battiferro


Dei 6 sostegni di questo primo percorso, 3 sono sul ramo Fossetta.

La Fossetta, creata nel progetto del Vignola per dare minor pendenza al canale, fu riservata alla navigazione e per questo, lungo il suo corso, vennero inseriti:

  • il Sostegno Torreggiani
  • il Sostegnazzo Landi
  • il Sostegnino Grassi

Il Canalazzo rimane il naturale corso del Navile.



Mappa generale di Monica Galeotti con il percorso del Navile dalla Bova al Sostegno di Corticella
Mappa generale con il percorso del Navile,
dalla Bova al Sostegno di Corticella
 ©didascalie Monica Galeotti



3 – SOSTEGNO TORREGGIANI

Si trova a meno di un chilometro dal Battiferro ed è chiamato anche semplicemente "Il Sostegno".



Mappa di Monica Galeotti dell'itinerario lungo il Canale Navile dal Battiferro al Sostegno Torreggiani
Mappa lungo il Canale Navile, dal Battiferro al Sostegno Torreggiani – ©didascalie Monica Galeotti







Casa di manovra del Sostegno Torreggiani lungo il Canale Navile, antica opera idraulica







Facciata della casa di manovra Torreggiani con la scritta storica del Genio Civile

Venne costruito intorno al 1560, in contemporanea con il Sostegno Landi. Restaurato poi nel Settecento, prese il nome dal suo architetto, Alfonso Torreggiani.

Nei pressi sorgeva un'osteria, aperta nel 1861, che offriva ristoro e riparo ai barcaioli e ai passeggeri in viaggio lungo il Navile.

Esiste ancora questo locale: la Trattoria da Sandro al Navile, che conserva la fama della cucina bolognese.


Primo piano del Sostegno Torreggiani, struttura idraulica lungo il Canale Navile a Bologna







Primo piano del Sostegno Torreggiani, struttura idraulica lungo il Canale Navile a Bologna


Fra un sostegno e l'altro vi sono passaggi molto suggestivi.


Scorcio suggestivo della Restara, il sentiero alberato che costeggia il Canale Navile


 4 – SOSTEGNO LANDI

A 500 metri dal Torreggiani troviamo il Sostegno Landi, chiamato anche il Sostegnazzo.



Mappa di Monica Galeotti con l'itinerario lungo il Navile dal Sostegno Torreggiani al Landi
Mappa lungo il Navile, dal Sostegno Torreggiani al Landi.


Come spiega simpaticamente Tiziano Costa nel suo Libro dei Canali, nella parlata dialettale bolognese si usavano termini negativi per dimostrare benevolenza, quindi "sostegnazzo" non vuole essere dispregiativo.

Per esempio, scrive ancora Costa:

"Il famoso <bròtta caràgna, com stèt!?>, che vuol dire <come stai, brutta carogna!?>, è un'offesa non solo ignorata ma gradita, segno di amicizia."

Come il Torreggiani, anche il Landi fu costruito nel 1560 e, a metà del Settecento, restaurato dall'architetto Giuseppe Antonio Landi, da cui il nome.


Casa di manovra del Sostegno Landi lungo il percorso storico del Canale Navile bolognese


La conca di navigazione a pianta esagonale è completamente invasa dalla vegetazione di robinia e ailanto.


Dettaglio delle attrezzature idrauliche per la manovra del Sostegno Landi sul Canale Navile

Di fronte al sostegno, dall'altra parte del canale, le rovine della cartiera settecentesca, funzionante fino a metà del Novecento.

Su queste rovine è stata costruita una RSA per anziani non autosufficienti.

Questa foto è stata scattata a maggio 2022: si possono notare i portoni del sostegno e le manovre, liberati dalla vegetazione infestante durante i grandi lavori di manutenzione straordinaria 2020-2021.

In questo caso la vegetazione ha protetto e salvato.


Portoni e meccanismi del Sostegno Landi riemersi dopo la manutenzione straordinaria del 2021


















Il sostegno Landi in secca.


Il Sostegno Landi in secca lungo il Canale Navile, con la conca priva d'acqua








Primo piano della conca asciutta del Sostegno Landi lungo il Canale Navile a Bologna


















L'ex cartiera, oggi RSA Parco del Navile.


Ex cartiera lungo il Navile, oggi sede della residenza per anziani RSA Parco del Navile
















5 – SOSTEGNO GRASSI - PONTE DELLA BIONDA



Mappa di Monica Galeotti con il percorso dal Sostegno Landi al Grassi e al Ponte della Bionda
Mappa con il percorso dal Sostegno Landi al Grassi e al Ponte della Bionda – ©didascalie Monica Galeotti


A 700 metri dal Landi, il Sostegno Grassi è stato sempre chiamato "Sostegnino", perchè la conca per le barche è molto stretta.


Il Sostegnino Grassi sul Canale Navile, chiamato così per la stretta conca di navigazione





Fotografia storica del Sostegnino Grassi con la darsena lungo il Canale Navile

In questo tratto, infatti, il canale è molto stretto ed è sempre stata impossibile la navigazione per le barche molto grandi.

Quelle che arrivavano da Venezia o da Ferrara si fermavano al Pelago di Corticella; le merci venivano caricate su barche più piccole, che dovevano poi riuscire a passare nella stretta via del Sostegnino, una sorta di "misura".


Primo piano del Sostegno Grassi, detto Sostegnino, lungo il corso storico del Navile












Fu costruito in legno dal Brambilla a fine del Quattrocento e riedificato dal Vignola nel 1548.


Targa sulla casa di manovra con la dicitura Sostegno del Grassi lungo il Canale Navile





Casa di manovra del Sostegno Grassi lungo il Canale Navile, testimonianza del sistema idraulico













A pochi metri dal Sostegnino Grassi si trova il PONTE DELLA BIONDA.

In questo punto i due rami, Canalazzo e Fossetta, si uniscono e il Canale Navile ritorna al suo corso naturale.


Mappa aerea di Monica Galeotti con il Ponte della Bionda e la confluenza di Fossetta e Canalazzo
Mappa aerea di Monica Galeotti con il Ponte della Bionda e la confluenza di Fossetta e Canalazzo.



E' lecito domandarsi:
perchè è stato costruito il ponte? perchè si chiama così?



Il Ponte della Bionda sul Canale Navile, storico attraversamento nella campagna bolognese


Prima della sua costruzione, i cavalli che trainavano le barche controcorrente provenienti da Corticella, in questo punto si trovavano sul Canalazzo, cioè il corso naturale del Navile, e dovevano passare sul ramo Fossetta dove ci sono i sostegni.

Lo facevano passando sopra la stessa barca che trainavano, che doveva essere abbastanza lunga da fare da ponte.

Ma l'operazione era scomodissima e così venne costruito il ponte nel tardo Seicento, quando il Navile era molto usato.



Il Ponte della Bionda visto da una prospettiva laterale lungo il percorso del Canale Navile


Il nome che gli è stato dato, invece, è una leggenda metropolitana o una verità tramandata?

Si dice che una certa "bionda" sostasse su quel ponte e pare fosse molto disponibile.


Il Ponte della Bionda ripreso da lontano, con la struttura storica interamente visibile


Il Ponte della Bionda è oggi luogo di appuntamento annuale, nel mese di luglio, con serate musicali e teatrali.

Nel 2005 il cantautore dialettale bolognese Fausto Carpani ha fondato l'Associazione Culturale "Il Ponte della Bionda", per raccogliere fondi destinati a mantenere e preservare la zona del ponte, un tempo discarica abusiva e oggi ripulita e trasformata in un'arena per spettacoli estivi.


Cancello e abitazioni dell'associazione culturale Il Ponte della Bionda lungo il Canale Navile

Il ponte stesso è stato restaurato grazie a questa associazione, con l'aiuto della Banca del Monte di Bologna.

Carpani e gli amici volontari continuano, dal Sostegnino Grassi al Ponte, a mantenere l'erba tagliata, a rimuovere i rifiuti, a sistemare le panchine e potare gli alberi.


Vista ravvicinata del Ponte della Bionda, con l'intera struttura storica sopra il canale


6 – SOSTEGNO (e Pelago) DI CORTICELLA

Per arrivare all'ultimo sostegno di questa prima parte illustrata del Canale Navile, vi è circa 1 km dal Ponte della Bionda, vale a dire circa 10 minuti di camminata. 

Esiste un Pelago perchè un tempo vi era un grande specchio d'acqua, alimentato da una derivazione del canale; oggi, invece, di acqua ne rimane poca.


Mappa di Monica Galeotti con l'itinerario dal Ponte della Bionda al Sostegno di Corticella
Mappa di Monica Galeotti con l'itinerario dal Ponte della Bionda al Sostegno di Corticella.


Dalla restara vedo il profilo del Castello Pallotti, poi Ambrosi, costruito intorno al 1870-1880 in stile simil-medievale.

Oggi è un condominio.


Castello Pallotti in stile neomedievale, costruito nell'Ottocento e visibile dalla Restara





















Raggiungo il bivio delle acque del Navile: a destra le acque si dirigono a formare il Pelago, a sinistra il Navile si dirige verso il Sostegno di Corticella.


Bivio delle acque del Navile: a destra il Pelago, a sinistra il corso verso Corticella

In questo "pelago" sorse il primo porto di Bologna, definitivamente chiuso negli anni Quaranta del Novecento.

La merce dei barconi che arrivavano dal Po e da Venezia veniva scaricata per essere trasferita in barche più piccole, che potevano arrivare a Bologna trainate dai cavalli.


Il Pelago di Corticella, antico porto di Bologna chiuso definitivamente negli anni Quaranta






Scorcio del Pelago di Corticella, specchio d'acqua legato alla storia della navigazione bolognese

Presso il pelago fu costruito successivamente, dal Vignola, il Sostegno con la conca ellittica, nel 1548.

Particolare questa forma, perchè i sostegni hanno, quasi tutti, una forma poligonale.


Il Sostegno di Corticella, opera idraulica costruita su progetto attribuito al Vignola


La Casa del Custode è in rovina; un tempo una porzione conservava una raccolta di strumenti della navigazione sui canali, a cura dell'Associazione "Salviamo il Navile". Poi è crollato il tetto.


La casa del custode del Sostegno di Corticella, edificio storico oggi in stato di rovina















Casa del custode in rovina al Sostegno di Corticella, con cartello di edificio pericolante



Veduta completa della casa di manovra abbandonata presso il Sostegno di Corticella


Fontana della Madonna dell'Olmo o della Gabella Grossa

Ai piedi del sostegno si trova la fontana della Gabella Grossa, risalente al 1689, con l'edicola votiva della Madonnina dell'Olmo.
L'immagine riproduce un soggetto mariano venerato a Cento fin dal Settecento. Secondo la tradizione popolare, era originariamente appesa a un olmo per proteggere le acque del Reno; in seguito fu trasferita in un'edicola: l'originale è oggi conservato nella Collegiata di San Biagio.

Qui a Corticella, alle spalle della fontana, un tempo cresceva un grande olmo, poi scomparso.
Dopo essere stata distrutta e abbandonata, l'edicola è stata restaurata nel 1998 dai volontari locali Stefano Gardini e Branchini.
Accanto è stato piantato un nuovo olmo e l'immagine, rubata due volte, è stata sostituita con una copia senza valore commerciale, benedetta dal vescovo di Bologna Matteo Zuppi.

L'edicola era luogo di devozione e piccola sorgente per dissetarsi, usata da barcaioli e viaggiatori.

Anche a Bologna, in via dell'Inferno 10, si trova una targa in arenaria dedicata alla Madonna dell'Olmo, inserita nel mio itinerario n. 4 alla scoperta delle immagini sacre sui muri della città.


Madonnina dell'Olmo a Corticella, edicola votiva con sorgente usata da barcaioli e viaggiatori

Oltrepassata la Madonnina giro lo sguardo; posso così fare un fotoconfronto con il passato.

Il ponte al Sostegno di Corticella in una foto del 1909.
Nell'immagine, a destra, un uomo è seduto sul muretto della Madonnina dell'Olmo.


Fotografia storica del 1909 con il ponte presso il Sostegno di Corticella sul Canale Navile
Fotografia storica della ©Collezione CaRisBo, Fondo Brighetti.


Il ponte oggi, sostituito in ferro.


Ponte in ferro presso il Sostegno di Corticella, che ha sostituito il vecchio attraversamento sul Navile



Il Castello Pallotti fa da sfondo alla bellissima conca del Vignola e alle sue strutture di manovra.


Scorcio artistico del Sostegno di Corticella con il Castello Pallotti sullo sfondo







Tramonto al Sostegno di Corticella, con la conca, le manovre idrauliche e una piccola cascata







Lucchetto dell'amore rosso sulle antiche strutture arrugginite di manovra del Canale Navile


Possiamo immaginare quanto sia stata dura la vita dei barcaioli e possiamo immaginare un Navile pieno d'acqua, via di collegamento, che trasportava merci e persone, anche se solo per 7 mesi l'anno, perchè nei mesi estivi la portata d'acqua era troppo modesta.

Caduto in disuso a seguito della costruzione di nuove strade e della ferrovia, oggi lo ritroviamo rovinato dal tempo, ma affascinante, come tutti quei luoghi che hanno una storia da raccontare.

E i sostegni sono lì a testimoniare.

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NOTE
  • Tutte le foto sono di Monica Galeotti, eccetto le immagini con fonte indicata.
  • Per vedere le foto in alta risoluzione, clicca sull'immagine. Per una visione ottimale consiglio il PC.

FONTI

Libri:
  • Carlo Garulli e Valerio Montanari, Castel Maggiore tra storia e memoria, ed. Pendragon, 2007.
  • Tiziano Costa, Il grande libro dei canali di Bologna, Costa Editore, terza edizione, 2011.
  • Tiziano Costa, Canali e Aposa, Costa Editore, 2001.



Web:

2 commenti:

  1. Semplicemente MERAVIGLIOSO! un reportage accattivante, sintentico ma esauriente e assolutamente preciso per date, definizioni, storiografia...Un racconto e un lavoro davvero splendido. Come portavoce del Comitato Salviamo il Navile posso soltanto applaudire!

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  2. Grazie mille! Dalla prima e più importante Associazione sul territorio che si occupa del Navile, il complimento vale doppio. E ricambio, perchè il vostro tempo e la vostra passione sono una grande risorsa per Bologna. Grazie ancora.

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